Contattaci

PRETI PEDOFILI

Orfano e sedotto da un prete «Ma diedero la colpa a me»

Pubblicato

il

ABUSI SUI MINORI. Nuove testimonianze dopo i fatti raccontati in tivù da tre veronesi ex allievi del Provolo
Vitaliano: «Quando la vicenda venne alla luce io fui cacciato dall’istituto e il responsabile fu trasferito in un altro collegio»

29_10_are_f1_201_resize_526_394

Una scena del film «La mala educacion» di Pedro Almodovar

Le sconvolgenti testimonianze dei tre veronesi che hanno raccontato gli abusi sessuali di cui sarebbero stati vittime da bambini nell’istituto per sordomuti Don Antonio Provolo sono stati rilanciati perfino dal sito web dell’inglese Bbc all’interno di un servizio sullo scandalo dei preti pedofili. I loro racconti erano andati in onda venerdì nella trasmissione televisiva «Mi manda Raitre». Intanto, il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, ha fatto sapere che il modo in cui la Chiesa affronta la questione degli abusi sessuali sui minori «è cruciale per la sua credibilità morale» e ammettere i fatti e chiedere il perdono delle vittime «è il prezzo del ristabilimento della giustizia».
I fatti narrati dagli ex allievi del Provolo hanno tuttavia aperto una strada. E dopo tanti anni qualcuno sta trovando il coraggio di narrare vicende analoghe vissute di persona. Vitaliano Gazzabin, 65 anni, si è rivolto direttamente al nostro giornale. La sua sembra una storia di «mala educacion» uscita dalla sceneggiatura di un film di Almodovar. Operaio in pensione e con un passato di impegno sociale in una comunità per tossicodipendenti, l’uomo, che risiede a Verona da circa quarant’anni narra un’infanzia vissuta tra orfanatrofi e istituti religiosi. «Da bambino venni abbandonato due volte: prima dai miei genitori naturali e poi dai responsabili del collegio che riversarono su di me la colpa per le attenzioni pedofile di un sacerdote. Lo ricordo bene ma nei suoi confronti», sottolinea, «non coltivo rancore perché la vera violenza l’ho subita dai superiori». Vitaliano trattiene l’emozione a fatica. «Mi sentii un reietto… mi sembra ancora di vedere l’espressione impietrita della mia mamma adottiva quando le dissero di riportarmi a casa».
La sua storia sconfina nella zona grigia in cui violenza e complicità si confondono. «Frequentavo la terza elementare», racconta, «e dopo l’orfanatrofio agli Esposti di Padova, la mia famiglia adottiva mi mandò in un istituto religioso, non di Verona, dove divenni oggetto del piacere pedofilo di un sacerdote. Dico oggetto», sottolinea, «perché non ero consapevole del significato di quel piacere, ma ne fui anche soggetto, perché, sia pure nella mia coscienza di minore, cercai e condivisi quel piacere. Noi per quanto ragazzini conoscevamo le preferenze di quel prete, e fra di noi sapevamo chi era l’amante in carica e quello che non era più nella sue grazie». Il passato riaffiora, i volti, dopo oltre cinquant’anni, sembrano materializzarsi: «Ricordo un biondino del mio stesso paese, ricordo un chioggiotto dalla forte vitalità. Devo ammetterlo: ad essere scelti, era anche motivo di vanto, perché, per quella scelta, ottenevamo regali che altri non avevano speranza di avere. Le attenzioni particolari di quel prete, che per quanto mi riguarda aprì forse una porta non chiusa, erano stemperate dai privilegi».
L’uomo fa una pausa, come per rimettere ordine nei pensieri. «Non si deve pensare al sessantacinquenne di oggi ma all’orfano di allora, anche di ogni concreto affetto».
Ma è sull’istituzione che l’ex allievo del collegio religioso veneto intende puntare il dito. «Anche nel mio caso», esclama, «si preferì usare la politica del mettiamo tutto a tacere poiché una volta scoperto il fattaccio, il prete ricevette una lettera del superiore generale in cui, notificandogli il trasferimento ad altro collegio, gli si disse di badare meglio ai suoi atti verso i collegiali. Ricordo bene quella lettera scritta a penna in corsivo con inchiostro nero e ne ricordo il contenuto perché quel prete me la fece leggere». I fatti scorrono nella memoria come fotogrammi di un film. «Il collegio era immerso in un parco, sembrava un angolo di paradiso, mi vedo seduto su una panchina, in lacrime, e di fronte a me il religioso che in tono accusatorio mi rinfaccia di essere la causa dei suoi guai. E dal collegio io fui cacciato, non trasferito. Tutto considerato, al corruttore andò meglio che al corrotto». Al dolore si somma l’amarezza. «Sono passati più di 50 anni e ho un ricordo nitido dei miei pianti, della mia solitudine di bambino abbandonato, ma non per questo», concude, «è mai venuta meno la mia stima nella chiesa dell’amore, nel suo sacro come nel suo profano. Da allora, però, ho in profondo astio la chiesa del potere: vuoi quando si serve del sacro, vuoi quando si serve del profano». [FIRMA]
Enrico Santi

l’Arena

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Per commentare puoi anche connetterti tramite:



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PRETI PEDOFILI

Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

Pubblicato

il

Immagine al solo scopo di corredo articolo

Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


Licenza Creative Commons




Crediti :
Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Politicamente scorretto, umanamente indignitoso

Pubblicato

il

L’annullamento – sulla base del ragionevole dubbio – della condanna al cardinale Pell, un’occasione ad ok che l’unico politicante di una monarchia assoluta ha colto al volo e strumentalizzato, indignando nessun cattolico, ma chi da tempo , pur restando credente, da certa chiesa si è dignitosamente dissociato.

Ma parlando di chi dignità non ne ha, di conseguenza neppure vergogna, come si dice, la gallina che canta ha fatto l’uovo, e qui troviamo in prima posizione papa Francesco che prende la palla al balzo e nomina “martiri pasquali” il cardinale Pell e don Gino Temporin, entrambi prima condannati e poi assolti.

Come se non bastasse, raschia definitivamente il fondo della tazza nella messa del giovedì santo, martirizzando questa volta quei sacerdoti, che a suo dire si vergognerebbero ad andare per le strade, perché additati come possibili pedofili e dichiara «Penso a quei sacerdoti calunniati, tante volte non possono andare per strada perché dicono delle cose brutte, in riferimento al dramma che abbiamo vissuto e la scoperta di sacerdoti che hanno fatto cose brutte. Alcuni dicevano che non potevano uscire di casa con il clergymen perché venivano insultati».

Certo tutto stride fastidiosamente quanto il gesso sulla lavagna pensando che nel concreto, al di là di tutto, non si è mai visto un solo sacerdote, prendere concretamente posizione in materia e scendere al fianco delle vittime per chiedere non solo giustizia, ma pulizia in quella chiesa di cui sono ministri.

Nemmeno da parte di Bergoglio si sono visti passi concreti, tranne centinaia di proclami disattesi, che in assenza di un contraddittorio della stampa, genuflessa a questo papato, hanno illuso chi non è vittima di questi fatti, che qualcosa si stesse facendo.

Di fatto, le vittime di tutto il mondo si lamentano indignate più di prima, si lamentano perché vedono quei pochi preti condannati in via definitiva dalla giustizia, assolti dalla chiesa e prontamente reintegrati, spesso nelle stesse comunità dove hanno commesso crimini e ancora vivono le vittime, vittime alle quali la chiesa non è ancora riuscita a dare un risarcimento umano, vittime che lamentano l’ipocrisia della falsa carità cristiana, bella nelle parole, ma totalmente assente nei fatti.

Forse è questa la vergogna legittima che provano quei preti che Bergoglio spaccia per martiri, ne hanno tutti i motivi, una vergogna dovuta solo al fallimento umano e cristiano della chiesa e dei suoi ultimi pontefici.

Francesco Zanardi



Licenza Creative Commons




Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Colombia, l’Arcidiocesi sospende 15 sacerdoti: sono indagati per pedofilia

Grande emozione ha suscitato nella comunità dei credenti in Colombia la decisione dell’Arcidiocesi di Villavicencio di sospendere 15 sacerdoti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali. La notizia è stata confermata dalla stessa chiesa locale in un comunicato nel quale ha rivelato di aver ricevuto il 14 febbraio una denuncia di una persona per “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. A seguito di ciò, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la Procura.

Pubblicato

il

Immagine al solo scopo di corredo articolo

Radio Caracol di Bogotà: se ne potrebbero aggiungere anche altri quattro, di cui uno italiano
Sono stati sospesi ben 15 sacerdoti, finiti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali, dall’Arcidiocesi di Villavicencio, in Colombia. La notizia è stata accolta con grande emozione dalle comunità cristiane. In un comunicato, la chiesa locale ha rivelato che lo scorso 14 febbraio una persona ha denunciato “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. Nella nota, l’Arcidiocesi ha manifestato “profondo dolore per questa situazione”, assicurando che “le vittime e le loro famiglie verranno per noi prima di tutto”, nell’impegno di sradicare “il terribile male degli abusi dentro e fuori della nostra istituzione”.

Dopo la denuncia, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la procura, offrendo la disponibilità a “collaborare con le indagini che dovessero svolgersi su questo caso”. Allo stesso tempo, la chiesa ha aperto un’inchiesta preliminare per permettere l’avvio del “processo canonico penale” previsto per questi casi, rispettando i diritti degli imputati.
In conclusione, secondo quanto riportato da Radio Caracol di Bogotà, oltre ai 15 sacerdoti, sarebbero finiti sotto indagine anche altri 4, due dei quali si trovano in dipartimenti colombiani (Meta e Guaviare) e altri due in Italia e Stati Uniti.

Crediti :
Continua a leggere

Chi Siamo

Vuoi ricevere le notizie?

Database Preti Pedofili

Dicono di noi

I Casi più noti

Cerca Prete Pedofilo

Archivio

LunMarMerGioVenSabDom
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930 

I più letti