Oristano, bambino ricoverato per tetano. Non era vaccinato

Da anni il tetano colpiva solo gli adulti. Il calo delle coperture ha riportato il contagio tra i bambini. Mentre si registra il secondo morto per morbillo.

Torna il tetano tra i bambini: un ragazzino di dieci anni ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano. Ma perché si è ammalato? Non era vaccinato. E intanto, dopo quello di un bimbo di Monza, si registra un secondo decesso per #morbillo . Vittima una bambina di nove anni a Roma.

Intanto i fatti. Il piccolo, in vacanza nell’isola con la famiglia, avrebbe contratto la malattia dopo essersi procurato un taglio alla fronte cadendo in bicicletta. Un incidente avvenuto prima di partire per le vacanze. Del resto, questa malattia ha un’incubazione compresa tra i 3 e i 21 giorni. Il bambino non era stato vaccinato contro il tetano. E quando i sanitari che l’hanno curato, hanno proposto una terapia con immunoglobina antitetanica, di prassi in questi casi, i genitori avrebbero rifiutato.

Il bambino non sarebbe in pericolo di vita e le sue condizioni sarebbero in miglioramento. Ma permangono alcuni sintomi della malattia, come le contrazioni muscolari e la paralisi dei nervi cranici.

La notizia fa però scalpore perché, come anticipato, si tratterebbe del primo caso di contagio di un bambino negli ultimi trent’anni. Epicentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanitàriporta dati relativi a 31casi nel decennio 1990-2000. Tutti riguardanti bambini tra gli 0 e i 14 anni.

Ciò che è certo è che il vaccino contro il tetano ha permesso di ridurre notevolmente il numero di persone ammalate. Che, sempre secondo Epicentro, è calato dell’86% dagli anni Cinquanta a oggi.

Tanto che, negli ultimi anni, ad ammalarsi erano solo adulti ed anziani. L’immunizzazione, somministrata col vaccino esavalente già a tre mesi di vita, garantisce infatti una protezione decennale. Dopodiché occorre effettuare dei richiami. Ma se per il primo ciclo di tre dosi sussisteva l’obbligo anche prima del decreto Lorenzin, quelli successivi stanno invece ai singoli. E non sono gratuiti.

Il risultato è che gli adulti, se dimenticano di effettuare il richiamo, sono esposti al contagio. Una circostanza così diffusa in Italia che uno studio epidemiologico del 2013 definiva il tetano “una continua minaccia per gli adulti”. L’episodio verificatosi nella città sarda riporta però il contagio anche tra i bambini. E finisce per alimentare il dibattito sull’obbligo vaccinale.

Ora, quello contro il tetano è uno dei quattro #vaccini che erano obbligatori anche prima che il governo portasse il numero totale a 12. Nonostante questo, però, lo scorso anno a livello nazionale la copertura era del 93,72%. Ovvero inferiore all’obiettivo del 95% fissato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale.

In questo caso però non ha senso parlare di immunità di gregge, visto che il tetano non è contagioso. Ma vaccinarsi è comunque importante, visto che basta una banale caduta in bicicletta per contrarre la malattia. Eppure ci sono zone d’Italia in cui la copertura è lontana dall’obiettivo. Lo si può vedere guardando la mappa realizzata da Wired raccogliendo i dati direttamente dalle Asl. E che rappresenta le coperture a 24 mesi per i nati nel 2013:

 


Come si può vedere ci sono molte zone d’Italia, quelle colorate di blu, dove l’obiettivo del 95% è stato raggiunto. Ma intere regioni in cui questo risultato non è stato raggiunto, come la Valle d’Aosta e tutto il Triveneto. Ancora una volta: il tetano non è contagioso, quindi non si tratta di far scattare l’effetto gregge. Ovvero l’immunizzazione anche per coloro che non possono vaccinarsi. Ma vista la facilità con cui è possibile esporsi al contagio, e il fatto che il 40% dei malati muore, il vaccino è la soluzione più semplice.

Intanto ieri è stato registrato il secondo caso di decesso legato al morbillo. Vittima una bimba di 9 anni, ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma. La piccola era affetta da una malattia genetica, scrive l’edizione on line di Repubblica. Che riporta anche le parole del primario della Pediatria Alberto Villani“era in una condizione di estrema fragilità, ma se avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta”.

Si tratta del secondo dovuto al morbillo decesso nel giro di pochi giorni. In una situazione che vede più di 3mila casi dall’inizio dell’anno. Favorita dalle basse coperture vaccinali, che nel 2016 in Italia non sono andate oltre l’87,26%.

     
 
 

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Crediti :

Wired

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Medicina

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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