Contattaci

PRETI PEDOFILI

Ossa sotto un palazzo del Vaticano. Il giallo che può riaprire il caso Orlandi

Il ritrovamento in un locale della Nunziatura apostolica in via Po a Roma. La Procura indaga per omicidio

Pubblicato

il

Delle ossa ritrovate nelle ultime ore in un palazzo di proprietà della Santa Sede, all’esterno dello Stato della Città del Vaticano, ma comunque protetto dall’extraterritorialità, riaccendono la speranza di fare un passo in avanti verso la verità su uno dei misteri più oscuri negli ultimi decenni: la scomparsa di Emanuela Orlandi. La figlia quindicenne di un messo pontificio, che abitava con la famiglia in Vaticano e scomparve nel nulla un pomeriggio del giugno 1983. La Procura di Roma, in relazione al ritrovamento, ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio.

Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre, durante dei lavori di ristrutturazione negli scantinati di un palazzo nel quartiere Salario, in pieno centro di Roma. Si tratta di «Villa Giorgina» in via Po 27, la nunziatura apostolica presso l’Italia, dove attualmente risiedono l’arcivescovo Paul Emil Tscherrig e il personale di rappresentanza. L’edificio venne lasciato in eredità al Vaticano nel 1949 dall’industriale (e senatore del Regno d’Italia) Abramo Giacobbe Isaia Levi ed è intitolato alla figlia scomparsa in tenera età.

Al momento però non è stato accertato né il sesso, né l’età, della persona di cui sono stati rinvenuti i resti, né l’epoca nella quale le ossa erano state occultate e nemmeno si è stabilito se i resti appartengano a una sola persona: ogni collegamento con il caso Orlandi è al momento del tutto prematuro.

 

«Durante alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla nunziatura apostolica in Italia», informa un comunicato della Sala Stampa vaticana, «sono stati rinvenuti alcuni frammenti ossei umani. Il Corpo della Gendarmeria è prontamente intervenuto sul posto, informando i superiori della Santa Sede che hanno immediatamente informato le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda». Il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, riferisce ancora il comunicato, «ha delegato la Polizia scientifica e la Squadra mobile della questura di Roma al fine di stabilirne l’età, il sesso e la datazione della morte».

Ossa Orlandi

In passato si sono già verificati altri episodi analoghi. Già in altra occasione infatti in nelle proprietà del Vaticano, durante lavori di restauro, erano state rinvenute delle ossa, e la Santa Sede si era rivolta agli investigatori italiani. I resti ritrovati sono stati già affidati per le analisi di laboratorio agli esperti scientifica per procedere con le comparazioni. Si potrà dunque verificare se le ossa possano essere compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi ma anche con quello di Mirella Gregori, un’altra minorenne, scomparsa un mese prima della Orlandi.

Fino ad oggi, nonostante molte inchieste, nulla di certo è stato stabilito sulla sorte della ragazza, cittadina vaticana, il cui rapimento si è trasformato in un caso internazionale, con tentativi di depistaggio, emissari di ogni genere, lettere anonime, telefonate alla famiglia Orlandi. Sullo sfondo, un tentativo di far pressioni su Giovanni Paolo II. Venne chiesta anche la liberazione dell’attentatore che due anni prima aveva sparato al Papa, Ali Agca, in cambio della vita di Emanuela.

Ma non esiste una prova certa del fatto che la ragazza sia rimasta viva dopo essere stata rapita nei pressi del Senato, all’uscita da una lezione di flauto.

Invano sono stati cercati i suoi resti nella tomba del boss della Magliana Renatino De Pedis, sepolto nella basilica di Sant’Apollinare, adiacente alla scuola di musica frequentata dalla Orlandi. E tanti pentiti o sedicenti tali negli anni con i loro racconti hanno contribuito a rendere sempre più oscura e ingarbugliata la vicenda.





Licenza Creative Commons



 

 

 

Crediti :

la Stampa

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

Pedofilia, negli Usa centinaia di preti accusati e senza supervisione

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

Pubblicato

il

Immagine a scopo di corredo articolo

Circa 1.700 sacerdoti e altri membri del clero, accusati credibilmente di abusi sessuali contro minori, continuano a condurre la loro vita con pochi controlli, o addirittura nessuna supervisione, da parte delle autorità religiose o forze dell’ordine.

Lo rivela un’indagine della Associated Press condotta nelle diocesi negli Stati Uniti.
«Questi membri del clero ora insegnano o vivono accanto a campi da gioco», scrive l’Ap. Secondo l’inchiesta giornalistica decine di loro hanno commesso ancora crimini dopo avere lasciato la Chiesa, inclusi reati di violenza sessuale.

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

E le autorità civili, come la polizia, affermano che la loro competenza è limitata alle persone condannate. Il risultato è che non è stato preso per 1700 di loro nessun provvedimento anche di prevenzione di nuovi abusi.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Vaticano, abusi sui “chierichetti del Papa”: chiesti due rinvii a giudizio

Un sacerdote ventottenne è accusato di violenza continuata e abuso di autorità. Le violenze sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro

Pubblicato

il

Immagine a puro scopo illustrativo

La procura di Roma è in attesa di risposte dalla Santa Sede in relazione alla rogatoria internazionale inoltrata nell’ambito dell’inchiesta per abusi sessuali nel preseminario San Pio X, in Vaticano, che vede indagato don Gabriele Martinelli.

Il sacerdote ventottenne, scrive l’Ansa, è accusato di violenza continuata e abuso di autorità, reati che sarebbero stati commessi quando Martinelli frequentava il pio collegio opera di Don Fulci, il pre-seminario in Vaticano dei cosiddetti “chierichetti del Papa”. Le violenze, secondo quanto scrive oggi Il Messaggero, sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro.

L’indagato avrebbe compiuto i reati nei confronti di suoi compagni di collegio. Nelle scorse settimane è stata perquisita l’abitazione di Martinelli in provincia di Como. Su questa vicenda la magistratura vaticana ha chiesto il rinvio a giudizio per Martinelli con l’accusa di abusi sessuali, e per don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Open.online

Continua a leggere

PRETI PEDOFILI

Maxi scandalo pedofilia nel Missouri, accusati 163 preti

Per il procuratore la Chiesa “ha coperto gli abusi” su centinaia di vittime

Pubblicato

il

Ancora un maxi scandalo negli Usa per pedofilia e molestie da parte di uomini di Chiesa. Il Procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato che trasmetterà gli atti ai competenti procuratori locali per perseguire decine di preti e religiosi di quattro diocesi accusati di abusi sessuali o condotta inappropriata nei confronti di minori. Sarebbero 163 i religiosi individuati, dei quali circa 80 sono morti mentre altri 16 erano già stati portati all’attenzione dei procuratori locali. Le presunte vittime sarebbero centinaia.

Il corposo rapporto presentato alla stampa americana, oltre trecento pagine, ripercorre le vicende e le accuse degli ultimi settant’anni. In particolare il procuratore Schmitt riporterà alle procure locali 12 casi concreti di accuse di abuso sessuale; sono oltre 2.300 i documenti visionati che riguardano sacerdoti, diaconi, seminaristi e suore forniti dalle quattro diocesi cattoliche del Missouri nell’ultimo anno.

I 163 ecclesiastici sotto accusa, dei quali appunto molti sono morti considerato che l’inchiesta parte dal 1945, erano stati accusati di abusi nei confronti di minori e in alcuni casi sono stati accusati più volte e da più persone. “Non c’è dubbio – ha sottolineato il Procuratore generale del Missouri – che si è trattato di un lungo e duraturo insabbiamento per nascondere gli abusi. L’attenzione della Chiesa era più concentrata sulla protezione dei sacerdoti che sulla tutela delle vittime”, ha detto ancora Schmitt aggiungendo: “Per decenni nessuna regione dello Stato del Missouri è stata risparmiata” da questa piaga.

Le presunte vittime degli abusi erano parte di famiglie molto vicine alle parrocchie, ragazzi anche coinvolti nei servizi della Chiesa come quello dei chierichetti. “Molte testimonianze delle vittime dimostrano la grande stima che le comunità avevano per i sacerdoti e i vescovi che prestavano una particolare attenzione ad uno dei suoi membri”, si legge nel rapporto evidenziando dunque la difficoltà delle stesse vittime a denunciare gli abusi. In attesa che i casi concreti, tra quelli ancora perseguibili, seguano il loro iter nei tribunali, il Procuratore ha rivolto alcune raccomandazioni alle diocesi, tra le quali quella di esercitare un maggiore controllo sulla vita degli ordini religiosi.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Chi Siamo

Database Preti Pedofili

Dicono di noi

I Casi più noti

Cerca Prete Pedofilo

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

I più letti