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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, accusa all’ex cardinale McCarrick: sesso in confessionale

James Grein lo ha dichiarato al vicario giudiziale dell’arcidiocesi di New York, incaricato dalla Santa Sede di raccogliere la sua testimonianza per l’inchiesta istruita dal Vaticano

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James Grein, un uomo della Virginia che sostiene di essere stato abusato da bambino dall’ex cardinale McCarrick, accusa l’alto prelato di averlo molestato anche in confessionale. Lo ha dichiarato alle autorità vaticane. Spiega il suo avvocato, Patrick Noaker: Grein ha deposto giovedì scorso per circa un’ora davanti al vicario giudiziale dell’arcidiocesi di New York, incaricato dalla Santa Sede – tramite la Congregazione per la Dottrina della Fede – di raccogliere la sua testimonianza per l’inchiesta canonica istruita dal Vaticano. Grein afferma di essere stato abusato dall’ex arcivescovo di Washington da quando negli anni Settanta era un bimbo di 11 anni. E le accuse sulle ripetute molestie durante il sacramento, una gravissima offesa per il Diritto canonico, si sono aggiunte all’originale denuncia di abusi su minore emersa la scorsa estate.

L’ex cardinale Theodore McCarrick

Le assoluzioni in camera

Theodore E. McCarrick, all’epoca un prete dell’arcidiocesi di New York, era vicino alla famiglia di Grein. Aveva battezzato James e, prima di celebrare messa in casa degli amici, portava il bimbo in camera per ascoltarne la confessione. «Allungare le mani era diventato parte del rituale. Accadeva quasi tutte le volte», afferma Noaker, precisando che l’assoluzione consisteva nel molestare James. L’avvocato aggiunge che il collegamento dell’abuso con un sacramento come la confessione continua a tormentare il suo cliente ancora oggi.

Il caso McCarrick, ex arcivescovo di Newark e poi di Washington, è esploso in giugno quando un’indagine interna della Chiesa aveva definito credibili le accuse di aver molestato un ex chierichetto negli anni Settanta. A dispetto delle smentite dell’alto prelato, lo scandalo aveva creato una nuova crisi per la Chiesa americana e le stesse gerarchie vaticane dal momento che non era apparentemente un segreto che «Zio Ted», come si faceva chiamare, facesse sesso con seminaristi adulti.

Così dopo la pubblicazione delle accuse riguardanti la condotta di McCarrick, papa Francesco il 28 luglio scorso gli ha tolto la berretta cardinalizia e ha «disposto la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa» per «una vita di preghiera e di penitenza» in attesa dell’esito del processo canonico.



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la Stampa

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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PRETI PEDOFILI

Parroco condannato a cinque anni per atti di pedofilia. Vittime ragazzini dai 7 ai 15 anni

Il legale di Bernard Preynat ha giudicato la pena «smisurata» Le vittime avevano un’età compresa tra i 7 e i 15 anni

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Bernard Preynat

Lione – Padre Bernard Preynat, ex parroco finito a processo a Lione con l’accusa di pedofilia, è stato condannato.

Il giudice ha stabilito che l’ex prelato di 75 anni dovrà scontare cinque anni di carcere senza la possibilità di chiedere la libertà condizionale. La sentenza è più mite rispetto alla richiesta della pubblica accusa, che chiedeva che Preynat fosse condannato a otto anni senza condizionale.

Il legale del 75enne ha contestato la sentenza, definendo la pena «smisurata». L’atto finale del processo si è tenuto a porte chiuse: pubblico e media non hanno potuto accedere al tribunale sulla base delle prescrizioni di sicurezza per contrastare il diffondersi del coronavirus.

Preynat, ex parroco di Sainte-Foy-les-Lions, è stato giudicato responsabile di atti di pedofilia ai danni di giovani scout. Gli abusi sono stati commessi in un periodo di tempo che va dal 1971 al 1991. Le vittime avevano un’età compresa tra i 7 e i 15 anni.



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tio.ch

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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, le vittime argentine dell’Istituto Provolo: se Vaticano sapeva ora ci dia le prove

Le vittime erano bambine bambini sordi, le violenze avvenivano soprattutto di sabato, quando c’erano meno testimoni, oppure di notte, quando i ragazzi toglievano l’apparecchio acustico e non potevo sentire le grida degli altri.

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Immagine al solo scopo di corredo articolo

Autori di abusi e torture alcuni sacerdoti e suore che prendevano di mira i soggetti più vulnerabili in assoluto: i bambini orfani o i cui genitori vivevano molto lontano. Agli studenti non era permesso imparare la lingua dei segni (era il cosiddetto metodo oralista inventato dal fondatore, Antonio Provolo) impedendo loro di fatto anche di denunciare. La vicenda inizia nella sede centrale dell’Istituto Provolo, a Verona: dopo le prime accuse di molestie don Nicola Corradi viene trasferito in Argentina dove continua il ciclo di violenze a Mendoza e a La Plata finchè gli ex alunni iniziano a denunciare e nel 2019 il sacerdote viene condannato a 42 anni di carcere, il suo vice a 45 – le condanne più pesanti mai inflitte per questi crimini. Ora le vittime chiedono al Vaticano di fornire loro tutti i documenti sull’Istituto, in modo da continuare le indagini e assicurare alla giustizia tutti i colpevoli. Nel focus l’intervista di Veronica Fernandes alle vittime, il servizio di Vania De Luca sul percorso di iniziato da Papa Francesco con il Summit contro la Pedofilia e un’analisi della vicenda di Emiliano Guanella, che ha seguito il caso in Argentina.

IL CASO ISTITUTO PROVOLO


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Rai News 24

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PRETI PEDOFILI

“La pedofilia non uccide nessuno, l’aborto sì”.

Il prete cattolico di Rhode Island nella sua chiesa ha vietato la comunione ai legislatori statali che hanno sostenuto la legge sul diritto all’aborto

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Il prete cattolico di Rhode Island nella sua chiesa ha vietato la comunione ai legislatori statali che hanno sostenuto la legge sul diritto all’aborto

“La pedofilia non uccide nessuno, l’aborto sì”. È polemica negli Stati Uniti per le dichiarazioni pronunciate in diretta tv dal reverendo Richard Bucci. Il prete cattolico di Rhode Island nella sua chiesa ha vietato la comunione ai legislatori statali che hanno sostenuto la legge sul diritto all’aborto e in un’intervista rilasciata all’affiliata della NBC, la WJAR, ha commentato il fatto.

Per il reverendo della ‘Sacred Heart Church’ di West Warwick  l’aborto è un “massacro di bambini innocenti”: “Non c’è paragone tra pedofilia e aborto. La pedofilia non uccide nessuno, l’aborto lo fa”. Bucci ha quindi rimarcato come che il numero dei bambini abusati sia inferiore a quello degli aborti, per poi aggiungere “che non significa che l’abuso non sia una cosa orribile”.

Prima della dichiarazione shock, il prete era già finito al centro delle polemiche. Con una lettera aveva reso noti i nomi dei 44 deputati e senatori del Rhode Island che l’anno scorso avevano votato a favore del Reproductive Privacy Act, legge che prevede una serie di libertà e diritti alle donne che decidono di abortire.

In tanti hanno contesta le sue parole. Tra le prime, anche Carol Hagan McEntee, deputata statale del partito democratico, nella lista dei 44: “Quando dice che la pedofilia non uccide, chiaramente non sa cosa dice. Avrebbe dovuto ascoltare testimonianze e saprebbe che ci sono molte vittime che non sono più tra noi. Voci ferite a cui hanno rubato l’infanzia. Hanno praticamente distrutto le loro vite. E quelli che ancora possiamo ascoltare sono tra i fortunati perché sono ancora vivi. Non sono morti per overdose o suicidio. Ce ne sono molti altri che non sono mai riusciti a farsi avanti”.

 

 



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