Contattaci

CRIMINI VATICANI SUI MINORI

Pedofilia: don Angelo Blanchetti viola obbligo di dimora, torna ai domiciliari

Pubblicato

il

Torna agli arresti domiciliari don Angelo Blanchetti, il #sacerdote bresciano di Darfo, in Vallecamonica, arrestato un anno fa per atti di #pedofilia  con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 12 anni che ha raccontato, prima ai genitori e poi agli inquirenti, di essere stato costretto ad avere rapporti per diversi anni. Il prete ha violato l’obbligo di dimora nel comune di Capo di Ponte, dove si era trasferito a casa di un parente, e così per lui è scattata la misura degli arresti domiciliari.

 

IL CASO DON ANGELO BLANCHETTI

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

il Corriere

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Scrivi un commento

avatar
  Iscriviti  
Notificami

CRIMINI VATICANI SUI MINORI

Oltre un centinaio di aggressioni, prete pedofilo condannato

Pubblicato

il

Un 53enne è sconterà 8 anni e mezzo di carcere per aver commesso oltre un centinaio di aggressioni sessuali in diversi Paesi. Anche in Svizzera

BERNA – Un ex prete di 53 anni è stato condannato oggi da un tribunale tedesco a otto anni e mezzo di reclusione per aver commesso oltre un centinaio di aggressioni sessuali su cinque bambini e una 18enne. I fatti sono avvenuti negli anni ’90 in Germania e in diversi altri Paesi, tra cui la Svizzera.

Prima di scontare la pena, l’uomo dovrà sottoporsi a un trattamento psichiatrico in un’istituzione chiusa. La durata di questo internamento non è stata fissata. Secondo il tribunale di Deggendorf (Baviera) sarà di diversi anni.

Gli abusi, stando a quanto riferisce il tribunale in un comunicato citato dalla Dpa, sono durati sette anni. I fatti sono avvenuti in Germania, Austria, Italia, Polonia e Svizzera.

L’uomo aveva già scontato cinque anni e mezzo di carcere tra il 2003 e il 2009 per reati sessuali. In una sentenza risalente al 2008, un tribunale ecclesiastico di Friburgo in Brisgovia aveva escluso l’uomo dalla Chiesa cattolica, ricorda l’agenzia di stampa tedesca Dpa.

 

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

Tio.ch

Continua a leggere

CRIMINI VATICANI SUI MINORI

Riti esorcisti e violenza sessuale, arrestato sacerdote nel Casertano

Pubblicato

il

abused girl

Don Michele Barone era stato già sospeso dalle funzioni religiose dal vescovo di Aversa. “Curava” una bimba con problemi psichici

don Michele Barone

don Michele Barone

È finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia don Michele Barone, il prete di Casapesenna che  curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni coEn problemi psichici. Stamattina  la Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere guidata da Maria Antonietta Troncone, ha eseguito un’ordinanza di custodia in carcere, emessa dal GIP dello stesso Tribunale.

Ai domiciliari invece sono finiti i genitori della ragazzina, Cesare Tramontano e la moglie Lorenza Carangelo, entrambi di Maddaloni ma residenti a Casapesenna. Ai domiciliari anche Luigi Schettino, dirigente di polizia che cercò di convincere Nicoletta Tramontano, la sorella della giovane vittima, a ritirare la denuncia nei confronti del prete esorcista.

La vicenda è venuta fuori grazie ad un servizio televisivo andato in onda nella trasmissione de “Le Iene”, nella quale Nicoletta racconta di come don Michele Barone, esorcizzava la sorellina,  bisognosa invece di cure mediche. Ma nell’ordinanza di custodia cautelare sono venuti fuori anche altri particolari scabrosi che gli inquirenti hanno appreso dalla bocca di diversi testimoni. Il prete avrebbe anche praticato altri esorcismi su diverse donne, abusando di loro sessualmente, costringendole a spogliarsi e a dormire nello stesso letto, insieme con la sua amante. Per la Procura, don Michele Barone era a capo di una vera e propria setta.

“Le indagini – dice la procuratrice Maria Antonietta Troncone – hanno consentito di stigmatizzare un contesto criminale inquietante. Don Michele Barone, agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore e una giovane  – medievali e brutali riti esorcisti, da qui l’accusa di violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia”.

In pratica don Michele Barone convinceva le giovani donne che erano possedute dal demonio e, una volta carpita la loro buona fede, le sottoponeva a trattamenti disumani e “lesivi della loro integrità fisiopsichica, nonché della loro dignità”. Nel corso di quotidiani riti di “liberazione e purificazione dell’anima”, sia la minore che la giovane, nonché altre vittime, “sono state violentemente percosse, brutalmente ingiuriate e minacciate, e costrette a subire contro la loro volontà atti sessuali: palpeggiamenti in zone erogene, denudazione e l’aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante”.

Inoltre il sacerdote convinceva le donne a sospendere i trattamenti farmacologici cui erano in precedenza sottoposte per gravi patologie da cui erano affette e, addirittura, sempre a seguito di diktat del prelato, hanno sospeso la normale alimentazione e si sono nutrite per mesi con flebo di glucosio e/o latte e biscotti.

“Le attività investigative  – dice ancora la Troncone – hanno consentito, altresì, di accertare la perpetrazione di ulteriori ipotesi di violenza sessuale aggravata, perpetrate dal Barone ai danni di una donna, la quale, sempre in virtù di una profonda manipolazione psicologica subita a seguito dell’interlocuzione col sacerdote e in evidente condizione di inferiorità fisica e psicologica rispetto allo stesso, è stata costretta in più circostanze, a compiere e a subire atti sessuali, con la minaccia che, nell’ipotesi di rifiuto, sarebbe stata certamente “punita” dalla Madonna, da San Michele e da altri Angeli e Santi”.

Le ordinanze cautelari hanno riguardato anche  Cesare Tramontano  e Lorenza Carangelo, genitori della ragazzina  sulla quale il prete praticava l’esorcismo. Per la Procura “hanno partecipato a numerosi episodi di maltrattamento, contribuendo consapevolmente e volontariamente alla realizzazione dei feroci soprusi ai danni della figlia. Cesare Tramontano, infine, in concorso con il dirigente di polizia Luigi Schettino – anch’egli sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari – ha cercato insieme al Barone di costringere la sorella della minore a ritirare l’esposto presentato presso il commissariato di Chiaiano e volto a denunciare le gravissime condotte perpetrate ai danni della minore. Schettino – dice ancora la Procuratrice –  adepto della setta riconducibile a don Michele Barone è stato ritenuto responsabile, in concorso, anche dei maltrattamenti subiti dalla minore, non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza e avendo l’obbligo giuridico di impedire l’ulteriore protrazione dell’evento criminale.”

Nei giorni scori don Michele Barone era stato  sospeso per un anno dal vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo:  “Dalla data odierna, per la durata di un anno –  è scritto nel decreto di sospensione del vescovo –  revoco al summenzionato sacerdote, entro il territorio di questa Diocesi: la Facoltà di celebrare in pubblico sacramenti o sacramentali, in specie di celebrare la Santa Messa;  la facoltà di ascoltare le confessioni (can. 974, paragrafo I ); la facoltà di predicare, in chiese e oratori (can. 764) o in occasione di riunioni di fedeli”.

• LA DIOCESI DI AVERSA
“La Diocesi di Aversa, da fonte ufficiale, ha oggi appreso del provvedimento di misure cautelari emesso nei confronti del sacerdote Michele Barone di questa diocesi e membro dell’Associazione missionari della piccola casetta di Nazaret. “Profondamente addolorata per quanto appreso, ed attendendo con fiducia gli sviluppi delle indagini da parte della magistratura competente, esprime profondo rammarico e vicinanza e solidarietà alle vittime ed alle persone coinvolte”. Così
in una nota la Diocesi di Aversa dopo l’arresto per violenza sessuale di don Michele Barone, il prete ‘esorcista’ di Casapesenna

“Al contempo la Diocesi, che già aveva emanato un Decreto di revoca delle facoltà ministeriali, prendendo atto delle più dettagliate accuse alla condotta del sacerdote, vive con i fedeli un tempo di sconcerto e sofferenza per quanto appreso. Nella tristezza del momento, a tutti chiede rinnovata attenzione ad un autentico cammino di vita e di fede per il bene di ogni persona”.

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

la Repubblica

Continua a leggere

CRIMINI VATICANI SUI MINORI

Diego, abusato a 13 anni da un prete: “Diceva che il mio seme gli curava lo stomaco”

Pubblicato

il

Diego Esposito ha 40 anni e da dieci aspetta che venga celebrato il processo per gli abusi subiti quando era solo un ragazzino da don Silverio Mura, il suo insegnante di religione. Oggi ha perso il lavoro, una pesante terapia farmacologica che cura i segni degli abusi lo abbatte metà del giorno sul letto della sua stanza. Spesso si sente disilluso e solo, eppure, sostenuto dal suo avvocato Carlo Grezio e dalla criminologa Luisa D’Aniello, non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia alla Chiesa. “Lo faccio per le altre vittime – dice in una lunga intervista – non deve vincere il massaggio che chi denuncia è condannato a passare il resto della vita isolato e inascoltato, questa storia deve andare in modo diverso”.

L’ora di religione

L’orrore, racconta Diego, inizia quando il suono della campanella scolastica annuncia l’ora di religione. Ha il volto di un professore trentenne, sacerdote in una chiesa della periferia est di Napoli, quella di Ponticelli dove negli anni ’80 l’abito talare è riverito e temuto. Quella di Diego, 13 anni, è la classica famiglia di condizioni modeste e molto devota, che trascorre le sue vacanze in pellegrinaggio e considera un privilegio avere un rapporto di amicizia con un sacerdote. Così, quando don Silverio Mura invita Diego a casa lui è felice e onorato. È il 1988.

La stanza del prete

Ero al terzo della scuola media (oggi chiamata a giudizio per quei fatti, ndr) – comincia – don Silverio mi portò nella sua stanza, chiuse la porta e vi sistemò davanti una poltrona pesante, così che se qualcuno avesse provato a entrare, essendo sprovvista di chiave, sarebbe rimasto bloccato. Si sdraiò sul lettino, io ero sulla poltrona. “Vieni a sederti qui vicino a me”, mi disse. Iniziò a toccarmi. Io ero a disagio, rigido, impietrito, non capivo cosa stesse succedendo, ma restai letteralmente sconvolto quando mi baciò in bocca. Lui capì che ero sotto choc e per calmarmi mi disse: “Stai tranquillo, lo faccio perché ti voglio bene”.

Le manipolazioni

Diego racconta questi particolari davanti alla moglie , che lo accompagna fedelmente in questo cammino di profondo dolore e grande frustrazione da quasi dieci anni. La voce non trema, anzi, riprende il racconto con lucida precisione, come se i fatti fossero avvenuti ieri. “Gli abusi iniziarono così – dice – a pochi metri dall’anziana madre del parroco, e andarono avanti per tre lunghi anni. Io subivo passivo, piegato su quella poltrona, rigido come un sasso. A volte pretendeva di avere con me rapporti orali, diceva che il mio seme gli curava il mal di stomaco, che ne aveva bisogno”.

Don Silverio

Trovava sempre una giustificazione per ogni sua richiesta – continua Diego – era un un uomo molto manipolatorio, ricordo che mi regalò perfino una moto (che mi indusse a guidare senza patente), per placare la mia angoscia . Ho sempre pensato che avesse due facce: una affabile e socievole, l’altra spietata e calcolatrice, perfino avida, ricordo come maledicesse i fedeli quando le offerte non erano sostanziose”. All’epoca, però, credevo a tutto quello che mi diceva e non ho mai dubitato, neanche di fronte all’evidenza, che quelle cose avvenissero solo con me”.

Le altre vittime

“Ricordo che un giorno andai trovarlo a casa, ma sua madre al citofono mi disse che suo figlio non c’era. Non mi convinse, notai che la finestra della stanza aveva la tapparella tirata giù. Lui la chiudeva completamente solo quando faceva le sue ‘sporche cose’ con me. Decisi di aspettarlo davanti alla sua casa, ero sicuro che la madre mentiva, che lo stava coprendo. Dopo circa tre ore il prete uscì con un bambino, era più piccolo di me. Scoppiai in lacrime andandogli incontro, lui spinse da parte il piccolo e mi disse che era un equivoco, che avevo capito male. E io gli credetti. Solo da adulto, dopo tanti anni, sono riuscito a realizzare che quella era un’altra vittima. Oggi lo so, ho conosciuto altre vittime che sono parte del procedimento civile, ne ho la certezza”.

La presa di coscienza

Dopo tre anni Diego va per la sua strada interrompe i rapporti con il prete trova un lavoro, si sposa e va a vivere fuori Napoli. Finalmente una vita normale: un impiego di responsabilità pieno di gratificazioni, apprezzato da superiori e colleghi. Dieci anni dopo, il trasferimento in Campania con la moglie e i figli, il ritorno, a pochi chilometri dal prete e nel 2010, a quarant’anni, un episodio sconvolgente: la mente torna a fare i conti con quel passato terribile. Un violentissimo attacco di panico lo porta in ospedale. Sentendosi a un passo dalla morte, Diego confessa alla moglie e alla madre gli abusi subiti da bambino. E per la prima volta, la confusione e la vergogna lasciano il posto alla consapevolezza dell’abuso.

La denuncia

È lo psichiatra con il quale affronta questo doloroso tema a indirizzarlo verso la denuncia. “L’ho ritenuto utile per le strategie terapeutiche, oltre che un mio obbligo di cittadino e cattolico”, dirà il dottor A. R.. Diego affronta il percorso di denuncia per due volte, una dai carabinieri locali (il reato è ormai prescritto) e l’altra presso la Curia, dove gli assicurano che la sua storia verrà seguita. “Aspettavo che dalla Chiesa mi dessero una risposta o semplicemente che mi ascoltassero – riprende Diego – ma nulla di tutto questo è mai successo. Il ‘Don’ ha continuato ad essere un prete e un insegnante e io, a stare sempre più male”.

Papa Francesco

Scrissi a papa Francesco ottenendo che mi chiedessero nuovamente di sporgere denuncia. Nel 2014 padre Luigi Ortagli, delegato da Papa Bergoglio a occuparsi del caso, raccolse la mia seconda denuncia. Intanto i giornali avevano ripreso il mio caso e quando chiesi conto di dove si trovasse il prete mi venne risposto che si trovava in una struttura per quel ‘tipo di casi’. Ad oggi non so dove sia, solo solo che non è più un insegnante.

La risposta della Chiesa

La mia frustrazione ha continuato a salire tanto da chiedere udienza al Cardinale Sepe. Nel 2016, circa un anno fa, un comunicato stampa firmato da padre Ortagli smentiva le mie accuse di insabbiamento contro il cardinale Sepe, menzionando il mio vero nome 8 volte, violazione per la quale oggi è in corso un procedimento penale”.

L’epilogo

Da dopo la denuncia la mia vita è segnata, seguo una terapia farmacologica molto pesante per i disturbi che mi sono derivati dal trauma, mi sento ignorato da chi dovrebbe darmi risposte, ho minacciato il suicidio come estremo atto di protesta e per tutta risposta mi è stato revocato il porto d’armi senza il quale non potevo più fare la guardia giurata, ed eccomi disoccupato. Perché lo faccio? Io voglio un processo ecclesiastico. Voglio la verità. La mia storia sia d’esempio.

 

IL CASO DON SILVERIO MURA

 

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

Fanpage

Continua a leggere

Preti Pedofili

Database Preti Pedofili

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

2

Pedofilia: una lettera mette nei guai il Papa

A giornalate in faccia come in Cile
  • 8 February 2018 by Giuseppe Maccaferri

2

Pedofilia: una lettera mette nei guai il Papa

IL PRETE PEDOFILO è UN CRIMINALE , IL PRETE GAY ...
  • 7 February 2018 by Graziella Di Gasparro

Trending

Show Buttons
Hide Buttons