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Pedofilia: gli orrori della Diocesi di Savona

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questa-la-portaSono usciti dalla cassaforte della Diocesi di Savona i documenti su don Nello Giraudo, per la prima volta la Magistratura ha spulciato ogni carta della Curia da cui sono emerse verità agghiaccianti: “C’è una lettera inviata dal Vaticano a Monsignor Lupi in cui è specificato che Don Giraudo era già stato incriminato negli anni ottanta per molestie – ha detto Francesco Zanardi che già in passato aveva denunciato gli abusi – “Nel savonese abbiamo contato almeno 50 persone che hanno subito le “attenzioni” del sacerdote”.

 

 
sapeva-del-prete-pedofiloVittima di abusi sessuali, abusato da don nello giraudo nell’81 all’età di 11 anni (abusi dall’81-86) Francesco Zanardi: “Solo quando ho avuto in mano i documenti restituiti dalla magistratura sono rimasto ulteriormente scioccato perché, in quei documenti c’è una lettera del vaticano mandata a vittorio lupi; nella quale il vaticano dice a lupi che già negli anni ’80, nell’anno 1980 giraudo ebbe la prima denuncia per molestie”. Parlando delle vittime, Zanardi dice: “Li abbiamo contati.. sono quasi una cinquantina”.

Tra coloro che sapevano, è emerso il nome di joseph ratzinger, ora papa emerito, allora prefetto della congregazione per la dottrina della Fede. Cioè l’organismo del vaticano che ha il compito di vigilare sulla purezza della dottrina della chiesa cattolica. L’allora cardinale joseph ratzinger riceve una lettera del monsignor calcagno:

 

 

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Francesco Zanardi aggiunge: “Il cardinale ratzinger quando era cardinale ancora nel 2003 sapeva già, molto bene, di questa situazione savonese in quanto gli era stata già comunicata da domenico calcagno”.

Oggi giraudo vive tra Finale e Savona, possiede due case. Proprio l’altra sera avevo visto il programma LE IENE dove parlava appunto di questo prete pedofilo, e faceva notare che cardinali saputo il fatto, di volta in volta, “quando la combinava”, decidevano di “spostare” il prete pedofilo lontano una decina di chilometri da Savona, in un paese dove addirittura gli venivano riaffidati altri ragazzini da gestire come capo di Istituti per minori. Ne ha cambiato diversi di paesi nella circoscrizione savonese.

Dopo il primo caso di abuso sessuale il cardinale monsignor sanguinetti, vescovo di allora.. lo spostò da Valleggia a Spotorno dove abusò di Francesco Zanardi!

Per il servizio delle IENE: “Trincia: Abusi coperti dalla chiesa dei vescovi e un cardinale hanno coperto gli abusi sessuali di don nello giraudo”

lo si può vedere integralmente su questo link: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/376460/trincia-abusi-coperti-dalla-chiesa.html

Agghiacciante! Su YouTube ho trovato solo questo tralcio:

lettera-a-joseph-ratzinger-che-lo-informa-del-caso-di-pedofilia-di-don-nelloDIOCESI DI SAVONA: saltano fuori i documenti su don Nello Giraudo, prete incriminato di pedofilia. Una cinquantina le sue vittime di abuso sessuale. marzo 4, 2013 – Intrighi Economia, politica, Preti Pedofili – Tagged: abusi sessuali, chiesa cattolica, Conclave, Congregazione per la dottrina della fede, domenico calcagno, francesco zanardi, Joseph Ratzinger, minori, molestie, nello giraudo, pedofilia, savona, usa, vaticano, vittorio lupi – no comments Ascolta Pubblicato in data 04/mar/2013 Sono usciti dalla cassaforte della Diocesi di Savona i documenti su don Nello Giraudo, per la prima volta la Magistratura ha spulciato ogni carta della Curia da cui sono emerse verità agghiaccianti: “C’è una lettera inviata dal Vaticano a Monsignor Lupi in cui è specificato che Don Giraudo era già stato incriminato negli anni ottanta per molestie – ha detto Francesco Zanardi che già in passato aveva denunciato gli abusi – “Nel savonese abbiamo contato almeno 50 persone che hanno subito le “attenzioni” del sacerdote”.  Vittima di abusi sessuali, abusato da don nello giraudo nell’81 all’età di 11 anni (abusi dall’81-86) Francesco Zanardi: “Solo quando ho avuto in mano i documenti restituiti dalla magistratura sono rimasto ulteriormente scioccato perché, in quei documenti c’è una lettera del vaticano mandata a vittorio lupi; nella quale il vaticano dice a lupi che già negli anni ’80, nell’anno 1980 giraudo ebbe la prima denuncia per molestie”. Parlando delle vittime, Zanardi dice: “Li abbiamo contati.. sono quasi una cinquantina”.  Tra coloro che sapevano, è emerso il nome di joseph ratzinger, ora papa emerito, allora prefetto della congregazione per la dottrina della Fede. Cioè l’organismo del vaticano che ha il compito di vigilare sulla purezza della dottrina della chiesa cattolica. L’allora cardinale joseph ratzinger riceve una lettera del monsignor calcagno: Francesco Zanardi aggiunge: “Il cardinale ratzinger quando era cardinale ancora nel 2003 sapeva già, molto bene, di questa situazione savonese in quanto gli era stata già comunicata da domenico calcagno”.     Oggi giraudo vive tra Finale e Savona, possiede due case. Proprio l’altra sera avevo visto il programma LE IENE dove parlava appunto di questo prete pedofilo, e faceva notare che cardinali saputo il fatto, di volta in volta, “quando la combinava”, decidevano di “spostare” il prete pedofilo lontano una decina di chilometri da Savona, in un paese dove addirittura gli venivano riaffidati altri ragazzini da gestire come capo di Istituti per minori. Ne ha cambiato diversi di paesi nella circoscrizione savonese. Dopo il primo caso diabuso sessuale il cardinale monsignor sanguinetti, vescovo di allora.. lo spostò da Valleggia a Spotorno dove abusò di Francesco Zanardi!        Al secondo caso di abuso viene nuovamente spostato da monsignor lanfranconi a 11 KM da Spotorno, a Feglino:  Per il servizio delle IENE: “Trincia: Abusi coperti dalla chiesa dei vescovi e un cardinale hanno coperto gli abusi sessuali di don nello giraudo”, lo si può vedere integralmente su questo link:http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/376460/trincia-abusi-coperti-dalla-chiesa.html  Agghiacciante! Su YouTube ho trovato solo questo tralcio: Il video inizia cosi: Conclave, cattolici USA contro mahony: “il cardinale resti a casa!” MA E’ L’UNICO?

giornalista-delle-ieneIl giornalista delle IENE si esprime così: “All’improvviso nessuno sa, nessuno si ricorda, ma si non mi pare che molestasse i bambini: ma di che stiam parlando ragazzi? Oh io ho una figlia di 1 anno e mezzo, se uno mi tocca mia figlia l’ammazzo, capito? Io lo ammazzo! Qualcuno dice: “Se certe cose si stanno risolvendo adesso, evidentemente almeno adesso va riconosciuto l’impegno”. (Si, quando le cose saltano fuori.. ah belli) Il giornalista delle IENE ribatte: “Ma cosa si sta risolvendo? Il vescovo diventa cardinale. Il vescovo ha lasciato che quello abusasse per dieci anni e diventa cardinale? Cosa ti risolve? Scusami… Cioè ma che discorsi sono… “.

Il giornalista: “… non gli ha chiesto perché non avete fermato questo? Lui è sempre stato messo a capo di Istituti per minori!”. Il cardinale risponde: “Queste cose le ho viste adesso… “ Giornalista: “Cioè non lo sapeva?”. Il cardinale risponde: “No che le ho viste adesso, le ho viste in questi mesi”. Giornalista: “Ma al cardinale, il suo predecessore non ha chiesto come mai non hai impedito che questo molestasse bambini? Stiamo parlando di bambini!”. il cardinale…… : “Non stava molestando dei bambini allora. Non so, non ho avuta nessuna dichiarazione in questo senso: come posso intervenire?”. Giornalista: “Ci sono denunce, una condanna penale. E’ stato condannato a un anno di riduzione”. Il cardinale: “Adesso. Per un fatto di dieci anni fa”. Giornalista: “Quindi li molestava li molestava i bambini?”. Il cardinale: “Va bene, però io non lo sapevo, non potevo sapere di queste cose”. Giornalista: “Magari lei no, però i suoi predecessori.. “. Il cardinale: “Ma deve chiedere a loro, non a me”. E se la cava così. Il cardinale calcagno sapeva! A confermarlo è lo stesso Francesco Zanardi.

Come sapeva il monsignor lanfranconi, il quale dopo aver sentito il nome di don nello, ha invitato il giornalista dicendo: “Questa è la porta”.

Per 25 anni, la chiesa pur conoscendo il problema di don Nello Giraudo non ha mai fatto nulla per fermarlo!

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

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Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


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Politicamente scorretto, umanamente indignitoso

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L’annullamento – sulla base del ragionevole dubbio – della condanna al cardinale Pell, un’occasione ad ok che l’unico politicante di una monarchia assoluta ha colto al volo e strumentalizzato, indignando nessun cattolico, ma chi da tempo , pur restando credente, da certa chiesa si è dignitosamente dissociato.

Ma parlando di chi dignità non ne ha, di conseguenza neppure vergogna, come si dice, la gallina che canta ha fatto l’uovo, e qui troviamo in prima posizione papa Francesco che prende la palla al balzo e nomina “martiri pasquali” il cardinale Pell e don Gino Temporin, entrambi prima condannati e poi assolti.

Come se non bastasse, raschia definitivamente il fondo della tazza nella messa del giovedì santo, martirizzando questa volta quei sacerdoti, che a suo dire si vergognerebbero ad andare per le strade, perché additati come possibili pedofili e dichiara «Penso a quei sacerdoti calunniati, tante volte non possono andare per strada perché dicono delle cose brutte, in riferimento al dramma che abbiamo vissuto e la scoperta di sacerdoti che hanno fatto cose brutte. Alcuni dicevano che non potevano uscire di casa con il clergymen perché venivano insultati».

Certo tutto stride fastidiosamente quanto il gesso sulla lavagna pensando che nel concreto, al di là di tutto, non si è mai visto un solo sacerdote, prendere concretamente posizione in materia e scendere al fianco delle vittime per chiedere non solo giustizia, ma pulizia in quella chiesa di cui sono ministri.

Nemmeno da parte di Bergoglio si sono visti passi concreti, tranne centinaia di proclami disattesi, che in assenza di un contraddittorio della stampa, genuflessa a questo papato, hanno illuso chi non è vittima di questi fatti, che qualcosa si stesse facendo.

Di fatto, le vittime di tutto il mondo si lamentano indignate più di prima, si lamentano perché vedono quei pochi preti condannati in via definitiva dalla giustizia, assolti dalla chiesa e prontamente reintegrati, spesso nelle stesse comunità dove hanno commesso crimini e ancora vivono le vittime, vittime alle quali la chiesa non è ancora riuscita a dare un risarcimento umano, vittime che lamentano l’ipocrisia della falsa carità cristiana, bella nelle parole, ma totalmente assente nei fatti.

Forse è questa la vergogna legittima che provano quei preti che Bergoglio spaccia per martiri, ne hanno tutti i motivi, una vergogna dovuta solo al fallimento umano e cristiano della chiesa e dei suoi ultimi pontefici.

Francesco Zanardi



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Colombia, l’Arcidiocesi sospende 15 sacerdoti: sono indagati per pedofilia

Grande emozione ha suscitato nella comunità dei credenti in Colombia la decisione dell’Arcidiocesi di Villavicencio di sospendere 15 sacerdoti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali. La notizia è stata confermata dalla stessa chiesa locale in un comunicato nel quale ha rivelato di aver ricevuto il 14 febbraio una denuncia di una persona per “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. A seguito di ciò, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la Procura.

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Radio Caracol di Bogotà: se ne potrebbero aggiungere anche altri quattro, di cui uno italiano
Sono stati sospesi ben 15 sacerdoti, finiti sotto inchiesta per presunti abusi sessuali, dall’Arcidiocesi di Villavicencio, in Colombia. La notizia è stata accolta con grande emozione dalle comunità cristiane. In un comunicato, la chiesa locale ha rivelato che lo scorso 14 febbraio una persona ha denunciato “fatti contro la morale sessuale da parte di alcuni sacerdoti”. Nella nota, l’Arcidiocesi ha manifestato “profondo dolore per questa situazione”, assicurando che “le vittime e le loro famiglie verranno per noi prima di tutto”, nell’impegno di sradicare “il terribile male degli abusi dentro e fuori della nostra istituzione”.

Dopo la denuncia, la Commissione arcidiocesana di protezione dei minori ha informato della vicenda la procura, offrendo la disponibilità a “collaborare con le indagini che dovessero svolgersi su questo caso”. Allo stesso tempo, la chiesa ha aperto un’inchiesta preliminare per permettere l’avvio del “processo canonico penale” previsto per questi casi, rispettando i diritti degli imputati.
In conclusione, secondo quanto riportato da Radio Caracol di Bogotà, oltre ai 15 sacerdoti, sarebbero finiti sotto indagine anche altri 4, due dei quali si trovano in dipartimenti colombiani (Meta e Guaviare) e altri due in Italia e Stati Uniti.

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