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Pedofilia: nuove accuse per Don Michele Barone

Nuove accuse a Don Barone, il prete pedofilo: «Era tutto un teatrino, mi toccava spesso il seno»

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«Oggi definirei teatro tutto quello che vedevo fare a Don Michele – ha detto ai giudici – mentre allora mi sembrava tutto frutto di un dono che lui aveva. Era tutto folclore e bugie. Compresa la sua promessa di guarirmi dalla celiachia, cosa che ovviamente non è avvenuta». Queste alcune dichiarazioni rilasciate da una delle vittime di Don Michele Barone, il parroco del Tempio di Casapesenna accusato di molestie sessualifalso e pedofilia. La donna che è stata ascoltata dai giudici ha ricostruito alcune vicende che hanno dell’incredibile. Vissute tutte in prima persona, sulla propria pelle. La lettura dei verbali processuali riescono a rendere fedelmente l’immagine di Don Barone. Soprattutto quella nascosta sotto la maschera del parroco sensitivo, esorcista e amico della gente.

Non erano esorcismi, era una farsa costruita ad hoc da Don Barone

Don Michele Barone

Don Michele Barone

La donna, all’epoca dei fatti, era solo una ragazza. Era riuscita a laurearsi senza andare oltre il tempo prestabilito. Aveva progetti importanti per se, come tutti i ragazzi della sua età. Si era iscritta anche ai corsi per conseguire la laurea magistrale. Ma, poi, Don Barone le mise i bastoni tra le ruote. «In quel periodo ebbi una crisi spirituale. Avevo interrotto la relazione con il mio fidanzato. Mi parlarono di un prete carismatico e vicino alla gente: decisi di rivolgermi a lui. Cominciò a dirmi che ero impossessata dal demonio. Mi costrinse ad abbandonare gli studi. Durante gli esorcismi che faceva alla gente insisteva sulle parti intime e, spesso, eccedeva con la violenza vera e propria». Ovviamente, non esisteva nessun demonio: era tutto un teatrino messo in atto per soddisfare il suo piacere sadico.

Lessi un sms che inviò ad un’altra fedele: “Ti amo, mi manchi”

Un giorno, la fedele stava usando il cellulare di Don Barone. Le capitò di leggere un sms che il prete inviò ad un’altra fedele. Era un messaggio d’amore, una manifestazione di affetto intimo. Il problema era che Don Barone era un prete. Quando fu scoperta, cominciò la campagna di odio contro di lei. Don Barone convinse la schiera di fedeli ad emarginare la ragazza, colpevole di aver visto la vera faccia del prete. Addirittura, ha raccontato ai giudici, il parroco chiese ad uno dei suoi fedeli di bruciare la pizzeria di proprietà della ragazza (ad Aversa, nda). L’impunità del prete cominciò a franare solo grazie all’inchiesta de Le Iene, che ha fatto emergere gli atti di pedofilia su una ragazzina di appena 13 anni di Maddaloni. A febbraio, Don Michele Barone verrà ascoltato dai giudici per l’ennesimo atto del processo a suo carico. Prima, però, verrà ascoltato Michele Barone, cugino omonimo del parroco e parte integrante del clan dei Casalesi (oggi, collaboratore di giustizia).





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Internapoli

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

“Dietro le dimissioni di Ratzinger c’è lo scandalo pedofilia”

Ratzinger avrebbe deciso di dimettersi dopo il viaggio a Cuba del marzo 2012. Il possibile retroscena svelato dal giornalista francese

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Ratzinger si è convinto della necessità delle dimissioni per una serie di motivi. Tra questi, Frédéric Martel, l’autore di “Sodoma”, che è il libro su omosessualità e Chiesa in uscita a febbraio, di cui abbiamo parlato più volte, ha individuato un viaggio apostolico a Cuba, avvenuto nel marzo del 2015, durante il quale Benedetto XVI si sarebbe in qualche modo rassegnato all’idea di dover abbandonare il soglio di Pietro.

A riportare quello che rischia di essere un passaggio che mancava della narrativa sulla rinuncia del teologo tedesco è stato il quotidiano La Verità. Anche se lo stesso autore dell’articolo, cioè Gianluigi Nuzzi, scrive di non condividere alcune delle tesi presentate da Martel. Fatto sta che, stando alla versione del giornalista francese, la visita nell’isola di Fidel Castro sarebbe stata determinante ai fini della decisione presa da quello che sarebbe diventato il papa emerito. Sullo sfondo la corruzione, gli scandali legati agli abusi e la diffusione di atti omosessuali all’interno degli ambienti ecclesiastici. Ratzinger, insomma, si sarebbe reso conto di non essere nella possibilità, specie per via delle sue precarie condizioni fisiche, di far fronte a una serie di problematiche dilaganti che necessitavano, per essere risolte, del vigore di un pontefice più giovane.

Partendo da questo punto, quindi, sarebbe possibile comprendere il perché di un abbandono che rimane impresso nella storia. Ma c’è dell’altro. Nuzzi, infatti, collega la tesi di Martel alle frasi che mons. Gaenswein ha pronunciato l’anno scorso, durante la presentazione di un libro edito da Cantagalli, che raccoglie buona parte delle riflessione del “mite professore” di Tubinga riguardo alla politica. Per il prefetto della Casa Pontificia, ancora oggi molto vicino a Ratzinger, l’emersione degli scandali legati agli abusi rappresenta l’11 settembre della Chiesa cattolica. E questo assunto, in qualche modo, potrebbe essere correlato alle motivazioni nascoste dietro le dimissioni. Quasi come se Benedetto XVI avesse avuto contezza di non poter contrapporsi a ciò che stava già accadendo e che sarebbe accaduto nel corso degli anni successivi. Il libro di Martel, in ogni caso, continua a far discutere. Parte del “mondo tradizionale” lo ha già bollato come “pamphlet Lgbt”. La definizione può essere rintracciata su Corrispondenza Romana, che è uno di quei siti non allineati con l’ operato dell’attuale pontefice.

Fatto sta che “Sodoma”, prescindendo per un attimo dalla veridicità delle informazioni presentate all’interno dell’opera, tratterà pure delle dimissioni del predecessore di papa Francesco. Il tutto a ridosso di un summit, quello sulla prevenzione degli abusi che Bergoglio ha convocato per questo febbraio, che in molti ritengono essere fondamentale per il ripristino della credibilità degli ambienti ecclesiastici.





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Ha abusato di tre bambini, arrestato un educatore parrocchiale

L’uomo, un pensionato di 67 anni, era entrato in confidenza con le famiglie dei bambini

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Frequentava come educatore una parrocchia nella zona nord di Milano, un pensionato di 67 anni che è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato di tre bambini cinesi di 10, 11 e 12 anni.
L’ordinanza di custodia in carcere è stata emessa dal gip di Milano Guido Salvini, a seguito delle indagini del procuratore aggiunto Letizia Mannella e del pm Michela Bordieri, condotte dagli agenti del Commissariato Comasina.


L’uomo era entrato in amicizia con i genitori dei bambini, offrendosi di andarli a prendere e di accompagnarli in parrocchia. È stato smascherato a causa di alcune voci che sono cominciate a circolare.





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PRETI PEDOFILI

Abusi, 286 sacerdoti accusati di pedofilia in Texas dal 1950 a oggi

Le istituzioni ecclesiastiche americane hanno diffuso un altro elenco di sacerdoti accusati di abusi. La lista è composta da 286 consacrati, che sono stati tirati in ballo dal 1950 a oggi in Texas

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Dopo il rapporto del Gran Giury della Pennsylvania, il caso dell’ex cardinal McCarrick, quello ‘scardinalato’ dal papa, e altri, non pochi, episodi che hanno interessato le cronache giornalistiche in questi mesi, le istituzioni ecclesiastiche statunitensi, quelle deputate a farlo, hanno deciso di rendere noti ulteriori nominativi di sacerdoti accusati di aver compiuto abusi ai danni di minori. La cifra complessiva fa davvero spavento.

Questa volta le vicende riguardano lo Stato del Texas dove, dal 1950 a oggi, stando alla notizia riportata pure da La Repubblica286 consacrati sono stati interessati da accuse rientranti nella fattispecie evidenziata. “I vescovi del Texas – ha dichiarato a stretto giro il cardinal Di Nardo, che è il presidente della Conferenza episcopale a stelle e strisce – hanno deciso di rilasciare i nomi dei sacerdoti in questo momento perché è corretto e giusto, con l’obiettivo di offrire speranza a coloro che hanno sofferto”.

Lo stesso porporato statunitense, in seguto al dossier sulla Pennsylvania, aveva chiesto a Bergoglio di visitare straordinariamente la nazione americana. Poi non se n’è fatto niente. Pure perché il cardinale ha ritirato la richiesta. Il Vaticano, dal canto suo, si prepara a ricevere gli episcopati di tutto il mondo: papa Francesco ha convocato tutti per discutere di prevenzione sugli abusi ai danni di minori, ma pure riguardo a quelli compiuti sugli adulti vulnerabili. Secondo il cardinale Walter Kasper, tedesco e progressista, che ha rilasciato dichiarazioni pesanti nel corso di queste settimane, i “nemici di Francesco” starebbero utilizzato gli scandali legati agli abusi, compiendo un “abuso degli abusi”, per arrivare a un “nuovo Conclave”.

Sarà un periodo impegnativo per la Santa Sede, per i vescovi e per il pontefice della Chiesa cattolica.





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