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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, sviluppi al processo contro don Mauro Galli

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Non mancano i colpi di scena nel processo a carico di don Mauro Galli, l’ex prete di Rozzano e Legnano accusato di #pedofilia per presunti abusi su un ragazzino, che si sta celebrando al Tribunale di Milano.  Sono due le novità che emergono dal dibattimento. La prima riguarda la famiglia della vittima che avrebbe ritirato la costituzione di parte civile. Il motivo? Le sarebbero stati accreditati centomila euro come risarcimento. Il problema è che non è ancora chiaro chi li abbia versati.

Il silenzio

La seconda novità riguarda la diocesi milanese. Dalle carte raccolte dagli investigatori e consegnate ai giudici, emergerebbe il coinvolgimento di Mario Del Pini e Pierantonio Tremolada, arcivescovi di Milano e di Brescia. Secondo l’accusa, entrambi sapevano quel che combinava don Mauro Galli ma tutti e due prima hanno taciuto, poi hanno permesso che il prete #pedofilo continuasse la sua attività a contatto con i #bambini .

Invito a…

La vicenda ha inizio del 2011. Un quindicenne conosce don Mauro Galli e, qualche settimana dopo, il prete lo avrebbe convinto a dormire con lui nel letto matrimoniale di una casa di proprietà della chiesa di Sant’Ambrogio a Rozzano dove don Galli abitava. La violenza sarebbe avvenuta a conclusione di una giornata di studio e di preghiera. Già il giorno dopo, a scuola, gli insegnanti del ragazzo si accorgono che c’è qualcosa che non va e allertano la sua famiglia.

Gestire l’emergenza

I genitori indagano, il figlio sconvolto racconta. Il problema è che, invece che dai carabinieri a denunciare la violenza, vanno dal parroco. È l’antivigilia di Natale. A Rozzano arriva Del Pini, arcivescovo vicario di Milano, che deve gestire l’emergenza. Don Galli confessa all’alto prelato di avere invitato il ragazzino a dormire, che si erano coricati insieme, ma di averlo abbracciato solo per evitare che cadesse dal suo letto.

L’amara scoperta

Il prete viene trasferito immediatamente con la promessa fatta ai genitori del ragazzo che sarebbe stato tenuto lontano da altre potenziali vittime. Il guaio è che qualche mese dopo, la stessa famiglia scopre che Don Galli è stato incaricato di presiedere un’altra parrocchia, a Legnano. Il suo ruolo? Responsabile della pastorale giovanile!!!! Padre e madre chiedono allora udienza al cardinale Scola che li rimbalza ai suoi più stretti collaboratori, Tremolada e Del Pini.

La denuncia

Scottata dai precedenti, i due registrano entrambi gli incontri. Dai quali emerge il gioco dello scaricabarile dell’uno e dell’altro prelato, assieme a tentativi maldestri di giustificare o difendere don Galli. Vista l’inerzia dei religiosi, parte la denuncia e, alla prima udienza del processo, i legali della presunta vittima tirano in ballo la Diocesi e l’accusano di “omessa vigilanza” depositando le registrazioni degli incontri con i due arcivescovi.

Il comunicato

In un comunicato, la Diocesi si discolpa e sottolinea di aver “gestito il caso con scrupolo e coscienza, provvedendo cautelativamente a sollevare don Mauro Galli dal ministero e a trasferirlo a Roma per completare i suoi studi. Il trasferimento è avvenuto diversi mesi prima che fosse presentata la denuncia querela da parte del legale del giovane, intervenuta solo nel luglio 2014. Tutto questo in attesa che la giustizia faccia luce con il processo penale”. Intanto, prima che luce sia fatta, qualcuno avrebbe versato 100mila euro per far ritirare la costituzione di parte civile.

 

IL CASO DON MAURO GALLI

 

 





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Vaticano, abusi sui “chierichetti del Papa”: chiesti due rinvii a giudizio

Un sacerdote ventottenne è accusato di violenza continuata e abuso di autorità. Le violenze sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro

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Immagine a puro scopo illustrativo

La procura di Roma è in attesa di risposte dalla Santa Sede in relazione alla rogatoria internazionale inoltrata nell’ambito dell’inchiesta per abusi sessuali nel preseminario San Pio X, in Vaticano, che vede indagato don Gabriele Martinelli.

Il sacerdote ventottenne, scrive l’Ansa, è accusato di violenza continuata e abuso di autorità, reati che sarebbero stati commessi quando Martinelli frequentava il pio collegio opera di Don Fulci, il pre-seminario in Vaticano dei cosiddetti “chierichetti del Papa”. Le violenze, secondo quanto scrive oggi Il Messaggero, sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro.

L’indagato avrebbe compiuto i reati nei confronti di suoi compagni di collegio. Nelle scorse settimane è stata perquisita l’abitazione di Martinelli in provincia di Como. Su questa vicenda la magistratura vaticana ha chiesto il rinvio a giudizio per Martinelli con l’accusa di abusi sessuali, e per don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.





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Open.online

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PRETI PEDOFILI

Maxi scandalo pedofilia nel Missouri, accusati 163 preti

Per il procuratore la Chiesa “ha coperto gli abusi” su centinaia di vittime

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Ancora un maxi scandalo negli Usa per pedofilia e molestie da parte di uomini di Chiesa. Il Procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato che trasmetterà gli atti ai competenti procuratori locali per perseguire decine di preti e religiosi di quattro diocesi accusati di abusi sessuali o condotta inappropriata nei confronti di minori. Sarebbero 163 i religiosi individuati, dei quali circa 80 sono morti mentre altri 16 erano già stati portati all’attenzione dei procuratori locali. Le presunte vittime sarebbero centinaia.

Il corposo rapporto presentato alla stampa americana, oltre trecento pagine, ripercorre le vicende e le accuse degli ultimi settant’anni. In particolare il procuratore Schmitt riporterà alle procure locali 12 casi concreti di accuse di abuso sessuale; sono oltre 2.300 i documenti visionati che riguardano sacerdoti, diaconi, seminaristi e suore forniti dalle quattro diocesi cattoliche del Missouri nell’ultimo anno.

I 163 ecclesiastici sotto accusa, dei quali appunto molti sono morti considerato che l’inchiesta parte dal 1945, erano stati accusati di abusi nei confronti di minori e in alcuni casi sono stati accusati più volte e da più persone. “Non c’è dubbio – ha sottolineato il Procuratore generale del Missouri – che si è trattato di un lungo e duraturo insabbiamento per nascondere gli abusi. L’attenzione della Chiesa era più concentrata sulla protezione dei sacerdoti che sulla tutela delle vittime”, ha detto ancora Schmitt aggiungendo: “Per decenni nessuna regione dello Stato del Missouri è stata risparmiata” da questa piaga.

Le presunte vittime degli abusi erano parte di famiglie molto vicine alle parrocchie, ragazzi anche coinvolti nei servizi della Chiesa come quello dei chierichetti. “Molte testimonianze delle vittime dimostrano la grande stima che le comunità avevano per i sacerdoti e i vescovi che prestavano una particolare attenzione ad uno dei suoi membri”, si legge nel rapporto evidenziando dunque la difficoltà delle stesse vittime a denunciare gli abusi. In attesa che i casi concreti, tra quelli ancora perseguibili, seguano il loro iter nei tribunali, il Procuratore ha rivolto alcune raccomandazioni alle diocesi, tra le quali quella di esercitare un maggiore controllo sulla vita degli ordini religiosi.





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PRETI PEDOFILI

Prete pedofilo violenta bimbo di 8 anni: salvato dalla prescrizione

I fatti risalgono al 2005 e le motivazioni delle accuse sono state depositate nel 2019. La prescrizione ha salvato il parroco di Ceprano.

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Il parroco di Ceprano, vicino a Roma, Gianni Bekiaris, è stato accusato di violenza sessuale ai danni di un bambino di 8 anni. Il piccolo frequentava la parrocchia e dopo le violenze avrebbe riportato gravi problemi psichici e traumi mai superati. I fatti risalgono al 2005, ma le indagini e le motivazioni della sentenza sono state depositate negli ultimi giorni. Da quanto si apprende, il prete pedofilo è risultato colpevole, ma grazie alla prescrizione è riuscito a salvarsi. Il Tribunale, infatti, lo ha prosciolto dal processo.

Prete pedofilo, la prescrizione

Un fatto che fa indignare quello registrato a Roma. Il parroco di Ceprano, Gianni Bekiaris, è stato prosciolto dalle accuse di abuso sessuale ai danni di un bimbo di 8 anni. Le violenze sarebbero avvenute dagli 8 ai 18 anni del ragazzo e gli avrebbero causato danni psicologici irreversibili. Il Tribunale, infatti, lo ha ritenuto colpevole, ma a salvare il prete pedofilo è stata la prescrizione. I fatti risalgono al 2005: il parroco avrebbe abusato dal bambino che si recava presso la parrocchia.

Da quell’anno hanno iniziato a restringersi i tempi. Infatti, se il processo fosse terminato nel 2007, il parroco sarebbe stato condannato. Purtroppo, però, nel 2019 i capi di accusa sono scomparsi. Nel corso del processo, la difesa del prete è stata vaga, mentre le violenze e i danni psicologici sono stati comprovati. Il parroco, però, non sconterà nemmeno un giorno in carcere.

Il ragazzo violentato

Il bimbo di 8 anni che era stato violentato dal parroco oggi ha ben 32 anni. Raccogliendo un po’ di coraggio era riuscito a raccontare le violenze a un consultorio di Veroli. Una volta appreso il racconto del giovane, gli operatori hanno esposto denuncia verso Gianni Bekiaris. Il primo abuso, inoltre, era avvenuto in una stanza d’albergo: la scusa scelta dal parroco era una gita scolastica.





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notizie.it

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