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PRETI PEDOFILI

Petizione online: “Don Paolo Glaentzer, prete pedofilo, deve andare in carcere”

Attualmente il prete pedofilo si trova agli arresti domiciliari dopo essere stato sorpreso in auto con una bimba di 10 anni. I due erano seminudi ed il prete stava molestando la piccola

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“Don Paolo deve andare in carcere”. E non rimanere agli arresti domiciliari nella casa del fratello a Fabbriche di Casabasciana, nel comune di Bagni di Lucca. E’ partita online la prima raccolta firme contro il prete accusato di abusi sessuali su una bambina di 10 anni e arrestato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso lunedì scorso (23 luglio) nudo nell’auto con la piccola, in un luogo appartato nel parcheggio di un supermercato a Calenzano (Ecco il link).

La petizione è stata lanciata da poco e questa mattina aveva ottenuto l’adesione di 34 persone. E’ attiva su change.org, lanciata da Massimiliano Vintaloro. La raccolta di firme, in questo caso specifico, è rivolta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale si chiede di valutare il caso e intervenire perché sia accolta la richiesta della procura di Prato che chiedeva il carcere per don Paolo Glaentzer. Una proposta tuttavia respinta dal gip che ha disposto i domiciliari.
Sospeso dalla diocesi di Firenze, ‘rifiutato’ da quella di Lucca, che gli ha vietato di esercitare, ricordando il provvedimento della curia fiorentina e sottolineando che il parroco pedofilo non è ospitato in alcuna struttura della canonica, nè, evidentemente, lo sarà, don Paolo è nel mirino anche di parte dell’opinione pubblica a Bagni di Lucca. In particolare, sui social ci si è scatenati. E qualcuno ha lanciato l’idea di una raccolta di firme da consegnare al vescovo di Lucca Italo Castellani e al sindaco Paolo Michelini per chiedere che il prete, che fino ad una settimana fa aveva guidato la parrocchia di Rufignano a Sommaia, sia allontanato dal paese. A preoccupare di più è la vicinanza dell’abitazione dove don Paolo si trova ai domiciliari con l’asilo nido.
Più volte contattato telefonicamente, il sindaco Paolo Michelini non ha risposto ma poi ha affidato ad una nota di poche righe il suo pensiero: “Compito del sindaco – ha osservato Michelini – è quello di tutelare la tranquillità di una comunità e la sicurezza dei cittadini. Sto svolgendo il mio compito – aggiunge – in stretta collaborazione con le forze dell’ordine qualora i cittadini mi rappresentino particolari problematiche che mi impegnerò come sempre a risolvere”. Intanto in paese crescono preoccupazione e polemiche. Sentimenti che serpeggiano anche sul web. La maggior parte sostiene che il parroco vada trasferito in un’altra struttura se non addirittura in carcere. E su alcuni gruppi sono stati postati delle fotomontaggi che ironizzano sulla vicinanza dell’abitazione del parroco sospeso con la scuola dell’infanzia.
“Chi commette questi atti deve scontare la pena prevista dalle legge – si legge nel testo della petizione su change.org -, senza attenuanti derivate dall’età o dal ruolo che riveste. Pertanto, siamo a chiedere al Ministro di Grazia e Giustizia, On. Alfonso Bonafede, che prenda in considerazione questo caso, affinché venga accolta la richiesta presentata dalla procura di incarcerazione dell’imputato. Perché non possiamo permettere che un cittadino, avvantaggiato dal ruolo che riveste – si sostiene -, possa abusare di una bambina ed evitare di essere punito come previsto dalla legge”.

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6 Commenti

6 Comments

  1. Anonimo

    9 Agosto 2018 at 15:43

    Si ma coi delinquenti comuni non in celle separate

  2. Anonimo

    9 Agosto 2018 at 16:06

    Petizione online. Che sciocchezze! Come se la giustizia si possa amministrare per alzata di mano.
    I paesani pensassero piuttosto a tenere lontani dalle parrocchie i loro bambini. Anche se è vero che non tutti i preti sono pedofili, é altrettanto vero che fra loro regna l’omertà. Nessun prete ha mai denunciato nessun prete. Questo è un dato di fatto. Loro, i preti, sanno TUTTO di tutti e e si proteggono vicendevolmente. Per loro episodi di pedofilia e altru orrori del genere, altro non sono che peccati, scandali. Di conseguenza, i preti in generale non sono degni della fiducia.

    • Bambini di Satana

      9 Agosto 2018 at 17:02

      qualcuno ti ha chiesto un parere? Se ti va firma, se non ti va non firmare

    • Anonimo

      9 Agosto 2018 at 18:14

      I post sono pubblici, ognuno è libero di commentare. A me il commento di Tommaso interessa.

    • Anonimo

      9 Agosto 2018 at 18:27

      Capisco che anche voi abbiate bisogno di facili consensi. Ora però avete mostrato il vero volto di Bambini di Satana: becero neoliberismo da quattro soldi.

    • Bambini di Satana

      9 Agosto 2018 at 19:03

      Direi di no visto la mole di lavoro e l’operato di controinformazione che portiamo avanti da anni. Abbiamo il primo database italiano dei preti pedofili e non pensiate che sia facile. La petizione non è nostra, ho semplicemente ritenuto opportuno diffonderla. Se lei con molto tatto arriva e classifica una petizione come “sciocchezza” , almeno usi dei toni un po’ più pacati. Il vero volto si dimostra coi fatti. Snobbare tutto e lasciare campo libero d’azione a questi delinquenti non mi pare il caso. E’ libero di non firmare. E’ libero di commentare ma coi giusti toni.

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PRETI PEDOFILI

Argentina, due preti condannati per pedofilia

Bambini sordi abusati presso due collegi in America Latina dell’Istituto Provolo di Verona. I due, l’italiano Nicola Corradi e l’argentino Horacio Corbacho, dovranno scontare oltre 40 anni di prigione

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Il prete italiano Nicola Corradi in tribunale scortato dalle forze dell'ordine (reuters)

Un prete italiano Nicola Corradi è stato condannato per pedofilia in Argentina, insieme a un altro membro del clero. Colpevoli di aver abusato sessualmente di alcuni bambini sordi in due collegi in Argentina dell’Istituto Provolo di Verona, i due sarcedoti dovranno scontare oltre 40 anni di carcere.

In questa vicenda che sconvolge il Paese di papa Francesco, l’argentino 59enne Horacio Corbacho viene condannato a 45 anni di prigione e l’italiano 83enne Nicola Corradi a 42 anni. Le vittime sono bambini e adolescenti sordi o ipoacusici, fra i quattro e i 17 anni di età, ospitati nelle sedi a La Plata e Mendoza dell’Istituto Provolo. Insieme a loro è stato condannato a 18 anni di carcere anche il giardiniere dell’istituto, Armando Gómez. I fatti sono avvenuti tra il 2005 e il 2015.

Horacio Corbacho in tribunale


Nel 2009 Nicola Corradi era stato già accusato da parte di alcuni studenti di reati simili presso l’Istituto Antonio Provolo di Verona, in Italia, ma non era mai stato condannato. Lo scandalo dieci anni fa era stato rivelato dall’Espresso. Il dibattimento in tribunale è cominciato il 5 agosto scorso e si è protratto per 49 giorni.

IL CASO ISTITUTO PROVOLO




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Crediti :

la Repubblica

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PRETI PEDOFILI

Usa, indagava sui casi di pedofilia: il vescovo di Brooklyn accusato di molestie

Un mese dopo essere stato incaricato da Papa Francesco di indagare su un altro porporato coinvolto nel cover-up dello scandalo della pedofilia, il vescovo di Brooklyn Nicholas DiMarzio è stato accusato a sua colta di aver ripetutamente molestato un chierichetto

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Immagine a scopo di corredo articolo

Un mese dopo essere stato incaricato da Papa Francesco di indagare su un altro porporato coinvolto nel cover-up dello scandalo della pedofilia, il vescovo di Brooklyn Nicholas DiMarzio è stato accusato a sua colta di aver ripetutamente molestato un chierichetto durante il suo mandato sacerdotale negli anni Settanta in New Jersey. Mitchell Garabedian, l’avvocato che aiutò il «Boston Globe” nell’inchiesta premio Pulitzer che portò in luce decenni di abusi sessuali da parte del clero, ha informato le gerarchie cattoliche del New Jersey che sta preparandosi a sporgere denuncia per conto di un cliente, Mark Matzek, che oggi ha 56 anni, e che sostiene di essere stato molestato da DiMarzio e da un altro prete, oggi defunto, quando ne aveva undici e serviva messa nella parrocchia di St. Nicholas a Jersey City.

Dal 2003 alla testa della diocesi di Brooklyn, il vescovo ha smentito le accuse: «In quasi 50 anni di sacerdozio non ho mai avuto condotta illegale o inappropriata e nego categoricamente». L’alto prelato ha aggiunto che «ora ci sarà un processo legale” e che si difenderà «vigorosamente contro queste falsità». Una portavoce dell’arcidiocesi di Newark, che include la parrocchia di Jersey City a cui DiMarzio era assegnato all’epoca in dei presunti abusi, ha confermato che le autorità ecclesiastiche locali hanno ricevuto la lettera di Garabedian e che hanno informato l’autorità giudiziaria «con cui stiamo cooperando». Nella lettera l’avvocato chiede per il suo cliente 20 milioni di dollari di danni.

In ottobre il Papa aveva scelto DiMarzio per indagare sulla diocesi di Buffalo, il cui vescovo Richard Malone era stato criticato per come aveva insabbiato lo scandalo, tenendo ad esempio un raccoglitore segreto in cui erano elencati i preti accusati di molestie e avendo espresso più preoccupazione per la sua reputazione personale che per la rimozione di un prete da lui definito «un cucciolo malato». Un gruppo di sacerdoti della diocesi hanno recentemente scritto una lettera di sfiducia nei suoi confronti: dopo la «visita apostolica» di Di Marzio, che si è conclusa a fine ottobre, le dimissioni potrebbero essere imminenti.

Le nuove accuse di Garabedian, il cui ruolo a Boston è finito nel film premio Oscar «Spotlight» e che ha rappresentato anche vittime della diocesi di Buffalo, colpiscono uno dei leader della Chiesa Usa più attivi di fronte allo scandalo della pedofilia: arrivato a Brooklyn, DiMarzio ha patteggiato risarcimenti per 880 mila dollari a 23 vittime mentre in febbraio la diocesi ha identificato oltre cento preti accusati credibilmente di abusi.





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PRETI PEDOFILI

Soffocato con un crocifisso: così è morto un ex parroco pedofilo

L’ex parroco era ora un abate e nessuno aveva diffuso la notizia delle due denunce per pedofilia: il giovane killer potrebbe essere una sua vittima

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PARIGI – L’ex parroco di Froissy, in Picardia, nord della Francia, è stato ucciso lunedì notte. È stato soffocato con un crocifisso in gola da un 19enne che si è introdotto nella sua abitazione. Alexandre è tuttora ricoverato in ospedale, in un grave stato confusionale. Il sacerdote, Roger Matassoli, da 40 anni celebrava messa nel paese prima di essere sospeso a causa di molestie e abusi sessuali su chierichetti.

La comunità cattolica di Froissy è sotto shock, conosce il parroco da anni, da quando era viceparroco nel 1967 fino a quando, nel 1988, aveva assunto la responsabilità della parrocchia dell’Assomption de Notre-Dame. Infine nel 2009, il parroco era stato sospeso per i gravissimi fatti di cui si era reso colpevole

Matassoli era stato sospeso con divieto di celebrare liturgie, anche privatamente. “Nel 2009 – si legge in un comunicato diffuso ieri sera dal vescovo della diocesi dell’Oise, Jacques Benoit-Gonnin – avendo incontrato una vittima, ho preso nei confronti di padre Matassoli misure per allontanarlo dall’esercizio pubblico del ministero. Dopo la presentazione di una denuncia, abbiamo avviato una procedura canonica che ha permesso di ascoltare la testimonianza delle vittime. A Matassoli è stato quindi vietato l’esercizio di qualsiasi ministero, anche privatamente”.

In procura risultano due denunce del 2018 per violenze sessuali commesse su chierichetti fra i 10 e i 14 anni in parrocchia. Fatti che, per la giustizia, sono risultati prescritti, perché commessi nel 1962, e fra il 1976 e il 1980. Il vescovo ha chiesto “perdono” alle vittime, anche durante un incontro personale con una di loro.

Il quotidiano Le Parisien ha incontrato una delle vittime del sacerdote che, rispondendo a un’intervista, rivela che il parroco, nel 2015, gli chiese “umilmente perdono” parlandogli dei “torti” che aveva commesso nei suoi confronti.

Il giovane accusato della sua morte ora è in ospedale in stato di “semidelirio e senza possibilità di esprimersi” ha detto il procuratore Florent Boura, non ha “mai detto di essere stato personalmente vittima” di molestie o violenze. Matassoli però era “una persona vicina alla sua famiglia”. In queste ore vengono interrogati familiari e amici di Alexandre, che non sta bene da qualche settimana, secondo i familiari, una quindicina di giorni di fa aveva anche aggredito il padre.





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Crediti :

la Repubblica

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