Philomath, intervista a Marco Dimitri

Il signore delle tenebre è legato all’immaginario medievale e arcaico dell’Antico Testamento. Il post-modernismo non sa cosa farsene di Lucifero e dei suoi sodali. È veramente così?
Nell’epoca della quinta rivoluzione industriale i ragazzi sono stati affascinati da questa figura per il senso di ribellione che porta con sé. Ribellione dai dogmatismi religiosi, culturali e politici di un tempo in cui il bene si è sciolto in perbenismo e, questo, nella melensa ipocrisia dei mediocri di ogni ambiente sociale strutturato.

Oggi, però, le nuove generazioni non combattono più per lo sdoganamento del “male” dalla cultura dominante: semplicemente non credono più né in esso né che vi sia un “bene” supremo a cui riferirsi. Si è realizzata in tempi record la prospettiva metafisica heideggeriana e nietzschiana; in tal modo, però, anche il diavolo ha perso di fascino, di mordente. Se sia o no così, non resta che da chiederlo all’esperto italiano (per alcuni europeo) par exellence: Marco Dimitri.

Quando lei ha iniziato la sua “attività” culturale la società era un tantino diversa. Dalla fondazione della sua associazione, con un nome quanto mai provocatorio, sono passati decenni. Guardandosi indietro, che somme si sente di poter tirare?

Marco Dimitri

Marco Dimitri

E’ un’attività senza virgolette, ci metto molta energia, non è sempre facile diffondere un’idea e l’impegno deve essere costante ed a 360°. Non sono tuttavia abituato a tirare le somme sul passato perché la diffusione di un’idea è solo fine a questo scopo. Non essendoci profitto, sia personale, sia economico, non serve, almeno per quello che mi riguarda, tirare somme. Un’idea la si diffonde, la si può anche confrontare consci del fatto che, come tutte le idee, è opinabile.

Il nome, certo è provocatorio ma del resto tutto è provocatorio, ci alziamo dal letto per provocare ed essere provocati, è la natura umana. Tuttavia il nome “Bambini di Satana” ci fu dato dai giornalisti stessi perché eravamo adolescenti. E’ rimasto invariato ed è ormai un nome storico. Una parentesi, non ci riferiamo a “satana” come ente fisico o spirituale, Satana non esiste, è un’invenzione religiosa per controllare le masse e nemmeno è un nome di persona ma un aggettivo, il significato dall’ebraico è “avversario / nemico”. Si può supporre che “satana” sia un’antica forma di contrapposizione adottata di volta in volta dai vari personaggi. Una sorta di odierno pubblico ministero, quindi “satana” è esclusivamente, per quello che ci riguarda, la funzione di opposizione. Non veneriamo nessuno anche perché non esiste nessuno da venerare, non esiste Dio, non esistono gli spiriti. L’unica forma di antitesi che riconosciamo è quella scientifica, se la stupidità umana verrà demolita, sarà per un’antitesi scientifica all’oscurantismo.

Lei ha collaborato con personaggi di spicco, una dei tanti, Margherita Hack. Sdoganare il male per riconsiderare il “bene”, incarnato nella cultura cattolica, democristiana, socialdemocratica, dominanti, per instillare il dubbio nelle menti ottenebrate da anni, forse da secoli di messaggio unico. Era questo che volevate fare?

In parte si, anche se una mente non in grado di distinguere realtà scientifica da superstizioni indotte, anche maldestramente, con scopo di controllo politico / economico è difficilmente una mente in grado di gestire il dubbio. Un credente rimane tale anche di fronte alle evidenze più banali del fallimento delle proprie idee. Ad un credente gli si può mostrare la tomba ed i resti di Gesù ma continuerà a credere che sia risorto e che sia in cielo ad osservare le sue azioni costantemente.

Se bene ricordo, quando fu dimostrato la prima volta che la Sindone era un falso, il Papa stesso dichiarò che avrebbero continuato a credere all’immagine di Gesù come da abitudine, per fede.

Ma non solo, tutto il meccanismo fisico è in contrasto con i principi religiosi, il movimento della materia è in antitesi con tutti i teoremi di qualsiasi religione. Quindi materiale per accendere un dubbio l’uomo l’ha a sufficienza, non serviamo noi per evincerlo. Quello che con Margherita ci si prefiggeva era di dare spessore alla laicità istituzionale, una politica non vincolata dai patti lateranensi col papato. La laicità, da sola, adempie ai principi di uguaglianza, accantonando l’oscurantismo che divide i vari cittadini per colore, orientamento sessuale, sesso, idee personali.

La religione in sintesi sarebbe un fatto privato da vivere nel proprio privato, senza traboccare a livello istituzionale influenzandolo con teorie tanto assurde quanto devastanti della ragione.

Marco Dimitri

Marco Dimitri nella sede dei BdS

Non vogliamo conoscerne l’identità, ma quanti sono i suoi iscritti? Oggi, a cosa si limitano le riunioni e gli incontri (se ve ne sono) nella sua associazione?

Attorno ai 10.000 aderenti, le riunioni quando possibile, sono incentrate alla diffusione del materiale di propaganda, vuoi informatica, vuoi in ambienti culturali, vuoi in ambienti artistici. L’ultima riunione l’abbiamo fatta dentro ad un cinema, dopo la proiezione di un film sugli esorcisti, l’elemento in oggetto era “il diavolo nel cinema”, seguito appunto da una nostra conferenza in cui si diceva come, la religione, utilizzasse le paure infantili per invadere le coscienze. Visto che la maggiore parte dei film horror dedicati al diavolo cattolico ha una trama che comprende, un bambino o una bambina, una madre apprensiva. La figura materna legata alla “possessione” è una figura spesso abbandonata a se e la “possessione”, già il termine lo fa comprendere, è la mancanza dell’elemento maschile, non a caso in questi film la figura paterna è soventemente assente. Ma il discorso si fa troppo lungo, è giusto una dimostrazione di una parte del nostro lavoro informativo.

Cosa ne pensa dei singoli o dei gruppi che svolgono messe nere, rituali magici, oppure che cercano di evocare gli spiriti?

Penso che siano sullo stesso piano di un qualsiasi fanatico religioso. Un libro di scienze potrebbe aiutare. Questi gruppi sono comunque formati da elementi di scarsa cultura o da persone con problemi di equilibrio mentale, queste cercano di trovare una soluzione al di la della materia perché il mondo materiale li ha demoliti ed emarginati. La ricerca dell’amico invisibile da venerare o da evocare è tipica dei perdenti che, ovviamente, continueranno ad essere tali.

A questo punto, non sarebbe il caso di cambiare nome all’associazione?

Mai nome è stato più azzeccato, poi è un nome storico e si adegua anche all’idea di una purezza dell’opposizione.

La realtà che ha creato finirà con lei, oppure sta pensando di lasciare il testimone a qualcuno?

Non ci ho pensato, ho ancora una vita davanti, vedremo, per ora mi reputo un pirata, vado all’arrembaggio, poi si vedrà.

Il mondo si sta progressivamente liberando dei vecchi dogmatismi. Ritiene che abbia ancora un senso, per le nuove generazioni, riferirsi alla mitologia di Satana? In breve, riscontra ancora un interessamento da parte del pubblico più giovane?

Non vedo tutta questa liberazione dai dogmi. Il mondo sta solo cambiando forma di credo, ora i nuovi guru sono quelli che inneggiano contro i vaccini, contro la medicina in generale, contro le razze, contro gli orientamenti sessuali ecc. Oggi con Internet è più facile rendersi conto come la stupidità umana sia tutt’altro che regredita, ha solo cambiato bandiera, oggi ci si cura con l’omeopatia nonostante non abbia alcun riscontro scientifico, alcun principio attivo, nonostante si basi sul falso credo che l’acqua abbia una memoria, la gente ci crede. Non solo, oggi ci sono i guru che millantano di prevedere i terremoti, magari postando previsione dopo che sono accaduti, e la gente ci crede. Come se non bastasse abbiamo leader del complottismo che sono peggio dei preti, vedono le scie chimiche, credono o fanno credere che le stragi portate a segno dall’Isis siano create ad-hoc con attori e finti cadaveri, con manichini e tutte le forze dell’ordine compiacenti. E la gente ci crede. No, se c’è davvero un’antitesi forte e sincera è quella scientifica. Satana, cioè l’antitesi, è la scienza.

     
 
 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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