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Pontefici del nulla

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Italy QuakeE’ impossibile non cogliere l’evidenza, chi muore durante un terremoto è sempre il lavoratore, l’operaio sottopagato, costretto a condizioni lavorative in cui la sicurezza è assente. Le chiamano “morti bianche” ma sono omicidi, il giusto termine, si… Proprio omicidi.
Come ogni omicidio c’è il morto e c’è l’assassino.
Anche la grande Emilia, sofferente in questi giorni di un terremoto che continua a replicarsi, rilasciando energia con eventi anche molto significativi, non è estranea al fenomeno: chi muore è sempre e solo il cittadino operaio, il lavoratore. Nemmeno ha il tempo di salutare e ringraziare chi governa e commenta da solide case e solide poltrone.

Era già accaduto domenica 20 maggio, alla ore 4.04 del mattino, una scossa di terremoto quantificata a magnitudo 6.1 ha raso al suolo strutture medievali ma non solo, anche strutture moderne, un capannone di una fabbrica in cui alcuni operai erano intenti a lavorare: tutti deceduti, schiacciati dal collasso della struttura.
Qualcosa non va, certo il terremoto è stato molto forte ma non così potente da radere al suolo una struttura moderna come fosse carta.
Purtroppo torna all’evidenza che operai, spesso immigrati e sottopagati, vengono  inseriti in contesti dove le condizioni lavorative sono prive di ogni fondamentale e ragionevole elemento di sicurezza.
Spese ridotte all’osso dove anche l’essenziale è assente, perchè l’importante è che la manovalanza dia profitto a costi bassissimi.

Ieri, 29 maggio, l’assurdo, dopo una palese evidenza di instabilità delle strutture, gli operai sono stati richiamati ai posti di lavoro, senza che nessun organo di competenza abbia sondato e diciarato l’agibilità dei luoghi lavorativi.
Qui purtroppo, per una folle corsa alla prodzione ad ogni costo, durante un nuovo evento di magnitudo 5.8 numerosi operai hanno perso la vita durante i crolli dei capannoni in cui stavano lavorando.
Crolli che non hanno lasciato il tempo di fuggire per quanto immediati e violenti sono stati.

Le giustificazioni adottate dai datori di lavoro si sono rivelate stupide e deliranti, direttamente proporzionali a chi le rilasciava: avrebbero fatto visionare da esperti privati l’agibilità dei capannoni, avrebbero ricevuto l’ok alla ripresa della produzione.

Una strage in cui i responsabili, in uno Stato civile e degno di tale nome, avrebbero già le manette ai polsi. L’ennesima dimostrazione che, chi muore, è sempre di ceto basso, economicamente disagiato, forestiero, immigrato.
Il comandante Schettino per una negligenza paritetica è stato messo in carcere nel giro di poche ore, però li era diverso, li i morti erano tutti dei nostri, bianchi e di ceto medio alto.

Nemmeno può passare inosservato che i cittadini emiliani siano forzati dagli eventi a ringraziare strutture di soccorso, strutture che vengono pagate profumatamente a suon di tasse: “Grazie per quello che state facendo, vi preghiamo di non abbandonarci”.
All’interno di un carosello squallido non possono mancare i soliti “esperti” che percepiscono soldi pubblici e non producono nulla, solo farneticanti dichiarazioni alla “Topo Gigio”  in cui viene affermato che non si sa se ci saranno terremoti, non si sa quanto gli eventi dureranno nel tempo, non si sa se ci saranno assestamenti, non si sa se ci saranno eventi più forti ma allo stesso tempo rassicurano i cittadini facendo decrescere il livello di vigilanza e consegnandoli nelle braccia di nuovi eventi sismici, eventi molto probabili visto l’intensità della prima scossa, visto che sono passati solo pochi giorni mentre, per dissipare l’energia accumulata ci vogliono anche diversi mesi.
Questi pontefici del “non si sa” ci constano milioni di Euro, sono brutti, non servono a nulla.
In Italia la ricerca sulla prevenzione dei terremoti, ovvero delle caratteristiche tipiche che si presentano qualche ora prima di un evento,ha fatto passi da gigante,progressi apprezzati da prestigiose università statunitensi ma totalmente ignorate qua da noi, si arenano per mancanza di finanziamenti.

 

Queste forme di ricerca hanno dimostrato senza ombra di dubbio che, prima di un evento sismico, vi sono condizioni ed anomalie  sia in positivo che in negativo di rilascio di gas radon, rilascio dovuto alla deformazione ed alla rottura degli strati rocciosi presenti nel sottosuolo. E’ una ricerca che ha centrato con precisione impressionante (si parla di un centinaio di chilometri) eventi che si sono regolarmente manifestati nel giro di poche ore.
Viene spontaneo pensare che vi siano fondi pubblici spesi male, addirittura dirottati nelle tasche di incapaci che non servono a nulla se non a fare presenza DOPO grandi terremoti. All’Italia serve qualcosa che funzioni PRIMA di un evento, non certo dichiarazioni e favole rilasciate ogni volta che un terremoto ha avuto luogo.

Siamo solo pedine.

Marco Dimitri

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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SpaceX, ecco il piano di Elon Musk per colonizzare Luna e Marte

Durante la sua ultima conferenza stampa, Elon Musk ha mostrato il prototipo della nuova Starship, l’astronave che consentirà a SpaceX di portare l’essere umano su altri mondi, per restarci

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Sogno o obiettivo a portata di mano? Per Elon Musk, il miliardario fondatore e Ceo di SpaceX, non c’è differenza. E all’ultima conferenza stampa – show l’eccentrico miliardario ha svelato al pubblico il suo piano per stabilire colonie umane su Luna e Marte. Nuove astronavi, nuovi impressionanti razzi, nuovi lanci. E poco importa se arrivare su Marte sia diverso dal sopravvivere su Marte: nella mente di Musk l’essere umano deve diventare una specie multiplanetaria.

Starship e Super Heavy

Per ora è solo un prototipo in bella mostra sul palcoscenico del Musk mattatore, ma quando verrà realizzata (e dovrebbe esserlo presto) la Starship sarà alta 50 metri con un diametro di 9. Costruita in acciaio (e non in fibra di carbonio come prevedevano i primi progetti), flessibile e resistente sia nelle gelide profondità spaziali sia nei roventi ingressi in atmosfera, avrà alla fine 6 motori Raptor per portare fino a 150 tonnellate di materiali verso le basi umane extraterrestri.

Con una simile mole non potrà certo decollare da sola. Per questo gli ingegneri della SpaceX hanno progettato un nuovo razzo, un enorme booster dello stesso diametro della Starship ma alto 68 metri. Musk lo ha chiamato Super Heavy e in base al tipo di missione sarà dotato di un minimo di 24 fino a 31 motori Raptor.
(immagine: SpaceX)

Prerogativa di Starship e Super Heavy, comunque, rimarrà la possibilità di riutilizzarli, come già SpaceX ha dimostrato di poter fare con il Falcon9.

Nuovi lanci

Per poter zittire chi sostiene che il progetto, nei modi e nei tempi proposti, sia irrealizzabile, Musk in effetti dovrà dare qualche dimostrazione. Dopo il successo del lancio e del recupero controllato del prototipo in scala ridotta di Starship lo scorso agosto, Musk ha affermato di poter far compiere alla sua astronave un volo orbitale nei prossimi 6 mesi.

“Sembra una cosa da pazzi, ma penso che potremmo raggiungere l’orbita in meno di sei mesi. Se i miglioramenti nella progettazione e nella costruzione continueranno a essere esponenziali, penso che la mia stima di riuscirci in pochi mesi sia accurata”.

Pochi dettagli, molta scena

In realtà la presentazione di Musk non è stata molto dettagliata né sul piano tecnico né temporale, quasi a dare l’impressione che l’evento avesse lo scopo di celebrare i successi di SpaceX e prospettare svolte futuristiche più che di tracciare una rotta sicura.

Al piano di Musk, infatti, si oppongono diversi ostacoli.

Primo fra tutti, come gli ha ricordato con un tweet l’amministratore della Nasa Jim Bridenstein, gli insuccessi e il discreto ritardo nella realizzazione del progetto della Crew Dragon, la navicella di SpaceX che secondo gli accordi dovrebbe portare in sicurezza gli astronauti statunitensi nello Spazio (ad oggi l’unico mezzo è la Soyuz russa). Un progetto che rimane prioritario, ha ribattuto Musk, che ha aggiunto che Starship e Super Heavy (che comunque potrebbe andare a sostituire i razzi Falcon in futuro) occupano solo il 5% delle attività della SpaceX.


Ci sarebbero però altre questioni da affrontare prima di prospettare prossime colonie stabili su Luna e Marte. Perché un conto è raggiungere la meta (e già questo è una grandissima sfida), un altro è insediarsi e sopravvivere. C’è ancora tanto da lavorare per ottenere i mini ecosistemi stabili che saranno necessari per rendere le colonie autosufficienti, e al momento nemmeno la Stazione spaziale internazionale può fare a meno dei rifornimenti da Terra.

Poi c’è la questione della gestione dei batteri che gli astronauti si portano dietro dalla Terra nello Spazio, dove pare che i microbi prosperino persino troppo.





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Il transumanesimo sbarca a Montecitorio

La mentalità transumanista definito singolarità è sbarcata al senato. Ed è stata applaudita.
Marco Antonio Attisani, fondatore e CEO di Watly ricevuto al Senato. L’evento si era svolto presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari

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A Montecitorio e in Senato parlavano di transumanesimo, salti quantici e nuova umanità OGM. 

Secondo Albert Cortina

Il Transumanesimo è un’ideologia, o una corrente di pensiero che sostiene la causa della transizione dell’essere da umano a postumano. Questa ideologia non è un umanesimo, ma un’altra cosa. L’associazione mondiale transumanista (World Transhumanist Association), che è un movimento globale, definisce il transumanesimo come una forma di pensare il futuro. Una nuova forma in cui l’essere umano cessa di evolvere biologicamente e culturalmente e, a partire già da ora, l’evoluzione sarà biotecnologica, grazie all’utilizzo di tecniche applicate in diverse discipline scientifiche, che permettono il controllo sulla natura, sulla biologia e su altre realtà. Questo significa trasformare la specie umana, ibridandola con elementi tecnologici per farla diventare un prodotto artificiale. Sarà indipendente dalla natura e arriverà a disegnare se stessa come vorrà.

Sinteticamente, quello che la definizione di transumanesimo di tale associazione sottintende è che possiamo fare tutto, siamo dei. E qualcosa in più: “Avremo l’obbligo morale di cambiarci”, ovvero, non è solo per coloro che vogliono ma per tutti. Questa è una caratteristica propria delle ideologie: iniziano a introdursi sottilmente, sotto le sembianze di bene, come il miglioramento della salute e altre questioni che richiedono un’accettazione volontaria, per poi trasformarsi in totalitarie e obbligatorie per tutti.

Può sembrare fantascienza, ma è già in moto il progetto 2045, nel quale si sta investendo moltissimo denaro e che tocca l’aspetto dell’immortalità cibernetica e di come se il nostro essere materia intangibile, la nostra identità, potrebbe trasferirsi a un ologramma, un cyborg o a un robot, al fine di raggiungere l’immortalità….

Huxley, nel suo libro “Il mondo nuovo”, affermò cose molto serie nell’anno 1932. Disse: “La scienza e la tecnica al servizio degli interessi di potere condurranno il mondo a forme sociali di dominazione assoluta, a istituzioni oppressive, che coinvolgeranno inevitabilmente tutti e alle quali nessuno potrà sfuggire”. “Una dittatura perfetta avrà le sembianze della democrazia, ma sarà come una prigione senza muri, in cui tutti i prigionieri nemmeno si sogneranno di scappare, sarà essenzialmente un sistema di schiavitù nel quale, grazie al consumo e all’intrattenimento, gli schiavi ameranno la loro condizione servile”. Nessuno nel 1932 capiva queste parole, ma ora iniziamo a comprendere: realtà virtuale, videogiochi, cyborgs…

La tecnologia in sé non è un male, porta molti benefici, ma bisogna stabilire una serie di limiti che ancora non sono stati stabiliti…dal momento che questo è come un vaso di Pandora è necessario determinare eticamente se sia conveniente o meno continuare ad aprire porte e fino a che punto.





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Focolare della madre

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A lezione di satelliti con gli esperti dell’Agenzia spaziale europea

L’Esa cerca studenti appassionati di tecnologia per sviluppare le piccole sonde da lanciare in orbita del futuro. Non rimane che farsi avanti

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Gli studenti di tutta Europa sono richiamati all’attenzione dall’Esa (European Space Agency): c’è la possibilità di partecipare a un training completamente gratuito per imparare a sviluppare e testare piccoli satelliti, i cosiddetti CubeSats, direttamente con gli esperti di tecnologia e scienze spaziali dell’Agenzia.

L’iniziativa, ribattezzata Fly Your Satellite, è alla sua terza edizione e i satelliti prodotti dai team di studenti della prima sono in orbita ormai da tre anni. Vuoi diventare il prossimo protagonista? Dai un occhio alla call – e, naturalmente, in bocca al lupo!





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ESA, Wired

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