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PRETI PEDOFILI

Prete abusa di un 15enne nella canonica, fedeli allibiti

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E’ successo ancora una volta. Un prete 40enne avrebbe abusato di un 15enne. Teatro delle violenze la canonica. E’ stato proprio il ragazzino a sporgere denuncia. I fatti aberranti sono avvenuti in provincia di Monselice, nella Bassa Padovana. Lo scandalo, l’ennesimo, non fa certo bene alla Chiesa cattolica, che sta già vivendo un periodo veramente drammatico a causa dei numerosi episodi di #pedofilia che vedono protagonisti soggetti che vestono l’abito talare.  Il prete 40enne della Bassa Padovana è già stato rinviato a giudizio e, prossimamente, si dovrà ripresentare davanti al Gup, almeno stando a quanto riportato da alcuni tabloid locali. Il 15enne ha affermato che il sacerdote, un giorno, gli aveva detto di sedersi sulle sue gambe e poi aveva simulato un atto sessuale. Un comportamento agghiacciante quello del religioso, che avrebbe profittato della sua carica per soddisfare le sue voglie degeneri.

Ennesimo scandalo pedofilia nella Chiesa cattolica?

Ennesimo scandalo pedofilia nella Chiesa cattolica. Stavolta il protagonista è un prete 40enne della Bassa Padovana. Dai tabloid locali si è appreso che la Diocesi sapeva dello strano atteggiamento del religioso e, per questo, lo aveva temporaneamente sollevato dagli incarichi pastorali e poi destinato a un’altra comunità. Una storia a dir poco squallida. Il sacerdote avrebbe palpeggiato più volte il 15enne nei locali della canonica all’insaputa di tutti. Nessuno dei fedeli aveva mai immaginato che quel religioso così cordiale e generoso potesse compiere gesti così indegni. Il ragazzino, dopo i numerosi abusi, aveva deciso di confessare tutto ai genitori. Questi, senza remore, avevano subito presentato una denuncia ai #carabinieri . Gli abusi sarebbero anche al centro di conversazioni telefoniche tra il parroco 40enne e diversi interlocutori. Tali conversazioni verranno esaminate dagli investigatori ma l’avvocato del religioso dice che non possono essere usate. Si vedrà. La comunità di fedeli è sconvolta. Il parroco è descritto da molti come una persona preparata e magnetica. Un duro colpo dunque ai fedeli e alla Chiesa cattolica. Sebbene si sia già svolta l’udienza preliminare, il magistrato Margherita Brunello ha rimandato il verdetto a due date: la prima, il 12 settembre, nel corso della quale il prete dovrà fornire spiegazioni sulle suddette conversazioni telefoniche; la seconda, invece, sarà destinata alla giudizio con rito abbreviato in senso stretto, reclamato dal legale del 40enne.

L’amarezza della Diocesi di Padova

La Diocesi di Padova, proprio quella che, tempo fa, aveva sollevato il presunto prete #pedofilo dalla missione pastorale, ha detto nelle ultime ore: ‘Amarezza e dolore per una vicenda che, se dimostrata, adombra l’opera silenziosa e preziosa di tanti sacerdoti dediti al servizio delle proprie comunità’. La Diocesi si è detta anche vicina a tutti coloro che sono tristi per questo brutto episodio su cui la giustizia dovrà certamente fare luce. Pesante, indubbiamente, l’accusa che la Procura muove a carico del prelato di Padova: violenza sessuale. La comunità di fedeli padovana si era appena ripresa dallo scandalo che aveva visto protagonista don Contin, ed ora si trova ad affrontare uno scandalo simile. Il prete 40enne continua a dirsi innocente. Sarà il magistrato a stabilire se il 15enne sia stato veramente violentato in canonica o no. Il 28 settembre 2017 si svolgerà il giudizio abbreviato vero e proprio.

Il presunto parroco pedofilo ha svolto la sua missione pastorale nella canonica padovana per un biennio; poi la Diocesi lo ha trasferito in una comunità distante circa 40 km. La Curia adesso attende l’esito del processo per decidere la tipologia di provvedimenti da prendere nei confronti del religioso.

Fonte: https://www.zz7.it/prete-canonica-padova-pedofilia/

Stando a ricerche ed indagini effettuate col collaboratore Francesco Zanardi di Rete l’Abuso il prete, il cui nome è stato taciuto dai giornali, sembrerebbe essere (il condizionale è d’obbligo) Don Nicola De Rossi . Ad ogni buon conto aggiorneremo tempestivamente  le informazioni inerenti a questo caso appena saremo in possesso di evoluzioni investigative / giudiziarie.

Altre informazioni su Don Nicola De Rossi sono disponibili al seguente articolo:  Don Nicola D.R. a processo per abusi su ragazzo, Intercettato dal confessore chiede di cancellare i colloqui: segreto professionale. Salta il trasferimento nel veneziano



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Crediti e Fonti :

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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PRETI PEDOFILI

Davanti ai giudici della Corte d’Appello il prete pedofilo di Calenzano

In primo grado l’ex sacerdote Paolo Glaentzer era stato condannato a 4 anni e quattro mesi di reclusione dopo essere stato sorpreso in atteggiamenti intimi con una bambina di 10 anni

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Si celebra oggi, 23 giugno, a Firenze il processo di appello contro l’ex sacerdote Paolo Glaentzer, condannato a 4 anni e quattro mesi di reclusione dal tribunale di Prato il 5 marzo 2019 per violenza sessuale su una bambina di 10 anni. La sentenza è prevista in serata.
A seguito della condanna di primo grado padre Glaentzer è stato dimesso dallo stato clericale da Papa Francesco.
Glaentzer fu arrestato in flagranza, e poi posto agli arresti domiciliari, dopo essere stato trovato in atteggiamenti intimi con la bambina all’interno della sua auto dalle parti di Calenzano. A sorprenderlo furono alcuni vicini della piccola, che l’uomo avrebbe dovuto riaccompagnare a casa. A fare ricorso in appello contro la condanna la difesa dell’ex sacerdote.
Il gup di Prato, al termine di un processo in rito abbreviato, lo condannò anche a un risarcimento di 50mila euro verso la giovane vittima, rappresentata da un tutore legale, mentre niente era stato previsto per i genitori della piccola, i cui legali, avvocati Fabio Generini e Francesco Stefani, hanno proposto appello per chiedere il riconoscimento del danno anche nei loro confronti. 



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PRETI PEDOFILI

Spaccio di cocaina e materiale pedopornografico: Don Bastoni ci ricasca

Il religioso è finito al centro di un’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura ascolana che ha iscritto il sessantenne sul registro degli indagati. Il sacerdote è accusato di detenzione e piccole cessioni di cocaina e dalla Procura di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico scaricati da siti internet.

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padre Alberto Bastoni

Una nuova indagine travolge il vice parroco della cattedrale padre Alberto Bastoni e scuote la diocesi di Ascoli. È stata la stessa diocesi a dare la notizia, ieri, dell’esistenza di una indagine a carico di padre Bastoni e del suo conseguente immediato allontanamento dalla città delle cento torri.

Il religioso è finito al centro di un’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura ascolana che ha iscritto il sessantenne sul registro degli indagati. Il sacerdote è accusato di detenzione e piccole cessioni di cocaina e dalla Procura di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico scaricati da siti internet.

I militari quindi, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione ad Ascoli rinvenendo materiale comprovante un’attività di acquisto di stupefacenti che poi il prelato avrebbe ceduto ad altre persone. Anche i suoi computer sono stati passati al setaccio e i carabinieri hanno scovato del materiale pedopornografico scaricato.

Il sacerdote però è recidivo. Già otto anni fa, all’inizio del 2012, all’epoca parroco del santuario di Collevalenza in provincia di Perugia, fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina. Ora, a distanza di poco più di otto anni, padre Alberto torna a rivivere l’incubo di una indagine nei suoi confronti, che ha colto di sorpresa tutta la curia e si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno su tutto l’ambiente ecclesiastico cittadino.

“Apparentemente – si legge nella nota diffusa dalla diocesi – sembrava che tutto procedesse nel migliore dei modi senonché, forse anche in conseguenza del lockdown, è caduto in una depressione maggiore unipolare che gli ha provocato un grave squilibrio mentale, umano e umorale che si è manifestato in comportamenti che hanno attirato una indagine da parte delle autorità competenti». Una situazione che ha indotto il vescovo di Ascoli a prendere immediatamente dei seri provvedimenti.

“Il vescovo diocesano appena si è reso conto dello stato di salute e del totale cambiamento di personalità e avendo avuto notizia da lui stesso di un’indagine a suo carico – si legge nel comunicato – gli ha chiesto immediatamente di lasciare la Diocesi, riaffidandolo al Superiore generale della sua Congregazione religiosa per le cure necessarie”. Padre Alberto Bastoni dunque, ha dovuto lasciare Ascoli per far ritorno da Superiore Generale in Umbria.



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PRETI PEDOFILI

Nuovi guai per ill cardinale Pell affondano nel suo passato di pedofilo seriale

I nuovi guai del cardinale Pell affondano nel suo passato di coinquilino distratto del pedofilo seriale Ridsale

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Immagine al solo scopo di corredo articolo

Il cardinale George Pell è di nuovo nei guai perché amico del prete pedofilo di Ballarat, Gerald Ridsale, un pedofilo seriale con il quale divideva l’appartamento. E che inizialmente aveva difeso al punto di accompagnarlo in tribunale nei primi prucessi da lui subiti. Un’amicizia che superava evidentemente qualunque buon senso e attenzione alle possibili vuttime. Dunque ingiustificabile per un prete, anche se con incarichi amministrativi e non pastorali, come era all’epoca Pell.

Interrogato in merito, l’ ex ministro delle Finanze di Papa Francesco, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato che “si trattava di una storia triste e non molto interessante” per lui. “Non avevo motivo di interessarmi ai mali perpetrati da Ridsale”, ha spiegato.

Una “indifferenza” che rasenta il patologico, contro cui all’epoca si era scagliato anche il giornalista Andrew Bolt che qualche giorno fa ha intervistato il porporato per Sky Australia. “Come reagiresti se la polizia vittoriana continuasse a pescare a strascico altre vittime, se continuasse a pescarle per tentare di perseguirti?”, gli ha chiesto.

La riposta di Pell è stata disarmante: “Be’, non sarei del tutto sorpreso. Ma chi lo sa. Sono affari loro”.
In merito è intervenuta anche la sua portavoce, Katrina Lee, citata dall’ Herald Sun che per primo ha dato la notizia della nuova inchiesta a carico del prelato: “Qualsiasi cosa faccia la polizia, dovrebbe esserci un giusto processo attraverso i canali appropriati”, ha fatto sapere Lee.

A quanto risulta, Pell starebbe ora subendo minacce e questo può spiegarsi con la sua personale azione per difendere le proprietà della chiesa australiana dalle azioni civili che hanno fatto seguito alle condanne penali di numerosi sacerdoti, il più noto dei quali è l’antico coinquilino del cardinale Ridsale.

Per questo – come l’arcidiocesi di Sydney ha confermato – il cardinale Pell è stato messo sotto protezione dalla squadra antiterrorismo della polizia nel seminario di Good Shepherd, a Homebush.

IL CASO GEORGE PELL


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