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PRETI PEDOFILI

Prete pedofilo condannato a 62 anni di carcere

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Ampio spazio sui giornali messicani. Il prete Carlos Lopez Valdès, 72 anni, “è stato condannato per stupro a 62 anni di carcere”, ha confermato l’associazione Cencos.

Un uomo di #Chiesa messicano è stato condannato a 62 anni di carcere per avere abusato sessualmente di un minorenne: lo hanno reso noto i legali della vittima. Il prete Carlos Lopez Valdès, 72 anni, “è stato condannato per stupro a 62 anni di carcere“, ha confermato l’associazione per la difesa dei diritti umani Cencos.

La vittima, Jesus Romero Colin, ora 33enne, è stata abusata sessualmente per più di un decennio. Aveva solo 11 anni quando iniziò l’incubo. Colin ha accusato la Chiesa cattolica messicana di avere ignorato la sua denuncia ed ha spiegato che dopo avere scritto a Papa Francesco per denunciare gli abusi di cui è stato vittima, il pontefice ha risposto chiedendo perdono in nome della Chiesa cattolica.

Gli avvocati della vittima e l’associazione Cencos stanno preparando un procedimento contro la Chiesa cattolica per ottenere un risarcimento economico.





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Today

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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1 Commento

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  1. Anonimo

    20 Marzo 2018 at 16:46

    Seguite il signore,state attenti alle strade sbagliate perchè dificilmente si può uscire.
    Pregate sempre a Dio Padre,nostro signore Gesù Cristo e la santissima vergine Maria.
    e non fate uso di azioni sbagliate di cattiveria e malvagità.
    leggete il vangelo per conoscere di più Cristo nostro Signore e comportarci come lui.

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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, negli Usa centinaia di preti accusati e senza supervisione

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

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Immagine a scopo di corredo articolo

Circa 1.700 sacerdoti e altri membri del clero, accusati credibilmente di abusi sessuali contro minori, continuano a condurre la loro vita con pochi controlli, o addirittura nessuna supervisione, da parte delle autorità religiose o forze dell’ordine.

Lo rivela un’indagine della Associated Press condotta nelle diocesi negli Stati Uniti.
«Questi membri del clero ora insegnano o vivono accanto a campi da gioco», scrive l’Ap. Secondo l’inchiesta giornalistica decine di loro hanno commesso ancora crimini dopo avere lasciato la Chiesa, inclusi reati di violenza sessuale.

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

E le autorità civili, come la polizia, affermano che la loro competenza è limitata alle persone condannate. Il risultato è che non è stato preso per 1700 di loro nessun provvedimento anche di prevenzione di nuovi abusi.





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PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Vaticano, abusi sui “chierichetti del Papa”: chiesti due rinvii a giudizio

Un sacerdote ventottenne è accusato di violenza continuata e abuso di autorità. Le violenze sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro

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Immagine a puro scopo illustrativo

La procura di Roma è in attesa di risposte dalla Santa Sede in relazione alla rogatoria internazionale inoltrata nell’ambito dell’inchiesta per abusi sessuali nel preseminario San Pio X, in Vaticano, che vede indagato don Gabriele Martinelli.

Il sacerdote ventottenne, scrive l’Ansa, è accusato di violenza continuata e abuso di autorità, reati che sarebbero stati commessi quando Martinelli frequentava il pio collegio opera di Don Fulci, il pre-seminario in Vaticano dei cosiddetti “chierichetti del Papa”. Le violenze, secondo quanto scrive oggi Il Messaggero, sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro.

L’indagato avrebbe compiuto i reati nei confronti di suoi compagni di collegio. Nelle scorse settimane è stata perquisita l’abitazione di Martinelli in provincia di Como. Su questa vicenda la magistratura vaticana ha chiesto il rinvio a giudizio per Martinelli con l’accusa di abusi sessuali, e per don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.





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Open.online

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PRETI PEDOFILI

Maxi scandalo pedofilia nel Missouri, accusati 163 preti

Per il procuratore la Chiesa “ha coperto gli abusi” su centinaia di vittime

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Ancora un maxi scandalo negli Usa per pedofilia e molestie da parte di uomini di Chiesa. Il Procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato che trasmetterà gli atti ai competenti procuratori locali per perseguire decine di preti e religiosi di quattro diocesi accusati di abusi sessuali o condotta inappropriata nei confronti di minori. Sarebbero 163 i religiosi individuati, dei quali circa 80 sono morti mentre altri 16 erano già stati portati all’attenzione dei procuratori locali. Le presunte vittime sarebbero centinaia.

Il corposo rapporto presentato alla stampa americana, oltre trecento pagine, ripercorre le vicende e le accuse degli ultimi settant’anni. In particolare il procuratore Schmitt riporterà alle procure locali 12 casi concreti di accuse di abuso sessuale; sono oltre 2.300 i documenti visionati che riguardano sacerdoti, diaconi, seminaristi e suore forniti dalle quattro diocesi cattoliche del Missouri nell’ultimo anno.

I 163 ecclesiastici sotto accusa, dei quali appunto molti sono morti considerato che l’inchiesta parte dal 1945, erano stati accusati di abusi nei confronti di minori e in alcuni casi sono stati accusati più volte e da più persone. “Non c’è dubbio – ha sottolineato il Procuratore generale del Missouri – che si è trattato di un lungo e duraturo insabbiamento per nascondere gli abusi. L’attenzione della Chiesa era più concentrata sulla protezione dei sacerdoti che sulla tutela delle vittime”, ha detto ancora Schmitt aggiungendo: “Per decenni nessuna regione dello Stato del Missouri è stata risparmiata” da questa piaga.

Le presunte vittime degli abusi erano parte di famiglie molto vicine alle parrocchie, ragazzi anche coinvolti nei servizi della Chiesa come quello dei chierichetti. “Molte testimonianze delle vittime dimostrano la grande stima che le comunità avevano per i sacerdoti e i vescovi che prestavano una particolare attenzione ad uno dei suoi membri”, si legge nel rapporto evidenziando dunque la difficoltà delle stesse vittime a denunciare gli abusi. In attesa che i casi concreti, tra quelli ancora perseguibili, seguano il loro iter nei tribunali, il Procuratore ha rivolto alcune raccomandazioni alle diocesi, tra le quali quella di esercitare un maggiore controllo sulla vita degli ordini religiosi.





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