Prete pedofilo: il drammatico racconto della vittima di don Gianni Bekiaris

Ceprano - Sconvolgente deposizione in aula da parte del ragazzo che accusa il sacerdote di avere abusato di lui fin dalla tenera età, anche in sagrestia

Una deposizione fiume. Un atto d’accusa durato due ore e mezza. Nel processo a don Gianni Bekiaris, accusato di violenza sessuale nei confronti di un parrocchiano, sin da quando era in tenera età, è stata sentita la persona offesa, che ora ha 32 anni, ed è rappresentata dall’avvocato Carla Corsetti. Il ragazzo, davanti al tribunale di Frosinone, ha raccontato di aver subito le attenzioni sessuali del #sacerdote sin da quando aveva otto anni fino a 23. Teatro dei fatti, la chiesa di Ceprano.

Ha raccontato di una situazione di soggezione psicologica che gli ha inibito qualsiasi reazione. E anzi, le poche volte che ha provato qualche reazione, almeno stando al suo racconto, sarebbe stato minacciato dal prete di rendere pubblica la cosa. «È Dio che ci ha uniti», ha affermato il ragazzo, citando una frase che don Gianni Bekiaris  gli avrebbe riferito in più occasioni. Il giovane ha ricordato diversi episodi, che si sarebbero svolti anche in sagrestia e comunque quando frequentava la #parrocchia . Sosteneva di essere quasi un automa, impossibilitato a qualsiasi reazione. Ha fatto riferimento ai tentativi di suicidio per l’insopportabile peso e alla sentenza del tribunale canonico che ha condannato il religioso al trasferimento in altra sede.

A seguito di tale pronuncia era intervenuta una transazione che, però, come rimarcato anche nella scorsa udienza dall’avvocato Corsetti, non copre i danni psicologici. E anche per questo motivo la parte civile, che lamenta danni permanenti, è stata ammessa dal tribunale. Alla fine dell’udienza, il difensore ha descritto un ragazzo provato da una dolorosa testimonianza che però è stato coerente anche nei dettagli del suo racconto. Di tutt’altra opinione la difesa di don Gianni Bekiaris, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Pizzutelli, che ha sempre respinto le accuse. Il legale ha fatto notare al collegio alcune incongruenze emerse dal racconto, un racconto che, a parere del professionista, è andato ben al di là della denuncia e delle due precedenti deposizioni rese davanti al pm. Alle contestazioni della difesa di Bekiaris, la parte offesa ha accennato al fatto che, all’epoca, aveva rimosso tutto e che ora il ricordo di quei fatti è più nitido. La stessa difesa ha eccepito che gli episodi richiamati si sono svolti in luoghi aperti al pubblico e che nessuno, in parrocchia, si è mai accorto di nulla. E anche per questo saranno citati, come testi a discarico, persone che frequentavano la #chiesa di Ceprano. Il racconto, a parere della difesa, è stato ritenuto poco verosimile. Starà ora al tribunale, insieme alle altre deposizioni che avranno luogo già dalla prossima udienza ad ottobre, vagliare la testimonianza.

     
 
 

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