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Qualcosa non torna nella Giornata dell’Anti-superstizione

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 qualcosa non torna, quando sembra che non ci sia via di uscita, la logica ci aiuta. È proprio la logica il filo conduttore del terzo volume scritto da Gianluca Giusti dal titolo Qualcosa non torna. Riflessioni logiche sui misteri del mondo, edito dalla casa editrice romana Edizioni C’era una volta. Un dialogo con il lettore su temi che da sempre affascinano le menti più curiose: i misteri. A presentarlo sarà l’autore stesso, ad un mese dall’uscita del libro, venerdì 17 ottobre 2014, nella Giornata dell’Anti-superstizione, che il CICAP propone da cinque anni in occasione di un venerdì 17.

Un modo per combattere la superstizione e l’irrazionalità con la logica e la conoscenza scientifica, anche attraverso questo volume.

Introdurranno la presentazione i vertici della casa editrice, Cinzia Tocci e Federica Barbarossa. Al tavolo dei Relatori interverranno il Prof. Marco Cappadonia Mastrolorenzi, curatore della Prefazione e Luca Menichelli, Vice presidente del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) Abruzzo/Molise. A moderare l’incontro: Sheyla Bobba, “voce, penna e faccia” di SenzaBarcode.

carroccioUn libro da non perdere per gli appassionati della lettura intelligente, per chi non si ferma davanti all’ignoto e vuole approfondire. Un faro su tematiche di cui si legge e parla, a volte a sproposito o semplicemente per sentito dire. Se credere è e resta un libero arbitrio, la conoscenza, l’informazione seria, sono fondamentali per avere quella libertà che ci consente di comprendere fenomeni misteriosi che la scienza è in grado di spiegare. Attraverso un viaggio tra le principali religioni, il paranormale religioso e il paranormale generale, tra cui miracoli, ufo, cerchi nel grano, il triangolo delle Bermuda, possessioni, scie chimiche, immagini sui muri, statuine, astrologia, spiritismo – questi sono alcuni dei temi trattati nel libro – Giusti porta il lettore a riflettere per non arrendersi passivamente all’evidenza o a spiegazioni che hanno dell’irreale. Nel suo stile diretto, è un libro scioccante, coraggioso e ironicamente spietato.

Qualcosa non torna porterà un cambiamento di nuova generazione”, spiega Gianluca Giusti, che aggiunge: “troppe cose ancora oggi sembrano quello che non sono, ma non possiamo fermarci qui, possiamo invece provare a riflettere e cercare di capire qualcosa in più, non solo per cambiare opinione, ma anche per rafforzare quella che abbiamo. Mettiamo alla prova quello in cui crediamo, potremmo arrivare a conclusioni che non immagineremmo mai”. Come afferma il Dott. Armando De Vincentiis nella sua Introduzione al libro: “Osservare e comprendere quanto un fenomeno cosiddetto sovrannaturale possa essere infondato non significa chiudere le porte a realtà alternative ma aprire le porte della conoscenza.” Il libro è uscito il 17 settembre 2014 in edizione cartacea, è andato a ruba già nei primi giorni dopo la pubblicazione.

Si può ordinare sul sito della Casa Editrice C’era una volta dove si trova una pagina dedicata, oppure nelle migliori librerie. Per il valore ad esso riconosciuto, il volume Qualcosa non torna di Gianluca Giusti ha ricevuto il riconoscimento gratuito del Patrocinio della Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Nel vasto mercato dell’editoria, un libro che vale la pena leggere e regalare, per sfatare alcuni miti o anche solo per far riflettere. E oggi, nell’era della comunicazione digitale ad alta velocità, dove tutto e di tutto si legge su internet, ce n’è bisogno più che mai.

Appuntamento venerdì 17 ottobre 2014 alle ore 17, presso la Sala del Carroccio, Piazza del Campidoglio, Roma. Gianluca Giusti, classe 1964, dopo gli studi all’Isef entra nel settore farmaceutico dove ancora lavora in qualità di Informatore Scientifico, oggi nel campo dell’onco-ematologia. Nei suoi 24 anni di attività ha lavorato in varie aree mediche e specialistiche. Ciò gli ha consentito di capire i lavori scientifici e l’importanza del metodo scientifico sperimentale, ad oggi unica arma a difesa del progresso e contro le pseudoscienze.

Nel 2014 entra a far parte degli Autori di Edizioni C’era una volta, con il suo attesissimo terzo libro: Qualcosa non torna. Edizioni C’era una volta è stata fondata nel 2008 ed è il marchio di C1V Edizioni di Cinzia Tocci. Nel corso degli anni, la casa editrice ha diversificato la propria offerta, iniziando con la pubblicazione di singoli libri personalizzabili, destinati al pubblico di piccoli lettori, fino ad aprire le porte a opere di autori emergenti, arrivando a coprire tutte le fasce d’età, non solo favole quindi ma anche romanzi, saggi e libri sociali. Consapevole dell’importanza della lettura e dei benefici da essa derivanti per la crescita, la consapevolezza e la condivisione di valori importanti, Edizioni C’era una volta ha da sempre investito in opere di qualità senza chiedere agli autori contributi per la pubblicazione, rigettando sin dalla sua fondazione il modello dell’editoria a pagamento.

I volumi di Edizioni C’era una volta hanno inoltre ottenuto il gratuito patrocinio di istituzioni che ne riconoscono il valore sociale e culturale. Molte le iniziative a supporto della promozione dei libri pubblicati, molto l’impegno solidale nel restituire alla società parte dei proventi con progetti benefici abbinati alle opere.

 

FONTE

 

Link Facebook all’evento:

https://www.facebook.com/events/483146375160041/

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il nuovo libro di Roberto Burioni mette ko l’omeopatia

Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

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Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

marco dimitri

In realtà l’omeopatia si mette K.O. da sola, nessuna proprietà magica, nessun elemento attivo, semplicemente acqua. Acqua che esce dai vostri rubinetti ma molto più costosa. Certo l’omeopatia non fa male ma, come quasi sempre accade, chi la usa abbandona le cure vere, si vere, quelle che hanno superato il metodo scientifico. Non raramente l’abbandono delle cure ufficiali (ricordiamoci che la scienza è UNA e che non esistono scienze non ufficiali) si conclude con la morte del malato.

Per quanto sia stata ampiamente dimostrata l’inefficacia assoluta dell’omeopatia, la gente continua ad usarla perchè è stata ammaestrata a considerare le medicine ufficiali come “porcherie chimiche”, e l’assalto ai rimedi naturali continua. Peccato che la natura ci stia lentamente uccidendo, non vuole guarirci, ha un meccanismo caotico evolutivo. Ovviamente la chimica è presente in ogni cosa che mangiamo e, non solo nelle medicine.

Si… Vale la pena dimostrare, spiegare, nel modo più semplice, anche aggressivo. Guidiamo la nostra bella macchina senza freni e ci lamentiamo se ci danno degli idioti.

Il libro di Roberto Burioni, davvero mostra l’illusione demolendo ciò che è rimasto della truffa del nulla che in tutto il mondo ha fruttato centinaia di milioni di Euro, oserei dire “denaro liquido” visto che  si parla di acqua fresca spacciata per medicina.

Cartonato: 208 pagine

Editore: Rizzoli (8 ottobre 2019)

Un’ultima cosa, chi pensa che l’editoria arricchisca economicamente, ha visto un film di fantascienza…



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Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani

Roberto Burioni. Collana: Saggi italiani. Editore: Rizzoli

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In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

«Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.»

Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra.

E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

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Libri

La congiura dei somari

Perché la scienza non può essere democratica

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«Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri.» La battaglia di uno scienziato contro le false credenze che rischiano di cancellare le grandiose conquiste della medicina

«Non sopporto che mia figlia cresca in un mondo in cui la menzogna ha lo stesso peso della verità.»

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.



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