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Quando i veri bulli sono i giornalisti

Un paio di video in cui si vede un ragazzino “bullare” il proprio professore sono stati sufficienti a sbattere il mostro in prima pagina

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No, non voglio in alcun modo difendere il “bullismo”. A scuola, e qua devo espormi un po’, ho avuto gli stessi atteggiamenti, nel mio caso alla radice c’era una profonda sofferenza per essere rimasto orfano. Ma andiamo per ordine.

marco dimitri

Gettai un secchio d’acqua in testa al preside che stava transitando nel cortile. Misi con degli altri compagni, una panca sopra il lampadario. Nel primo caso il preside mi sospese per un giorno. Mi scusai. Nel secondo caso addirittura venne sospesa tutta la classe per 2 giorni.

Per un brutto voto sparai con una pistola finta scacciacani, dotata di tappo rosso, un colpo in direzione del professore, il povero uomo si fece pipì addosso, caso vuole che con quel professore avessimo tutti un ottimo rapporto e tutto finì in una litigata verbale.

Il motivo di questi miei atteggiamenti era mettermi in mostra coi miei compagni, sentirmi apprezzato e rispettato da loro. Ma, ad ogni episodio rimanevo alla fine con l’amaro in bocca, una vita che mi faceva paura, anche perchè trovavo inaccettabili ed ingestibili le basi su cui la società fingeva di basarsi.

L’ambiente scolastico mi forniva sostenitori ed autorità fin troppo pazienti e miti, che non avevano nessuna colpa, anzi, spesso disposte ad aiutare gli studenti. Però la paura del mondo, la rabbia per essere rimasto orfano, mi spingeva a percepire tutto quanto come un quadro falso e banale, il muro che volevo gettare a terra erano le autorità scolastiche, mostrare ai miei compagni che ero un capo e che ero più forte di queste figure.

Credo che sia una fase transitoria per molti adolescenti e certo non fa bene essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali assieme a criminali veri. In primo luogo essere il protagonista può portare ad una fase che diviene via via più distruttiva, perchè alla fine cedi, ti fanno cedere, del resto aggredire un professore è un atto davvero osceno, e l’aggressore se ne rende conto probabilmente nei momenti di solitudine.

 

Sicuramente sarebbe meglio un supporto psicologico per quel ragazzo, invece di essere messo alla gogna con commentini stupidi “sono una brava persona, mio figlio va in chiesa, ai miei tempi li prendevamo a sberle… non succedevano quelle cose” , “Che delinquente!” più altri commenti irripetibili.

Questi commenti, presi da Youtube, sono solo una piccola dimostrazione. Altri commenti inneggiano alla fustigazione ed al ripristino della pena di morte.

Addirittura in prima pagina su Google News

 

Attenti perchè la gogna crea protagonismo ed il protagonismo crea emulazione, una volta entrati nella fase critica non si esce più.

I “mostri” molto spesso nascono sui giornali. In Italia, oltre al razzismo, la pseudoscienza, l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, l’omofobia e la teocrazia abbiamo una strage in famiglia un giorno si e l’altro pure. Non parlo di immigrati che si accoltellano ma delle sedicenti famiglie tradizionali religiose e benpensanti.

Però sbattiamo in prima pagina un paio di “bulli” in piena ribellione adolescenziale. Per metabolizzare una società come la nostra ci vuole un grande fegato.

Detto questo chiediamoci chi siano davvero i deboli e chi i bulli, allora si che il bullismo sarà da condannare.

Marco Dimitri

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Cosa accadrà quando Padre Pio e le forze ribelli non riusciranno più a contenere le epidemie di morbillo?

Ci avviseranno con segnali subliminali? Troveranno un rimedio all’americana dove gli ultimi 7 secondi saranno destinati al crollo delle case farmaceutiche sotto i duri clpi delle spade laser. Non faranno nulla?

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Li senti quasi squittire per le strade: “Morbillo? Ma li è tutto un giro di soldi, nessuno nella mia famiglia è morto col morbillo, ecco al limite possono servire gli antibiotici se uno fatica a guarire dal morbillo!”.

Malattie come peste, vaiolo, lebbra, sono state debellate dai vaccini. In quel caso però si fa finta di nulla, ciò che è lodevole traguardo unano viene riversato nel cuore delle statue dopo che il santo dei santi abbia accolto e dato il benestare. Attenti però, un salumiere, un impiegato delle poste, un barbiere potrebbero scoprire il bluff: “Quella roba fa finta di curarci ma in realtà ci fa venire il cancro” .

Succede che studiosi che hanno dedicato l’intera vita alla ricerca vengano viste come la radice del male, pronta a speculare. E’ uno sporco gioco che usa il terrore partorito dall’ignoranza nei confronti di un nemico molto più forte, un nemico che non può fingere, ha l’obiettivo di ucciderti ed il potere di nascondersi.

Mai arrendersi. L’informazione va sempre erogata dagli organi competenti. Dispiace però vengano inquadrati, nel mirino dell’imbecillità, esperienze e risultati così cristallini da avere debellato senza ombra di dubbio, malattie terribili, dispiace si debba tornare a ricamare col filo di una ignoranza cronica. In poche parole fluttuando nella mente di certi “politici” la vita di un bambino sembra valere meno di una tessera di partito. Secoli di studi (e di risultati positivi) dovrebbero cedere al sapere scientifico di chi si sbalordisce nell’osservare acqua e aceto messi assieme iniziare la danza magica del frizzare.

Marco Dimitri

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Le teorie del complotto? Non si fermano nemmeno davanti ai bambini. La foto è reale

Ogni strage, ogni incidente, tutto ciò che viene presentato in un contesto, vuoi politico, vuoi religioso, viene recepito da una forma di stupidità popolare come un complotto.

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Ci risiamo, ennesima strage, ennesima teoria del complotto che non risparmia nemmeno i bambini.  Ora le morti in mare sarebbero tutte finte, i cadaveri? Dei manichini.  A che pro? La gente crede di essere così importante tanto che i governi sono disposti a tutto per loro, pure a simulare la realtà con attori, manichini,  tutto in segreto ma, sbadati… dimenticando le foto che provano un complotto?

Questa foto sta diventando virale,  è impressionante come l’ingenuità popolare arrivi a credere a cose impossibili. Del resto, ricordiamolo, anche per la strage di Nizza iniziarono a girare foto con grandi scritte gialle in cui veniva affermato che tutte le vittime fossero manichini, il camion fosse guidato dalla CIA ed altre cazzate che solo una mente con bisogno d’aiuto può credere.

La prima foto è chiaramente  ritagliata ed incollata, i fari non illuminano i due soccorritori, anzi i due soccorritori verrebbero ripresi in controluce. Inoltre tutti sanno che per i vari fotomontaggi lo sfondo deve essere verde, un colore che viene poi rimosso  in fase di montaggio e sostituito con uno sfondo.

La seconda foto purtroppo è reale

Da notare l’errore di ritaglio della gamba del soccorritore di destra, la mancanza di illuminazione sui  tre soggetti.

Ed ora, per sanare ogni dubbio vi mostriamo il video del soccorso in mare. Il video non è adatto a persone impressionabili.

 

La posizione innaturale del piccolo cadavere è dovuta al rigor mortis, un cadavere diventa rigido  come il marmo mantenendo l’ultima posizione.

In ultimo cosa sarebbe stato secondo i complottisti, un’azione della sinistra per riversare la colpa sul Ministro degli Interni Matteo Salvini quando il naufragio è avvenuto in acque libiche?

 
  

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Solidarietà al Prof. Roberto Burioni

Non solo il Ministro degli Interni Si comporta da Ministro della Sanità, ora scende in campo anche il Codacons che chiede addirittura la radiazione dall’Albo

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Le dichiarazioni offensive e non costruttive sarebbero queste? “No, Ministro Salvini dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite“.

“Ministro Salvini lei ha detto una cosa non rispondente al vero, perché quelli che riporto io sono fatti, suffragati da dati scientifici solidissimi. Quella che ha detto è una bugia, una bugia pericolosissima. E che a dirla sia chi ha la responsabilità della sicurezza del mio paese è una cosa che mi preoccupa molto“.

Adesso i risultati scientifici pubblicati devono essere opinioni di confronto tra parti? Perchè leggo nell’atto di accusa “… contrarie ad ogni confronto costruttivo con le famiglie su un tema delicato come le vaccinazioni“. Nonostante il Prof. Burioni abbia scritto interi libri ed interi articoli cercando di semplificare il più possibile il tema vaccinazioni rendendolo comprensibile con degli esempi logici a tutte le famiglie, il Codacons nell’atto non cita l’immenso lavoro svolto dal Prof. Roberto Burioni, anzi, si spinge oltre  facendo capire che i traguardi scientifici devono essere opinabili e soggetti al dialogo con le famiglie.  Immaginate se fosse un cardiochirurgo, dovrebbe chiedere “Cari parenti e cara famiglia del malato sotto anestesia, secondo voi è meglio che incida qua oppure qua? Che faccio tampono?” Una simile stupidaggine può essere partorita solo dal Codacons. Altra cosa, vi ricordate di quante famiglie scesero in piazza per sostenere il Metodo Stamina? . Ad ognuno il proprio ruolo.

Se la strategia politica del Ministro dell’Interno Matteo Salvini consta  nell’uso dell’ignoranza popolare e della psicosi contro i vaccini (nata da una famosa bufala) per  prendere più voti a spese della salute pubblica, direi proprio  che non c’è nulla  che egli possa lamentare, specialmente quando un immunologo  lo ammonisce.  Del resto Salvini non è un medico, Burioni si.

 
  

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