Religioni in Rai: l’Agcom respinge l’esposto dell’Uaar

“La risposta dell’Agcom ha dell’incredibile”, ha commentato il segretario dell’Uaar, Raffaele Carcano. “In pratica si erge a difesa del monopolio di fatto della Chiesa cattolica, sostenendo che non conta il tempo a disposizione nei palinsesti televisivi e che non conta neppure l’orario nel quale si va in onda, considerato che porta a mo’ di esempio dell’offerta plurale della Rai due programmi televisivi che vanno in onda a settimane alterne e all’una di notte!”. “E poi non si tratta di affrontare temi “atei” o “agnostici” ma di dare conto di un approccio differente, ateo o agnostico per esempio, a temi che la Rai tratta abitualmente e sui quali chiama a intervenire quasi esclusivamente rappresentanti della gerarchia vaticana”.

’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha respinto l’esposto che l’Uaar ha presentato nell’agosto scorso contro la Rai.Secondo l’Uaar la Rai — nei cui palinsesti la Chiesa cattolica la fa da padrone (totalizzando quasi il 100% di presenze sul totale dei soggetti confessionali) e non vi è nessuno spazio dedicato alle opinioni atee e agnostiche — viola il proprio contratto di servizio che impone di rendere disponibile a ogni cittadino “una pluralità di contenuti, di diversi formati e generi, che rispettino i principi dell’imparzialità, dell’indipendenza e del pluralismo” nonché di “avere cura di raggiungere le varie componenti della società, prestando attenzione alle differenti esigenze di tipo generazionale, culturale, religioso, di genere e delle minoranze, nell’ottica di favorire una società maggiormente inclusiva e tollerante verso le diversità”.

Nessuna violazione invece secondo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che il 5 dicembre scorso ha respinto l’esposto dell’Uaar. Prima di tutto, scrive l’Agcom, in tema di pluralismo sociale, a differenza di quanto avviene per la comunicazione politica disciplinata dalla legge sulla par condicio, non si rinvengono specifiche previsioni che impongono obblighi di tipo quantitativo in capo alla concessione pubblica. In secondo luogo, prosegue l’Agcom, il pluralismo “sociale” deve essere inteso principalmente come pluralismo di argomenti, di temi e di orientamenti che animano la società, temi che non sono nell’esclusiva disponibilità di alcun soggetto. “La valutazione in ordine alla completezza dell’informazione pertanto non può essere effettuata in base al tempo televisivo fruito da ciascun soggetto portatore di determinati interessi o al numero di presenze degli stessi, ma alla luce della completezza dei temi oggetto di informazione”.

Secondo l’Agcom poi, la Rai ha riservato, nella propria programmazione, una significativa attenzione alla tematica religiosa: si consideri, scrive l’Agcom, che nel palinsesto di Rai Due sono presenti due programmi dedicati a confessioni differenti da quella cattolica, Protestantesimo, curato dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, e Sorgente di vita, curato dall’Unione delle comunità ebraiche italiane. L’Agcom conclude sottolineando che i temi oggetto di doglianza da parte dell’Uaar — “le tematiche ‘atee’, ‘agnostiche’ o ‘razionaliste’” — appartengono a un ambito culturale talmente vasto da non poter essere ricondotte ad alcuno specifico soggetto: “Appaiono riassorbite nell’insieme degli argomenti non religiosi trattati dalla stessa Rai nella sua articolata programmazione”.

“La risposta dell’Agcom ha dell’incredibile”, ha commentato il segretario dell’Uaar, Raffaele Carcano. “In pratica si erge a difesa del monopolio di fatto della Chiesa cattolica, sostenendo che non conta il tempo a disposizione nei palinsesti televisivi e che non conta neppure l’orario nel quale si va in onda, considerato che porta a mo’ di esempio dell’offerta plurale della Rai due programmi televisivi che vanno in onda a settimane alterne e all’una di notte!”. “E poi non si tratta di affrontare temi “atei” o “agnostici” ma di dare conto di un approccio differente, ateo o agnostico per esempio, a temi che la Rai tratta abitualmente e sui quali chiama a intervenire quasi esclusivamente rappresentanti della gerarchia vaticana”. “Così com’è — ha concluso Carcano — la Rai non dà minimamente conto del pluralismo che anima il nostro Paese, facendo un torto a quanti non si riconoscono nella religione cattolica”.

Comunicato stampa Uaar

 

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