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Rifiutano di essere usati come scudi umani: l’Isis brucia vive tre famiglie a Raqqa

Un racconto pieno di orrore da parte di chi è appena riuscito a fuggire dall’inferno: i miliziani dello Stato Islamico hanno bruciato vive tre famiglie che abitavano vicino alla Moschea di Al-Otays, che è al centro della città vecchia di Raqqa.

Uccisi perché avevano rifiutato di spostarsi nelle aree ancora sotto il controllo dei jihadisti che hanno perso numerosi quartieri, anche se oppongono una durissima resistenza.
I miliziani dello Stato Islamico si stanno scontrando con le Forze siriane democratiche, a forte persenza curdo-siriana, e man mano che si ritirano stanno obbligando la popolazione a seguirli, minacciando di morte chi non obbedisce.

Alcuni sono riusciti a nascondersi, tant’è che i combattenti delle Sdf hanno liberato 15 famiglie che si erano accampate nei ruderi di una casa cannoneggiata presso la moschea al-Otayk. Tutti hanno detto che l’ Isis avrebbe voluto usarli come scudi umani.
Ma, come detto, per tre famiglie che hanno osato ribellarsi la fine è stata tremenda: rinchiusi in una stanza e bruciati vivi.

 
  

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Crediti :

Globalist

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