Contattaci

Medicina

Salute e bugie: Il vaccino causa l’autismo, così è deciso

Pubblicato

il

Un interessante articolo del Dott. Salvo Di Grazia sulla sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano:

redo possa diventare noioso leggere un ulteriore articolo sull’importanza dei vaccini, sulla non scientificità del presunto nesso tra le vaccinazioni e l’autismo, su quanto sia dannosa la decennale campagna portata avanti da interessati gruppi antivaccino ma visto che puntualmente si torna a parlare dell’argomento, potrebbe valere la pena esaminare i motivi che inducono un giudice a decidere su un presunto danno da vaccino, proprio quello più “improbabile”: l’autismo. Lo spunto è la sentenza che è rimbalzata nelle cronache di questi giorni, un tribunale milanese ha deciso di assegnare un risarcimento (deciso un vitalizio con assegno bimestrale) ad un bambino affetto da autismo perché secondo il giudice la causa di questo autismo sarebbe stata la somministrazione del vaccino esavalente, per la precisione l’Infanrix Hexa. Avevo due scelte: liquidare l’argomento con le conclusioni che oggi ci consente la scienza o approfondire. Ho scelto la seconda, più utile ma che ha il difetto di essere più lunga e complicata. Scusate la mia prolissità quindi, lo faccio per chiarezza.

Introduzione: vaccini ed autismo.

L’ipotesi che i vaccini (in particolare il trivalente, morbillo-parotite-rosolia) potessero essere causa di autismo nacque nel 1998 in seguito ad uno studio di un medico, Andrew Wakefield, che in un suo lavoro disse di aver trovato anticorpi del virus del morbillo nell’intestino di (pochi) bambini autistici. In seguito alle indagini scatenate dalle polemiche conseguenti allo studio, si scoprì che Wakefield aveva realizzato un falso. Inventati i dati, manipolate le conclusioni, uso improprio dei bambini e vere e proprie falsificazioni di campioni ed esami. La frode (messa in piedi su richiesta di un avvocato che cercava “pezze d’appoggio” per le sue cause di risarcimento) non fu solo un danno alla corretta ricerca scientifica ma causò sofferenze (per paura calarono le vaccinazioni in Gran Bretagna, il morbillo tornò ad essere endemico dopo anni dalla sua scomparsa e morirono anche alcuni bambini) e paure in tutto il mondo.

Per questo motivo lo studio fraudolento fu ritirato e Wakefield radiato dall’ordine dei medici e definito “disonesto, insensibile ed immorale“.

Nonostante tutto l’idea di partenza (che oltretutto, anche ammettendone la correttezza, non permetteva di trarre conclusioni certe) si diffuse in tutto il mondo, creando paure e fobie, soprattutto nei genitori che si apprestavano a vaccinare i propri bambini. Per questo motivo negli anni successivi, diversi ricercatori ed istituti scientifici hanno cercato di capire se ci fosse davvero una correlazione tra vaccino trivalente, vaccini in generale ed autismo. No, nessun dato lo ha mai dimostrato, è stato anzi smentito da ricerche con campioni sempre più numerosi. Gli studi più recenti mostrano come l’origine dell’autismo risieda in alterazioni genetiche congenite (che insorgono cioè già prima della nascita) e sono molti i dati che confermano questa ipotesi.

Ma non è bastato, gruppi organizzati, avvocati in cerca di gloria e genitori in cerca di denaro non si sono mai arresi e così continuano a non sentire ragioni. Questo succede da anni e saltuariamente spunta una nuova sentenza, come questa recente, che “decide” che un caso di autismo sia dovuto alla vaccinazione. Interessante notare come la falsa ipotesi iniziale si concentrasse sul vaccino trivalente, mentre alcune sentenze di tribunali italiani si riferissero ad altri tipi di vaccino, come l’antipolio (nella sentenza addirittura il giudice va contro il parere del perito che negava il nesso) o addirittura collegassero altre malattie, come il diabete, alla vaccinazione. In questo caso la “novità” è il collegamento con il vaccino esavalente, un inedito.

Qualcuno storce il naso prendendosela con i giudici: non hanno conoscenze scientifiche, non possono capire i risultati delle ricerche, prendono decisioni basate sul nulla.
In realtà non è così.

Il giudice non decide basandosi sul nulla, ma in seguito a perizie, pareri stilati da “CTU” (”consulente tecnico d’ufficio”, sono dei periti tecnici, quasi sempre esperti del settore), che elencano le loro opinioni sull’argomento. Analizzando le sentenze sul tema, si nota come questi CTU siano quasi sempre gli stessi e…sopresa, quasi tutti sono noti (e criticati) antivaccinisti (sì, esiste la lobby antivaccinista, con ben precisi interessi economici) e quasi tutti vendono la cura (non scientifica) per l’autismo, dall’omeopatia alle diete senza glutine (che nell’autismo non servono a niente).

Ci sarebbe da chiedersi come mai un giudice si avvalga dell’opinione di medici così apertamente schierati, con chiare posizioni contro i vaccini, non si tratta nemmeno di esperti del settore (per esempio immunologi o epidemiologi), ma questo è un altro discorso che è meglio evitare per motivi di spazio.

La sentenza del tribunale di Milano: il vaccino ha causato l’autismo.

Torniamo così alla recente sentenza milanese. In questo caso il CTU non è un noto antivaccinista (e questa è una buona notizia) né uno dei tanti ciarlatani che vendono false cure per l’autismo (anche questa, buona notizia), si tratta di un medico legale, certo non un esperto del settore, ma accontentiamoci. Inoltre la sentenza collega l’autismo del bambino con il vaccino esavalente, ipotesi che non era stata considerata nemmeno dalla frode scientifica che ha dato origine a questa ricorrente polemica. Cosa è successo quindi? Sicuramente qualcosa di inedito, per questo credo sia interessante capire, analizzare cosa avrebbe indotto il giudice a prendere una decisione così importante e sorprendente, almeno dal punto di vista medico-scientifico che non ha mai concluso quello che ha invece concluso il giudice milanese, l’aspetto giuridico lo lascio a chi ha competenza.

Devo dire che rispetto ad altre sentenze simili, quella di Milano ha un “pregio“: per la prima volta un perito (e di conseguenza un giudice) prova a trovare un appiglio, una causa alla presunta correlazione tra vaccinazione ed autismo. In tutte le cause precedenti nelle quali questa correlazione era stata ammessa, il tenore delle (debolissime) conclusioni del giudice erano state più o meno “non si conoscono le cause dell’autismo, quindi la vaccinazione può essere stata la causa” puntando molto sul vincolo temporale (sintomi avvenuti dopo la vaccinazione, quindi “c’è” un collegamento), un evidente fallacia, un ragionamento illogico e primitivo che ha lasciato di sasso chi mastica scienza.
Questo è l’unico punto “interessante” (secondo me) di questa sentenza. Il problema però è che, nonostante il tentativo di trovare un reale motivo di causalità, il perito commette degli errori che, per un medico chiamato a dare un parere scientifico, secondo me sono molto gravi.

Perché quel vaccino avrebbe causato l’autismo di quel bambino.

Non sono riuscito a procurarmi la perizia ma ho letto la sentenza completa dalla quale è possibile estrapolarne delle parti (in sentenza sono riportati interi stralci delle parole del CTU).

Ma sono tante le cose che non capisco nelle conclusioni del collega perito.

Come le motivazioni che lo spingono a concludere (e quindi fanno concludere al giudice) che quel vaccino sia stato la causa del disturbo autistico del bambino, anzi, il perito sottolinea che il vaccino è “l’unica causa conosciuta della malattia” (andando contro ogni conoscenza scientifica odierna) e si possono escludere altre cause (come quella genetica, è scritto nero su bianco). Le motivazioni del perito sono sostanzialmente due:

– L’ammissione da parte dall’azienda della possibilità che il suo vaccino possa essere causa di autismo.

– La presenza, nel vaccino, di un “disinfettante a base di mercurio, comprovato come neurotossico”, presente in alcuni lotti del vaccino in quantità oltre i limiti consentiti.
Si legge nella sentenza che il perito del giudice sostiene che:

il presidio, come recentemente risultato da documenti riservati della stessa casa farmaceutica che ne detiene il brevetto, mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola […] è in realtà sottostimata per l’esistenza recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana, di lotti di vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito a causa della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per i lattanti del peso di pochi Kg.

Risposte veloci:

1) Dal documento dell’azienda non risulta che il vaccino possa causare autismo, non è ammesso neanche in via ipotetica.

2) Il “disinfettante” usato dall’azienda, non ha comprovata tossicità e non è contenuto in quantità sopra ai limiti, anzi, non è contenuto per niente.

Cerchiamo allora di approfondire.
Secondo il primo punto esposto dal perito, sarebbe stata la stessa casa farmaceutica ad “ammettere” in un documento riservato (sono i report periodici che le aziende farmaceutiche inviano alle autorità regolatrici) “specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico“, tradotto, mostrerebbe che il suo vaccino possa causare l’autismo.

Questo perché in un “report” riservato, è mostrata la presenza di alcuni casi di autismo tra gli individui che hanno effettuato la vaccinazione con Infanrix esavalente, quindi il perito ne deduce che questo rischio c’è, è reale. Che strana vicenda: gli studi non trovano mai questo nesso e la stessa azienda farmaceutica lo avrebbe trovato ed ammesso con tanta leggerezza?
Non è esattamente così.

Il report riservato che ammetterebbe la possibilità di autismo.

Il “report riservato” citato dal perito è uno dei periodici report (è molto lungo, più di 1200 pagine) di farmacovigilanza che le aziende devono inviare alle autorità regolatorie (AIFAin Italia, EMA in Europa, ad esempio) per comunicare eventuali effetti collaterali del farmaco, novità di confezionamento o produzione, insomma, tutti i dati relativi al farmaco in vendita, così da poter decidere se fossero necessari provvedimenti medici o commerciali relativi a quel farmaco (per esempio l’aggiunta di un nuovo effetto collaterale nella scheda tecnica).

Nei report sui farmaci sono elencati tutti gli eventi avversi avvenuti prima (nelle sperimentazioni “pre-vendita”) e dopo (nella sorveglianza “post vendita”) la somministrazione di quel farmaco.

Anche nel caso dei vaccini. Se dopo la somministrazione di un vaccino accuso una vertigine o un mal di testa e lo segnalo (oggi lo può fare qualsiasi cittadino, anche in Italia, la segnalazione è spontanea), l’autorità di controllo dovrà decidere se l’azienda debba riportare quel dato tra gli eventi avversi del farmaco, indipendentemente dal fatto che il sintomo sia collegato o meno (o sia collegato con certezza) con la somministrazione del medicinale. In parole ancora più povere: se dopo la vaccinazione ho la febbre, io paziente lo segnalo, lei, l’azienda deve riportare quell’episodio e sottoporlo alle autorità di controllo. Si chiama farmacovigilanza ed è un meccanismo (utile) che può fare emergere effetti collaterali sconosciuti o poco studiati perché dopo la vendita il farmaco è somministrato su milioni di individui e nessun test, nessun esperimento riuscirebbe a controllare su un tale numero (e tale differenza soggettiva) di persone gli effetti di un farmaco. Ebbene, nel caso del vaccino in causa, dopo la messa in commercio sono stati segnalati all’azienda 6 casi di autismo (5 casi di autismo, 1 caso non grave di disturbo di tipo autistico), ovvero 6 persone hanno avuto sintomi riconducibili all’autismo dopo (subito o molto tempo dopo) la somministrazione del vaccino (nel documento, pag. 1170, inizia l’elenco cumulativo di tutti gli eventi avversi segnalati, pag. 1201: 5 casi, pag. 1206: 1 caso).
Questo non significa che quei sintomi siano per forza legati alla vaccinazione, macronologicamente sì, sono avvenuti dopo e sono stati segnalati. L’azienda farmaceutica, per sottostare ai processi di farmacovigilanza, deve necessariamente elencare qualsiasievento venga segnalato dopo la somministrazione di un suo farmaco e questo oggi ha un valore anche legale e così ha fatto.

Un esempio di queste correlazioni che hanno un significato preciso, ce lo fornisce una scheda tecnica di un altro vaccino, il Tripedia, nel quale sono riportati allo stesso modo tutti gli eventi avversi avvenuti dopo la somministrazione. Nel caso di questo vaccino, eventi avversi sono stati segnalati addirittura nella scheda tecnica del farmaco e, vicino a casi di sonnolenza, convulsioni, infiammazione ed autismo, compaiono anche un incidente stradale ed un annegamento. Che il vaccino causi incidenti stradali o annegamenti è piuttosto improbabile, ma per obblighi di farmacovigilanza ed un po’ di “protezione legale”, come dire “noi vi avevamo avvertiti” (negli Stati Uniti ormai questo atteggiamento raggiunge livelli di idiozia clamorosa e mi sa che presto ci arriveremo anche noi), sono elencati anche questi.

tripedia2

Il vaccino Tripedia causa annegamento ed incidenti stradali?

 

Il documento quindi raccoglie le segnalazioni di eventi avversi correlati temporalmente (quindi successi dopo) alla vaccinazione. Non si entra nel merito (non vi è cioè accertamento della diagnosi o accertamento della causa del disturbo), non vi è nessuna certezza che gli eventi segnalati siano dovuti al vaccino, è un elenco di segnalazioni ed in ogni caso, visto il numero esiguo di casi rispetto alle dosi somministrate, le autorità regolatorie non hanno ritenuto opportuno segnalare questi eventi nella scheda tecnica. In quel documento non c’è nessuna prova di “specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico” (per usare le parole tecniche del perito), c’è semplicemente un elenco di segnalazioni.

Dal 2000 al 2010, sono state distribuite (nel mondo)  e somministrate (i protocolli variano per paese, da 1 a 4 dosi)  72.931.338 (quasi settantatremilioni) di dosi, sono stati raccolti i dati forniti spontaneamente da personale sanitario.

Ammettendo quindi che sia reale il collegamento tra autismo e vaccini (smentito da studi sul tema, come abbiamo visto), si parla di 6 casi su 72931338 vaccinazioni. In 10 anni di vaccinazioni (da ottobre 2000 a ottobre 2010, come si legge nello stesso report).

Che si tratti di un elenco di segnalazioni non specifiche, oltre ad essere scritto nel documento, risalta anche dal tipo di eventi avversi segnalati, si leggono infatti sintomi “conosciuti” tra gli effetti collaterali dei vaccini (febbre, agitazione, alcuni più rari come sincopi o allergie) accanto ad eventi generici quando non evidentemente poco collegabili al vaccino come “sentirsi male” o “sentirsi rilassato“, o altri come “allergia al latte”, “paura” o “morso di insetto” o “sindrome da maltrattamento materno”. Spero non serva spiegare che i vaccini non causano morsi di insetto o impazzimento improvviso delle madri.

morso

Tra gli eventi avversi del vaccino il morso di ragno (pag. 19 del report).

 

Devo aggiungere altro? Qualche statistico se la sente di giocare con i numeri per calcolare il rischio di autismo legato alla vaccinazione ammettendo una realtà di quei casi?

Il fatto che il perito abbia giudicato “degne” di rilievo le segnalazioni della casa produttrice a me stupisce parecchio. Non sono segnalazioni che indicano un nesso obbligato tra vaccino e autismo, si tratterebbe in ogni caso di un numero letteralmente insignificante (ripeto, ammettendo siano reali) e quindi la possibilità statistica che una vaccinazione sia legata all’autismo di un bambino sarebbe chiaramente remota, non impossibile maremota (ecco a cosa servono gli statistici). Questa è la conclusione opposta alla quale è giunto il perito (che ha permesso la decisione del giudice) il quale invece indica come causa sufficientemente certa dell’autismo proprio la vaccinazione. Allo stesso modo, presumo, giudicherebbe plausibile una richiesta di risarcimento da parte di una madre che, picchiando il proprio bambino, desse la colpa delle lesioni fisiche di suo figlio ai vaccini e non alla sua follia, è scritto nel report, d’altronde. Da quel report si può dedurre che la possibilità di soffrire di autismo dopo quella vaccinazione è un’evenienza del tutto improbabile, il perito ha invece concluso che in quel caso sia sufficientemente certa.

Il “disinfettante a base di mercurio”.

Passiamo al secondo punto, il “disinfettante a base di mercurio di comprovata neurotossicità“.

L’unico componente dei vaccini che contiene mercurio è un metabolita (un derivato) del cosiddetto “Thiomersal” o “Tiomersale” o “Thimerosal“, sostanza usata in questi farmaci che nell’organismo rilascia un sale di mercurio, l’etilmercurio (CH3CH2Hg+), molecola diversa dal metilmercurio (CH3Hg+) che è il mercurio più conosciuto (quello chiamato in causa per l’inquinamento ambientale, per capirci), è quest’ultimo che contamina pericolosamente anche l’ambiente, i pesci in particolare, di comprovata neurotossicità(questo sì!) che può causare disturbi gravi, avvelenamento e morte, anche perché si accumula nell’organismo ed è eliminato con grande difficoltà ed in molti anni, è una vera e propria tossina. Si tratta di due molecole diverse (sarebbe come paragonare la tossicità dell’acqua a quella del perossido di idrogeno, l’”acqua ossigenta”).
Il Thiomersal era inserito nei vaccini per evitarne contaminazione, per sfavorire la crescita dei batteri che sarebbe stata molto pericolosa. Non ha nessuna comprovata tossicità per le dosi contenute nei vaccini che sono ampiamente sicure, non ha mai provato di essere causa di danni (né neurologici né di altro tipo) ed ha mostrato tossicità solo per dosi nella scala dei grammi (oggi si usa in alcuni cosmetici ed in inchiostri per tatuaggi), per esempio per ingestione acuta (descritta in tentativi di suicidio) questo sale del mercurio, oltretutto, è metabolizzato molto velocemente (in ore, mentre il metilmercurio nell’ordine dei decenni), essendo un lontano parente del mercurio più pericoloso, la cautela è sempre obbligatoria, ma non si può dire che sia “comprovata” alcuna tossicità da parte di questa sostanza,neanche specificamente legata ai disturbi di tipo autistico. Certo che i gruppi antivaccino che collegavano la presenza di Thimerosal all’aumento di incidenza dei casi di autismo non si accontentavano di nessun dato e forse, anche per questo e per principio di precauzione, il Thimerosal è stato eliminato da tutti i vaccini ed indovinate cosa è successo dopo l’eliminazione del Thimerosal dai vaccini? Indovinato: l’incidenza di autismo è aumentata lo stesso.

Credo sia una prova più che “lampante” sul mancato nesso tra questa sostanza e l’autismo.

 

thimerosal1

Aumenta l’esposizione al Thimerosal (colonne bianche) ed aumenta l’incidenza di autismo (riga nera), ma quando il Thimerosal è eliminato, non cambia nulla, stesso aumento (dati California).

 

Il perito dunque sbaglia, il derivato del mercurio contenuto nei vaccini non ha“comprovata neurotossicità” e d’altronde, non è più presente nei vaccini. Ma lui aggiunge un particolare: le autorità australiane avrebbe evidenziato la presenza di questa sostanza in alcuni lotti di vaccino, in quantità superiori ai limiti permessi.

Non ho trovato nessun documento di “autorità australiane” che evidenzi presenza di mercurio in quantità elevate in lotti del vaccino Infanrix (potrei essere io a non esserci riuscito, chiaramente), ma a me questo dato non risulta, ho trovato un documento (del 2009) del centro vaccini australiano (quindi “un’autorità”) che elenca il vaccino Infanrix Hexa tra quelli che non contengono mercurio. Ho cercato qualcosa che potesse essere collegato a quanto detto dal perito e gli unici che parlano di “autorità australiane che “hanno mentito perché i livelli di mercurio nei vaccini sono superiori ai limiti” sono siti di naturopatia, ciarlatani, uno come Mike Adams (complottista statunitense che si fa chiamare “il ranger della salute”, una specie di naturopata alternativo che fornisce consigli via internet), insomma spazzatura e spero di cuore che il collega per documentarsi, abbia consultato dei documenti scientifici e non i siti internet di ciarlatani. Tutti questi siti si rifanno ad uno studio del 2010 (e non c’entrano le autorità australiane).
L’autore dello studio ha notato che in alcuni (singoli) flaconi di vaccino (testati 4 flaconi) Infanrix, sono presenti tracce minime di Thimerosal, in quantità letteralmente trascurabili(meno di 10 ppb, parti per miliardo, cioè 0,01 parti per milione), in ogni caso inferiori ai livelli considerati di sicurezza (lo dicono nello studio stesso: “Although the levels of Hg detected are substantially lower than any established exposure safety limits“, tradotto: “”in ogni caso i livelli di mercurio trovati sono sostanzialmente più bassi di ogni limite di sicurezza”).
Non si capisce quindi perché il collega CTU debba considerare il vaccino esavalente fatto dal bambino come farmaco nel quale sarebbero presenti “dosi di mercurio” (lo ha analizzato?) in quantità elevate (e non lo sono neanche quelle di altri flaconi analizzati in Australia), non si capisce perché questo mercurio (che come detto è una forma diversa dal mercurio neurotossico) avrebbe dovuto procurare danni al bambino, non si capisce quali sarebbero le ammissioni delle “autorità australiane” riguardo alla presunta contaminazione di questo tipo di vaccino. Forse il perito si riferisce al ritiro volontario di alcuni lotti del vaccino avvenuto qualche anno fa, quando il sospetto di una contaminazione batterica indusse l’azienda a richiamare alcune confezioni in vendita, poi analizzate e trovate integre e sicure ma cosa ci sarebbe di allarmante nel ritiro a scopo precauzionale di lotti di vaccino per sospetta contaminazione batterica (smentita) non lo capisco bene, sarebbe allarmante il contrario eventualmente ed in ogni caso non si parla di mercurio.
In ogni caso, il collega perito, ha tratto una conclusione che va in direzionecompletamente opposta alle attuali conoscenze scientifiche, per cui sono due le cose: o ha fatto una scoperta epocale (spero non basandosi sui siti dei naturopati) o ha preso una cantonata pazzesca. Oppure, visto che ho letto solo la sentenza e non la perizia intera, ci sono altri elementi che cambiano il significato delle sue ipotesi (in questo caso sarebbe interessante conoscerli).

Conclusioni.

Insomma, spero di aver spiegato bene i miei dubbi.
A me questa perizia e quindi la conseguente decisione del giudice, sembra completamente irrilevante dal punto di vista scientifico, ricca di errori, conclusioni personali non corroborate da dati, fallacie oggettive, metodi superficiali. Per dirla chiaramente, a me sembra che sia un insieme di errori madornali, non degni di un percorso scientificamente onesto e corretto e che, naturalmente e come è accaduto, possono portare a gravi decisioni dannose per la collettività (economicamente e dal punto di vista sanitario). Perché c’è poco da fare, il medico che inventò i dati per creare un precedente giudiziario legando falsamente vaccini ed autismo è stato radiato dall’ordine dei medici con il marchio di disonestà ed immoralità, sempre un medico che dichiara che c’è collegamento tra vaccini ed autismo portando come “prove” dei dati che “prove” non sono, è chiamato come perito da un tribunale (ed è pagato per la sua competenza, da tutti noi).

C’è qualcosa che non va?

Spero di essere stato chiaro e comprensibile, spero di aver chiarito cosa c’è che non va nel percorso di questa decisione. Io non credo in una “incapacità” dei giudici (come detto da molte voci), credo che sia il sistema dei periti da cambiare, credo che non si possa decidere una vicenda perché un perito (non esperto del campo trattato) faccia errori così pacchiani e banali.

Credo sia interesse di tutti pretendere chiarezza, onestà, pulizia da parte delle aziende farmaceutiche e dagli enti di controllo, ma anche avere giustizia e giustizia significa “decisioni giuste”, non pietose o palesemente errate,  sarebbe una tragedia, serve verità, trasparenza, non pietà e superficialità, perché, diceva un mio vecchio professore all’università, “il medico pietoso fece la piaga purulenta” e di piaghe e malattie, nel passato ne abbiamo avute abbastanza per permetterne un ritorno.

 

[credits link=”http://digrazia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/11/29/il-vaccino-causa-lautismo-cosi-e-deciso/” type=”via”]le Scienze Blog[/credits]

 

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Per commentare puoi anche connetterti tramite:



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Medicina

La rivista Science celebra Burioni per lotta contro no-vax

Un lungo editoriale dedicato al virologo italiano. Lui: “Lo racconterò ai nipoti”

Pubblicato

il

La rivista americana ‘Science’ celebra in un lungo editoriale Roberto Burioni, per le sue battaglie a favore dei vaccini in Italia. “Nel maggio 2016 – comincia il lungo articolo dedicato al virologo e scritto da Douglas Starr – Roberto Burioni,  dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato invitato a comparire in un popolare talk show televisivo per affrontare due oppositori dei vaccini: un ex Dj, Red Ronnie, e un’attrice e personaggio televisivo, Eleonora Brigliadori. Il conduttore ha dedicato gran parte del tempo alle celebrità italiane. Quindi, con solo pochi minuti ancora a disposizione, si è rivolto a Burioni. Lui si rese conto che non avrebbe avuto il tempo di fare le solite discussioni su statistiche e certezza scientifica, quindi ha lanciato un messaggio semplice: ‘La Terra è rotonda, la benzina è infiammabile e i vaccini sono sicuri ed efficaci. Tutto il resto sono bugie pericolose'”. Da quel momento, sottolinea l’editoriale, è cominciata la parabola di Burioni come paladino e difensore dei vaccini nel nostro Paese, con milioni di persone che hanno iniziato a seguirlo e ad ascoltare i suoi consigli. “Il medico ha ripreso il tema sulla sua pagina Facebook, chiedendo come fosse possibile che un ramo del governo potesse trasmettere bugie sui vaccini, mentre la sua agenzia sanitaria promuoveva l’immunizzazione. Più di 5 milioni di persone hanno risposto con i loro commenti”.

Burioni ha commentato su Twitter l’articolo: “Pubblicare le mie ricerche su ‘Science’ è da sempre il mio sogno e non ci sono mai riuscito – ha scritto -. Mai avrei pensato di essere il protagonista di un editoriale di 4 pagine. Grazie a tutti. Ora posso ritirarmi e raccontare tutto ai miei nipoti”.

“In pochi anni – prosegue l’editoriale – è passato dall’essere un professore rispettato ma poco conosciuto a una grande personalità dei media e un difensore della scienza in Internet. In un Paese in cui il governo ha talvolta promosso la medicina dubbia – è l’affondo dell’editorialista – come terapie con cellule staminali non dimostrate, Burioni è diventato un sostenitore schietto di prove scientifiche su vaccini e altri argomenti medici e un duro critico della pseudoscienza. Quasi 480mila persone ora lo seguono su Facebook, un numero impressionante in un Paese di 60 milioni. Una pagina Web creata da lui e dai suoi colleghi per fornire informazioni generali sulla salute ottiene oltre 100mila visitatori al mese”.

‘Science’ ricorda la prima incursione nei social media di Burioni, nel 2015, quando un amico che aveva creato un gruppo Facebook per le madri gli chiese di scrivere un post sui vaccini. “Burioni, già irritato dal crescente movimento antivaccini italiano, concordò. ‘Sentivo che era mio dovere fare qualcosa come medico, professore e padre di una figlia di 8 anni’. Temeva che la spinta a resistere alle vaccinazioni potesse mettere a rischio lei e i suoi compagni di classe. Ha pubblicato una confutazione in cinque punti delle idee sbagliate sui vaccini popolari e delle teorie della cospirazione, inclusa l’idea che le case farmaceutiche promuovono la vaccinazione per aumentare i profitti. ‘Le case farmaceutiche guadagnano molto di più dalle cure per le malattie che dai vaccini’, ha dichiarato. ‘Quindi se non vaccini i tuoi figli, le multinazionali farmaceutiche ti saranno sinceramente grate'”. Un elogio a tutto tondo per le battaglie di Burioni da parte di una delle più importanti pubblicazioni scientifiche internazionali.



Licenza Creative Commons




Crediti :

la Repubblica

Continua a leggere

Medicina

Vaccini e autismo, perché la frode di Wakefield continua a essere citata?

Secondo una ricerca, lo studio bufala sul presunto legame è stato citato oltre mille volte: in molti casi non viene sottolineato che l’articolo è stato ritirato e perché. Questo potrebbe essere fuorviante per il pubblico

Pubblicato

il

(foto: Anthony Devlin/PA Images via Getty Images)

Proprio quest’anno l’antivaccinismo è stato considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tra le dieci più gravi minacce per la salute dell’umanità. E a contribuire alle paure e alla diffidenza nei confronti dei vaccini, incredibile ma vero, c’è ancora Andrew Wakefield, medico ormai radiato inglese e autore di una vera e propria bufala, o ancora meglio una frode. Per chi non lo ricordasse, nell’ormai storico documento, pubblicato su The Lancet nel 1998, Wakefield metteva in evidenza un’associazione tra vaccino trivalente contro morbillo, pertosse e rosolia e l’enterocolite autistica, una patologia caratterizzata da sintomi gastrointestinali e disturbi cognitivi riconducibili al disturbo dello spettro autistico. Ovviamente tutta una bufala, tanto che poco dopo l’articolo fu ritirato, mentre il General Medical Council inglese accusò il medico di cattiva condotta, proibendogli di praticare la professione medica in tutto il Regno Unito. Ma ancora oggi, sembra che questo articolo abbia un’influenza nefasta enorme e rimanga uno degli articoli più citati di tutti i tempi. Infatti, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori di sei istituzioni del Wisconsin e appena pubblicato su Jama Network Open, infatti, il documento di Wakeflied è stato citato più di mille volte (precisiamo che il numero di citazioni può essere utilizzato per mostrare l’influenza di un articolo e per valutarne la validità). Ma perché?

Stando a un’intervista rilasciata a Retraction Watch dall’autrice Elizabeth Suelzer, del Medical College of Wisconsin, tutto nasce dai recenti focolai di morbillo negli Usa, accompagnati da preoccupanti movimenti antivaccinisti“Eravamo interessati a esaminare chi citava il documento, il modo in cui lo citavano (se negativamente o positivamente) e se ci si stava documentando dello stato ritirato dell’articolo”, spiega l’autrice. Così, il team di ricerca ha passato in rassegna 1153 articoli che citavano lo studio di Wakefield, concentrandosi sul suo ruolo nella percezione pubblica e negli atteggiamenti nei confronti dei vaccini.

Dalle analisi è emerso che le citazioni in questi studi erano per lo più negative (circa il 72%). “Nel complesso, la maggior parte delle citazioni erano negative. Siamo rimasti sorpresi, tuttavia, nel vedere che un numero significativo di autori non faceva riferimento allo stato ritirato del documento dopo il 2010”, spiega Suelzer, sottolineando che anche nel caso in cui gli autori avessero usato termini come “falso” per descrivere il documento di Wakefield, non sempre hanno precisato il ritiro dello studio. “Il mio team ritiene che documentare la ritrattazione ha un grande peso nel dimostrare che i risultati sono falsi e che, perdendo questa importante informazione, le persone potrebbero avere la percezione che il lavoro possa essere valido”.

Un po’ come succede per il dibattito sui cambiamenti climatici, spiega l’esperta nell’intervista, anche nel caso di questo documento sembra esserci una disconnessione tra ciò che accade all’interno della comunità scientifica e il modo in cui viene comunicato e condiviso con il pubblico attraverso i social media. Dai risultati di questo studio, infatti, è evidente la necessità di miglioramenti da parte di editori, database bibliografici, e software di gestione delle citazioni per garantire che gli articoli ritirati siano accuratamente documentati. “Riteniamo che la maggior parte dei ricercatori conosca l’importanza dei vaccini e possa facilmente capire perché lo studio di Wakefield fosse così imperfetto”, spiega Suelzer. “Ma per coloro che non hanno familiarità con la ricerca, come gli studenti di altre discipline e il pubblico, il numero di citazioni ricevute da questo studio ritirato può essere fuorviante. Scienziati e ricercatori devono fare un lavoro migliore per rendere più comprensibili i risultati della loro ricerca, sottolineandone la rilevanza per il grande pubblico”.



Licenza Creative Commons




Crediti :

Wired

Continua a leggere

Medicina

Ivrea: il Tribunale ha respinto il ricorso di Chiara Tinuzzo, la mamma NoVax

Il Tribunale di Ivrea ha respinto il ricorso di Chiara Tinuzzo, la mamma delle due gemelline di 3 anni che erano state escluse dalla scuola perchè non vaccinate

Pubblicato

il

Il Tribunale di Ivrea oggi ha respinto il ricorso di Chiara Tinuzzo, la mamma delle due gemelline di 3 anni che erano state escluse dalla scuola dell’infanzia Villa Girelli in quanto non in regola con le vaccinazioni.

Il giudice Matteo Buffoni ha dato ragione alla scuola e riconosce «la piena legittimità del provvedimento con cui la cooperativa (la Alce Rosso, che gestisce Villa Girelli) ha opposto l’accesso alla struttura inanzi alla mancanza di documentazione vaccinale».

 



Licenza Creative Commons




Crediti :

la Voce

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 21 January 2020; doi:10.1038/d41586-020-00114-4Thought leaders predict the [...]

Nature, Published online: 21 January 2020; doi:10.1038/d41586-020-00133-1Grant lottery is bureaucrat [...]

Nature, Published online: 21 January 2020; doi:10.1038/d41586-020-00152-yThe fires are a wake-up cal [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

E’ davvero un medico?

I più letti