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Santoni, sétte, previsioni dei terremoti, abusi

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Nei precedenti articoli ho messo in evidenza le “previsioni” sismiche di Giuliani e Calandra. Il modus agendi, oltre che a costituire un pericolo per  la collettività, sembra proprio aderire ad un tipico contesto settario

marco dimitri

Moltissime persone che hanno vissuto un terremoto subiscono comprensibilmente un grande trauma psicologico. Il trauma si sviluppa in varie direzioni, le più frequenti vanno dall’ansia fino al vero e proprio disturbo da attacchi di panico (denominato DAP). Il DAP  è l’ultimo stadio dello spettro dell’ansia e può essere molto violento,  una sua caratteristica è quella di  manifestarsi anche dopo anni che si è subito un trauma psicologico. Non è raro che si manifesti quando un soggetto è in un periodo di quiete, di relax. Del resto prende proprio il nome dal greco Pan, vista la tipicità di aggredire all’improvviso.

Nel caso  il trauma sia dovuto all’argomento “terremoto” subentra sovente uno stato di IPERVIGILANZA dove il soggetto vive nel costante terrore di una scossa di terremoto, questo terrore si proietta anche negli affetti, è tipico il timore costante che possa accadere qualcosa ai propri figli o ai propri cari.

In questi frangenti il livello culturale del soggetto può scendere in secondo piano, vista l’odierna imprevedibilità di un sisma da parte della scienza, subentra una meccanica ossessiva di ricerca per una soluzione, per avere un attimo di tranquillità. Questa ricerca viene effettuata a 360 gradi ed Internet è un terreno molto facile perchè di accesso immediato.

Si tenga presente che il terremoto distrugge e / o minaccia le basi fondamentali della sicurezza personale e dell’intimità (casa, affetti…). Il disturbo che ne deriva porta le persone a non dormire più tanto è l’apprensione dell’arrivo di una nuova scossa.
Finiscono sovente col cadere nelle spire di queste sétte, capeggiate da santoni che dichiarano di essere ambasciatori di verità.
Il tipico atteggiamento del santone è tenere letteralmente al guinzaglio le persone, quindi arriva a dire di essere l’unico al mondo in grado di prevedere un sisma, in grado di misurarne la magnitudo. La vittima viene istruita a non dare retta alla scienza perchè tutti gli scienziati sbagliano e / o sono in accordo a nascondere verità.
E’ tipico di questi personaggi non dialogare coi seguaci ma adottare un sistema in cui delle “spalle” comunque dei sottoposti rispondano in loro vece ed in modo meccanico (stesse risposte a molteplici domande, quasi una nenia imparata a memoria).

Le obiezioni delle vittime vengono subito attaccate, la tipica frase che viene loro detta è “Se non credi a quello che LUI dice, perchè stai qua?“.
La vittima viene quindi ammonita, gli viene fatto intendere che perderebbe la speranza di sapere in anticipo se vi sarà un terremoto, quindi desiste e continua col proprio atteggiamento sottomissivo. In questi frangenti la serena capacità di intendere e ragionare razionalmente viene vinta dalla paura.

Ma, il vero punto di forza dei capi setta è sfruttare lo stato di inibizione della ragione dei sottomessi e di fare leva sul loro stato di ipervigilanza in maniera da non abbassare MAI la loro tensione. Un tipico comunicato di “previsione” sismica si conclude sempre con frasi di minaccia tipiche e bene conosciute: “State attenti” “Prestate attenzione” “State con le orecchie dritte” . Lo fanno per aumentare ancora di più l’agonia delle proprie vittime e fare in maniera che queste non possano allontanarsi dal controllo psicologico.

Le repliche alle millantate quanto impossibili “previsioni” constano solo in ringraziamenti rilasciati a “coro”. Al primo dubbio il soggetto viene assalito dai seguaci, invitato a desistere pena l’espulsione. Il “ban” o l’espulsione viene vissuto come una punizione, un castigo in cui “chi rimane sa cosa accadrà ma chi viene allontanato rimane nell’oblio, solo con le proprie paure”.
La soluzione più ovvia e fare chiudere i canali di diffusione in maniera da dare uno stop inviolabile a quello che appare a tutti gli effetti come un crimine di abuso di persone in stato di bisogno, di procurato allarme ed altri ancora.
Non esitate a denunciare alle autorità questi personaggi nel caso stiate vivendo un’esperienza simile. Non sarete mai soli.

Ricapitolando il modus agendi dei santoni:

  • Affermano di essere gli unici a prevedere i terremoti
  • Affermano di essere in possesso di metodi e macchinari speciali per prevedere i terremoti
  • Lamentano di essere perseguitati dalla comunità scientifica
  • Affermano che la scienza è inutile, composta da incapaci, manovrata dalle lobby
  • Lamentano di essere in possesso di metodi per prevedere i terremoti ma questi metodi sono da perfezionare e / o da estendere e quindi servono donazioni di denaro
  • Diventano irascibili ed intolleranti a qualsiasi obiezione gli venga sollevata
  • Raramente rispondono alle domande, anzi evitano il dialogo
  • Sottomettono i seguaci  premendo sullo stato di sofferenza psicologica

Comportamento del seguace:

  • Rifiuto di ogni evidenza logica
  • Incapacità di notare che spesso le “previsioni sismiche” vengono  diffuse quando un terremoto è già avvenuto
  • Incapacità di notare che spesso, le “previsioni” riguardano zone già compromesse e che rilasciano eventi sismici di magnitudo pari o superiorea quella “profetizzata”
  • Atteggiamento remissivo nei confronti del santone
  • Costante ricerca di attenzioni da parte del santone osannando le sue millantate capacità
  • Continui ringraziamenti e “like” qualsiasi cosa il santone dica
  • Rifiuto di essere appellati come persone sofferenti di un disagio psicologico dovuto ad un forte trauma
  • Dipendenza quasi maniacale dalle parole del santone

Per quanto riguarda l’ansia ed il panico  dovuti all’argomento “terremoto” chiunque può avere quei disturbi indipendentemente dal tempo o dall’esperienza vissuta.  Anche gente al di fuori dell’epicentro dove è avvenuto il sisma, sviluppa patologie a volte molto marcate dettate dalla paura di quello che ha visto o di quello che potrebbe accadere a se stessi, ai propri figli (moltissime mamme in quelle pagine che attendono dove dovere dormire).  I disturbi psicologici legati al DAP possono subentrare anche dopo anni da una situazione metabolizzata male.
Del resto Il panico è una fase molto successiva, è un’elaborazione molto più profonda e si può sviluppare anche dopo anni. Chi già ne soffre può avere un input nel trauma anche sentendo in tv che c’è stato un terremoto, iniziano a manifestare crisi in cui si ha il terrore ingestibile che possa accadere anche alla propria famiglia. Subentra una sensazione di “morte imminente”, ripetuti attacchi, ansia anticipatoria tra un attacco e l’altro.

Il terremoto è quindi il nemico invisibile ma consistente, è il nemico che ti punta il coltello alla gola, ti porta via le persone amate, i beni, la casa. Il santone, solo lui ha la soluzione perchè la scienza non fa nulla, non è capace di prevedere un terremoto.

il DAP è un disturbo ripetitivo, anche giornaliero, di attacchi di panico ed è poliedrico, sviluppa paure infantili, depersonalizzazione, anoressia, bulimia, ovvio da soggetto a soggetto e subentrano anche psicosi molto marcate. Le cure ci sono fortunatamente ma servono anche anni di costanza. Questo i santoni lo sanno benissimo e fanno leva proprio sulla sofferenza psicologica dei seguaci.

Ora, se si trattasse di cartomanzia, se si trattasse di ruba-soldi e polli da spennare, potrebbe anche starci ma qua siamo all’interno di un circolo molto pericoloso: i terremoti uccidono e rilasciare, come purtroppo spesso accade, delle “previsioni” in cui si tranquillizza, potrebbe risultare fatale per persone, famiglie, intere comunità.

Se pensate ad una mia esagerazione, guardate il messaggio di una professionista che lavora in sala operatoria (oscuro il nome per motivi di evidente privacy)

 

Quello che ho risposto è di rivolgersi alla Polizia di Stato la quale ha anche uno sportello pubblico su Facebook di dialogo ed informazione col cittadino, si chiama Agente Lisa . Questo nel caso si sentisse abusata psicologicamente dal santone.

L’Autorità Giudiziaria può fare molto, nonostante reati come l’abuso della credulità siano stati depenalizzati. Rimangono in piedi reati come il procurato allarme, anche se non viene esercitato direttamente dal santone alle autorità o ai pubblici esercizi, può essere un reato istigato dai falsi comunicati di previsione. Un cittadino apprensivo legge che ci sarà un terremoto molto forte ed informerà le autorità. In questo caso il reato rimane istigato dal santone che ha diffuso  le false previsioni che hanno portato all’allarme.

Anche chiedere soldi, donazioni, 5 X 1.000 ed iscrizioni con la promessa di estendere sistemi di monitoraggio sismico rivolto ad abbozzare una previsione è reato nel momento in cui si millanta di avere metodi e macchinari allo stato inesistenti (truffa).

Anche l’esercizio del mestiere di ciarlatano è un reato:

L’art. 121, ultimo comma, del Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza (T. U. L. P. S. Regio decreto 1816/31, n. 773) dice:

È vietato il mestiere di ciarlatano

L’art. 231 del relativo regolamento per l’esecuzione (Regio decreto 615/40, n. 635) specifica:

Sotto la denominazione di “mestiere di ciarlatano” si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità, o a sfruttare od alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose.

Non solo Stefano Calandra, Giampaolo Giuliani e soci sono i dispensatori di  falsi comunicati, purtroppo nella nostra bella Italia anche altri stanno  percorrendo il terreno dell’abuso psicologico e del relativo facile profitto.

Giuliani prevedeva un terremoto al di sotto e non superiore a magnitudo 3, perchè aveva visto che lo sciame del centro Italia attivato dopo il terremoto di Amatrice stava rilasciando proprio diverse repliche (assestamenti) di quella magnitudo, quindi giocare  puntando sul 3 era una vittoria assicurata, invece è arrivato un 5.4 , per fortuna perchè così la zona è stata evacuata ed è arrivato il sisma di 6.5 quando  la gente si era già messa in salvo, altrimenti ci sarebbe stata una nuova strage ed un’altra data da ricordare come se non ne avessimo già abbastanza.

Quindi Giampaolo Giuliani “prevede” un sisma di magnitudo 3 ed arriva un sisma di magnitudo 6.5.

Quattro giorni fa torna a “prevedere” degli assestamenti ed afferma che  saranno al massimo di magnitudo 3, invece è arrivata una replica di magnitudo 4.3. Già due volte è andata bene alla popolzaione ma statisticamente non può andare sempre bene ed arriverà purtroppo il giorno che ci saranno tanti morti. Mai scherzare coi terremoti, ci sono tanti modi di fare dei soldi ma mai scherzare con la vita delle persone.

La stessa cosa vale per Stefano Calandra, altro amico di Giuliani, millanta di avere previsto un terremoto nel centro Italia quando chiunque poteva aspettarselo visto che era compromesso da una  intensa attività sismica. Tra l’altro sbaglia di un giorno, ipotizza sia l’Italia che la Grecia che altre zone.

Segue un’altra “previsione” in cui Stefano Calandra prevede un sisma nientemeno che in tutta Italia, nell’arco di tre giorni. Ovviamente non è successo nulla tranne il fatto che ha collezionato  l’ennesimo riscontro di non essere padrone di alcun metodo di previsione e di essere un cialatano.

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Bullismo mediatico. Un mostro in prima pagina

Questa è la seconda parte di un comunicato inerente al “bullismo giornalistico”

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Avevo scritto un comunicato in precedenza. Alla luce dei nuovi sviluppi sull’episodio di bullismo avvenuto all Itc di Lucca occorre evidenziare parti più gravi conseguenza di un feroce accanimento giornalistico.

marco dimitri

Come ormai è noto, è stato diffuso un nuovo video dove il ragazzino bullo darebbe addirittura delle testate con il casco al proprio professore.

Su questo video sono stati imbastiti articoli a mio avviso molto “pompati”

bullo lucca

Ma vediamolo questo video

 

Al di la di un triste gesto di irriverenza nei confronti del professore, non vedo alcuna testata, il ragazzino indossa il casco, fa dei versi mentre gli altri filmano e ridono.

Il consiglio di disciplina, alla mercè del linciaggio giornalistico ha messo in atto quella che deve essere una punizione esemplare: la bocciatura.

Per il resto ci ha pensato il popolo italiano, ovviamente siamo tutti santi in Italia, a terrorizzare il bullo con minacce che arrivano fino alla morte.

Nel frattempo che il popolo izzava contro un ragazzino di 15 anni con evidenti problemi che andrebbero forse trattati in sede di analisi psicologica, sono passate quasi inosservate le seguenti notizie:

Picchia la compagna incinta e la fa abortire

Lancia il cane dal settimo piano e aggredisce i poliziotti

Anziano preso a pugni e mandato in coma per rubagli il portafogli

(quest’ultima notizia ha fatto un po’ più di scalpore perchè l’autore non è di nazionalità italiana)

Aggiungiamo le solite stragi in famiglia ormai frequentissime, basta leggere le agenzie.

 

Ma il popolo ha trovato il mostro ideale,  su cui riversare il proprio bullismo: un ragazzino di 15 anni con evidenti problematiche da essere gestite in campo medico.

La realtà era che il bullo ormai si era giocato l’anno scolastico tanto da essere diventato il capobranco che fa ridere i compagni attaccando l’autorità.

Lo dice in sede di intervista a “le Iene” (si… il caso di una stupida goliardata è arrivato pure li)

«Quando ho visto il video mi sono sentito una nullità. Avevo l’aria di chi vuole fare il bullo, ma io bullo non lo sono»

«Ho fatto una cazzata grossa», continua il ragazzino. E lo ripeterà diverse altre volte. «Mi dicevano “dai, fai casino, tanto verrai bocciato”. Mi incitavano ad andare avanti». Sostiene che non sapeva che in quel momento c’era un suo compagno con lo smartphone acceso, intento a registrare le sue imprese. Ma tanto, dice «l’avrei fatto lo stesso».

Nel futuro prossimo di questo ragazzino, oltre alla bocciatura decisa del consiglio di istituto, c’è un più che probabile processo: «Sono stato denunciato, senza la denuncia non avrei capito che cosa ho fatto». Nel suo presente, ci sono anche le minacce. Quelle che – racconta – gli arrivano «da persone di quarant’anni che su Instagram, Facebook, Youtube,  mi mandano messaggi come “Viene a Lucca, a fare il grosso, che ti si ammazza”. Ora i miei genitori hanno paura e non mi fanno uscire. Al massimo posso andare al campino a giocare a pallone».

Siamo in uno stato teocratico o in un Regno Vaticano, come diceva la prof. Margherita Hack.

Bene, si impongono con la forza i crocifissi nelle scuole, si rivendicano radici cristiane ma allora perchè nessuno porge l’altra guancia? Perchè viene sempre dimenticato il perdono?

Ma i cristiani preferiscono le vecchie maniere, i roghi giornalistici che bruciano per tutta la vita. L’unico sentimento che appare evidente è quello di autoproclamarsi giudice, giuria e boia. Più l’imputato è fragile, più il fumo nero dell’oscurantismo fatica a dissolversi.

Marco Dimitri

 
  

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Quando i veri bulli sono i giornalisti

Un paio di video in cui si vede un ragazzino “bullare” il proprio professore sono stati sufficienti a sbattere il mostro in prima pagina

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No, non voglio in alcun modo difendere il “bullismo”. A scuola, e qua devo espormi un po’, ho avuto gli stessi atteggiamenti, nel mio caso alla radice c’era una profonda sofferenza per essere rimasto orfano. Ma andiamo per ordine.

marco dimitri

Gettai un secchio d’acqua in testa al preside che stava transitando nel cortile. Misi con degli altri compagni, una panca sopra il lampadario. Nel primo caso il preside mi sospese per un giorno. Mi scusai. Nel secondo caso addirittura venne sospesa tutta la classe per 2 giorni.

Per un brutto voto sparai con una pistola finta scacciacani, dotata di tappo rosso, un colpo in direzione del professore, il povero uomo si fece pipì addosso, caso vuole che con quel professore avessimo tutti un ottimo rapporto e tutto finì in una litigata verbale.

Il motivo di questi miei atteggiamenti era mettermi in mostra coi miei compagni, sentirmi apprezzato e rispettato da loro. Ma, ad ogni episodio rimanevo alla fine con l’amaro in bocca, una vita che mi faceva paura, anche perchè trovavo inaccettabili ed ingestibili le basi su cui la società fingeva di basarsi.

L’ambiente scolastico mi forniva sostenitori ed autorità fin troppo pazienti e miti, che non avevano nessuna colpa, anzi, spesso disposte ad aiutare gli studenti. Però la paura del mondo, la rabbia per essere rimasto orfano, mi spingeva a percepire tutto quanto come un quadro falso e banale, il muro che volevo gettare a terra erano le autorità scolastiche, mostrare ai miei compagni che ero un capo e che ero più forte di queste figure.

Credo che sia una fase transitoria per molti adolescenti e certo non fa bene essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali assieme a criminali veri. In primo luogo essere il protagonista può portare ad una fase che diviene via via più distruttiva, perchè alla fine cedi, ti fanno cedere, del resto aggredire un professore è un atto davvero osceno, e l’aggressore se ne rende conto probabilmente nei momenti di solitudine.

 

Sicuramente sarebbe meglio un supporto psicologico per quel ragazzo, invece di essere messo alla gogna con commentini stupidi “sono una brava persona, mio figlio va in chiesa, ai miei tempi li prendevamo a sberle… non succedevano quelle cose” , “Che delinquente!” più altri commenti irripetibili.

Questi commenti, presi da Youtube, sono solo una piccola dimostrazione. Altri commenti inneggiano alla fustigazione ed al ripristino della pena di morte.

Addirittura in prima pagina su Google News

 

Attenti perchè la gogna crea protagonismo ed il protagonismo crea emulazione, una volta entrati nella fase critica non si esce più.

I “mostri” molto spesso nascono sui giornali. In Italia, oltre al razzismo, la pseudoscienza, l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, l’omofobia e la teocrazia abbiamo una strage in famiglia un giorno si e l’altro pure. Non parlo di immigrati che si accoltellano ma delle sedicenti famiglie tradizionali religiose e benpensanti.

Però sbattiamo in prima pagina un paio di “bulli” in piena ribellione adolescenziale. Per metabolizzare una società come la nostra ci vuole un grande fegato.

Detto questo chiediamoci chi siano davvero i deboli e chi i bulli, allora si che il bullismo sarà da condannare.

Marco Dimitri

 
  

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Lanciare missili sui depositi dove vengono prodotte armi chimiche è un grande segno di civiltà

Sono state usate armi chimiche, sono morti bambini, neonati. Sono soffocati in modo atroce. Una risposta era necessaria

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Le immagini ufficiali purtroppo le conosciamo tutti, sono state diffuse dai media di tutto il mondo.

marco dimitri

Sulla veridicità di queste immagini non ci sono dubbi, a meno che non si voglia pensare che siano tutti attori, anche i neonati. Queste immagini non sono la copia di materiale datato, sono originali, non ce ne sono di identiche estrapolate dagli archivi storici.

Purtroppo, come accade quasi sempre, sono scesi in campo i complottisti, quelle persone talmente inibite da credere di vivere costantemente una realtà simulata dai governi.

Stanno circolando immagini fake in cui si vedono bambini che vengono truccati da cadaveri, adulti che si  simulano feriti per poi alzarsi in piedi e ridere.

 

Ve ne mostro un paio

Quindi ci troveremo di fronte ad un complotto che coinvolge governi, intelligence, giornalisti, truccatori, attori, un piano studiato minuziosamente MA che consente di postare immagini in cui tutti ridono (un po’ come lasciare la carta di identità sul luogo di un omicidio..).

Purtroppo queste foto sono diffuse da chi cerca di smentire che siano state usate in Siria armi chimiche.

Ricorderete che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad in Siria fu il motivo per cui nel 2013 il presidente Obama stava per intervenire contro il governo di Damasco. Dopo due anni di guerra civile, gli Stati Uniti erano pronti perché Assad aveva superato «la linea rossa» ma poi frenarono, Assad si impegnò a consegnare l’arsenale chimico .

Immagine di un precedente attacco chimico in cui perirono 72 persone, in maggioranza bambini

In base ai risultati delle analisi, gli esiti indicano che i pazienti sono stati esposti ad una sostanza chimica, il Sarin”. A scriverlo in una nota il Ministero della Salute turco, confermando quanto già anticipato dal ministro della Giustizia di Ankara sui risultati autoptici su tre delle vittime dell’attacco in Siria.

Il sito Bufale.net riporta: “Fin’ora però brilla per precisione tra tutte le agenzie e testate che abbiamo esaminato per fare ordine sulla vicenda l’analisi del Guardian, che ha raccolti i preliminari rilievi del capo delle operazioni ONU inviato a Damasco quattro anni prima, perito in materia, che collezionati i dati attualmente disponibili e diffusi dalle agenzie di stampa ha reso un lapidario responso

“If you look at the footage itself, the victims don’t have any physical trauma injuries. There is foaming and pinpointed pupils, in particular. This appears to be some kind of organo-phosphate poison. In theory, a nerve agent. What is striking is that it would appear to be more than chlorine. The toxicity of chlorine does not lend itself to the sort of injuries and numbers that we have seen.”

“Guardando alle immagini, noterete che le vittime non hanno alcun trauma evidente. Sbavano, hanno la bava alla bocca e le pupille contratte, in particolare. Questi sembrano essere i sintomi di un avvelenamento da organofosfati, teoricamente un agente nervino. È già evidente che siamo di fronte a qualcosa di molto più grave del cloro. Il cloro non ha abbastanza tossicità per cagionare lesioni che abbiamo riscontrato sulla scala che abbiamo visionato”  ”

L’attacco ai depositi di Damasco dove vengono costruite armi chimiche era già stato promesso sin dai tempi di Obama. Il ripetersi dell’uso delle armi chimiche ha costituito una gravissima violazione a tutti i codici comportamentali di guerra.

Augurandomi che idioti complottisti smorzino i loro deliri (spesso peggio dei deliri religiosi stessi), che simili massacri non si ripetano e vengano annientate le forze di produzione di armi chimiche.

 

Marco Dimitri

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