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PRETI PEDOFILI

Slovenia. Prete pedofilo, dovrà risarcire la diocesi di Maribor, Anche in Europa si afferma la responsabilità ecclesiastica

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Prete pedofilo, deve risarcire la Chiesa Clamorosa sentenza in Slovenia. La vittima aveva 7 anni all’inizio degli abusi. Il colpevole morto durante il processo pedofilia preti pedofili slovenia

9060551_oggi-13-nazioni-di-popolo-lgbtq-in-piazza-contro-preti-pedofili-da-queerblog-0TRIESTE. A prima vista potrebbe sembrare una sentenza come tante altre. Ma appena si scopre chi è il colpevole e chi la vittima si capisce subito che in essa c’è qualcosa di molto importante. Il Tribunale di Maribor, infatti, ha condannato al risarcimento di 80mila euro l’arcidiocesi del capoluogo stiriano a favore di una tredicenne che è stata molestata sessualmente dall’ex parroco di Arti›e. Don Karl Jošt avrebbe abusato complessivamente di sedici ragazzine ma è morto durante il procedimento giudiziario a suo carico che si era aperto a Krško. Aveva 64 anni. Era il gennaio del 2007. Solo una famiglia chiese il risarcimento del danno e nei giorni scorsi il Tribunale di Maribor con sentenza esecutiva ha condannato l’arcidiocesi al pagamento di, come detto, 80mila euro.

Quello che fa senz’altro più clamore nel verdetto dei giudici sloveni non è tanto l’importo del risarcimento, peraltro modesto a nostro avviso a fronte del trauma patito dalla ragazzina, ma perché forse per la prima volta in Europa un tribunale riconosce la responsabilità oggettiva della Chiesa cattolica come persona giuridica in un caso di abuso sessuale da parte di un prete. L’avvocato della famiglia, Rok ‹eferin aveva chiesto al tribunale un risarcimento pari a 140mila euro visto che la bambina sarebbe stata abusata per la prima volta nel 1990 negli uffici parrocchiali, all’età di 7 anni, mentre frequentava il catechismo per la prima comunione. Secondo l’accusa il parroco l’avrebbe attirata nel suo ufficio promettendole dei dolcetti.

Qui avrebbe abusato di lei dicendole dopo la violenza che non doveva parlarne con nessuno altrimenti avrebbe commesso un peccato gravissimo. La bambina impaurita non raccontò nulla ai genitori e così gli abusi proseguirono per altri 5 anni quando la bimba, oramai cresciuta trovò il coraggio di confessare l’intera vicenda. Soffrì di depressione e di bulimia a causa di quanto aveva sopportato. L’avvocato aveva chiesto il risarcimento in quanto gli abusi erano stati compiuti dal parroco durante l’espletamento del suo lavoro.

 

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La Chiesa di Maribor aveva sempre negato ogni addebito e professato l’innocenza del prete. In primo grado il risarcimento stabilito dalla corte fu di 50mila euro ma poi la sentenza venne annullata in secondo grado. Giovedì scorso la sentenza del Tribunale di Maribor (equivalente alla nostra Cassazione) a favore della ragazza che oggi ha 30 anni. «Spero che questa sentenza – ha commentato l’avvocato patrocinatore ‹efrin – porti a un cambiamento di atteggiamento da parte della Chiesa cattolica di fronte a casi di pedofilia. In futuro spero che ci sia piena collaborazione degli organismi ecclesiastici con la polizia per scoprire i colpevoli di abusi e assicurarli alla giustizia concentrandosi altresì sulla vittima e sulle sofferenze da questa patite».

il Piccolo

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

PRETI PEDOFILI

Pedofilia in oratorio: 10 euro ai minori abusati per il silenzio

Tre uomini, tra i 65 e gli 85 anni, accusati di pedofilia. Adescavano minori e ne compravamo il silenzio con dieci euro

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I tre uomini usavano il loro aspetto rassicurante da nonni per approfittarsi dei minori in un oratorio in zona San Paolo. Per almeno sei anni i due minori avrebbero subito abusi ma non si escludono altre vittime di pedofilia.

Il pool specializzato per violenze sessuali subite da minori della Squadra Mobile non escludono altri reati da parte dei tre orchi. La vicenda è stata scoperta per caso poiché una delle vittime, un ragazzo di 14 anni, era stato denunciato da uno dei suoi aguzzini per le continue richieste di denaro.

Una volta interrogato il ragazzino aveva raccontato un’altra storia, questa risultò molto credibile alle orecchie degli agenti antiviolenza che in seguito iniziarono le indagini. Ricostruirono tutti gli abusi avvenuti nel corso degli anni, questi ebbero luogo in vari quartieri, San BasilioSan Paolo e Rebibbia per citarne alcuni.

I tre anziani, due pensionati ed un dipendente pubblico, hanno abusato dei ragazzini adescandoli in oratorio e convincendoli a seguirli a casa loro in cambio di regali e somme di denaro. Stando ai racconti delle vittime gli aguzzini li ripagavano con circa dieci euro per non farli parlare. I tre avrebbero utilizzato la loro immagine da benefattori e approfittato della fragilità dei ragazzini dovuta a storie familiari disagiate.

Una delle vittima ha confessato: “A casa di M mi è capitato di aver subito di tutto, lui cercava sempre di costringermi. Gli dicevo che sarei potuto essere suo figlio o suo nipote. Gli chiedevo anche se non si facesse schifo.”

Secondo gli inquirenti i rapporti iniziarono nel 2012, quando una delle vittime aveva solo 8 anni, per poi continuare dino al 2018. Nonostante le misure cautelari prese nei confronti di M.P., B.P e D.I., le indagini non sono concluse, c’è il forte sospetto che ci possano essere altre vittime.





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Pedofilia, negli Usa centinaia di preti accusati e senza supervisione

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

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Circa 1.700 sacerdoti e altri membri del clero, accusati credibilmente di abusi sessuali contro minori, continuano a condurre la loro vita con pochi controlli, o addirittura nessuna supervisione, da parte delle autorità religiose o forze dell’ordine.

Lo rivela un’indagine della Associated Press condotta nelle diocesi negli Stati Uniti.
«Questi membri del clero ora insegnano o vivono accanto a campi da gioco», scrive l’Ap. Secondo l’inchiesta giornalistica decine di loro hanno commesso ancora crimini dopo avere lasciato la Chiesa, inclusi reati di violenza sessuale.

I sostenitori delle vittime di pedofilia chiedono un maggiore controllo di questi membri del clero, ma i funzionari della Chiesa affermano che non possono legalmente fare quanto richiesto.

E le autorità civili, come la polizia, affermano che la loro competenza è limitata alle persone condannate. Il risultato è che non è stato preso per 1700 di loro nessun provvedimento anche di prevenzione di nuovi abusi.





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PRETI PEDOFILI

Pedofilia in Vaticano, abusi sui “chierichetti del Papa”: chiesti due rinvii a giudizio

Un sacerdote ventottenne è accusato di violenza continuata e abuso di autorità. Le violenze sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro

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La procura di Roma è in attesa di risposte dalla Santa Sede in relazione alla rogatoria internazionale inoltrata nell’ambito dell’inchiesta per abusi sessuali nel preseminario San Pio X, in Vaticano, che vede indagato don Gabriele Martinelli.

Il sacerdote ventottenne, scrive l’Ansa, è accusato di violenza continuata e abuso di autorità, reati che sarebbero stati commessi quando Martinelli frequentava il pio collegio opera di Don Fulci, il pre-seminario in Vaticano dei cosiddetti “chierichetti del Papa”. Le violenze, secondo quanto scrive oggi Il Messaggero, sarebbero avvenute anche all’interno della sagrestia della basilica di San Pietro.

L’indagato avrebbe compiuto i reati nei confronti di suoi compagni di collegio. Nelle scorse settimane è stata perquisita l’abitazione di Martinelli in provincia di Como. Su questa vicenda la magistratura vaticana ha chiesto il rinvio a giudizio per Martinelli con l’accusa di abusi sessuali, e per don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.





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Crediti :

Open.online

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