Spermatozoi artificiali, la ricerca fa progressi

Un team di ricercatori inglesi annuncia di aver fatto un importante passo in avanti nel mimare il processo di formazione degli spermatozoi, avvicinandosi sempre più allo sviluppo di trattamenti per l’infertilità

Produrre spermatozoi artificiali sembra sia la prossima frontiera nelle terapie contro l’infertilità maschile. E, sebbene la strada sia ancora lunga, sembra anche che gli scienziati abbiano fatto notevoli progressi. Ad annunciarlo durante il Progress Educational Trust (la conferenza annuale su genetica e procreazione assistita tenutasi di recente a Londra) è Azim Surani, direttore della ricerca sulle linee germinali e sull’epigenetica del Gurdon Institute dell’Università di Cambridge: il suo team, infatti, sarebbe riuscito a replicare un’importante tappa intermedia nel processo naturale di formazione di queste particolari cellule. Obiettivo dei prossimi 10 anni sarà quello di fabbricare in laboratorio spermatozoi e ovuli a partire da cellule staminali o addirittura da cellule della pelle.

I ricercatori di Cambridge hanno costruito delle organoidi gonadici, strutture artificiali costituite da cellule tipiche dei testicoli immerse in un gel, che ricreano l’ambiente per la differenziazione delle cellule staminali in spermatozoi. Dai primi risultati (ancora in fase di valutazione per la prossima pubblicazione su una rivista scientifica) sembra che le cellule stiano ricevendo gli input chimici giusti e che siano arrivate, per ora, a metà del percorso per diventare spermatozoi a tutti gli effetti.

È la prima volta che un gruppo di ricercatori riesce a portare cellule staminali umane fino ai primi stadi di sviluppo della linea germinale maschile. In passato erano stati condotti con successo esperimenti sui topi per creare spermatozoi funzionanti da cellule staminali, ma i successivi tentativi con cellule umane non avevano dato i risultati sperati.

La meiosi, il delicatissimo processo naturale che trasforma alcune cellule dell’essere umano in spermatozoi immaturi già durante lo sviluppo embrionale, non è ancora infatti del tutto chiara in ogni suo aspetto. Evidentemente nel passaggio dal modello animale all’essere umano qualcosa era stato trascurato. La squadra di Surani ha ipotizzato che uno dei punti critici potessero essere le diverse tempistiche di maturazione dei gameti nelle due specie – molto più lunghe nell’essere umano rispetto al topo: ci vogliono 8 settimane di sviluppo prima che le cellule staminali umane destinate a dare origine ai gameti intraprendano la strada per diventare o spermatozoi o cellule uovo, mentre nel topo tutto accade in 13 giorni.

Questo intervallo di tempo secondo Surani è essenziale perché si possano ottenere artificialmente dei gameti funzionanti e corretti dal punto di vista genetico. È in questo frangente infatti che il dna delle cellule che diventeranno ovuli o spermatozoi del nuovo individuo subisce il processo di cancellazione dell’epigenetica, cioè delle modifiche chimiche che il dna ereditato dai genitori ha subito nel corso della vita. È un po’ come ereditare uno smartphone ricondizionato: il codice della macchina (il dna) è lo stesso ma non ci devono essere tracce del precedente utilizzo (le modificazioni epigenetiche) che condizionino le prestazioni future.

Secondo Surani garantire che le operazioni di messa a nuovo del dna dei gameti avvengano e avvengano correttamente è un passaggio fondamentale se si vuole anche solo pensare a una futura applicazione clinica, per esempio per permettere alle coppie omosessuali di avere figli geneticamente correlati a entrambi i genitori, o per produrre in laboratorio cellule uovo a partire da cellule della pelle evitando alle donne con problemi di fertilità di sottoporsi a cicli di stimolazione delle ovaie.

“Se queste cellule dovessero mai essere utilizzate in ambito clinico, dovremo essere sicuri che abbiano attraversato tutte le fasi giuste. Tutti questi passaggi sono incredibilmente importanti”, afferma Surani. Non basta che una cellula assomigli a uno spermatozoo per esserlo davvero: più che la forma, concordano gli esperti, ciò che è importante sono i dettagli molecolari e la qualità del dna dei futuri gameti.

     
 
 

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI

 

Licenza Creative Commons

 

 

Crediti :

Wired

Categorie
Ricerca

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
Un Commento
  • Anonimo
    6 gennaio 2018 at 20:07
    Replica al Commento

    axurdo

  • Replica al Commento

    Per commentare come utente registrato puoi connetterti tramite:




    *

    *

    Lista Siti fake
    Preti Pedofili
    Libere Donazioni
    Ultimi Commenti

    TI POTREBBE INTERESSARE