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Medicina

Stamina, Golia (Iene): “Non mi vergogno”

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goliaNella intricata vicenda Stamina, c’è spazio anche per la polemica tra i detrattori del metodo Stamina e l’inviato delle Iene Giulio Golia, accusato di aver dato troppa visibilità al metodo, sottolineando sconsideratamente i presunti benefici.
A due giorni dalla notifica della chiusura delle indagini, che hanno coinvolto anche cinque medici degli Spedali Civili di Brescia, Golia risponde sul suo profilo a chi gli ha scritto di vergognarsi per i suoi servizi. Scrive Golia: «E’ poco più di un anno che seguo per le Iene la storia di alcune famiglie che hanno usato il metodo Stamina. Sono stato nelle loro case e ho conosciuto i loro bambini affetti da malattie che non lasciano alcuna speranza e non hanno nessun’altra cura possibile. In concomitanza con l’indagine ufficialmente aperta su Davide Vannoni, qualcuno mi ha scritto insultandomi con frasi come “ ti devi vergognare”. Di cosa? Di cosa mi dovrei vergognare? Lo Stato italiano ha permesso dal 2010 che il metodo Vannoni fosse adottato come cura compassionevole presso un’ospedale pubblico, quello di Brescia. Sessantaquattro famiglie hanno sperimentato queste infusioni grazie alle sentenze di circa 700 giudici (anche questi dello stato italiano) che hanno imposto che queste infusioni fossero loro somministrate molto prima che le iene se ne occupassero. L’Aifa ovviamente non poteva non sapere, così come il Ministero della Salute. E io, noi delle iene, dovremmo vergognarci per aver raccontato queste famiglie di cui nessuno si è curato davvero? E che peraltro hanno un loro parere su queste cure, che nessuno ancora (ne comitati scientifici, ne politici, ne altri) ha avuto la voglia e l’onestà d’andare a sentire».


Golia rivendica di aver avuto questa voglia ed onestà. «Non sappiamo dirvi se questo metodo serva o meno a qualcosa. Ma sappiamo che sarebbe stato semplicissimo capirlo, volendolo capire…. Bastava permettere che l’Università di Miami analizzasse a gennaio 2014 queste staminali. In pochi giorni e con pochi denari si sarebbe saputo di che razza di staminali stavamo parlando. Ma l’Aifa, senza ben motivare per quale ragione, ha fermato tutto. Come è stato fermato, dagli scienziati italiani prima e dal ministro Lorenzin poi, il presidente del comitato scientifico prof. Mauro Ferrari che sempre nei primi mesi di quest’anno avrebbe dovuto capire se la sperimentazione meritava o meno. Gli è bastato affermare in un’intervista (concessa alle iene) che avrebbe parlato prima di tutto con le famiglie che hanno sperimentato sulla loro pelle il tanto discusso metodo (quelle famiglie di cui ancora oggi nessuno si è curato). E questo, solo questo, l’ha fatto diventare un principiante liquidabile da un giorno all’altro.La giustizia farà il suo corso e Vannoni risponderà per ciò che ha fatto negli anni dal 2007 al 2010. Siamo i primi che hanno parlato dei suoi guai giudiziari. Guai giudiziari tutti risalenti a quel periodo, che con grande chiarezza abbiamo raccontato per primi nel corso del 2013 coi nostri servizi che potete trovare facilmente su www.iene.it. Andateli a vedere. E se dopo averli visti penserete ancora che ci dobbiamo vergognare, allora qualcosa non va».

 

Fonte

 

 

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Medicina

Rimini, vaccini e multe: il Tar dà torto ai no vax

Respinto il ricorso contro l’ordinanza sindacale che prevede sanzioni per le famiglie che non vaccinano i figli

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Rimini, 22 maggio 2019 – Il Tar dell’Emilia Romagna, ha rigettato l’istanza cautelare proposta da privati contro l’ordinanza sindacale sull’inottemperanza agli obblighi vaccinali. Nel dispositivo, il Tar ha motivato che ‘…nella comparazione dei contrapposti interessi, risulta manifestatamente prevalente la tutela del fondamentale interesse pubblico alla salvaguardia della salute rispetto all’interesse privato fatto valere in giudizio’.

Oltre al rigetto dell’istanza, il Tribunale ha anche condannato i ricorrenti al pagamento degli onorari del giudizio cautelare a favore del Comune. «Una sentenza importante, non solo per Rimini – è il primo commento dell’amministrazione comunale – perché afferma chiaramente come la tutela della salute venga prima di ogni altra cosa. Un risultato che, crediamo e speriamo, possa finalmente dare certezze al Paese intero».





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Medicina

Vaccini, multe fino a 500 euro al giorno a scuola a famiglie che non “regolarizzano” i figli

L’ordinanza del sindaco Gnassi intende sanzionare i genitori e non i ragazzi. L’assessore: “La nostra provincia era la seconda per scopertura vaccinale fino a un anno e mezzo fa: da noi in un anno siamo passati da 120 a 20 bambini non vaccinati”

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Il sindaco Andrea Gnassi

Rimini le famiglie dei bambini non vaccinati da oggi rischiano una multa fino a 500 euro per ogni giorno di frequenza “fuori regola”. A prendere questa decisione è stato il Comune con un’ordinanza del sindaco Andrea Gnassi. Nel capoluogo romagnolo non si vedranno dunque vigili davanti alle scuole per rimandare a casa i bambini non vaccinati ma a chi non si mette in regola toccherà pagare una contravvenzione dai 25 ai 500 euro per ogni giorno di frequenza oltre alla segnalazione alla Procura.

Il provvedimento vale per tutte le scuole e per tutti gli studenti fino alla maggiore età. Nello stesso documento il sindaco fa sapere che non vi sarà alcun ricorso alle forze dell’ordine: “Oltreché di dubbia adeguatezza rispetto a minori che si trovano a subire le conseguenze delle scelte parentali – si legge tra l’altro nell’ordinanza – costituisce una misura eccessivamente gravosa e sproporzionata nei confronti dei minori essendo potenzialmente idonea a creare suggestioni negative nei confronti della loro psiche”.

“Rimini era fino ad un anno e mezzo fa la seconda provincia d’Italia per scopertura vaccinale – l’assessore all’Istruzione Mattia Morolli a ilfattoquotidiano.it – Un dato ancora più rilevante nel contesto dell’Emilia Romagna che fa della sanità e dell’istruzione uno dei suoi cardini valoriali e amministrativi. Noi rispondiamo a due leggi, una nazionale e una regionale, in cui si dice che si va a scuola se si è regolarmente vaccinati a meno che il bambino abbia delle situazione patologiche rilevanti. Rimini è passata in un anno nelle scuole comunali da 120 casi a venti di bambini non vaccinati. A Rimini non c’era, non c’è e non ci sarà alcun vigile o poliziotto davanti alla scuole. Abbiamo invece interessato i genitori”.

In questi mesi i vigili hanno portato casa per casa una lettera rivolta a mamme e papà. Dal 10 marzo ad oggi alcuni genitori che erano contrari ai vaccini, appena ricevuta la missiva del Comune hanno provveduto a recarsi all’Asl per prenotare la vaccinazione. “Abbiamo fatto un lavoro enorme anche con il privato – continua l’assessore – perché se non sono in regola il Comune non dà alcun finanziamento agli istituti paritari. Inoltre prima mandavamo al tribunale dei minori la segnalazione adesso, invece, la facciamo alla Procura. Rispondiamo ad una legge scritta e portata avanti dal Governo precedente e inasprita da quello attuale. L’istruzione è un diritto dopo aver posto le condizioni sanitarie di sicurezza necessarie; mi permetta un paragone: non possiamo mandare in strada delle persone che non hanno la patente”. Intanto in queste ore alcune famiglie hanno chiesto se l’ordinanza fosse vera e hanno chiesto di potersi mettere in regola. “Come vede, per qualcuno – dice Morolli – la sanità non è un tema morale ma di portafoglio”.





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Medicina

Sanità: mancano medici, in Molise arrivano i militari

Commissario: “Situazione critica, reparti rischiano la chiusura”

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Medici militari specialisti in ausiliaria per fronteggiare l’emergenza dovuta alla carenza di personale sanitario negli ospedali molisani: questa, secondo il commissario alla Sanità, Angelo Giustini, sarebbe l’ultima spiaggia prima di procedere alla chiusura, già dal prossimo mercoledì, dei reparti di ortopedia e traumatologia dei nosocomi di Isernia e Termoli (Campobasso).

I medici militari dovrebbero essere impiegati per almeno 5 mesi, “termine necessario – osserva il Commissario – affinché il ‘Decreto Calabria’ possa essere definitivamente approvato, così nel contempo si espleteranno i concorsi. Tutto ciò consentirà di superare questo agonico stallo nella governance del Servizio sanitario regionale e del diritto all’equità e universalità di accesso dei cittadini”.

Negli ultimi giorni, durante la riunione di Gabinetto al Ministero della Difesa, Giustini e il Col. Antonello Arabia, indicato le soluzioni urgenti di aiuto per il Molise. Il dicastero ha individuato un elenco di 105 camici bianchi che operano nella sanità militare e che possono essere selezionati per essere impiegati nella sanità civile.

“L’evidente contrazione di risorse – spiega in una nota Giustini – mette sempre più a rischio il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), dunque, si profilano per i cittadini molisani ancora viaggi della speranza. È altresì, noto – prosegue – l’annoso problema del blocco del turn over che di fatto ha bloccato nuove assunzioni di personale sanitario.

Una responsabilità politica tutta regionale, che dopo 12 anni (dall’avvio del Piano di rientro ndr), la relazione dei conti del 2018 ha messo in mostra: debiti per 22 milioni di euro. L’inappropriata programmazione sanitaria del passato ha creato, come conseguenza, concorsi deserti e carenza oggettiva di specialisti nel Sistema sanitario regionale”. L’incubo della chiusura di altri reparti, fa sapere il Commissario, “potrebbe diventare presto realtà”. Oggi, intanto, nuova riunione prima al Ministero della Salute e poi a quello della Difesa, “nella speranza di offrire respiro alla situazione soffocante”, ma è necessario, conclude il Commissario, “che ognuno faccia la propria parte, ognuno per le proprie competenze, per scongiurare il rischio di razionamento dell’offerta sanitaria e dei servizi per il soddisfacimento dei bisogni di salute dei cittadini”.





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Crediti :

ANSA

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