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Uno Stato teocratico è uno Stato di morte

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Ennesima vittima dell’involuzione intellettuale che ha per base la cultura cattolica intenta a reprimere l’espressione dell’ego e della natura umana condannando tutto ciò che non adempie al suo stereotipo, tutto ciò che non è famiglia procreativa e tradizionale, devota ed immacolata, ipnotizzata dal regime dell’orrore vaticano.Stavolta la vittima è un bambino di quattordici anni, portato al suicidio perchè omosessuale, deriso, emarginato, lasciato solo con quello che gli facevano percepire come un dramma, una malattia, una diversità.
Della sua vita, ora, è rimasto solo un biglietto «Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia» scritto prima di infliggersi la punizione più estrema, la morte.
Si è gettato dal terrazzo del suo palazzo romano. Domani questa storia sarà dimenticata, come accadde per il suo coetaneo, conosciuto meglio col soprannome “il ragazzo dai pantaloni rosa”, perchè così funziona, nulla cambia nel Paese, tutto rimane immutato, aumentano i bambini suicidi, quello si.

Eppure non è difficile comprendere che l’omosessualità non è un problema, non necessita di ghetti, di tolleranza, di compassione, è un orientamento personale, non scelto, vissuto alla stessa maniera dell’orientamento eterosessuale, non è una malattia, non è l’anticamera dell’inferno, non è un drago volante.

adQualche anno fa vi fu un tentativo di normalizzare l’omosessuale concedendogli la possibilità di unirsi in matrimonio, poi intervennero i padroni del mondo, quelli che dicono che siamo un Paese democratico, intervenne il Vaticano, in quel periodo eravamo sotto il regime di Ratzinger, prima che passasse la palla al nuovo dittatore argentino, meglio conosciuto come Francesco il papa umile. Non se ne fece più nulla, gli omosessuali continuano ad avere trattamenti diversi dalle persone normali, niente possibilità di matrimonio, niente adozioni, niente di niente, costretti a ritrovarsi in bar per omosessuali, in discoteche per omosessuali, in spiagge per omosessuali, in librerie per omosessuali e quanto di più “per omosessuali” si possa immaginare. C’è da stupirsi che in un Paese teocratico, ironia della sorte chinato a 90 gradi alla cappella Sistina, gli omosessuali possano sedersi sull’autobus e non siano costretti a cedere il posto agli eterosessuali. Pochi mesi fa, il vaticano ha anche bandito il paradiso a chi pratica l’omosessualità.
Il risultato di questo massacro psicologico al servizio del nulla, lo subiscono le persone più delicate: i bambini, ormai consapevoli che, come omosessuali, gli spetta un futuro vuoto, senza famiglia, senza affetti, da vivere nel segreto pena l’emarginazione, l’allontanamento da chi magari in segreto si ama.
Cosciente di questi problemi trovo che l’unica soluzione sia di intervenire sul piano politico tramite l’abolizione dei patti lateranensi, quindi di mantenere Stato e Chiesa separati e ben distinti.
Non possiamo ridare la vita a questo ragazzino, però possiamo impedire che altri vengano massacrati e costretti alla stessa sorte.

Marco Dimitri

 

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA

Quando l’unica maniera di vivere è morire…

Un ragazzino di 15 anni si è tolto la vita impiccandosi nella propria abitazione a Roma.
Messo alla gogna e deriso da compagni di scuola ed insegnanti per la sua omosessualità, per il modo di vestire, perchè così deve essere nella logica di una società indottrinata dal regime di controllo.
E’ l’anno 2012, il liceo è un prestigioso liceo scientifico dedicato a Cavour, anche se di scientifico pare non avere nulla, anzi, rimane ancorato a vecchi teoremi superstiziosi gestiti dai modelli religiosi.

2013031851Il ragazzino suicida non chiedeva nulla di atipico alla vita, voleva viverla all’insegna di se stesso, voleva esprimere, giocare, studiare come tutti gli altri coetanei, nemmeno chiede oggi di diventare un martire, un’icona un simbolo.
Deriso sia in ambiente scolastico che su Facebook dove era stata allestita una pagina col puro scopo di trasformarlo in un essere uscito male, vestito in rosa, col nome storpiato al femminile.
Oggi il liceo scientifico Cavour di Roma si preoccupa di salvaguardare il buon nome ed il prestigio, tramite la preside ci fa sapere che il liceo è aperto mentalmente e condanna l’omofobia, nessuna derisione in classe, mentre la pagina di Facebook solo un bel momento fra amici. Nessuna parola spesa davanti al dolore della vittima, costretta ad infliggersi la punizione più estrema: la morte.

E’ da sottolineare che il suicidio è avvenuto poco dopo il rimprovero davanti ai compagni di scuola da parte di un insegnante, perchè il ragazzino aveva lo smalto alle unghie.
Un rimprovero che lascia sbalorditi, specialmente se a farlo è un insegnante di un liceo scientifico, incapace di comprendere che la vita e la sessualità che genera sono poliedriche.
Oggi quest’insegnante occupa ancora il proprio posto di lavoro anche dimostrando di non essere adatta all’insegnamento.

C’è da domandarsi a quale incantesimo il popolo italiano sia esposto, perchè tolleranza, intolleranza, stupidità, omofobia sono solo termini per descrivere degli idioti lontani anni luce da qualsiasi forma evolutiva.
Manifestazioni, fiaccolate, iniziative, tutto ciò che viene proposto risulta inutile davanti ad una società non ricettiva.
Il condizionamento mentale ha vinto sulla logica ed è un condizionamento di tipo teocratico, gestito fino dall’infazia dalla Chiesa Cattolica che continua a proporre immagini di famiglie tradizionali alla “mulino bianco”, famiglie che esistono solo nell’utopia. Indottrinamento religioso e fascista, anticostituzionale che si beffa dei principi di uguaglianza costringendo il “non tradizionale” a nascondersi e vergognarsi.
Onestamente sarebbe più utile spiegare nelle scuole che esistono diversi tipi d’amore, diversi tipi di famiglia, piuttosto che sprecare ore per un indottrinamento religioso omofobico e maschilista basato sul nulla storico.

Perchè questa non sia una morte inutile, per dare di nuovo la vita a questo ragazzino, bisogna consentirgli di esistere e con la massima dignità.
Servono leggi laiche, leggi che puniscano severamente ogni forma di discriminazione sia in ambito politico che religioso, sia nel sociale che nel privato.
Allora chi governa, forse, avrà fatto qualcosa di giusto e di condivisibile.

Marco Dimitri

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Cari giornalisti italiani, che più passano gli anni e più mi sembra che abbiate sbagliato mestiere, vi pregherei di non scrivere che gli adolescenti si suicidano “perchè gay”, visto che nessuno si è mai suicidato perchè è gay. I ragazzini gay si suicidano perchè sono circondati dalla stupidità, dall’ignoranza, dai pregiudizi e dalla mancanza di esempi incoraggianti… Quindi abbiate la decenza di scrivere le cose come stanno, perchè altrimenti fate sembrare che “essere gay” è una cosa che di per sè può portare al suicidio…

Ah! E ogni tanto fatemi il favore di scrivere che essere adolescenti e gay può essere anche una cosa bella… Così magari contribuirete ad evitare suicidi future…..by:wendy
Grazie.

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SEBASTIANO GRASSO

 

[ezcc]

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Quando i veri bulli sono i giornalisti

Un paio di video in cui si vede un ragazzino “bullare” il proprio professore sono stati sufficienti a sbattere il mostro in prima pagina

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No, non voglio in alcun modo difendere il “bullismo”. A scuola, e qua devo espormi un po’, ho avuto gli stessi atteggiamenti, nel mio caso alla radice c’era una profonda sofferenza per essere rimasto orfano. Ma andiamo per ordine.

marco dimitri

Gettai un secchio d’acqua in testa al preside che stava transitando nel cortile. Misi con degli altri compagni, una panca sopra il lampadario. Nel primo caso il preside mi sospese per un giorno. Mi scusai. Nel secondo caso addirittura venne sospesa tutta la classe per 2 giorni.

Per un brutto voto sparai con una pistola finta scacciacani, dotata di tappo rosso, un colpo in direzione del professore, il povero uomo si fece pipì addosso, caso vuole che con quel professore avessimo tutti un ottimo rapporto e tutto finì in una litigata verbale.

Il motivo di questi miei atteggiamenti era mettermi in mostra coi miei compagni, sentirmi apprezzato e rispettato da loro. Ma, ad ogni episodio rimanevo alla fine con l’amaro in bocca, una vita che mi faceva paura, anche perchè trovavo inaccettabili ed ingestibili le basi su cui la società fingeva di basarsi.

L’ambiente scolastico mi forniva sostenitori ed autorità fin troppo pazienti e miti, che non avevano nessuna colpa, anzi, spesso disposte ad aiutare gli studenti. Però la paura del mondo, la rabbia per essere rimasto orfano, mi spingeva a percepire tutto quanto come un quadro falso e banale, il muro che volevo gettare a terra erano le autorità scolastiche, mostrare ai miei compagni che ero un capo e che ero più forte di queste figure.

Credo che sia una fase transitoria per molti adolescenti e certo non fa bene essere sbattuto sulle prime pagine dei giornali assieme a criminali veri. In primo luogo essere il protagonista può portare ad una fase che diviene via via più distruttiva, perchè alla fine cedi, ti fanno cedere, del resto aggredire un professore è un atto davvero osceno, e l’aggressore se ne rende conto probabilmente nei momenti di solitudine.

 

Sicuramente sarebbe meglio un supporto psicologico per quel ragazzo, invece di essere messo alla gogna con commentini stupidi “sono una brava persona, mio figlio va in chiesa, ai miei tempi li prendevamo a sberle… non succedevano quelle cose” , “Che delinquente!” più altri commenti irripetibili.

Questi commenti, presi da Youtube, sono solo una piccola dimostrazione. Altri commenti inneggiano alla fustigazione ed al ripristino della pena di morte.

Addirittura in prima pagina su Google News

 

Attenti perchè la gogna crea protagonismo ed il protagonismo crea emulazione, una volta entrati nella fase critica non si esce più.

I “mostri” molto spesso nascono sui giornali. In Italia, oltre al razzismo, la pseudoscienza, l’ignoranza e l’analfabetismo funzionale, l’omofobia e la teocrazia abbiamo una strage in famiglia un giorno si e l’altro pure. Non parlo di immigrati che si accoltellano ma delle sedicenti famiglie tradizionali religiose e benpensanti.

Però sbattiamo in prima pagina un paio di “bulli” in piena ribellione adolescenziale. Per metabolizzare una società come la nostra ci vuole un grande fegato.

Detto questo chiediamoci chi siano davvero i deboli e chi i bulli, allora si che il bullismo sarà da condannare.

Marco Dimitri

 
  

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Lanciare missili sui depositi dove vengono prodotte armi chimiche è un grande segno di civiltà

Sono state usate armi chimiche, sono morti bambini, neonati. Sono soffocati in modo atroce. Una risposta era necessaria

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Le immagini ufficiali purtroppo le conosciamo tutti, sono state diffuse dai media di tutto il mondo.

marco dimitri

Sulla veridicità di queste immagini non ci sono dubbi, a meno che non si voglia pensare che siano tutti attori, anche i neonati. Queste immagini non sono la copia di materiale datato, sono originali, non ce ne sono di identiche estrapolate dagli archivi storici.

Purtroppo, come accade quasi sempre, sono scesi in campo i complottisti, quelle persone talmente inibite da credere di vivere costantemente una realtà simulata dai governi.

Stanno circolando immagini fake in cui si vedono bambini che vengono truccati da cadaveri, adulti che si  simulano feriti per poi alzarsi in piedi e ridere.

 

Ve ne mostro un paio

Quindi ci troveremo di fronte ad un complotto che coinvolge governi, intelligence, giornalisti, truccatori, attori, un piano studiato minuziosamente MA che consente di postare immagini in cui tutti ridono (un po’ come lasciare la carta di identità sul luogo di un omicidio..).

Purtroppo queste foto sono diffuse da chi cerca di smentire che siano state usate in Siria armi chimiche.

Ricorderete che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad in Siria fu il motivo per cui nel 2013 il presidente Obama stava per intervenire contro il governo di Damasco. Dopo due anni di guerra civile, gli Stati Uniti erano pronti perché Assad aveva superato «la linea rossa» ma poi frenarono, Assad si impegnò a consegnare l’arsenale chimico .

Immagine di un precedente attacco chimico in cui perirono 72 persone, in maggioranza bambini

In base ai risultati delle analisi, gli esiti indicano che i pazienti sono stati esposti ad una sostanza chimica, il Sarin”. A scriverlo in una nota il Ministero della Salute turco, confermando quanto già anticipato dal ministro della Giustizia di Ankara sui risultati autoptici su tre delle vittime dell’attacco in Siria.

Il sito Bufale.net riporta: “Fin’ora però brilla per precisione tra tutte le agenzie e testate che abbiamo esaminato per fare ordine sulla vicenda l’analisi del Guardian, che ha raccolti i preliminari rilievi del capo delle operazioni ONU inviato a Damasco quattro anni prima, perito in materia, che collezionati i dati attualmente disponibili e diffusi dalle agenzie di stampa ha reso un lapidario responso

“If you look at the footage itself, the victims don’t have any physical trauma injuries. There is foaming and pinpointed pupils, in particular. This appears to be some kind of organo-phosphate poison. In theory, a nerve agent. What is striking is that it would appear to be more than chlorine. The toxicity of chlorine does not lend itself to the sort of injuries and numbers that we have seen.”

“Guardando alle immagini, noterete che le vittime non hanno alcun trauma evidente. Sbavano, hanno la bava alla bocca e le pupille contratte, in particolare. Questi sembrano essere i sintomi di un avvelenamento da organofosfati, teoricamente un agente nervino. È già evidente che siamo di fronte a qualcosa di molto più grave del cloro. Il cloro non ha abbastanza tossicità per cagionare lesioni che abbiamo riscontrato sulla scala che abbiamo visionato”  ”

L’attacco ai depositi di Damasco dove vengono costruite armi chimiche era già stato promesso sin dai tempi di Obama. Il ripetersi dell’uso delle armi chimiche ha costituito una gravissima violazione a tutti i codici comportamentali di guerra.

Augurandomi che idioti complottisti smorzino i loro deliri (spesso peggio dei deliri religiosi stessi), che simili massacri non si ripetano e vengano annientate le forze di produzione di armi chimiche.

 

Marco Dimitri

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Solidarietà al sito “Bufale un Tanto al Chilo” messo sotto sequestro preventivo

Il sequestro lo ha disposto la procura di Bologna in seguito a una querela: invece di sequestrare il solo articolo è stato reso irraggiungibile tutto l’archivio

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Siamo alle solite, per una querela in merito ad un articolo viene oscurato tutto un intero sito dietro al quale ci sono anni di lavoro. Oggi ogni blog consente di mettere offline  un singolo articolo. Sarebbe stato sufficiente il sequestro preventivo del solo articolo oggetto del contendere.  Se il sequestro preventivo di un articolo potrebbe essere comprensibile (l’articolo potrebbe essere cambiato, inquinato ecc.) l’oscuramento di un intero sito non lo è affatto.

Bufale un tanto al chilo (Butac) è un sito di pubblica utilità con migliaia di articoli in cui vengono smascherate “bufale” “fake” (cioè notizie false, notizie trappola…). Un sito di grande rispetto e… ce ne fossero di siti come Butac.it visto il mare di idiozie rilasciate da complottisti, truffatori, ciarlatani ai danni della scienza e della collettività.  Nello specifico l’operazione è stada disposta su denuncia di un medico che promuove cure oncologiche con metodi non riconosciuti dalla comunità scientifica.

Proprio per  il grande  impegno sociale svolto da  Butac.it rinnovo la mia solidarietà.

Butac.it BufaleUnTantoAlChiloDal sito Post.it si apprende che nella mattina di venerdì 6 aprile, il sito Butac.it  è stato sottoposto a sequestro preventivo da parte della procura di Bologna, con un’operazione svolta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia-Romagna. Butac.it si occupa di segnalare e spiegare le notizie false che circolano spesso online e in questi anni ha ottenuto un buon seguito, soprattutto attraverso i social network.

Il fondatore di Butac.it, Michelangelo Coltelli, ha spiegato al Post che il sequestro preventivo è stato disposto in seguito a una querela per un articolo pubblicato due anni e mezzo fa, nel quale erano segnalate le dichiarazioni di un oncologo che promuoveva la medicina olistica, senza fondamento scientifico. Il sito aveva già ricevuto querele in passato, ma nei casi precedenti i magistrati avevano disposto il sequestro dei soli articoli interessati e non dell’intero sito, che ha un archivio di oltre 3mila articoli. A Butac.it lavorano due persone, che coordinano poi il lavoro di diversi collaboratori. Il sito collabora spesso con la stessa Polizia Postale, segnalando per esempio tentativi di truffe online.

Un’analisi veloce

Il sequestro di tutto il sito non ha senso, la querela è stata inoltrata per un solo articolo.  Ora, forse, molti non sanno che siti oscurati, chiusi da tempo, sottoposti a sequestro o semplicemente offline… Rimangono ben attivi e visibili nella cache di Google.  Basta una ricerca con le parole chiave, selezionare la cache dal risultato della ricerca su Google e la pagina, l’intero sito diventano leggibili, utilizzabili da chiunque.

Quindi anche  un sequestro preventivo di una sola pagina è in realtà riguardante solo la fonte primordiale.

Detto questo, l’articolo querelato metteva in guardia i lettori dalla pseudoscienza, dalle medicine alternative, dalle autoguarigioni e via dicendo.

La Scienza è UNA soltanto, non esistono scienze alternative, stessa cosa vale per la medicina, la medicina è UNA, quella ufficiale fatta di studi, test, pubblicazioni, cause ed effetti ripetibili.

2 + 2 da come risultato 4 , anche se forme pseudoscientifiche affermano che faccia 7, anche se la realtà viene oscurata, pur solo per prassi investigativa, 2 + 2 continuerà a fare sempre e comunque 4 .

Le bufale, specialmente quando l’argomento principe è la salute, vanno sempre denunciate pubblicamente e, per quanto ho visto,  Butac.it ha sempre operato  correttamente, senza offese o volgarità. La pseudoscienza è una bufala, questo è inevitabile  e non bisogna mai tacerlo se veramente si pretende un’evoluzione scientifica nel sapere e non nell’illusione.

Attenzione perchè la pseudoscienza è un cancro sociale,  la gente muore perchè magari si cura il cancro col bicarbonato dopo averlo letto sul sito di qualche cialtrone, oppure lascia crepare i bambini negando loro le vaccinazioni perchè qualcuno ha inventato che  i vaccini uccidono, sono un marketing, un complotto delle case farmaceutiche. Andate da soli a leggere i danni che sono stati procurati, l’incremento dei casi di morbillo,  e il conseguente aumento del numero dei decessi.

I siti di disinformazione medica, sono quelli che andrebbero  oscurati ed loro gestori puniti. Si dice che il mondo va al contrario , questo è uno di quei casi.

 
  

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