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Stoccolma, camion sulla folla in centro: almeno 3 morti

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Un camion è piombato sulla folla in una delle principali strade commerciali di Stoccolma, uccidendo almeno 3 persone e ferendone molte altre. Testimoni hanno raccontato alle tv svedesi che il tir è spuntato dal nulla e in una folle corsa ha travolto alla cieca tutto quello che si è trovato davanti, schiantandosi poi contro un grande magazzino. Inoltre, a quanto riporta la radio svedese, nello stesso luogo stati sparati dei colpi di arma da fuoco. La polizia sospetta che si sia trattato di un atto di #terrorismo .

La zona in cui il camion ha falciato la folla nel pieno centro di Stoccolma è la stessa che l’11 dicembre 2010 è stato teatro di un duplice attentato con autobomba, in quello che all’epoca era il primo attentato suicida nei paesi scandinavi. Quel giorno due veicoli esplosero, di cui il primo alle 16.48 all’incrocio tra Olof Palme Street e Drottninggatan, il secondo alle 17.00 all’incrocio tra la stessa Drottninggatan e Bryggargatan. Le auto erano state caricate con sei bombole di gas liquefatto, di cui solo una esplose provocando solo feriti ma la# polizia valutò che se gli ordigni avessero funzionato pienamente l’effetto sarebbe stato simile alla strage compiuto dalla bomba posta al traguardo della maratona di Boston. Nei pressi di una delle due vetture venne trovato il corpo di un #kamikaze , successivamente identificato come Taimour Abdulwahab al-Abdaly, un cittadino svedese nato in Iraq.

 
  

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il Messaggero

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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​Canada, furgone investe pedoni a Toronto. I media: “5 morti”. Arrestato l’uomo alla guida

La notizia delle 5 vittime non ha conferme ufficiali. La polizia parla di 8-10 persone investite. Testimoni riferiscono di un gesto intenzionale, ma la natura dell’incidente non è stata al momento chiarita. Nella città si svolge il G7 dei ministri degli Esteri

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Un furgoncino bianco ha investito un gruppo di pedoni a Toronto, dove è in corso il G7 dei ministri degli Esteri. Secondo la polizia, sono rimasti feriti tra 8 e 10 pedoni, ma non si conoscono le loro condizioni. E i media locali parlano di 5 morti, al momento senza conferma ufficiale. L’uomo alla guida ha tentato la fuga ma è poi stato arrestato dalla polizia. Non è chiara al momento la natura dell’incidente. Secondo alcuni testimoni, citati dai media canadesi, l’uomo avrebbe estratto una pistola una volta raggiunto e circondato dalla polizia. Sarebbe però stato arrestato senza che sia stato sparato alcun colpo. La polizia ha chiuso le due strade al cui incrocio c’è stato l’incidente, Yonge Street e Finch Avenue.  Sembra che il furgone fosse stato preso a noleggio.

La dinamica dei fatti Secondo una prima ricostruzione, il furgone bianco ha improvvisamente superato la barriera che separa la strada dall’area pedonale e ha travolto le persone sul marciapiede. Il guidatore avrebbe guidato per centinaia di metri colpendo le persone una ad una, a riferito un testimone alla Cnn. La polizia ha invitato a restare lontani dalla zona, mentre le autorità cittadine hanno fermato la linea della metropolitana che passa nei pressi.  Farnesina al lavoro per verificare coinvolgimento connazionali In questi giorni a Toronto si svolgono i lavori del G7 dei ministri degli Esteri. L’Unità di crisi della Farnesina è a lavoro e verifiche sono in corso sui fatti e sull’eventuale coinvolgimento di connazionali.

Trudeau: i nostri cuori sono rivolti alle persone coinvolte Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha così commentato ai giornalisti: “Ovviamente stiamo seguendo la situazione a Toronto. I nostri cuori sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti, ovviamente sapremo più cose e avremo altro da dire nelle prossime ore”.

 
  

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Rai News

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Esplode un motore sul volo New York-Dallas: un morto e sette feriti

Ancora ignote le cause dell’incidente del Boeing 737 della Southwest Airlines

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Un morto e sette feriti, tra cui una donna che ha rischiato di essere risucchiata fuori dal finestrino ed è stata trattenuta dagli altri passeggeri: è il bilancio dell’incidente aereo che ha coinvolto un Boeing 737 della Southwest Airlines, costretto ad un drammatico atterraggio di emergenza all’aeroporto di Filadelfia dopo che uno dei due motori è esploso in aria danneggiando con i suoi frantumi un finestrino, le ali e la fusoliera.

Si tratta della prima vittima in un incidente riguardante una compagnia aerea Usa dal 2009.

L’aereo era partito dal Laguardia di New York ed era diretto a Dallas, con a bordo 143 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio.

Ad un certo punto si è sentito un botto: era l’esplosione del motore sinistro, che poi si è parzialmente staccato. Sono seguite scene di panico, come documentano anche i video postati su Fb da alcuni viaggiatori. “Tutti sono impazziti, e gridavano, urlavano”, ha riferito alla Cnn un passeggero, Marty Martinez.

La rottura dell’oblo ha causato la depressurizzazione della cabina e la donna seduta accanto al finestrino è stata quasi aspirata all’esterno ma i suoi vicini l’hanno tenuta per le mani e l’hanno riportata dentro. Intanto dall’alto scendevano le maschere per l’ossigeno e i piloti davano le istruzioni per l’atterraggio di emergenza, avvenuto in sicurezza, nonostante un piccolo incendio per la perdita di carburante, domato prontamente dai vigili del fuoco. Alla fine un piccolo miracolo visti i danni riportati dal velivolo.

“L’intera famiglia della Southwest è devastata e porge la sua più profonda e sentita solidarietà ai clienti, ai dipendenti, ai familiari e alle persone care colpiti da questo tragico evento”, ha scritto in un comunicato la compagnia aerea, le cui azioni hanno subito perdite in Borsa di oltre il 3%, poi contenute a -1,1% in chiusura.

I motori del Boeing 737 sono costruiti dalla Cfm international, una società franco-americana controllata da Safran e General Electric. Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate.

 
  

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Macron difende i raid: ‘Abbiamo salvato l’onore dell’Occidente’

Il presidente francese davanti all’Europarlamento ha celebrato l’attacco accusando la Russia di smantellare l’ordine internazionale sulle armi chimiche. Poi sull’Europa: rischiamo una guerra civile

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Per Macron non è guerra. Anzi i raid in Siria di Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno salvato “l‘onore della comunità internazionale“. Il presidente francese, Emmanuel Macron, davanti all’Europarlamento, ha celebrato l’attacco accusando la Russia di smantellare l’ordine internazionale sulle armi chimiche. “Sulla Siria, questo intervento della Francia, del Regno Unito e degli USA non ha niente a che vedere con l’Iraq o la Libia. Non abbiamo dichiarato guerra a nessuno“, ha spiegato #Macron : “Se si crede nel multilateralismo e nella forza del diritto a un certo punto si deve poter decidere che non si cede a quelli che vogliono distruggere il multilateralismo“.

Il presidente francese ha sottolineato che “l’unica guerra che conduciamo oggi” in #Siria è quella contro l’organizzazione dello Stato islamico, “ma c’è una guerra parallela, quella che conduce Bashar al Assad da sette anni. Non abbiamo dichiarato guerra a Assad, ma abbiamo condotto un lavoro costante diplomatico e umanitario per difendere i nostri valori“. Macron ha spiegato che l’operazione mirava a distruggere “tre siti di produzione e trasformazioni di armi chimiche” e che non ha prodotto nessuna vittima. Il presidente francese ha ricordato che una risoluzione del 2017 prevedeva “un ricorso alla forza” in caso di utilizzato di armi chimiche.

A quelli che si indignano di fronte alle immagine che abbiamo visto di donne e bambini, chiedo: dovevamo restare seduti? I diritti sono per noi, i principi sono per noi, ma la realta’ e’ per gli altri? No!“, ha detto Macron. Secondo il presidente francese, “questi bombardamenti non risolvono nulla, ma mettono fine a un sistema a cui ci eravamo abituati, secondo il quale il campo del diritto diventa il campo dei deboli”. Macron davanti ai rappresentanti della Ue ha poi detto che tra spinte illiberali, chiusure tra Est e Ovest, l’accumularsi di egoismi nazionali, “sta venendo a galla una specie di guerra civile“. Va di conseguenza affermata una “sovranità europea”.

 
  

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Globalist

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