Stranger Things, quanto può essere citazionista?

Stranger Things, la serie tv Netflix costruita interamente attorno ad altri riferimenti cinematografici e televisivi espone un confine, e lo annulla

tranger Things, la nuova serie tv originale Netflix  firmata dai gemelli Duffer, ha spazzato via quasi chiunque abbia scelto di dedicarle tempo e attenzione. Il resto, si sa, è venuto da sé: fate un giro sulla vostra bacheca Facebook e, probabilmente, non ci vorrà molto prima che v’imbattiate in un’immagine di copertina, un commento o una gif che esaltano lo show generando a loro volta l’interesse di qualcun altro, e qualcun altro ancora. Un incantesimo che, di questi tempi, richiede poco più di uno straccio di qualità per funzionare piuttosto bene.

E la qualità, in Stranger Things, non manca: il piacere dellostorytelling classico conduce lo spettatore per mano fino al cuore delle caratteristiche tutt’altro che classiche di una serie che si nutre esclusivamente degli scampoli sartoriali di altre grandi narrative fino ad assomigliare a una vera e propria ubernarrativa. Una serie che emoziona quanto più si è familiari con quegli scampoli ritagliati soprattutto dal composito arazzo del cinema anni Ottanta e mira al petto dei trentenni del 2016, dei millenial, dei cuccioli nel cestino della bicicletta di Spielberg poi divenuti alti sacerdoti di show come Fringe.

stranger things

Perché, alla fine, si può raccontare la vicenda di quattro bambini più una che, improvvisamente, si trovano a confrontarsi con l’incarnazione delle loro visioni, passioni e incubi e si può farlo appoggiandosi soltanto al patrimonio di quanto si è amato quando bambini, o ragazzi, si era. È questo il punto. E Stranger Thingsspinge il gusto per il riferimento – che serpeggia in ogni anfratto di una Hollywood che oggi preferisce guardare indietro che avanti fino ai suoi possibili limiti stabilendoli e, allo stesso tempo, provando che l’originalità non è più, se mai lo è stata, parametro efficace di valutazione della salute di un’opera di finzione.

Se è vero che un pochino si resta sconvolti di fronte alla totaleassenza di idee originali in Stranger Things, si è anche tentati di tirare un sospiro di sollievo. Di ricalchi (basti guardare l’operazione Star Wars – Una nuova speranza e Star Wars – Il risveglio della Forza), remake e reboot ne vediamo e ne vedremo ancora parecchi ma il gioco della serie Netflix è più cerebrale, più sottile, rappresenta il trionfo della fandom sulla materia.Soprattutto, rappresenta la ratifica della citazione a strumento di apertura e non di chiusura. 

La creatura dei fratelli Duffer è pretenziosa e di nicchia, se si guarda il prisma da un certo lato: si può goderne al netto del proprio amore, o almeno riconoscimento, di una lunga lista di pellicole e altre serie, nei fatti è però imperniata sul meccanismo di affinità, sulla generazione di comunità e sul piacere della caccia al tesoro corale. Vulture ha stilato una classifica più o meno esaustiva degli omaggi  contenuti in Stranger Things, ma al netto degli oggetti specifici lo show mostra, con grande chiarezza, che dietro un testo dedicato a, pensato per, costruito apposta per può emergerne uno praticamente sfondato, costruito fin nelle fondamenta da centinaia di altri piccoli e grandi testi, e quanto mai arioso, senza confini, senza linee di demarcazione netta.

I limiti della citazione, infatti, non esistono. La citazione è l’anti-limite per eccellenza. Se usata a dovere, si trasforma in un potente dispositivo di comunione tra prodotti e istanze, annullando le supposte frontiere di una creatività individuale quanto mai disponibile alla costruzione di un’interpretazione collettiva. Certo,Stranger Things non è la prima serie tv o il primo film o il primo videogioco a compiere il miracolo; ma la trasparenza – anzi la sfacciataggine – con cui si mette in gioco finisce per abbattere recisamente un vecchio steccato.

     
 
 

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Crediti :

Wired _

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Cinema e TV

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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