Contattaci

Libri

Tenebre e Ghiaccio, di Leigh Bardugo

Pubblicato

il

Tenebre e Ghiaccio, il primo di una trilogia, fa parte della collana fantasy Freeway, rivolta soprattutto ai ragazzi. Questo titolo è adatto alla fascia anagrafica dei 14. Ma quali prerogative ha la narrativa fantasy per ragazzi, rispetto a quella per adulti? E’ più “leggera”? Più favolistica? Non essendo un addetto ai lavori preferisco cercare una risposta attraverso questo romanzo in particolare, senza intenti di generalizzazione sul genere.
 

tenebreI protagonisti: Sono effettivamente dei ragazzi, Alina e Mal, fratelli di adozione, entrambi orfani, cresciuti nell’orfanatrofio di un aristocratico filantropo. Alina è una bambina magra, scontrosa, brusca nei modi, sarcastica; Mal è bello, solido, calmo e sicuro di sé. Li ritroviamo ragazzi arruolati nel “Primo Esercito”, lei come topografa, lui cercatore di piste. Alina è “lo stecco”, sempre magra, poco seduttiva, Mal è diventato un rubacuori, tutte le ragazze lo sbirciano, lo notano, cercano di sedurlo. Noi lettori sappiamo che Alina è non troppo segretamente innamorata – e gelosa – di Mal.

L’ambientazione: Terra immaginaria, Regno di Ravka, un tempo nazione potente e temuta, ora imprigionata dalla Distesa di Tenebra, un deserto di “sabbia morta” totalmente senza luce, avvolto in un buio impenetrabile e popolato di mostri alati che divorano qualunque essere vivente vi si avventuri. Sappiamo che la zona morta è stata creata in tempi antichi da un mago chiamato l’Eretico Nero, e i mostri erano essere umani trasformati. Il Regno di Ravka ha un re ubriacone, buono a nulla, e una sorta di Primo Ministro plenipotenziario chiamato l’Oscuro, misterioso, ambiguo, bello e affascinante come tutti i Grisha, la casta dei maghi che di fatto compone la corte. Ogni Grisha ha una specializzazione, chi è in grado di produrre fuoco, chi vento, chi è medico, chi costruttore di congegni. Ma ognuno lavora con tecniche magiche, senza utensili: il medico salda e ripara le ferite semplicemente col tocco delle mani, l’evocatore di fuoco alza le braccia verso il cielo, così quello del vento ecc. L’ambiente e l’epoca, benché immersi nella dimensione tipicamente fantastica del genere, sono ispirati alla Russia zarista di fine Ottocento/inizio Novecento, con lo zar, i nobili, e persino un personaggio abbastanza inquietante che evoca Rasputin.

La storia: Alina e Mal, ora giovani soldati, si trovano a bordo di un “solcadune” che deve attraversare la Distesa, per alcuni rilievi e studi del territorio. La nave scivola direttamente sulla sabbia, spinta dai venti evocati dai Grisha Chiamaturbini, azionata da una vela gigantesca. Quando è già immersa nella tenebra viene attaccata dai mostri volcra, con esiti disastrosi, nonostante la durissima battaglia che si scatena e la potenza guerriera dei Grisha. Tutto sembra perduto, Mal sta per essere sbranato, e Alina cerca di salvarlo, a prezzo della sua stessa vita. Ma d’un tratto accade qualcosa, un evento di cui non si rende conto: Alina sprigiona una luce potentissima che mette immediatamente in fuga i volcra, creature che possono vivere solo nel buio. Tutti i Grisha sono sbalorditi, e in primis l’Oscuro, perché sono convinti di avere finalmente scoperto una “evocatrice del sole”, una Grisha di enorme potenza, che L’Oscuro sta cercando da tempo perché sarebbe in grado di distruggere la tenebra evocando la luce magica, incontenibile, del sole. Così Alina viene immediatamente arruolata nelle schiere dei Grisha, e si trasferisce a corte, mentre Mal, per il momento, sparisce dalla circolazione.

E qui inizia una parte centrale di formazione, con Alina che cerca di scoprire il suo potere, di controllarlo, ma soprattutto di accettarlo. L’Oscuro, che la segue, anche se a distanza, è il faro, il punto di riferimento, con la sua aura di autorità suprema, col suo potere assoluto. Lentamente Alina fa progressi, scopre l’ambiente della corte, con aspetti persino grotteschi, dove regnano il lusso, il privilegio, l’invidia, la posa. In certi punti sembra di assistere a qualche scena de Il fascino discreto della borghesia di Luis Buñuel. Il lettore si rilassa, ma al contempo si chiede: va tutto così bene ora? Alina progredisce, sta diventando potente, non c’è dubbio che prima o poi ce la farà ad “aprire” la Distesa di Tenebra. Inoltre è la favorita dell’Oscuro, del quale si sta pure innamorando. Dunque è questa una prerogativa della narrativa per ragazzi? Le cose si sistemano, emerge l’amore come forza motrice, ma a lungo andare la narrazione finisce per appiattirsi, l’avventura si stempera, e il racconto corre veloce verso il lieto fine?

[amazonjs asin=”B00G2R4TLQ” locale=”IT” title=”Tenebre e ghiaccio”]

Invece non è così. Non vanno sottovalutate la classe e la fantasia dell’autrice americana di origine israeliana Leigh Bardugo, che con una svolta improvvisa, un colpo di scena, ribalta tutto. Nulla è come sembra. Dietro la formazione di Alina c’è un progetto terribile, che la ragazza scopre per caso, e al quale cerca di sottrarsi con una fuga precipitosa e disperata, nel corso della quale ritroverà Mal. E a quel punto aspettiamo il secondo capitolo della trilogia Grisha, perché sarà pieno di promesse, di incognite, e soprattutto di nuove battaglie e avventure.

Tenebre e Ghiaccio non è prigioniero del genere, di nessun genere in realtà. E’ un romanzo di avventura, con una scrittura veloce, semplice, che se è una prerogativa della narrativa per ragazzi, finisce per diventare preziosa per gli adulti. Non esagera con l’horror e la violenza, anche se in realtà non manca nulla, i mostri sono veramente horror, e alcune scene addirittura splatter, senza reticenze. La violenza non è negata, né esaltata, semplicemente non vi è compiacimento. Così l’amore, idealizzato quanto basta, emerge come energia sentimentale dei ragazzi, che ha qualcosa di timido, e al contempo di selvaggio, di eterno e di sincero.

Insomma, a conti fatti, è un libro che si legge anche da adulti, senza accorgersi che è indirizzato ai quattordicenni. Oppure scova il quattordicenne che è in noi, chissà. In ogni caso, se siamo di fronte a un esempio riuscito di narrativa per ragazzi, questo romanzo rappresenta un’ottima lezione – di stile, di storia, e di ritmo – per gli scrittori (e i lettori) cosiddetti adulti.

Carmilla

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Leave a Reply

Per commentare puoi anche connetterti tramite:



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comunicati BdS

Il nuovo libro di Roberto Burioni mette ko l’omeopatia

Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

Pubblicato

il

Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

marco dimitri

In realtà l’omeopatia si mette K.O. da sola, nessuna proprietà magica, nessun elemento attivo, semplicemente acqua. Acqua che esce dai vostri rubinetti ma molto più costosa. Certo l’omeopatia non fa male ma, come quasi sempre accade, chi la usa abbandona le cure vere, si vere, quelle che hanno superato il metodo scientifico. Non raramente l’abbandono delle cure ufficiali (ricordiamoci che la scienza è UNA e che non esistono scienze non ufficiali) si conclude con la morte del malato.

Per quanto sia stata ampiamente dimostrata l’inefficacia assoluta dell’omeopatia, la gente continua ad usarla perchè è stata ammaestrata a considerare le medicine ufficiali come “porcherie chimiche”, e l’assalto ai rimedi naturali continua. Peccato che la natura ci stia lentamente uccidendo, non vuole guarirci, ha un meccanismo caotico evolutivo. Ovviamente la chimica è presente in ogni cosa che mangiamo e, non solo nelle medicine.

Si… Vale la pena dimostrare, spiegare, nel modo più semplice, anche aggressivo. Guidiamo la nostra bella macchina senza freni e ci lamentiamo se ci danno degli idioti.

Il libro di Roberto Burioni, davvero mostra l’illusione demolendo ciò che è rimasto della truffa del nulla che in tutto il mondo ha fruttato centinaia di milioni di Euro, oserei dire “denaro liquido” visto che  si parla di acqua fresca spacciata per medicina.

Cartonato: 208 pagine

Editore: Rizzoli (8 ottobre 2019)

Un’ultima cosa, chi pensa che l’editoria arricchisca economicamente, ha visto un film di fantascienza…



Licenza Creative Commons




Continua a leggere

Libri

Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani

Roberto Burioni. Collana: Saggi italiani. Editore: Rizzoli

Pubblicato

il

In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

«Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.»

Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra.

E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

Riduci



Licenza Creative Commons




 

 

Continua a leggere

Libri

La congiura dei somari

Perché la scienza non può essere democratica

Pubblicato

il

«Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri.» La battaglia di uno scienziato contro le false credenze che rischiano di cancellare le grandiose conquiste della medicina

«Non sopporto che mia figlia cresca in un mondo in cui la menzogna ha lo stesso peso della verità.»

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.



Licenza Creative Commons




 

Continua a leggere

Chi Siamo

Vuoi ricevere le notizie?

Dicono di noi

Archivio

LunMarMerGioVenSabDom
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031 

 

 

 

 

 

I più letti