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Terremoto, trema il Centro Italia: quattro forti scosse, nuovi crolli ad Amatrice

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Una prima scossa alle 10,25, una seconda intorno alle 11.14, una terza alle 11,26 e una quarta alle 14:34 hanno fatto tremare Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo. Torna l’incubo del sisma. Secondo le prime stime di Ingv la scossa più forte, la seconda, ha avuto magnitudo 5.4. La prima 5.1 e la terza 5.3. Il sisma è stato avvertito distintamente anche a Roma, dove le linee A, B e B1 della metro sono state evacuate e chiuse per diverse ore. I piani alti dei palazzi hanno tremato per svariati secondi, su alcuni sono comparse delle crepe, la gente è scesa in strada spaventata.

Secondo l’Ingv non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell’arco di tre ore: «è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si manifestato».

L’epicentro delle prime due scosse è Montereale, fra L’Aquila e Rieti

Gli abitanti parlano di un «sisma violentissimo». Si segnalano crolli ma i soccorsi sono resi difficili dalla neve alte oltre un metro. Gli altri comuni vicini (entro 10 chilometri) sono Capitignano, Campotosto, Amatrice e Cagnano Amiterno. Rispetto ai capoluoghi e a Roma, la scossa è avvenuta 28 chilometri a sud-ovest di Ascoli Piceno, 36 chilometri a nord dell’Aquila e 111 chilometri a nord-est della Capitale. Il terzo terremoto è stato registrato dalla rete sismica più a sud di circa 10 chilometri rispetto alle due scosse precedenti. Il Comune più vicino è Capitignano, in provincia de L’Aquila.

Il terremoto delle 11.24, il terzo dei tre avvenuti oggi, è stato localizzato nella stessa area interessata dalla sequenza sismica del terremoto de L’Aquila nel 2009

«È comunque legato alla sequenza del Reatino del 24 agosto 2016», ha detto la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La zona colpita da questo terremoto, compresa fra Montereale e Camposto, è rimasta ‘silenziosa’ per cinque mesi, ossia dall’inizio della sequenza del 24 agosto, ma «negli ultimi giorni è stata registrata un’attività sismica, compreso un terremoto di magnitudo 4,4. È una zona sotto osservazione dall’agosto 2016 – ha aggiunto la sismologa – e coperta sia dai sismografi della rete fissa, sia dalle apparecchiature mobili installate da agosto in poi».

La quarta scossa, avvenuta alle 14.33, secondo le prime informazioni, ha avuto una magnitudo di 5.1 e l’epicentro sarebbe nell’area di Campotosto, nell’aquilano

Ad Arquata del Tronto risultano non rintracciabili 15 allevatori. I mezzi dei vigili del fuoco stanno incontrando diverse difficoltà a raggiungere le zone colpite dalle scosse a causa della neve presente sulle strade. «In questo momento è impossibile avere un quadro certo delle conseguenze delle ultime scosse di terremoto nelle Marche: alcuni centri sono coperti da due metri di neve, le linee telefoniche sono in tilt e non riusciamo ad avere notizie dirette», dice il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Al momento pare che il sisma non abbia provocato vittime ma solo crolli nelle zone rosse dei paesi già colpiti dai terremoti di agosto e ottobre 2016

Ad Amatrice è venuto giù il campanile di Sant’Agostino. «A parte qualche crollo nella zona rossa, che immagino ci sia stato, non mi segnalano particolari criticità. Stiamo tentando di raggiungere Accumoli ma c’è molta neve», dice Stefano Petrucci, il sindaco di Accumoli, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 24 agosto. «Stiamo messi proprio male… sono in macchina, non ho sentito la scossa, ma mi hanno detto che è stata molto forte. Su ad Accumoli i telefoni non prendono e non riesco a contattare le persone che sono lì, i dipendenti degli uffici comunali, dell’Anci, i volontari e il vicesindaco». «La Salaria è chiusa, c’è un metro di neve e su ad Accumoli sarà anche di più. Oggi – ha detto Petrucci – avevamo il consiglio comunale. Al momento non ho notizie di crolli, perché non riesco a contattare nessuno, ma nel caso saranno caduti edifici disabitati e già danneggiati».

Ad Amatrice è crollato ciò che restava del campanile della chiesa di Sant’Agostino

L’edificio religioso era già stato gravemente danneggiato dal sisma che distrusse del paese del reatino. Ora la torre campanaria di Sant’Agostino, dopo le due scosse di stamane, è definitivamente crollata. ​La protezione civile delle Marche ha diramato un allarme valanghe sul territorio regionale. La misura è stata deciso – si apprende da fonti della Regione – a causa della neve e delle nuove scosse di terremoto.​

«Quando stavamo per dimenticarcene, perché da una decina di giorni non sentivamo più niente ed eravamo concentrati sull’emergenza neve, ecco un’altra mazzata La situazione è disastrosa», commenta il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci. «Ad Arquata non c’è più nessuno; ogni scossa cade qualcosa, poi con la neve e la pioggia ormai il paese è ridotto a un cumulo di macerie. Sicuramente ci saranno stati altri crolli. Se non il 100 per cento, di sicuro il 98 per cento delle case è ormai inagibile».

Anche a Norcia nessuna segnalazione di danni a cose o persone, ha detto l’assessore Giuseppina Perla. «Immediatamente dopo la scossa i nostri tecnici assieme a quelli della Protezione civile e ai vigili del fuoco – dice l’assessore – hanno fatto una ricognizione rapida all’interno del centro storico della città e non si registrano al momento criticità e nessuna segnalazione ci è pervenuta in tal senso». Lo sciame sismico è comunque avvertito a Norcia e in Valnerina.

A Rieti e provincia, così come a Foligno (Perugia) le scuole sono state evacuate per il susseguirsi delle scosse. A Foligno sono state avvertite in modo particolarmente forte. Gli studenti di ogni ordine e grado sono usciti poco dopo le 11 e stanno tornando nelle loro abitazioni.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è messo in contatto con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e segue direttamente la situazione. ll presidente ha sentito anche Vasco Errani e Roberta Pinotti.

Tra le venti e le trenta unità aggiuntive delle forze dell’ordine sono in arrivo nel capoluogo Aquilano per aiutare nei soccorsi e nei servizi antisciacallaggio che «sono stati prontamente attivati». Così all’ANSA il questore dell’Aquila Alfonso Terribile. «In tanti comuni – spiega Terribile – sono stati segnalati danni alle strutture, si registra poi qualche ferito lieve e non ci sono notizie di vittime. Ci stiamo concentrando per dare i soccorsi nelle frazioni più isolate, in particolare Montereale. Campostosto e Capitignano. A Montereale è stata evacuata una struttura di accoglienza per anziani. Ad Ortolano è stata segnalata una slavina e la Guardia di finanza è sul posto per verificare le conseguenze». La priorità, prosegue il questore, «è fornire alle persone che hanno dovuto abbandonare le loro case un posto caldo dove soggiornare, ma la neve complica tutto. Polizia, carabinieri, finanzieri e vigili del fuoco, insieme alle forze armate, sono mobilitati dal 24 agosto, non abbiamo mai smesso di organizzare i servizi. Non lasceremo soli i cittadini in difficoltà: le scosse di oggi incidono psicologicamente sugli aquilani, ma la macchina degli aiuti è in piena funzione».

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Rosario Marcianò condannato per diffamazione via web

Rosario Marcianò, “esperto” di scie chimiche, stragi, morti sospette e omonimie, è stato condannato a otto mesi di carcere per diffamazione via web della giornalista Silvia Bencivelli. Il pubblico ministero valuta anche un’accusa di minacce.

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Marcianò, come ha raccontato la stessa Bencivelli in un articolo per Repubblica, è stato riconosciuto colpevole di diffamazione perché ha offeso, insultato e minacciato la giornalista a causa di un articolo da lei pubblicato su La Stampa nel 2013. Nel pezzo la Bencivelli raccontava della bufala delle scie chimiche e subito dopo la sua pubblicazione era partita nei suoi confronti una shitstorm:

Da un momento all’altro, avevo cominciato a ricevere alcuni strani e rivoltanti messaggi, violenti, spaventosi, in cui mi si augurava di tutto e mi si minacciava di tutto. Compariva anche gente che pretendeva di difendermi, non sapevo bene da che cosa, e mi segnalava che su Facebook c’era un certo signore che a volto aperto, col proprio nome e cognome, istigava decine di persone a scrivermi privatamente, ed erano le stesse di cui stavo ricevendo i messaggi del primo tipo.

Io questo signore non sapevo chi fosse, e nell’articolo niente che lo riguardasse veniva menzionato. Ma lui era la cabina di regia della bufala in Italia, ed evidentemente avevo toccato i suoi interessi. Ragion per cui, proclamava, mi stava “bastonando”.

Il tutto insieme ad altre minacce non esattamente edificanti:

Immaginatevi come mi sono sentita: in quel video, praticamente una telefonata accompagnata da una serie di immagini, ci sono foto della mia faccia prese da Google (compresa una, dettaglio inquietante, in cui gioco con un gattino), alternate a foto della sua, a foto di cieli solcati di strisce bianche, alternate alla faccia del suo interlocutore, che a un certo punto gli chiede che cosa farebbe a una “disinformatrice” come me.

La risposta arriva dopo un certo numero di volte in cui il signore spiega che sono una donna, e una donna non dovrebbe permettersi di fare certe cose, e che peraltro sono “una bella donna”, fattore presumibilmente aggravante. E quindi che, insomma, “la Bencivelli… se qualcuno se la va a prendere fa solo bene”.

Il processo era arrivato a una richiesta di archiviazione a causa della mancata identificazione dei soggetti, possibile attraverso Facebook soltanto con una rogatoria internazionale. Poi, come ha raccontato l’avvocata Cinzia Ammiratigrazie a un video che lo stesso Marcianò aveva postato su Youtube in cui minacciava la Bencivelli, l’identificazione si è resa possibile. E si è arrivati alla condanna, a cinque anni dai fatti.

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Medico di base deruba anziano paziente (video)

Insospettiti, installano una telecamera nascosta per scovare il ladro: era il medico di base

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Maria Calì, medico di base di Torino, è stata bloccata per aver rubato 115 euro dal portafogli di un paziente di 85 anni, dove era andata per una visita domiciliare. Le indagini hanno permesso di stabilire che il medico, nel mese di febbraio, aveva derubato l’anziano per quattro volte. L’intervento dei #carabinieri era stato richiesto dalla figlia della vittima che sospettava del medico quale autore dei furti. Gli ultimi due colpi sono stati documentati grazie a una telecamera installata in casa. La dottoressa, posta agli arresti domiciliari e poi rimessa in libertà, è ora in attesa del processo.

 
  

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Brescia: 25enne pachistana uccisa dal padre e dal fratello perchè voleva sposare un italiano

Sgozzata nella città natale dove era tornata: Brescia torna a vivere la tragedia di Hina

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Sana Cheema

Uccisa perchè voleva voleva sposare un italiano. Uccisa dal padre e dal fratello. Sgozzata. Sana Cheema, 25 anni, pachistana, viveva da sempre a Brescia, dove si era bene inserita: dopo gli studi, i primi contatti con il mondo del lavoro a Milano. E poi l’amore: un ragazzo di cui non si sa molto, che Sana aveva scelto e con il quale contava di sposarsi, nonostante il fermo divieto dei familiari. Che dopo aver vissuto con lei per anni a Brescia, ottenendo la cittadinanza italiana, avevano deciso di emigrare in Germania.

Un paio di mesi fa Sana, come riporta il Giornale di Brescia, è tornata in Pakistan, nel distretto di Gujrat dove è nata: lo faceva di tanto in tanto, lo ha rifatto per andare a ricongiungersi con i familiari per un breve periodo. Non è più tornata. Padre e fratello l’hanno punita, definitivamente, barbaramente. Sono stati arrestati dalla polizia di Gujarat.

Brescia, sotto shock, torna a vivere la tragica vicenda di Hina Saleem, la giovane uccisa nell’agosto del 2006 a Ponte Zanano dai familiari e sepolta nel giardino davanti a casa. Anche lei, come Sana, voleva vivere all’occidentale. Anche lei, come Sana, ha pagato con la vita l’onta alle tradizioni della famiglia.

 
  

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