Terremoto, deformato di1.000 Km quadrati il territorio

ROMA – I terremoti del 26 e del 30 ottobre hanno deformato una zona di oltre 600 chilometri quadrati. E’ quanto emerge dalla prima analisi dei dati del satellite radar Sentinel 1, del programma europeo Copernicus, elaborate dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr). Ieri una prima valutazione delle osservazioni di Sentinel 1 aveva permesso ai tecnici del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di stabilire che in alcune zone il terreno si è abbassato fino a 70 centimetri e che l’area interessata dallo sprofondamento è di circa 130 chilometri quadrati.

terremotoIntanto continua l’attività coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), con il un team di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente, CNR-IREA di Napoli), dello stesso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dei dati radar satellitari e della sismologia con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Le elaborazioni effettuate dal CNR-IREA utilizzando la tecnica dell’interferometria radar differenziale hanno rilevato, in tutta la sua estensione (circa 1100 chilometri quadrati), il campo di deformazione originato dal terremoto. Anche se quello percepibile dai satelliti è di 600 come dicevamo all’inizio.

terremoto

In particolare, combinando le mappe di deformazione ottenute dalle immagini Sentinel 1 ascendenti e discendenti è stato possibile stimare gli spostamenti sia verticali, sia nella direzione est-ovest. Due i grossi lobi di deformazione orizzontale, uno con uno spostamento verso est nell’area di Montegallo (con un massimo di circa 40 centimetri), l’altro con spostamenti verso ovest nell’area di Norcia (con un massimo spostamento di circa 30 centimetri).

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Si evidenziano anche significative deformazioni verticali già emerse dalle prime analisi dei dati Sentinel 1, e da una deformazione verticale in sollevamento di circa 12 centimetri sempre nell’area di Norcia. Fra l’altro, gli effetti relativi all’area di Norcia erano già in parte emersi dall’analisi effettuata utilizzando congiuntamente i primi dati Sentinel-1 e quelli della costellazione italiana Cosm-SkyMed (operante in banda X) e sviluppata dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa.

Infine che, a causa delle notevoli entità delle deformazioni avvenute, è possibile che gli spostamenti rilevati siano sottostimati anche di un 30% ma tali effetti saranno corretti grazie alle nuove acquisizioni già previste nei prossimi giorni, in particolare quelle del sensore radar (operante in banda L) a bordo del satellite giapponese Alos.

     
 
 

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Crediti :

la Repubblica

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Fisica

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Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
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