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Terremoto di magnitudo 8,2 in Cile Sei morti, tsunami sul Pacifico

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Torna l’incubo delle scosse di febbraio 2010. Onde di due metri sulla costa. L’allarme per le onde anomale su tutta la costa latinoamericana e alle Hawaii

RYTPEXKX-1784-k6DC-U1030377337586XbC-568x320@LaStampa.itE’ stato di magnitudo 8,2 il violento terremoto che si è abbattuto la notte scorsa sulla costa settentrionale del Cile, provocando uno tsunami di oltre 2 metri. Sei i morti finora accertati. Le autorità cilene avevano ordinato l’evacuazione preventiva delle zone costiere vicine all’epicentro. L’allerta-tsunami, poi rientrato, era stato esteso anche al Perù. Il sindaco di Lima, Susana Villaran, aveva ordinato lo sgombero della zona della capitale che si affaccia sul mare.

Circa 900 mila persone si sono riversate nelle strade, mentre il governo ha ordinato di evacuare tutta la zona costiera. Circa 10 ore dopo la scossa, le autorità hanno comunque revocato l’allarme tsunami che era stato lanciato  dopo l’avvistamento di onde alte due metri. Nonostante il ministero dell’Interno abbia ordinato di rimanere in allerta, molte persone stanno ritornando alle loro case, dopo aver passato la notte all’aperto. Finora ci sono state 17 scosse di assestamento e, secondo il servizio sismologico dell’universita’ del Cile, «ce ne saranno altre anche nei prossimi giorni».

È stato il Servizio Idrografico e Oceanografico della Marina Militare cilena a rendere noto che 45 minuti dopo la scossa, intorno alle 2 di notte in Italia, onde anomale si sono abbattute sulla località di Pisagua, a circa 1.800 chilometri da Santiago. Nella città di Arica sono andate distrutte alcune case costruite in mattoni cotti al sole. La presidente Michelle Bachelet vi si recherà in giornata.

Molti gli edifici danneggiati. La gente ha cercato riparo in zone aperte. «Un sisma di queste proporzioni ha il potenziale per provocare uno tsunami distruttivo, che può colpire le aree costiere vicine all’epicentro nel giro di minuti o zone più distanti dopo ore», ha comunicato il Pacific Tsunami Warning Center, che in un primo momento aveva emesso un allarme-tsunami per tutta la costa latino-americana del Pacifico. La scossa principale è stata seguita da almeno altre venti forti scosse di assestamento, una delle quali di magnitudo 6,2.

Nel 2010 un sisma di 8,8 gradi sulla scala paerta Richter scatenò uno tsunami che causò più di cinquecento morti e gravissimi danni in diverse città costiere del Cile centrale. Nelle ultime due settimane nel nord del Paese si erano registrate centinaia di scosse. La prima, il 16 marzo scorso, aveva costretto oltre diecimila persone ad abbandonare temporaneamente le loro case.

 

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«Il Cile ha affrontato bene questa prima fase dell’emergenza» ha sottolineato la presidente Michelle Bachelet, che ha dichiarato «zona di catastrofe» alcune delle aree più colpite. «L’allerta tsunami è stata data con prontezza», ha aggiunto durante una breve dichiarazione nel palazzo presidenziale della Moneda, precisando di aver dichiarato «zona di catastrofe» tre delle aree più colpite dal sisma: Arica, Parinacota e Tarapaca.

«Domani mi recherò nella zona», ha aggiunto la presidente, confermando che cinque persone sono morte in seguito alla scossa di magnitudo 8.2. Bachelet ha proclamato lo stato di eccezione costituzionale che prevede l’assoggettamento delle forze dell’ordine e di sicurezza ai comandi militari. A differenza che in occasione del precedente sisma di proporzioni analoghe, che nel 2010 provocò circa cinquecento morti, è stato deciso di ricorrere immediatamente alle Forze Armate per ripristinare l’ordine pubblico nelle aree disastrate ed evitare in particolare i saccheggi.

Iquique, la città più direttamente colpita, è già pattugliata costantemente da trecento uomini dell’Esercito, che operano in coordinamento con i “carabineros” per prevenire disordini. Attesi a breve un centinaio di agenti delle forze speciali della polizia. Nel frattempo è stato annunciato che l’allerta-tsunami sarà mantenuto in vigore per almeno altre sei ore. Bachelet stessa visiterà in giornata le regioni settentrionali di Arica, Parinacota e Tarapaca per un primo sopralluogo e una valutazione dei danni.

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Fonte

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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SpaceX, ecco il piano di Elon Musk per colonizzare Luna e Marte

Durante la sua ultima conferenza stampa, Elon Musk ha mostrato il prototipo della nuova Starship, l’astronave che consentirà a SpaceX di portare l’essere umano su altri mondi, per restarci

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Sogno o obiettivo a portata di mano? Per Elon Musk, il miliardario fondatore e Ceo di SpaceX, non c’è differenza. E all’ultima conferenza stampa – show l’eccentrico miliardario ha svelato al pubblico il suo piano per stabilire colonie umane su Luna e Marte. Nuove astronavi, nuovi impressionanti razzi, nuovi lanci. E poco importa se arrivare su Marte sia diverso dal sopravvivere su Marte: nella mente di Musk l’essere umano deve diventare una specie multiplanetaria.

Starship e Super Heavy

Per ora è solo un prototipo in bella mostra sul palcoscenico del Musk mattatore, ma quando verrà realizzata (e dovrebbe esserlo presto) la Starship sarà alta 50 metri con un diametro di 9. Costruita in acciaio (e non in fibra di carbonio come prevedevano i primi progetti), flessibile e resistente sia nelle gelide profondità spaziali sia nei roventi ingressi in atmosfera, avrà alla fine 6 motori Raptor per portare fino a 150 tonnellate di materiali verso le basi umane extraterrestri.

Con una simile mole non potrà certo decollare da sola. Per questo gli ingegneri della SpaceX hanno progettato un nuovo razzo, un enorme booster dello stesso diametro della Starship ma alto 68 metri. Musk lo ha chiamato Super Heavy e in base al tipo di missione sarà dotato di un minimo di 24 fino a 31 motori Raptor.
(immagine: SpaceX)

Prerogativa di Starship e Super Heavy, comunque, rimarrà la possibilità di riutilizzarli, come già SpaceX ha dimostrato di poter fare con il Falcon9.

Nuovi lanci

Per poter zittire chi sostiene che il progetto, nei modi e nei tempi proposti, sia irrealizzabile, Musk in effetti dovrà dare qualche dimostrazione. Dopo il successo del lancio e del recupero controllato del prototipo in scala ridotta di Starship lo scorso agosto, Musk ha affermato di poter far compiere alla sua astronave un volo orbitale nei prossimi 6 mesi.

“Sembra una cosa da pazzi, ma penso che potremmo raggiungere l’orbita in meno di sei mesi. Se i miglioramenti nella progettazione e nella costruzione continueranno a essere esponenziali, penso che la mia stima di riuscirci in pochi mesi sia accurata”.

Pochi dettagli, molta scena

In realtà la presentazione di Musk non è stata molto dettagliata né sul piano tecnico né temporale, quasi a dare l’impressione che l’evento avesse lo scopo di celebrare i successi di SpaceX e prospettare svolte futuristiche più che di tracciare una rotta sicura.

Al piano di Musk, infatti, si oppongono diversi ostacoli.

Primo fra tutti, come gli ha ricordato con un tweet l’amministratore della Nasa Jim Bridenstein, gli insuccessi e il discreto ritardo nella realizzazione del progetto della Crew Dragon, la navicella di SpaceX che secondo gli accordi dovrebbe portare in sicurezza gli astronauti statunitensi nello Spazio (ad oggi l’unico mezzo è la Soyuz russa). Un progetto che rimane prioritario, ha ribattuto Musk, che ha aggiunto che Starship e Super Heavy (che comunque potrebbe andare a sostituire i razzi Falcon in futuro) occupano solo il 5% delle attività della SpaceX.


Ci sarebbero però altre questioni da affrontare prima di prospettare prossime colonie stabili su Luna e Marte. Perché un conto è raggiungere la meta (e già questo è una grandissima sfida), un altro è insediarsi e sopravvivere. C’è ancora tanto da lavorare per ottenere i mini ecosistemi stabili che saranno necessari per rendere le colonie autosufficienti, e al momento nemmeno la Stazione spaziale internazionale può fare a meno dei rifornimenti da Terra.

Poi c’è la questione della gestione dei batteri che gli astronauti si portano dietro dalla Terra nello Spazio, dove pare che i microbi prosperino persino troppo.





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Il transumanesimo sbarca a Montecitorio

La mentalità transumanista definito singolarità è sbarcata al senato. Ed è stata applaudita.
Marco Antonio Attisani, fondatore e CEO di Watly ricevuto al Senato. L’evento si era svolto presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari

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A Montecitorio e in Senato parlavano di transumanesimo, salti quantici e nuova umanità OGM. 

Secondo Albert Cortina

Il Transumanesimo è un’ideologia, o una corrente di pensiero che sostiene la causa della transizione dell’essere da umano a postumano. Questa ideologia non è un umanesimo, ma un’altra cosa. L’associazione mondiale transumanista (World Transhumanist Association), che è un movimento globale, definisce il transumanesimo come una forma di pensare il futuro. Una nuova forma in cui l’essere umano cessa di evolvere biologicamente e culturalmente e, a partire già da ora, l’evoluzione sarà biotecnologica, grazie all’utilizzo di tecniche applicate in diverse discipline scientifiche, che permettono il controllo sulla natura, sulla biologia e su altre realtà. Questo significa trasformare la specie umana, ibridandola con elementi tecnologici per farla diventare un prodotto artificiale. Sarà indipendente dalla natura e arriverà a disegnare se stessa come vorrà.

Sinteticamente, quello che la definizione di transumanesimo di tale associazione sottintende è che possiamo fare tutto, siamo dei. E qualcosa in più: “Avremo l’obbligo morale di cambiarci”, ovvero, non è solo per coloro che vogliono ma per tutti. Questa è una caratteristica propria delle ideologie: iniziano a introdursi sottilmente, sotto le sembianze di bene, come il miglioramento della salute e altre questioni che richiedono un’accettazione volontaria, per poi trasformarsi in totalitarie e obbligatorie per tutti.

Può sembrare fantascienza, ma è già in moto il progetto 2045, nel quale si sta investendo moltissimo denaro e che tocca l’aspetto dell’immortalità cibernetica e di come se il nostro essere materia intangibile, la nostra identità, potrebbe trasferirsi a un ologramma, un cyborg o a un robot, al fine di raggiungere l’immortalità….

Huxley, nel suo libro “Il mondo nuovo”, affermò cose molto serie nell’anno 1932. Disse: “La scienza e la tecnica al servizio degli interessi di potere condurranno il mondo a forme sociali di dominazione assoluta, a istituzioni oppressive, che coinvolgeranno inevitabilmente tutti e alle quali nessuno potrà sfuggire”. “Una dittatura perfetta avrà le sembianze della democrazia, ma sarà come una prigione senza muri, in cui tutti i prigionieri nemmeno si sogneranno di scappare, sarà essenzialmente un sistema di schiavitù nel quale, grazie al consumo e all’intrattenimento, gli schiavi ameranno la loro condizione servile”. Nessuno nel 1932 capiva queste parole, ma ora iniziamo a comprendere: realtà virtuale, videogiochi, cyborgs…

La tecnologia in sé non è un male, porta molti benefici, ma bisogna stabilire una serie di limiti che ancora non sono stati stabiliti…dal momento che questo è come un vaso di Pandora è necessario determinare eticamente se sia conveniente o meno continuare ad aprire porte e fino a che punto.





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Focolare della madre

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A lezione di satelliti con gli esperti dell’Agenzia spaziale europea

L’Esa cerca studenti appassionati di tecnologia per sviluppare le piccole sonde da lanciare in orbita del futuro. Non rimane che farsi avanti

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Gli studenti di tutta Europa sono richiamati all’attenzione dall’Esa (European Space Agency): c’è la possibilità di partecipare a un training completamente gratuito per imparare a sviluppare e testare piccoli satelliti, i cosiddetti CubeSats, direttamente con gli esperti di tecnologia e scienze spaziali dell’Agenzia.

L’iniziativa, ribattezzata Fly Your Satellite, è alla sua terza edizione e i satelliti prodotti dai team di studenti della prima sono in orbita ormai da tre anni. Vuoi diventare il prossimo protagonista? Dai un occhio alla call – e, naturalmente, in bocca al lupo!





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ESA, Wired

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