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Terremoto: sciame sismico sta interessando la provincia di Bologna, 21 scosse nella notte

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L‘appenino tosco emiliano è interessato nelle ultime ore da uno sciame sismico che ha visto già ben 21 scosse di terremoto alcune delle quali anche di media entità che hanno superato il quarto grado della scala Ritler.

’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha individuato l’epicentro nei pressi dei comuni bolognesi di Camugnano e Castiglione dei Pepoli e di quello di pratese di Vernio. Fortunatamente allo stato attuale le scosse non hanno determinato alcuna forma di danno nè alle persone nè alle cose, sebbene  molte persone si sono riversate nelle strade e diverse sono state le chiamate ai vigili del fuoco, probabilmente a causa della paura generatasi a seguito della scossa.

I comuni coinvolti e ove cioè  sono state avvertite le scosse, sono stati Porretta Terme, Grizzana Morandi, Granaglione, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Castel di Casio, Vergato, San Benedetto Val di Sambro e Camugnano.

A seguito dell’ultima scossa registratasi stamani alle ore alle 7.50 nel bolognese e di magnitudo pari a 4,1  è stata attivata presso la Prefettura di Bologna la sala di protezione civile per monitorare il fenomeno e coordinare eventuali interventi nel caso in cui si rendessero necessari, inoltre a livello cautelativo sono state chiuse le scuole in sei comuni e nella biblioteca di Castiglione è stato istituito il centro operativo da dove si coordinano operazioni di controllo con vigili del fuoco, Croce Rossa, polizia municipale, comune e ufficio tecnico.

L’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, e il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Mainetti, si stanno recando sull’Appennino tosco-emiliano per valutare la situazione insieme ai sindaci della zona.

Da questa notte la sequenza sismica sta interessando una parte dell’Emilia, più precisamente la provincia di Bologna, con diverse scosse avvertite dalla popolazione e molte delle quali di magnitudo superiore a 3. Alle ore 07.51 si è verificato l’evento più forte di magnitudo 4.1 a 9.7 km di profondità.

I DATI INGV:
Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.2 è avvenuto alle ore 08:03:47 italiane del giorno 23/Gen/2015 (07:03:47 23/Gen/2015 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Appennino_modenese.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.

Dati evento

Event-ID 4004875771
Magnitudo(Ml) 3.2
Data-Ora 23/01/2015 alle 08:03:47 (italiane)
23/01/2015 alle 07:03:47 (UTC)
Coordinate 44.1528°N, 11.124°E
Profondità 9.2 km
Distretto sismico Appennino_modenese

Comuni entro i 10Km

CAMUGNANO (BO)
CASTEL DI CASIO (BO)
CASTIGLIONE DEI PEPOLI (BO)
Comuni tra 10 e 20km

CASTEL D’AIANO (BO)
GAGGIO MONTANO (BO)
GRANAGLIONE (BO)
GRIZZANA MORANDI (BO)
MONZUNO (BO)
PORRETTA TERME (BO)
SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO (BO)
VERGATO (BO)
SAMBUCA PISTOIESE (PT)
BARBERINO DI MUGELLO (FI)
CANTAGALLO (PO)
VAIANO (PO)
VERNIO (PO)

 

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Un computer quantistico per generare contemporaneamente tutti i futuri possibili

Non si tratta di prevedere il futuro ma di produrre simultaneamente, attraverso un complesso algoritmo quantistico, tutti i potenziali esiti di una determinata operazione, per poter scegliere al meglio. Un gruppo di fisici è riuscito a realizzare un dispositivo che genera tutti questi futuri

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È possibile generare contemporaneamente tutti i futuri possibili? E osservarli tutti, per scegliere quello migliore? Nella realtà macroscopica, quella che conosciamo e che è dominata dalle leggi della fisica classica, sicuramente no. Ma gli scienziati, oggi, hanno provato a farlo nel mondo invisibile dell’infinitamente piccolo attraverso un computer quantistico. Un gruppo coordinato dall’università di Griffith ha sviluppato un prototipo di dispositivo quantistico che è in grado di generare contemporaneamente tutti gli scenari futuri possibili – in questo caso non si tratta di situazioni reali ma di stati quantistici.

Il risultato è pubblicato su Nature Communications.

In ogni istante moltissime possibilità

Ogni scelta che ci si presenta può portare a diversi esiti: ad esempio nel film Sliding doors si vedono scorrere due futuri molto diversi. Moltiplicate il tutto per il numero di scelte che si presentano in ogni istante e avrete un’idea di quanti possibili futuri esistono ogni giorno. “Quando pensiamo al futuro”, sottolinea Mile Gu della Nanyang Technological University a Singapore, che ha sviluppato l’algoritmo quantistico alla base del prototipo, “ci confrontiamo con una vasta gamma di possibilità. Queste possibilità crescono esponenzialmente in ogni istante, mano a mano che si va nel futuro, come spiega l’esperto. “Anche se avessimo soltanto due diverse strade da scegliere ogni minuto, in meno di mezz’ora si sarebbero creati 14 milioni di possibili futuri. Insomma, si tratterebbe di un mare di futuri che non conosciamo.

Una sovrapposizione quantistica

Partendo da queste considerazioni matematiche, gli autori hanno sviluppato un algoritmo che possa esaminare tutti questi futuri. Come? Attraverso una sovrapposizione quantistica, ovvero studiando una sovrapposizione di stati fisici, puramente teorici. È quanto avviene nel caso ampiamente studiato del gatto di Schrödinger, che si trova in una scatola e che è contemporaneamente vivo e morto: lo stato di vita e quello di morte rappresentano una somma matematica e sono entrambi possibili con la stessa probabilità. E soltanto quando si verifica un intervento dall’esterno, cioè un osservatore apre la scatola – in altre parole si compie una scelta – si determina con certezza se il gatto è vivo oppure morto. Questo è quanto hanno realizzato i ricercatori, ma non solo con due futuri possibili, ma con tanti futuri. Gli autori hanno realizzato un dispositivo che potesse riprodurre questa sovrapposizione quantistica. Per farlo hanno sviluppato un particolare processore quantistico, in cui i possibili esiti (dunque i futuri) di un determinato processo decisionale sono rappresentati dalla posizione dei fotoni, i quanti di luce.

Tanti futuri possibili

Gli scienziati hanno dimostrato che il dispositivo riproduce vari futuri possibili, ognuno con la sua probabilità di accadere. In altre parole,  realizza una sovrapposizione quantistica di multipli futuri potenziali. E ciascun futuro è associato a un certo peso, ovvero ad una probabilità che possa verificarsi. Un po’ come quando il gatto di Schrödinger era vivo e morto con una probabilità identica per entrambi i futuri possibili. Tuttavia, in questo caso gli stati studiati sono ben più di due, e ognuno è associato ad un peso (una probabilità) corrispondente. Attualmente il prototipo riesce a simulare al massimo 16 futuri possibili, mentre in linea teorica l’algoritmo sottostante ne può generare numerosissimi. E il risultato va verso lo sviluppo di computer quantistici ancora più potenti.

Per determinare il funzionamento del dispositivo gli autori si sono basati sulle teorie del premio Nobel per la fisica Richard Feynman. L’idea è questa: quando una particella viaggia da un punto A ad un punto B, non segue necessariamente un singolo percorso. “Al contrario, percorre simultaneamente tutte le strade possibili che la collegano al punto di arrivo”, spiega la coautrice Jayne Thompson della Nanyang Technological University a Singapore. “Il nostro lavoro studia in maniera estesa questo fenomeno e lo manipola in modo da realizzare un modello statistico di questi futuri possibili”.

Un aiuto per l’intelligenza artificiale

“Il nostro approccio consiste nel mettere insieme una sovrapposizione quantistica di tutti i possibili futuri per ciascun processo decisionale”, aggiunge Farzad Ghafari, ricercatore dell’Università di Griffith, che ha coordinato lo studio. “Facendo interferire queste sovrapposizioni l’una con l’altra, riusciamo ad evitare di osservare singolarmente ciascun futuro possibile, uno alla volta”. L’autore spiega che molti algoritmi di intelligenza artificiale, sviluppati oggi, riescono a osservare che piccoli cambiamenti nel loro comportamento possono portare a esiti futuri molto differenti. “Per questo, le nostre tecniche – chiarisce Ghafari – possono permettere a questi sistemi quantistici di intelligenza artificiale di imparare in maniera più efficiente l’effetto delle loro azioni”. In altre parole, in futuro questi sistemi potrebbero essere in grado di studiare le conseguenze delle loro azioni e regolarsi in base a questa conoscenza: un obiettivo da sempre agognato da noi esseri umani, ma per noi impossibile da raggiungere.





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Come saranno le case su Marte? I progetti premiati dalla Nasa

Le idee vincitrici del contest dell’Agenzia spaziale per gli insediamenti marziani del futuro

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Ingresso, cucina abitabile, camere multiuso, spazio protetto per la crescita delle piante: potrebbero essere queste le stanze della nostra casetta sul Pianeta rosso, nel caso riuscissimo nel prossimo futuro a colonizzarlo.

È uno dei progetti premiati nel corso della 3D-Printed habitat challenge, il contest promosso dalla Nasa per raccogliere idee per potenziali spazi abitabili al di fuori della Terra, Luna compresa. A realizzarlo, il team Mars Incubator di New Haven, nel Connecticut. Nel video, eccone una ricostruzione virtuale con quanti più dettagli possibili.

Per vedere anche tutti gli altri premiati, fatevi un giro qui.





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Wired, NASA

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I primi tessuti umani assemblati nello Spazio

Gli astronauti della Iss, alle prese con l’ingegneria dei tessuti, hanno recapitato sulla Terra i primi vasi sanguigni realizzati in laboratorio

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Un vero e proprio laboratorio biologiconello Spazio, dove cellule anche di tessuti umani crescono e possono fornire informazioni da applicare anche sulla Terra. Succede sulla Stazione spaziale internazionale, dove negli ultimi anni diversi astronauti si sono messi alla prova come biologi e ingegneri dei tessuti per approfondire le conoscenze, in particolare sui nostri vasi sanguigni.

Chi vediamo all’opera in questo interessante filmato è Tim Peake, protagonista della missione Principia, che ha assemblato durante una lunga serie di esperimenti veri e propri capillari: un risultato che non era mai stato raggiunto qui sulla Terra, poiché la struttura 3D che le cellule assumono in condizioni di microgravità è più coerente a quella dell’originale.





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