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Fumetti

The Phantom, l’uomo mascherato

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L’eroe  fu creato da Lee Falk, già artefice del personaggio di Mandrake il mago, ed appare per la prima volta sua una striscia a fumetti dei quotidiani nel 1936. Perchè pietra miliare? Perchè il Phantom è forze il primo supereroe, grandi abilità fisiche e morali, calzamaglia e mascherina che copre gli occhi. Fu proprio dall’uomo mascherato (o phantom se preferite il nome originale) che molti eroi hanno preso i loro variopinti costumi (piccola nota, all’inizio il personaggio doveva avere un costume grigio, e chiamarsi the gray ghost, ma fu cambiato in seguito perchè il grigio restava un colore difficile da imprimere).. Nelle giungle del paese africano di Bangalla, si racconta la leggenda “Dell’ombra che cammina”. Non può morire dicono. Ha la forza di dieci tigri. Quest’ombra è Phantom.  Nel 1516, Christopher Walker era un marinaio, che dopo un assalto dei pirati della Fratellanza Singh, si ritrova a fare naufragio sulle coste di Bangalla. I pirati hanno distrutto la sua nave e ucciso suo padre, il giovane viene così trovato dalla tribù di pigmei che vive in Bangalla.

Christopher dopo pochi giorni, accudito dai pigmei, torva sulla spiaggia il teschio del pirata che ha ucciso suo padre, e su di esso, fa un solenne giuramento: Giuro di dedicare la mia vita a combattere pirateria,crudeltà,avidità e ingiustizia in tutte le loro forme. I miei figli, e i figli dei miei figli mi seguiranno!

Scoprendo che i pigmei che l’avevano salvato erano schiavi della malvagia tribù dei Wasaka, il nostro eroe decide di mascherarsi come il dio demone dei wasaka, e portare l’inferno sul loro villaggio. Era nato il primo Phantom.Parte della mitologia del personaggio è quella di essere un “legacy character” ossia un personaggio con l’eredità. Mi spiego meglio. La forza di Phantom, è la sua apparente immortalità, ottenuta attraverso un sistema molto semplice, alla morte di un phantom, il figlio prende il suo posto. Creando così un eredità. altro segno distintivo di phantom sono i due anelli che porta. Uno è l’anello “buono” il cui simbolo significa protezione da parte di Phantom. E poi quello più famoso, quello “cattivo” con un teschio. Sventura a chiunque lo porta (infatti viene impresso a suon di cazzotti).

Phantom

Buono

Phantom

Cattivo

Le avventure che si possono leggere di solito, parlano di Kit Walker, il 21esimo Phantom. Brillante atleta e studioso, alla morte del padre per colpa della fratellanza singh, il nostro deve lasciare gli studi per intraprendere l’attività di famiglia. Lascia però da sola l’amore della sua vita, Diana Palmer (che sposerà nel 1977, dopo trent’anni di fidanzamento).

Phantom vive principalmente avventure nella sua giungla, combattendo dittatori, pirati e indigeni, armato solo di due pistole (secondo Falk Phantom spara solo per disarmare, ma questo fatto non è stato sempre consistente) e un’abilità e forza fisica prodigiose. E’ una figura leggendaria nella giungla, tanto che la maggior parte degli uomini crede sia solo una leggenda. Raramente Phantom esce dalla giungla, ma quando lo fa di solito indossa uni’impermeabile, un cappello e occhiali da sole, rendendo il volto irriconoscibile, tanto che nemmeno i lettori del fumetto hanno mai visto il volto chiaro del Phantom.

Ricordiamo anche i fedeli compagni dell’ombra che cammina, il cavallo Hero, animale intelligentissimo e dalla forza prodigiosa, e il fedele lupo addestrato Devil. Meno comune è il falco addestrato Freka.

Parte del fascino del Phantom, è dato dalla varietà di situazioni in cui le storie possono prendere piede. Spesso si possono trovare excursus nella vita dei venti phantom precedenti a Kit, vivendo così storie piratesche, avventure in templi nella giungla, cioè tutti i grandi classici dell’avventura. Tutto questo grazie alla grande versatilità del personaggio.

Il personaggio ha avuto un enorme successo nei paesi scandinavi (pubblicato dalla leggendaria Eggmont, casa editrice anche di alcune delle migliori storie dei paperi disneyiani), Australia, India, e ha ottenuto anche qualche serie in america, la più recente edita dalla Dynamite (per gli amici “Se va anche un goccio di moda noi pubblichiamo il fumetto”). Phantom resta comunque una striscia a fumetti ancora uscente nei quotidiani statunitensi, con addirittura la classica tavola domenicale.

 

 

Phantom ha avuto alcune apparizioni extrafumettistiche. La prima un serial della columbia nel 1943 con Tom Tyler nel ruolo di Kit Walker, e Ace il cane Meraviglia (un famoso pastore tedesco apparso in molte pellicole, ma una copia sbiadita del fantastico Rin tin tin).

In seguito in un film del 1996 con Billy Zane nel ruolo di Phantom ambientato negli anni 40.

Una serie a cartoni animati (1994), ambientata nel 2040, dove il protagonista è il 24esimo Phantom, pronipote di Kit walker, che difende la città futura di metropia.

Una miniserie telesiva britannica trasmessa dal canale Syfy (famosa per la rivistazione moderna del mago di Oz in “Tin Man”) nel 2009. In questa miniserie il protagonista è il figlio di Kit e Diana, dato in adozione, che scopre di far parte della dinastia dei Phantom e deve difendere l’unico uomo in grado di portare la pace nel medio oriente. questa versione indossa un costume antiproiettile in grado di aumentare forza e velocità.

E poi. Forse la versione migliore. Dal 1986 al 1987. Una versione dove Phantom fa aprte di un team noto come i difensori della terra. di cui fanno parte anche Mandrake il mago, Flah gordon, e Lothar. Anche quattro ragazzini sfigati, ma di quelli(tranne della figlia di Phantom, jedda.) potevamo farne a meno. Questo Phantom è il 27esimo, e possiede un potere particolare. Può ottenere la forza di dieci tigri. Esatto. Quello che dicevano i pigmei del primo phantom ora è vero. E la cosa è FANTASTICA. Oltretutto in un episodio dove phantom è creduto morto, Jedda diventa per poco la nuova Phantom, e personalmente lo ritengo un bel tocco di classe, in linea con il personaggio. Kudos agli autori ( e poi la sigla spacca).

Esiste anche un episodio pilota per una serie di telefilm su Phantom del 1961, ma purtroppo non ho trovato nessuna immagine a proposito.





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Comicsverse

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Fumetti

5 fumetti con storie a bivi

Il film-gioco Bandersnatch ha fatto tornare la passione per le storie a bivi. Una tradizione non nuova, onorata anche nel mondo dei fumetti. Ecco alcuni esempi

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Dilaga la Bandersnatch-mania: il film interattivo creato da quei geni di Black Mirror e uscito su Netflix sta appassionando gli spettatori. Anche se la trama non è all’altezza dei migliori episodi della serie distopica che ci mostra il nostro futuro prossimo, è impossibile resistere alla tentazione di esplorare tutti i bivi, di guardare uno tra i tanti finali possibili solo per tornare subito indietro e cambiare le scelte che guidano il destino del protagonista.

Bundersnatch rilancia così un fenomeno che ha già una storia di tutto rispetto alle spalle. Si chiamano Cyoa, o Choose Your Own Adventure, o più prosaicamente storie a bivi, libri-game, romanzi interattivi. Esperienze narrative in cui, quando giunge uno snodo cruciale della storia, è il lettore a decidere quali azioni i personaggi intraprenderanno, o quali avvenimenti accadranno. Anche nel mondo dei fumetti, le storie a bivi hanno costituito ben più che un semplice esperimento, diventando in alcuni casi un vero e proprio sotto-genere.

Ecco qui 5 piccoli gioielli di fumetti a bivi da recuperare, per chi si è lasciato contagiare da Bandersnatch.

 

Il genere del fumetto a bivi è stato inventato proprio in Italia, grazie alla fantasia dello sceneggiatore Bruno Concina della scuderia Disney Italia. Sulle pagine del settimanale Topolino (nr. 1565, uscito nel 1985), Pippo e Mickey indagano sugli strani fenomeni al vecchio castello fuori da Topolinia, e sui rumori inquietanti che hanno spaventato Minni e Clarabella.





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Wired

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Fumetti

Topolino compie 90 anni. Il video del debutto in “Steamboat Willie”

Buon compleanno al topo più famoso del mondo!

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Il 18 novembre 1928 nasce Topolino. Il capostipite della banda Disney debutta come star del cinema in  “Steamboat Willie”. Solo in seguito passerà al mondo dei fumetti. Il film fu proiettato per la prima volta al Colony Theater di New York esattamente 88 anni fa. Nel gennaio del 1930 Mickey Mouse esordirà invece nei fumetti, destinato a una duratura carriera.

L’esordio

Tutto cominciò con un topino curioso che faceva capolino ogni giorno nell’ufficio di un giovane disegnatore geniale che cercava un’ispirazione e trovò un tesoro. Era la fine degli anni Venti, qualche istante prima della crisi che avrebbe gettato l’America nella grande depressione. Era il 1928 e quel ragazzo di talento, che di nome faceva Walter Elias Disney, Walt Disney per tutti, riportò sul foglio l’amico topo a cui dette un nome simpatico: Mickey Mouse (Topolino). Dopo aver perso i diritti del suo primo personaggio di successo, Oswald il coniglio fortunato, e dopo essere stato abbandonato da tutti i collaboratori meno uno, Ub Iwerks, a Topolino affidò il suo futuro e quello dello Studio Disney.

E il 18 novembre 1928, 90 anni fa, un corto di Mickey Mouse debuttò al Colony Theatre di Broadway dando inizio all’epopea di Topolino. Walt e Ub Iwerks si erano chiusi per settimane in un garage per lavorare anche di notte e preparare in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse. E proprio grazie a Ub Iwerks, che arrivò a disegnare fino a 700 animazioni al giorno, il personaggio di Topolino poté debuttare in una proiezione privata a Hollywood il 15 maggio 1928.

Da YouTube/WaltDisney “Steamboat Willie”

 

Un debutto non troppo fortunato (e per pochi intimi) a cui fece seguito un secondo cortometraggio, anch’esso muto, ‘Topolino gaucho’, sempre diretto da Disney e Iwerks e proiettato anch’esso in versione provata il 28 agosto 1928. Due tentativi non fortunati a cui il tenace Walt insieme a Ub fecero seguire un terzo, “Steamboat Willie” che finalmente, anche grazie al coraggio di Disney, ebbe la distribuzione in sala e per questo è considerato il debutto nel mondo del cinema di Topolino: distribuito dalla Celebrity Productions il 18 novembre 1928, è il primo cartone animato a presentare una colonna sonora con musiche (del compositore, regista e animatore Wilfred Jackson), effetti sonori e dialoghi completamente sincronizzata.





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Rai News

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Fumetti

“La diversità è la novità più entusiasmante nel mondo dei fumetti”

Ospite a Lucca Comics & Games, l’autore che da solo ha rilanciato Batman negli anni Settanta racconta i suoi progetti futuri e dice la sua sull’America di Trump

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Lo sviluppo più emozionante che sia in corso oggi nel mondo del fumetto? L’apertura a una maggiore diversità. Ci sono più donne nell’industria, più persone di colore, più fumetti differenti in circolazione. Per decenni abbiamo esportato i nostri comics americani nel mondo; oggi abbiamo accesso a opere dall’India, dalla Russia, dal Puerto Rico, da tutto il mondo. I ragazzi che leggono fumetti sono finalmente esposti a culture diverse, con approcci unici a quest’arte“.

Neal Adams

Neal Adams è uno dei mostri sacri dei fumetti americani, e uno dei migliori artisti in assoluto ad aver mai prestato la propria matita ai supereroi Dc Comics, Marvel e a innumerevoli altri personaggi. Da solo, ha rilanciato Batman dopo la svolta comico-satirica del telefilm con Adam West degli anni Sessanta, riportando il cavaliere oscuro alle proprie origini di detective dall’animo tormentato. Quest’anno è ospite a Lucca Comics & Games, dove gli abbiamo chiesto il suo parere sugli ultimi sviluppi nel mondo dei fumetti.

Neal Adams

Crede che questa nuova apertura culturale a fumetti da tutto il mondo sia particolarmente importante nell’America di oggi, che tende a essere più chiusa e protezionista?

“Vuoi sapere come la penso? Credo che Donald Trump sia uno s*****o. Sì, mi puoi citare letteralmente. Uomini come Trump sono pericolosi per il mondo. È al potere solo perché una grande parte degli elettori – gli indecisi, molti Repubblicani – si sono astenuti dal voto. Questo è quel che succede quando si rinuncia a esprimersi alle urne”.

Lei ha lottato a lungo per i diritti degli autori di fumetti negli Stati Uniti. Com’è, oggi, la situazione?

“A me interessano i grandi temi: che gli autori abbiano indietro i loro disegni originali, perché a loro appartengono; che abbiano delle royalty sulle opere; e che possano partecipare ai progetti futuri che nascono dalle loro creazioni, come i film. A questo, le aziende si stanno opponendo. Non è una buona risposta, perché di certo non è il modo migliore per farsi amici gli autori. Poi non mi interessano le zone grigie, i dibattiti sull’ammontare delle royalty; quelli li lascio alle contrattazioni private”.

Neal Adams

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho appena terminato una miniserie in sei parti di Batman e Deadman, che avrà un seguito sempre in sei parti. Poi siamo pronti a tornare a pubblicare i personaggi della linea Continuity Comics [l’etichetta di fumetti indipendenti fondata da Neal Adams nel 1984, che ha interrotto le pubblicazioni nel 1994, ndr]: ArmorMegalithMs MystiqueShamanToyboy… ci saranno alcune ristampe, ma parliamo soprattutto di storie nuove in sei capitoli”.

Sembra che il formato in sei parti sia sempre più comune.

“Sì, sta prendendo sempre più piede. Perché permette ai lettori di seguire una storia a episodi, comprando un albo ogni mese, o di aspettare e avere una raccolta in volume unico. Molti non vogliono attendere, vorrebbero leggere tutti i capitoli di una storia assieme, che poi è il formato che hanno sempre avuto i libri, i fumetti sono stati un’eccezione. Come editore, non devo imporre al pubblico il modo in cui fruire la storia”.

Neal Adams

Quali consigli darebbe ai nuovi autori, per diventare veri artisti del fumetto o semplicemente avere successo nel settore?

“Beh, prima di tutto di andare a vedere le mie lezioni su Patreon. E poi di tracciare le foto. Non si impara a disegnare senza ricalcare i contorni delle foto. Tutti i migliori artisti degli ultimi 100 anni lo hanno fatto. Voi non sapete chi, ma io sì. Austin Briggs [autore di Flash Gordon, ndr], Mark English [illustratore per magazine e libri], Drew Struzan [illustratore di poster cinematografici] e tanti altri, via via fino a risalire ad Alphonse Mucha [pittore e scultore ceco, esponente dell’Art Nouveau]”.

Sono anche gli artisti che stima di più?

“L’Epopea slava di Mucha è una delle più importanti opere artistiche di sempre. Al confronto, la Cappella Sistina non è niente. Anche perché Michelangelo era un ottimo scultore, ma non un grande pittore: usava la visione binoculare, prendeva le misure con entrambi gli occhi aperti, quindi i suoi ritratti sembrano grassi. Dio e Adamo sulla Cappella Sistina? Sono pingui”.

Lei disegna con un occhio chiuso?

“Non ne ho bisogno, perché faccio a mente. La differenza tra me e Michelangelo è che io ho potuto studiare e imparare la tecnica da chi è venuto prima di me, lui no”.





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Wired

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