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ESTERI

Trump ironizza sul clima. Ed è bufera

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New York – Un’ondata di gelo polare imperversa da giorni su tutta la costa occidentale degli Stati Uniti, da Washington a Boston, con temperature record che toccano i -40 gradi in diverse località degli Stati di New York, Pennsylvania, Massachusetts e New Hampshire.

E con un Capodanno che si annuncia, forse, il più freddo di questi ultimi 100 anni, il presidente #Trump questa volta con garbata ironia non si è fatto sfuggire l’occasione di ridicolizzare ambientalisti e scienziati nel suo tweet mattutino. «Agli States farà bene un po’ di quel buon vecchio riscaldamento globale», ha ironizzato il presidente americano, il quale è da sempre scettico sui cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Per Trump, è noto, il riscaldamento globale è una invenzione dei cinesi per azzoppare l’economia americana e a pensarla alla sua maniera è la stragrande maggioranza degli elettori repubblicani e conservatori che lo hanno eletto alla Casa Bianca. The Donald in campagna elettorale aveva promesso che gli Usa avrebbero subito abbandonato dall’Accordo di Parigi sul clima, che tende a ridurre le emissioni di anidride carbonica del 25% entro il 2025.

L’accordo fu firmato il 12 dicembre 2015 da 195 Paesi, incluso la Corea del Nord (uniche eccezioni Siria e Nicaragua), con il presidente Obama a fare da grand commis. Lo scorso giugno, Trump ha mantenuto la promessa elettorale: gli Usa sono usciti dal Trattato di Parigi e ora risparmieranno anche 3 miliardi di dollari l’anno, ossia il mega finanziamento che Obama aveva promesso ogni anno per aiutare i Paesi più poveri a sviluppare fonti energetiche meno inquinanti. The Donald, nel suo spassoso tweet di ieri lanciato dalla sua mega villa Mar-O-Lago in Florida, dove il termometro registra i 23 gradi all’ombra, ha così ridicolizzato i firmatari dell’Accordo di Parigi: «La costa est degli Stati Uniti è investita da un’ondata di gelo e per la vigilia di Capodanno sono attese temperature polari. Potremmo usare un po’ di quel buon vecchio riscaldamento globale da cui il nostro Paese, e non altri, sta pagando migliaia di miliardi di dollari per proteggerci. Copritevi bene!».

Il tweet di Trump, che ha oltre 20 milioni di followers, è stato subito ripreso e attaccato in massa da deputati e senatori democratici. La più ironica è stata la deputata del New Jersey, Kathleen Rice, che ha scritto: «Trump twitta come un bambino che odia l’ora di scienze». Trump, come aveva ripetuto in campagna elettorale, la scorsa settimana con la maggioranza semplice al Senato ha anche ripristinato dopo 38 anni le trivellazioni petrolifere nella Riserva Naturale Artica dell’Alaska.

Intanto continuano le minacce di Trump al governo cinese, reo di rifornire di contrabbando il petrolio alla Corea del Nord, violando le sanzioni Onu. Pechino ieri ha smentito in modo sdegnato, al contrario il sito web del Dipartimento del Tesoro americano ha pubblicato 4 foto scattate dai satelliti-spia Usa, dove si vedono chiaramente che le petroliere cinesi, al largo del Mar Giallo, riforniscono le navi cisterna nordcoreane: in 3 mesi ci sarebbero stati 30 rifornimenti illegali.





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il Giornale

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

ESTERI

New York, esplode centrale elettrica: il cielo si tinge di azzurro in piena notte

La deflagrazione in un impianto dell’azienda elettrica cittadina Con Edison nel Queens. Il fenomeno ha causato enorme curiosità, ma anche inquietudine sui social network. Il sindaco Bill De Blasio è dovuto intervenire per rassicurare i newyorchesi: “Nessuna invasione aliena o minaccia dallo spazio”

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Il cielo di New York si è colorato di azzurro nella notte: sui social network qualcuno ha addirittura ipotizzato l’invasione aliena o una guerra nucleare. Tanta paura per gli abitanti della Grande Mela, a seguito dell’esplosione nella centrale elettrica Con Edison ad Astoria, nel quartiere Queens. Prima il boato, poi la scia di luce intensa era visibile anche in New Jersey. “Le luci che avete visto sulla città sembrano essere conseguenza dell’esplosione di un trasformatore nell’impianto di Con Ed, nei Queens. L’incendio innescato dall’esplosione è sotto controllo, non ci sono notizie di feriti, non ci sono fiamme“, hanno spiegato i vigili del fuoco. Il Governatore Andrew Cuomo ha parlato di “grave guasto elettrico” nella sottostazione elettrica lungo l’East River, vicino al complesso carcerario dell’isola di Rikers Island.

Il fenomeno ha causato tanta curiosità, con migliaia di post sui social in pochi minuti, e provocato anche inquietudine: “Qualcosa di folle sta accadendo nel cielo sopra Manhattan in questo momento”, ha scritto su Twitter il sociologo della New York University, Eric Klineberg, sotto un video del cielo lampeggiante. Il sindaco Bill de Blasio è dovuto intervenire per rassicurare i newyorchesi precisando che non era in corso “nessuna invasione aliena o minaccia dallo spazio. Si tratta di un trasformatore saltato“. Sebbene quella del primo cittadino possa essere vista come una battuta, una rassicurazione simile è arrivata anche dal New York Police Department e dagli stessi uomini del  New York City Fire Department impegnati a spegnere l’incendio causato dalla deflagrazione. Chiuso in via precauzionale il vicino aeroportoLa Guardia, anche per una serie di blackout provocati dall’incidente.

 

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Fanpage

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ESTERI

Norimberga, tre donne accoltellate in strada. «Probabile matrice islamica»

a colpire secondo le prime testimonianze sarebbe stato sempre lo stesso uomo, tutte avvenute nel quartiere di St. Johannis.

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Norimberga tre donne sono state ferite gravemente con diverse coltellate nella serata di ieri. L’aggressore, secondo fonti della polizia, sarebbe riuscito a fuggire. Due delle tre persone colpite dai fendenti della lama, sono state operate d’urgenza e sono in prognosi riservata. I colpi inferti sono stati profondi e le condizioni restano critiche. Non ci sono ancora indizi per parlare di attentato terroristico, anche se gli investigatori propendono verso questa direzione.

Gli attacchi sono iniziati verso le 19  nel quartiere di  St. Johannis  ad essere stata colpita per prima è stata una 56enne. Dopo qualche ora è toccato ad altre due donne  una 26enne e una 34enne, l’identità delle vittime ancora non è stata resa nota. Ma subito è scattata la caccia all’uomo. Sul posto squadre speciali con l’ausilio di elicotteri.

La polizia ha chiesto ai cittadini di fare attenzione.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e sono ancora in corso. Una cosa è certa a colpire secondo le prime testimonianze sarebbe stato sempre lo stesso uomo, tutte avvenute nel quartiere di  St. Johannis.





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il Messaggero

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ESTERI

Cherif Chekatt, il killer di Strasburgo, è stato ucciso dalla polizia

L’uomo è stato riconosciuto in strada da una donna. Avvicinato dagli agenti ha aperto il fuoco. Aveva con sé una pistola e un coltello. Amaq, l’agenzia di propagnada dell’Isis rivendica: “era un nostro soldato”

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Chérif Chekatt, il killer dell’attentato a Strasburgo, è stato ucciso delle forze speciali nel quartiere di Neudorf, a poche centinaia di metri dal luogo in cui era stato visto per l’ultima volta. Chekatt stava camminando per strada quando è stato avvicinato dai poliziotti, avvertiti da una donna che lo aveva riconosciuto, e ha reagito immediatamente sparando. Gli agenti hanno risposto al fuoco e la fuga del 29enne radicalizzatosi in carcere è finita.

Poco dopo che si era diffusa la notizia della morte dell’assalitore, l’agenzia di propaganda dello stato islamico Amaq ha rivendicato l’attentato ai mercatini di Natale a Strasburgo, sostenendo che Cherif Chekatt era un “soldato” dello Stato islamico che “ha portato avanti l’operazione per vendicare i civili uccisi dalla coalizione internazionale”. Chekatt aveva con sé una pistola e un coltello. Due giorni dopo l’attentato era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto portare da un tassista e aveva fatto perdere le sue tracce, non lontano dall’area in cui aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite altre 13. Una zona che conosceva benissimo, dove forse ha anche goduto di appoggi e dove probabilmente ha cercato di farsi curare la profonda ferita a un braccio provocata dai colpi d’arma da fuoco esplosi dalla polizia dopo l’attacco al mercatino di Natale.

Più di 700 poliziotti erano stati mobilitati per dare la caccia all’uomo che martedì sera aveva terrorizzato Strasburgo, sparando ad altezza uomo sui passanti.

Tre dei feriti sono in condizioni gravi e lottano fra la vita e la morte, come il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, colpito alla testa. Altri tre sono stati dimessi dall’ospedale in giornata.

Sempre in giornata, un amico stretto di Chekatt, che lo aveva anche ospitato la notte precedente l’attentato, era stato posto in stato di fermo ed è stato interrogato. È il quinto fermato dopo il padre, la madre e due fratelli dell’attentatore. A Parigi, la polizia ha perquisito la casa in cui una delle sorelle abita con il marito, nel centralissimo boulevard Raspail.





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la Repubblica

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