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Medicina

Tumori: scoperto meccanismo per il controllo della proliferazione cellulare

Ricercatori padovani dimostrano come il metabolismo controlli la via mediata dalla molecola Wnt nella crescita tumorale

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Agf/Science Photo Library
Si può agire sulla proliferazione delle cellule tumorali andando a modificare il metabolismo mitocondriale. Questo quanto emerge dallo studio di ricercatori dell’Università di Padova Impaired mitochondrial ATP production downregulates Wnt signaling via ER stress induction pubblicato sulla prestigiosa rivista «Cell Reports».

All’interno di tutte le cellule del nostro organismo ci sono degli organelli, i mitocondri, che hanno il compito di produrre una molecola che fornisce energia alle cellule stesse: l’ATP, utilizzata per le attività cellulari. Tra queste, ce n’è una particolarmente importante, la via di segnalazione mediata dalla molecola chiamata “Wnt”, regolata dallo stesso ATP.

Questa via di segnalazione mediata da Wnt costituisce di fatto una serie di reazioni che risultano essere implicate, tra l’altro, nella proliferazione cellulare che svolge un ruolo importante sia nello sviluppo embrionale sia nella formazione dei tumori.

«In questo lavoro abbiamo dimostrato che riducendo la produzione dell’ATP a livello mitocondriale – spiega il Prof. Luigi Leanza, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e coordinatore della ricerca che è stata svolta in collaborazione con altri gruppi dell’ateneo patavino, senza causare problemi alla vitalità delle cellule, è possibile attenuare notevolmente la via mediata da Wnt sia in vitro su linee cellulari tumorali, come ad esempio quelle di adenocarcinoma del colon, sia in vivo in modelli di Zebrafish. In questo modo abbiamo osservato che modulando il metabolismo mitocondriale è possibile ridurre la via mediata da Wnt e quindi potenzialmente la crescita tumorale, dando una nuova prospettiva di cura di vari tumori in cui questa via di segnalazione è molto attiva.»

Le implicazioni e le future applicazioni di questa scoperta, che per la prima volta collega il metabolismo mitocondriale ad una delle più importanti vie di segnalazione intracellulare, sono quindi molteplici e promettenti in diversi campi, dai tumori alle patologie del sistema nervoso centrale. La ricerca è stata finanziata dall’AIRC, dal Ministero (PRIN) e dal Dipartimento di Biologia.



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Medicina

Ecco i 17 vaccini contro il coronavirus già in studio sull’essere umano

I vaccini contro Sars-Cov-2 attualmente testati su volontari umani sono 17. Il vaccino di Oxford è nella fase 3, l’ultima della sperimentazione, 5 sono nella fase intermedia, la seconda, e i rimanenti 11 nella prima fase. Ecco la lista dei vaccini

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(foto: Javier Zayas Photography via Getty Images)

La corsa al vaccino contro il nuovo coronavirus non si arresta. Sono infatti 17 i vaccini candidati, in tutto il mondo, già in corso di studio all’interno di trial clinici su volontari umani. E la lista si allunga continuamente per cui nelle prossime settimane potrebbero aggiungersi diversi nuovi vaccini, dato che i candidati totali, inclusi quelli ancora testati solo in laboratorio o sugli animali sono 150. Lo ha reso noto Maria Henao Restrepo, medico della R&D Blueprint dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nella conferenza del 2 luglio 2020. Il vaccino noto come vaccino di OxfordChadOx1, realizzato in collaborazione con l’Italia, sta entrando nella fase 3, ma ci sono anche 5 vaccini nella fase 2 e gli altri 11 in fase 1. Ecco quali sono e le novità.

Per 15 di questi 17 vaccini, inoltre, conosciamo il design con cui sono creati, dato che gli scienziati hanno deciso di rendere pubblici i protocolli della loro realizzazione, come spiega l’esperta dell’Oms. Questo è un vantaggio perché si possono mettere a confronto le diverse modalità di costruzione del vaccino nei vari trial. Ancora non è possibile dire quando arriveranno, anche se l’arrivo del vaccino di Oxford, qualora andrà tutto bene, è stato annunciato per l’autunno 2020.

Il vaccino di Oxford

C’è il vaccino di Oxford, ChadOx1, che sta entrando nella fase 3, l’ultimo stadio della sperimentazione clinica in cui gli scienziati devono valutare e confermare efficacia e sicurezza del vaccino su un campione ancora molto vasto di persone. Questo vaccino è una versione indebolita di un comune virus causa di raffreddore negli scimpanzé, un adenovirus, geneticamente modificato in modo che non attacchi l’essere umano. A questo è stato aggiunto del materiale genetico del nuovo coronavirus – in particolare la parte che produce la proteina spike, di cui il Sars-Cov-2 si serve per entrare nelle cellule umane e infettarle. L’idea dei ricercatori, spiegata in una nota dell’università di Oxford, è che l’organismo possa sviluppare una risposta anticorpale contro la proteina spike e così riconoscere e contrastare l’ingresso del coronavirus. La sperimentazione coinvolgerà in tutto più di 10mila persone.

Gli altri vaccini

C’è poi Ad5-nCov, anche questo basato su un adenovirus (Ad5 sta per adenovirus di tipo 5) indebolito, che ha superato la fase 1 ed è ora nella seconda. Il candidato vaccino ha dimostrato di essere sicuro e di avere una qualche efficacia (ancora da confermare) nella fase 1 e 2, per la sperimentazione sui militari, come riporta Reuters, e per questo il 25 giugno ha ottenuto il via libera per l’uso esclusivamente in ambito militare.

Ma di vaccini contro Sars-Cov-2 in corso di studio sugli esseri umani ce ne sono tanti, qui si può scaricare l’elenco completo fornito dall’Oms. “Gli approcci utilizzati sono differenti”, spiega Restrepo dell’Oms, “ci sono vaccini a vettore virale, a mRna, a dna e proteici”. Ciò che cambia in questi approcci è il vettore e la modalità di somministrazione. Ad esempio c’è un vaccino, attualmente in fase 1-2, basato su dna sintetico che colpisce la proteina spike somministrato attraverso il metodo di elettroporazione, descritto in uno studio su animali su Nature: con questo metodo le cellule dell’organismo (dell’animale o della persona vaccinata) sono sottoposte a una stimolazione elettrica che induce nella cellula la formazione di pori (transitori) di alcuni nanometri, attraverso cui passano le molecole di dna e il vaccino raggiunge la sede.

Ovviamente la corsa al vaccino non deve portare in alcun modo ad abbassare gli standard di sicurezza ed efficacia richiesti e non si possono saltare gli step obbligatori della sperimentazione, come rimarca l’Oms. “Dalla discussione è emersa in questi giorni l’esigenza di procedere con rapidità”, ha sottolineato Soumya Swaminathan, dell’Oms, “ma anche con rigore, per dimostrare sicurezza ed efficacia dei candidati vaccini”.



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Medicina

Scoperto in Cina un virus “potenzialmente pandemico”. È nei maiali

Simile a quello dell’influenza H1N1 responsabile della pandemia del 2009, è tornato a utilizzare l’organismo dei maiali per modificarsi, imparando ad aggredire l’uomo. Esempio sorveglianza contro nuove pandemie

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In un mix molto noto ai virologi di tutto il mondo, un virus simile a quello dell’influenza H1N1 responsabile della pandemia del 2009 è tornato a utilizzare l’organismo dei maiali per modificarsi, imparando ad aggredire l’uomo. È stato scoperto in Cina, nell’ambito di un progetto di sorveglianza avviato da anni per sorprendere sul nascere eventuali virus capaci di provocare pandemie. Mentre si dà la caccia a future minacce, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si preoccupa di rintracciare le origini dell’attuale pandemia di Covid-19 e ha deciso di inviare in Cina una squadra incaricata di risolvere quello che ad oggi risulta ancora un rompicapo.

Covid-19

Nel frattempo la situazione generale relativa alla pandemia di Covid-19 non induce all’ottimismo il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, per il quale “il peggio deve ancora arrivare. Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus adiffondersi”.  Rivolgendosi poi a tutti i Paesi, ha invitato a “mettere in quarantena la politicizzazione della pandemia e di restare uniti perché il virus è veloce e uccide e può sfruttare le divisioni tra noi”.

C’è poi chi guarda avanti con determinazione, come la Cina che ha approvato il vaccino della CanSino Biologics, società biotech quotata a Hong Kong. Il vaccino, che fa parte dei 17 arrivati nel mondo alla sperimentazione clinica, è destinato ai militari.

La sorveglianza

Quanto al nuovo virus simile a quello dell’influenza, la sua scoperta rientra in un vasto programma di sorveglianza raccomandato da anni dall’Oms per bloccare precocemente il rischio di nuove pandemie o per preparare in tempo le contromisure, dai piani pandemici al vaccino. Descritto sulla rivista dell’Accademia delle Science degli Stati Uniti, il virus è stato individuato dal gruppo coordinato da George Gao e Jinhua Liu, rispettivamente delle Università agrarie di Pechino e Shandong, con la partecipazione dei Centri cinesi per il controllo delle malattie (Cdc China). Sono gruppi di ricerca da tempo in contatto con l’Oms e il loro lavoro di sorveglianza si è esteso anche agli esseri umani impiegati negli allevamenti, scoprendo la presenza di anticorpi nel 10% di un campione di circa 300 persone. Questo significa che il virus sa aggredire l’uomo, ma non ha ancora fatto il passo ulteriore, con la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. La ricerca non descrive poi sintomi e manifestazioni cliniche.

La prevenzione

Per l’esperto di Malattie infettive Giorgio Palù, dell’Università di Padova, “la ricerca descrive un virus potenzialmente pandemico” ed è “un lavoro atteso e importante”, un “monitoraggio importantissimo per allestire con grande anticipo un vaccino nel caso in cui virus si espandesse”.

L’invito alla sorveglianza è fondamentale anche per l’epidemiologa Stefania Salmaso, che nel 2009 ha seguito la pandemia di influenza a capo del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss). È un esempio importante di sorveglianza che “non crea preoccupazione, ma riporta al discorso delle minacce salute umana dal mondo animali”. E’ un’allerta, ha proseguito, “che ci riporta all’importanza di  avere un aggiornamento dei piani pandemici”.

Anche nel 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aveva sollecitato una revisione dei piani pandemici, ma quella richiesta non ha avuto seguito. “Questa volta – ha concluso Salmaso – non ci sono più scuse per rimandare l’aggiornamento di un piano pandemico condiviso”.



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Medicina

Coronavirus. Guerra (Oms): “Fare attenzione con le scuole, contagio rischia di diventare una bomba”

“Abbiamo convocato una conferenza fra gli esperti e In Italia abbiamo la fortuna di riaprire le scuole dopo gli altri. Stavolta non siamo chiamati a fare gli apripista, ma non possiamo permetterci sbagli” spiega il Direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

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“Resta l’incognita della scuola. Con le scuole dobbiamo stare attenti. Il tema è di importanza vitale, ma i dati sono contraddittori. E un contagio lì rischia di diventare una bomba”. Lo dice in un’intervista a ‘La Repubblica’ Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). I punti deboli della crisi Covid-19 oggi? “I giovani che si sentono inattaccabili. Situazioni di convivialità senza regole”. “Come Oms europea – aggiunge – abbiamo convocato una conferenza fra gli esperti e In Italia abbiamo la fortuna di riaprire le scuole dopo gli altri. Stavolta non siamo chiamati a fare gli apripista, ma non possiamo permetterci sbagli. Oggi curiamo i pazienti prima e meglio. Resta ancora difficile trovare gli asintomatici che diffondono i contagi. Avvieremo un monitoraggio delle acque reflue per riconoscere in anticipo i focolai che si riaccendono”



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