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TvFox, la truffa che non permette di vedere gratuitamente la tv a pagamento

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Circola online da mesi, e da qualche settimana è virale anche in Italia, la notizia e il link al sito di un fantomatico dispositivo capace di far vedere gratuitamente i canali televisivi delle pay-tv. Il suo nome attuale (dato che in realtà si tratta di un oggetto già commercializzato con altri nomi) è TvFox, e l’oggetto è presentato nei siti Cool Technology e Best Hd Antenna.

La promessa di un grande affare

Leggendo i testi promozionali che descrivono le caratteristiche del dispositivo, sembrerebbe di essere di fronte a un’imperdibile occasione. TvFox è presentato come il modo per smettere di pagare abbonamenti televisivi, come “la migliore soluzione per guardare i tuoi canali, programmi e film preferiti gratuitamente”. Un sistema “già scelto da un milione e mezzo di persone”, che hanno deciso di risparmiare su film on demand e abbonamenti vari tra cui Netflix e Sky, nonché su lettori dvd, smart tv, Chromecast, AppleTv e via dicendo.

L’oggetto sarebbe stato messo a punto da una startup statunitense e consisterebbe di una “super antenna in grado di ricevere i segnali tv che nessun’altra antenna è in grado di ricevere”“sviluppata da un ingegnere della Nasa utilizzando la tecnologia militare”. Il testo informativo promette la visione di un centinaio di canali, in modo semplice, rapido, gratuito e perfettamente legale, sfruttando un particolare tipo di segnale molto debole e che fino a oggi sarebbe stato impossibile da ricevere.

In pochi instanti, insomma, il dispositivo permetterebbe di vedere in alta definizione tantissimi canali, con la sola avvertenza che “prima di disdire il tuo abbonamento via cavo o satellitare, devi sapere che ci sono alcuni canali che non potrai ricevere con questa antenna”. In ogni caso però, continua l’articolo, “riceverai circa l’85% degli stessi canali”“quelli che la gente guarda davvero”.

Il prezzo del dispositivo sarebbe (per un acquisto singolo) di una quarantina di euro, con un ulteriore sconto valido fino alla mezzanotte di giovedì 5 ottobre 2017.

 

La truffa

Senza troppi giri di parole, si può definire TvFox una truffa, perché promette ben più di quello che offre e ha un prezzo molto più alto di altri dispositivi analoghi. In pratica si tratta di una normalissima antenna da interni, adatta alla ricezione dei canali del digitale terrestre, che si trova facilmente in vendita sui siti dei marchi più disparati (c’è anche su Amazon Basics, Walmart e Home Depot, per esempio) a prezzi molto più contenuti e dell’ordine dei 10-15 euro.

All’interno del dispositivo non c’è alcuna tecnologia militare, ma si tratta di un oggetto che con un minimo di abilità si può costruire anche artigianalmente in casa. Su Reddit c’è chi dichiara di essere riuscito a costruire antenne del tutto analoghe sfruttando dei normali appendiabiti metallici.

Come fa notare anche David Puente sul suo blog, inoltre, ulteriori indizi di inaffidabilità del prodotto derivano dal fatto che molti commenti di apprezzamento visibili dal sito ufficiale e sui social provengono da account sospetti, che hanno immagini-profilo già utilizzate in altre occasioni per creare false recensioni. A questo si aggiunge poi la gestione per nulla trasparente del sito web, nonché l’evidente riproposizione di un oggetto vecchio (già promosso con i nomi di TvScout e TvSurf) come se fosse nuovo. Ancora ora, scorrendo il sito ufficiale del dispositivo, si notano alcune fotografie riciclate che riportano i vecchi nomi.

TvFox  truffa

Ovviamente nessun canale a pagamento è visibile in chiaro grazie all’antenna, e anzi dalle discussioni online sui vecchi modelli e da alcune video-recensioni pare che il dispositivo offra una qualità piuttosto scarsa anche per la ricezione dei normali canali gratuiti del digitale terrestre. A questo punto sembra poco affidabile anche l’informazione sul milione e mezzo di pezzi già venduti, e la vera volpe non è certo chi acquista il dispositivo.

In realtà, leggendo attentamente la descrizione, chi pubblicizza il prodotto mette le mani avanti dichiarando che in condizioni non ottimali di vicinanza ai ripetitori si potrebbe avere una diminuzione della qualità. Questo probabilmente serve a illudere chi ha comprato il dispositivo di essere semplicemente sfortunato o di vivere in una località poco coperta, quando invece è impossibile che TvFox possa garantire la visione di canali a pagamento.

Viste le reali potenzialità del dispositivo, è effettivamente tutto legale: come potrebbe non esserlo, visto che non si vede alcun canale in più rispetto a prima? Per chi cerca una normale antenna da interni, insomma, nessuna truffa e un solo consiglio: confrontate tutti i prodotti disponibili in commercio per stabilire quale ha il prezzo e le caratteristiche più adatti alle vostre necessità.

 
  

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Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Anonimo
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Anche io avevo già denunciato la truffa a FB, sul sito dicono che i canali a pagamento si ricevono tramite tecnologia OTA, ma quelli che ne sanno un minimo di tecnologia sono ben consapevoli che OTA non è una tecnologia di ricezione, ma solo la sigla del metodo con cui vengono inviati gli aggiornamenti firmware di molti dei nostri dispositivi (smartphone, smart tv e altri) Dopo la denuncia la pubblicità è sparita (immagino di non essere stato da solo)…

Anonimo
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Crittografia questa sconosciuta

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La bufala dell’eredità da 3 milioni lasciata a Silvio Berlusconi

 

Bufala!

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Gira molto, in Rete, la storia di una 88enne dell’Aquila che avrebbe lasciato un’eredità milionaria a Silvio Berlusconi. È una bufala: creata dalla “fabbrica italiana delle fake news”

La storia fa più o meno così: una ottantottenne aquilana, deceduta 20 giorni fa, ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, ammontanti a 3 milioni di euro a Silvio Berlusconi. La notizia — riportata da alcune agenzie di stampa e ripresa da molti siti — è resa nota dall’avvocato Andrea Ferrari, che in una nota descrive il profilo della generosa signora: «Anna C. ex impiegata della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, originaria di L’Aquila ma con ultima residenza a Palermo», «venuta a mancare circa venti giorni fa, nubile e senza figli, proprietaria di ben 3 immobili, diversi terreni e due conti correnti», avrebbe deciso di lasciare il denaro «al Cavaliere in ragione – come si legge nel testamento – della riconoscenza per gli anni di lavoro passati insieme». Una vicenda curiosa: e completamente falsa. Anche questa, infatti — come molte altre, apparse nelle scorse settimane — non è che una bufala, messa in piedi da quella che Paolo Beltramin, sul Corriere, aveva descritto come «la fabbrica italiana delle fake news»: la fantomatica F.I.R., fondazione italiana risparmiatori.

La fondazione fantasma

«Il sito web ufficiale della Fir», scriveva Beltramin giorni fa, «la presenta come «un’associazione di consumatori e utenti, liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro e a base democratica e partecipativa». Nei contatti, però, non ci sono né un numero fisso né nomi propri, solo un cellulare anonimo. A una ricerca più approfondita, si scopre che la Fir non è nel registro delle fondazioni lombarde, non ha codice fiscale né partita Iva; lo stesso sito web è stato registrato appena quattro mesi fa, nella Repubblica Ceca. In compenso viene indicata la sede, davvero prestigiosa: via Tortona 37 a Milano, nel cuore del distretto della moda e del design, proprio dove in questi giorni è in scena il Salone del Mobile». E al numero di cellulare — lo stesso dell’avvocato Ferrari, quello della fantomatica 88enne dell’Aquila — chi risponde? Giorni fa, «Andrea Rossi, avvocato»: che aveva promesso di «spedirci via mail carta d’identità, atto fondativo e statuto della fondazione, riferimenti dei notai coinvolti: stiamo ancora aspettando»

 
  

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il Corriere

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La bufala su Alfie Evans: sarebbe un danneggiato da vaccino che le autorità vogliono eliminare

 

Qualcuno racconta sui social di essere alla ricerca di “prove” sul fatto che Alfie Evans sia nato sano e si sia ammalato per colpa dei vaccini. Ma è solo un comportamento da sciacallo di fronte a un caso di grande sofferenza umana

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La corte d’appello di Londra ha rigettato il ricorso presentato da Tom e Kate Evans, i genitori di Alfie, contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino dal Regno Unito verso un ospedale italiano. Secondo i giudici, che hanno motivato la propria decisione, il trasferimento verso il nostro Paese sarebbe sostanzialmente inutile, viste le attuali precarie condizioni di salute del piccolo Alfie.

In questa vicenda complessa, che tocca temi non solo scientifici ma anche etici e politici, si inseriscono poi le tesi del tutto infondate di chi sostiene di aver capito da dove deriva la malattia di Alfie e come mai ci sia un (relativo) ostruzionismo politico e amministrativo.

In sintesi, secondo i sostenitori di una delirante teoria del complotto, Alfie si sarebbe ammalato a causa delle vaccinazioni, avendo sviluppato la malattia solo a partire da qualche mese dopo la nascita. Come se non bastasse, spiegano i complottisti, le autorità sanitarie e politiche sarebbero a conoscenza di quanto la malattia di Alfie sarebbe correlata ai vaccini, e proprio per questo starebbero tentando di accelerare la morte del bambino, in modo da distruggere quanto prima le fantomatiche provedell’accaduto.

Ovviamente gli elementi a sostegno di questa teoria – che qualcuno su Facebook dice di avere ormai raccolto, pur senza spiegare di che cosa si tratta – sono del tutto inesistenti. Nonostante per il momento non sia ancora stata fatta una diagnosi certa del disturbo di Alfie, è stato verificato che si tratta di una patologia neurodegenerativa, probabilmente una rara malattia mitocondriale che si è sviluppata progressivamente dopo la nascita e che ha costretto il bambino a vivere nel reparto di terapia intensiva di un ospedale da quando aveva sette mesi di vita.

Per i medici, la possibilità che la malattia sia imputabile ai vaccini è così remota che non è stata nemmeno presa in considerazione, dato che è invece molto probabile che l’origine del disturbo sia di tipo genetico e dunque ereditario.

I due genitori stanno tentando tutte le possibili vie per fare in modo che l’assistenza ad Alfie sia garantita più a lungo possibile, incluso anche il racconto online della vita del bambino, ma né loro né altri hanno mai parlato di vaccinazioni, tanto che non è nemmeno scritto a quali iniezioni di immunizzazione il neonato sia stato sottoposto nel corso della sua breve vita.

Tra l’altro non si trova traccia di una simile tesi di correlazione vaccino-malattia nelle fonti online britanniche, dunque pare che la teoria di complotto su Alfie sia un’esclusiva italiana, di cui di certo non c’è da andar fieri. Anche se per ora è difficile fare una stima di quanti siano i sostenitori di questa scellerata idea, sfruttare un caso mediatico per fare becera propaganda contro i vaccini (peraltro senza portare prove ma solo dichiarazioni infondate) ha portato a definire tali tecniche di utilizzo dei social network come uno sciacallaggio.

 
  

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La bufala dell’UFO transitato davanti alle cascate cinesi

BUFALA!

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Sta circolando in rete (con tante visualizzazioni e condivisioni) un video in cui un oggetto volante non identificato, un UFO, transita tranquillamente di fronte ad una cascata piena di turisti. Il video  vorrebbe sottolineare che, ormai, la gente non è più interessata ad astronavi aliene, oppure è inibita.

Quindi gli alieni ci stanno invadendo ma a nessuno importa.

Vediamo il video, ovviamente un fake…

 

 

Perchè è un fake?

Il video è falso perchè è un videomontaggio, l’ UFO è stato inserito in un vecchio video che è in rete da qualche anno.

 

Ecco il video originale, stessa cascata, stessa gente ma niente UFO, quello è stato aggiunto in seguito con un programma di videoediting.

 

Cose dell’altro mondo insomma!

 
  

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