UN VACCINO CONTRO IL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO

A meno di un anno dalla messa in commercio negli Stati Uniti, anche in Italia è disponibile Gardasil, il vaccino contro il tumore del collo dell’utero prodotto da Sanofi Pasteur Msd

A meno di un anno dalla messa in commercio negli Stati Uniti, anche in Italia è disponibile Gardasil, il vaccino contro il tumore del collo dell’utero prodotto da Sanofi Pasteur Msd L’8 giugno 2006 le autorità sanitarie degli Stati Uniti hanno approvato il Gardasil. Nell’Unione Europea il Gardasil ha ottenuto la licenza il 20 settembre 2006.

Quali sono gli ingredienti e a che scopo viene impiegato il vaccino?

Gli ingredienti principali del Gardasil sono proteine purificate inattive provenienti da tipi 6, 11, 16 e 18 di HPV. Il vaccino contiene inoltre idrossifosfato amorfo di alluminio solfato, cloruro di sodio, L-istidina, polisorbato 80, borato di sodio e acqua per iniezioni.
Gardasil è pertanto un vaccino che contribuisce a prevenire alcune malattie provocate da determinati tipi di Papillomavirus umano (HPV): 6, 11, 16, 18.

L’HPV è un virus comune. Nel 2005 negli Stati Uniti, è stata stimata la presenza di 20 milioni di individui contagiati da questo virus. Esistono molti tipi diversi di HPV, di cui alcuni sono innocui. Altri possono causare malattie della zona genitale. In molti casi il virus scompare da solo. Quando il virus non scompare, esso, a seconda del tipo, può provocare l’insorgenza di cancro cervicale, lesioni precancerose o verruche genitali. Sempre nel 2005 negli Stati Uniti, si è stimato che almeno il 50% degli individui sessualmente attivi contrae l’HPV nel corso della vita. Sono a rischio maschi e femmine di qualsiasi età che svolgono qualsiasi tipo di attività sessuale che comporti contatto genitale. Molti individui affetti da HPV possono non presentare alcun segno o sintomo. Questo significa che possono trasmettere il virus ad altri senza esserne consapevoli.

In particolare il vaccino è utile per prevenire:

  • la displasia di alto grado del collo dell’utero (CIN 2/3)
  • le lesioni cervicali anomale e precancerose
  • lesioni vaginali e vulvari anomale e precancerose
  • le verruche genitali (condilomi)
  • Il cancro cervicale (o del collo dell’utero)

Il cancro della cervice uterina è uno dei tumori più comuni nel mondo e risulta particolarmente frequente nei paesi in via di sviluppo, dove rappresenta la maggiore causa di morte nella donna tra i 35 e i 45 anni. Una stima recente prevede nel mondo 440.000 nuovi casi ogni anno, di cui l’80% nei paesi in via di sviluppo. Il tumore del collo dell’utero è la quarta neoplasia per frequenza nella donna e rappresenta il 6% di tutte le neoplasie femminili con circa 3700 nuovi casi in Italia per anno.
La mortalità per questa neoplasia in Italia è di 4 casi su 100.000 e si è ridotta di circa un terzo rispetto agli anni ’50, a seguito di una più precoce diagnosi dovuta soprattutto ad una sempre maggiore sensibilizzazione della popolazione femminile.
Il cancro cervicale è provocata da alcuni tipi di HPV che possono causare alterazioni nelle cellule del rivestimento della cervice, che passano dallo stato normale a quello di lesioni precancerose. Queste, se non vengono curate, possono trasformarsi in cellule cancerose.
Le verruche genitali sono anch’esse provocate da certi tipi di HPV. Spesso hanno l’aspetto di escrescenze color pelle. Sono presenti all’interno o all’esterno dei genitali. Possono presentare dolore, prurito, sanguinamento e provocare fastidio. Queste lesioni di solito non sono precancerose. A volte, per eliminarle, occorrono più trattamenti.

GARDASIL aiuta a prevenire queste malattie, ma non le cura. La sua assunzione ovviamente non potrà provocare queste malattie.

Come si somministra il Gardasil?

La vaccinazione primaria consiste di 3 dosi distinte da 0,5 ml, somministrate possibilmente secondo la schedula vaccinale: 0 (ovvero la prima dose viene somministrata in una data scelta dalla paziente e dal suo medico), 2, 6 mesi (ovvero rispettivamente 2 e 6 mesi dopo la prima dose). Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.
Il vaccino deve essere somministrato per iniezione intramuscolare. Il sito preferito è la regione deltoidea del braccio o l’area antero-laterale superiore della coscia. Non deve essere iniettato per via intravascolare. Le somministrazioni per via sottocutanea e intradermica non sono state studiate e, pertanto, non sono raccomandate.
La vaccinazione non è sostitutiva di un periodico screening per il cancro cervicale. Le donne che assumono Gardasil devono continuare a sottoporsi allo screening per il cancro cervicale, ovvero al Pap-test. Infatti, poiché nessun vaccino è al 100% efficace e poiché Gardasil non protegge contro i tipi HPV non contenuti nel vaccino o contro infezioni preesistenti da HPV, l’abituale screening del collo dell’utero mantiene importanza critica e deve essere effettuato in accordo con le raccomandazioni locali.

Il Pap-test è un esame citologico proposto per la prima volta da Papanicolaou nel 1943 e rappresenta un modo per esaminare le cellule che si raccolgono dalla cervice uterina e dalla vagina, che permette di individuare precocemente una lesione precancerosa o cancerosa localizzata al collo o al corpo dell’utero o alla vagina stessa. L’indagine evidenzia anche infezioni e infiammazioni.
Si tratta di un esame veloce e indolore che viene eseguito ambulatorialmente o in ospedale. Va effettuato almeno 4-5 giorni dopo la fine delle mestruazioni.
Il ginecologo inserisce lo speculum in vagina: un campione di cellule viene prelevato nella cervice e attorno la cervice, tramite una spatola, un tampone di cotone o una piccola spazzola cervicale.
Il campione viene posto su un vetrino, fissato e inviato in laboratorio per essere colorata.
GARDASIL non sostituisce i programmi di screening esistenti per il tumore del collo dell’utero (Pap-test).

A chi può essere somministrato il Gardasil?

Gardasil è destinato alle bambine e alle donne dai 9 a 26 anni. L’indicazione è basata sulla dimostrazione di efficacia in donne adulte di età compresa tra 16 e 26 anni e sulla dimostrazione dell’immunogenicità in bambine e adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni. Il Gardasil dovrebbe essere somministrato alle donne non infettate da HPV. Gli studi clinici hanno comunque dimostrato che le donne colpite, di recente o in passato, da infezione con uno o più tipi di HPV tra quelli previsti dal vaccino, sono rimaste protette dalle malattie provocate dagli altri tipi di HPV per i quali il vaccino è stato creato. Quindi anche in chi ha già contratto l’HPV, Gardasil potrà essere di beneficio. Ciò è possibile proprio perché la maggior parte degli individui non è contagiata da tutti e quattro i tipi di HPV contenuti nel vaccino. Esistono, infatti, più di 100 tipi di HPV; Gardasil contribuisce alla protezione dagli HPV 6, 11, 16 e 18. Questi 4 tipi di virus sono stati scelti perché provocano circa il 70% dei casi di cancro cervicale e circa il 90% delle verruche genitali.
Il vaccino non ha, però, mostrato effetti terapeutici, pertanto non è indicato per il trattamento del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado del collo dell’utero, della vulva e della vagina o dei condilomi genitali. Il vaccino non è altresì indicato per prevenire la progressione di altre lesioni già esistenti correlate con il papillomavirus umano.

GARDASIL è destinato alle bambine e alle donne tra i 9 e i 26 anni.

Chi non deve fare uso di Gardasil?

Il vaccino non può essere assunto dalle persone allergiche a uno o più ingredienti contenuti nel vaccino e a chi ha sviluppato una reazione allergica dopo aver ricevuto una dose del vaccino.
Devono parlare con il medico di riferimento prima di assumere il vaccino anche tutte le donne che hanno problemi di coagulazione poiché può verificarsi un sanguinamento a seguito della somministrazione per via intramuscolare. Allo stesso modo devono preventivamente rivolgersi al professionista medico-sanitario di riferimento le donne che hanno un deficit del sistema immunitario (ad esempio a causa di difetti genetici o di infezione da HIV) e le donne in stato di gravidanza o che intendono avere un bambino. Il Gardasil non dovrebbe essere assunto in presenza di una qualsiasi malattia febbrile grave in fase acuta e in caso di assunzione concomitante di altri farmaci. L’uso di contraccettivi ormonali non sembra abbia influenzato la risposta immunitaria a Gardasil. Nel corso degli studi clinici, infatti, il 57,5% delle donne (di età compresa tra 16 e 26 anni) che hanno ricevuto Gardasil faceva uso di contraccettivi ormonali.
Gardasil non è raccomandato per l’impiego nelle bambine di età inferiore ai 9 anni, poiché i dati di immunogenicità, sicurezza ed efficacia in questa fascia di età non sono sufficienti. L’efficacia protettiva, infine, non è stata dimostrata nei maschi.

L’uso dei contraccettivi ormonali non sembra influenzare la risposta al vaccino. Il vaccino non deve essere assunto dalle donne in stato di gravidanza.

Quali sono i possibili effetti collaterali del vaccino?

Come per tutti i vaccini, anche Gardasil potrebbe presentare alcuni effetti collaterali. Gli effetti collaterali segnalati più di frequente sono:

  • dolore, gonfiore, prurito e arrossamento nel punto di iniezione
  • febbre
  • nausea
  • vertigini

Molto raramente è stata segnalata difficoltà di respirazione (broncospasmo). In caso di insorgenza di sintomi insoliti o gravi dopo avere ricevuto il vaccino, è necessario contattare immediatamente il professionista medico-sanitario di riferimento. Negli studi clinici solo pochi soggetti (0,2%) hanno complessivamente interrotto la sperimentazione a causa di reazioni avverse.

In caso di effetti indesiderati rivolgersi al medico.

Qual è la copertura e quanto dura la protezione del vaccino?

Analogamente a qualsiasi altro vaccino, Gardasil non protegge necessariamente in modo completo tutti i soggetti che vengono vaccinati. La durata della protezione conferita dal vaccino non è attualmente nota. Un’efficacia protettiva prolungata è stata osservata per un periodo di 4 anni e mezzo dopo il completamento del ciclo di 3 dosi. Sono in corso studi di follow-up a più lungo termine.

L’uso dei contraccettivi ormonali non sembra influenzare la risposta al vaccino. Il vaccino non deve essere assunto dalle donne in stato di gravidanza.

A chi viene fornito il Gardasil?

Il Ministero della Salute ha previsto nell’immediato futuro l’offerta gratuita in Italia di Gardasil per tutte le dodicenni. È stata scelta la fascia di età dei dodici anni per la vaccinazione gratuita perché si ritiene che in questa età non si sia avuto ancora alcun rapporto sessuale e perché a quella età le ragazze sono chiamate per fare i richiami di altre vaccinazioni. Per il momento, al di là dell’offerta pubblica, tutte le donne che vogliono proteggersi devono acquistare le tre dosi di Gardasil in farmacia presentando la ricetta del proprio medico.

Gardasil verrà offerto gratuitamente in Italia a tutte le dodicenni.

Quanto costerà il vaccino?

Il costo del vaccino in farmacia sarà di 188,15 euro a dose, per un totale di 564,45 euro per le tre somministrazioni.

     
 
 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
2 Commenti a questo Articolo
  • Maria Stella Nalesso
    18 febbraio 2017 at 00:09
    Replica al Commento

    x me lo provoca

  • Marco Dimitri
    25 febbraio 2017 at 18:57
    Replica al Commento

    Dove l’hai letto che i vaccini provocano i tumori, su Famiglia Cristiana? Comunque i commenti devono essere coerenti ed affermare che i vaccini provocano il cancro oltre che antiscientifico è pure stupido. Se hai riscontri scientifici sulla tua opinione pubblicali altrimenti taci

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