Contattaci

Bufale

Un’esplosione nucleare in Corea del Nord può provocare terremoti anche in Italia?

Pubblicato

il

Il test nucleare effettuato in Corea del Nord nella notte tra sabato e domenica della settimana scorsa ha provocato due scosse sismiche molto intense, di magnitudo pari a 6,3 e 4,6 della scala Richter . L’evento ha rinnovato l’interesse, sui media e sui social, riguardo al tema della sismicità indotta dalle esplosioni di ordigni atomici. E, come di consueto, insieme alle tante spiegazioni tecniche e scientifiche ha trovato spazio anche qualche teoria strampalata, che vorrebbe collegare gli eventi sismici italiani con ciò che accade dall’altra parte della Terra. Abbiamo raccolto qui alcune informazioni a proposito di ciò che dice la scienza sulla correlazione tra bombe nucleari e terremoti, su che cosa è certo, possibile o davvero improbabile.

Gli ordigni nucleari causano terremoti immediati

Su questo non c’è alcun dubbio. La disciplina che si occupa di tracciare i sismi provocati dalle esplosioni, ossia la sismologia forense, è nata più di 70 anni fa all’epoca dei primi test nucleari statunitensi.

Le scosse dovute alle detonazioni sono più percepibili se l’ordigno si trova vicino alla superficie terrestre, mentre le vibrazioni si fanno molto più lievi se il test viene effettuato nel sottosuolo. Dalla Guerra Fredda in poi, i test vengono di solito eseguiti nel sottosuolo (anche per questioni di sicurezza e di contenimento delle radiazioni), e la rilevazione delle onde sismiche generate richiede un raffinato sistema di monitoraggio dislocato su tutto il Pianeta, che comprende una rete di sismometri a cui si uniscono altri sistemi come i rivelatori di infrasuoni e di onde d’urto sottomarine.

 

 

A oggi si stima che nel mondo siano avvenute 2mila esplosioni nucleari, di cui i tre quarti sottoterra. Non di rado le scosse di terremoto raggiungono il quinto o il sesto grado della scala Richter.

Spesso è semplice riconoscere un terremoto di origine nucleare

Gli indizi per capire se un sisma ha avuto origine da una forte esplosione sono principalmente di due tipi. Il primo metodo si basa sull’analisi cronologica delle onde sismiche, ossia delle differenze nel tempo di arrivo delle onde P, S e superficiali. Tra i dati ricavati ci sono la magnitudo, la posizione dell’epicentro e soprattutto la profondità a cui la scossa si è originata, che è l’informazione più preziosa. Il motivo è che la profondità massima a cui oggi è possibile piazzare un ordigno artificiale è dell’ordine delle centinaia di metri o al massimo di qualche chilometro: dunque se una scossa ha un ipocentro a profondità di una decina di chilometri o superiore, allora è improbabile che sia stata causata da un test nucleare. Spesso una ulteriore conferma arriva anche dalla posizione dell’epicentro, che può indicare o meno un’area geografica plausibile per il test.

L’altro possibile metodo deduttivo si basa sullo studio della forma delle onde raccolte dai sismografi. Le esplosioni atomiche presentano onde P più intense rispetto alle onde S se confrontati con i terremoti di origine naturale. Inoltre, un sismogramma generato da un’esplosione ha una struttura di solito molto più semplice rispetto al caso di un terremoto naturale, caratterizzato invece da diagrammi molto più complessi e articolati.

Fin dove arriva un terremoto?

Un terremoto di magnitudo pari a 5 può essere avvertito anche a centinaia di chilometri di distanza dall’epicentro, e per magnitudo superiori si può arrivare anche nell’ordine delle migliaia di chilometri, a seconda delle caratteristiche dei suoli. Tuttavia è assolutamente improbabile che una detonazione avvenuta dall’altra parte del globo possa essere avvertita in Europa, poiché le onde sismiche non possono propagarsi in superficie per distanze così lunghe, né tantomeno possono attraversare il Pianeta Terra passando per il nucleo.

Esplosioni e terremoti indotti: tra certezze e studi in corso

Un po’ come nel caso del fracking e delle trivellazioni, anche per i test nucleari si sta cercando da tempo una possibile correlazione con eventi successivi di sismicità stimolata o in qualche modo indotta da un’esplosione. Secondo la Usgs (United States Geological Survey) non esistono a oggi prove che dimostrino un legame di causa-effetto tra ordigni nucleari e forti terremoti a distanza di ore o giorni, nonostante in passato ci siano stati alcuni casi sospetti di scosse molto potenti avvenute in prossimità spaziale e temporale con i test. Anche ammesso che possa esistere una sismicità indotta di questo tipo (si tratta di un’ipotesi comunque ritenuta poco probabile, tanto che gli esperti parlano di coincidenze), il raggio entro cui si potrebbero generare gli eventi sismici indotti è comunque al più di un migliaio di chilometri rispetto al luogo dell’esplosione atomica. Altri scienziati riducono questo raggio d’azione ad appena 40 chilometri. Dunque a doversi preoccupare di questo fenomeno sono eventualmente, oltre al Paese che effettua i test, gli Stati confinanti.

A sostegno della non-correlazione tra esplosioni e terremoti successivi c’è anche una questione di intensità delle deformazioni: un’esplosione nucleare, infatti, ha un effetto sulle placche tettoniche cento volte più piccolo rispetto ai quotidiani fenomeni mareali.

Ma c’è chi non ci sta e propone teorie alternative. Su Facebook, ad esempio, in questi giorni si legge che le onde sismiche sarebbero in grado di viaggiare attraverso la Terra e provocare “anche i nostri terremoti”. I test nucleari sarebbero, secondo questa teoria del complotto, eseguiti con l’appoggio dei “geologi pagati dalle multinazionali del nucleare”. Tuttavia, oltre che poco sensate dal punto di vista logico, queste storie prive di fondamento scientifico non trovano alcun riscontro in pubblicazioni o documenti.

Cosa sappiamo dell’ultimo test di Kim Jong Un

Tutte le informazioni a proposito dell’esplosione dello scorso weekend sono state dedotte grazie a un raffinato sistema di monitoraggio gestito da Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti. Oltre alle già citate analisi delle onde sismiche, una conferma ulteriore dell’avvenuta esplosione atomica potrebbe derivare dall’analisi dei radionuclidi dispersi nell’area circostante, di cui però ancora non ci sono informazioni.

A facilitare il lavoro degli analisti ci sono però le esplosioni dei precedenti test nucleari, utili per fare confronti di intensità e cogliere analogie e differenze rispetto agli altri esperimenti. In tutti i casi le esplosioni sono avvenute nella stessa area, a pochi chilometri di distanza, dunque anche le caratteristiche del terreno sono molto simili e si può evitare la complicatissima fase di analisi delle proprietà del suolo. Per questo tutti concordano nel riconoscere che l’esplosione è stata 6 volte più potente di quella di Nagasaki ed è la più forte tra tutte le 6 detonazioni avvenute in Corea del Nord, mentre è difficile avere conferme sul fatto che si sia trattato di una bomba H.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Scrivi un commento

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

Bufale

La Bufala di Mario Monti indagato

Pubblicato

il

La bufala riporta una notizia che avrebbe origine dal sito Video Italia . La falsa notizia è questa:

“Ha favorito le banche”: Finalmente indagato Mario Monti, il traditore del popolo italiano!

Il governo di Mario Monti e due ex ministri dell’Economia sono sotto inchiesta. L’operazione derivati traMorgan Stanley e il Tesoro chiusa tra il 2011 e il 2012 avrebbe provocato danni erariali per circa 4 miliardi di euro. La procura regionale del
Lazio della Corte dei conti, dopo aver terminato la fase istruttoria, ha presentato alla banca Usa e ad alcuni ex dirigenti del Tesoro quello che in gergo si chiama l’invito a dedurre.

Tra i nomi interessati dalla procedura ci sono Maria Cannata, attuale direttore del Debito, il suo predecessoreVincenzo La Via,Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro poi passato proprio a Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui ex direttore generale del Tesoro. Siniscalco e Grilli sono poi diventati ministri dell’Economia.
In piena tempesta spread – L’istruttoria è stata avvita dalla Corte dei conti all’inizio del 2016. A far scattare la macchina della magistratura è stata la procedura che ha consentito a Morgan Stanley di chiudere anticipatamente, dall’oggi al domani, contratti stipulati con lo Stato italiano per un valore di 3,1 miliardi. L’operazione è stata resa possibile da una clausola, che permetteva appunto alla banca di recedere dai contratti stipulati nei primi anni del 2000, nel caso in cui si fossero verificate particolari situazioni.

Clausola che l’istituto di credito ha deciso di utilizzare nel pieno della crisi del 2011, che ha portato lo spread italiano ha raggiungere numeri da capogiro, ottenendo 3,1 miliardi di euro. A questa cifra si dovrebbero poi aggiungere gli interessi, legati al costo del finanziamento che è stato aperto per coprire il buco creato, che porterebbero il totale a 4 miliardi di euro.
“Il governo favoriva le banche” – Nella relazione dei giudici si leggono accuse pesanti: i comportamenti del ministero a volte sembravano volti “unicamente e senza un valido motivo, a favorire” le banche. Si nota poi “l’anomalo collegamento tra i giudizi di rating e la formazione dei contratti di derivati, cui a volte consegue l’emersione di una situazione di conflitto d’interessi tra le società di rating e gli istituti bancari”. Sullo sfondo, il caos politico che portò alla caduta di Silvio Berlusconi e all’arrivo del governo tecnico targato Monti, con l’occhio benevolo di Ue, Bce e Fmi.

La notizia è diffusa anche dal Sito “Informazione Libera” noto aggregatore di notizie atte ad attirare l’attenzione e conquistare  click.

 

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Continua a leggere

Bufale

Bufala: in cielo appare la croce di Gesù. La foto che sta esaltando i credenti è un falso

 

Bufala!

Pubblicato

il

Ennesima versione di una vecchia bufala itinerantepubblicata sul blog La Repubblica Italia il 25 marzo 2018: Ci sono storie incredibili, come quelle di apparizioni fulminee, che in un baleno, ridanno speranza e fiducia alle persone di tutto il mondo. Sì, perché questa è la storia di Adamo Cadmoni, studente della provincia catanese in volo verso Amsterdam con degli amici per una vacanza di piacere post-esami.

Adamo, ad un certo punto, ha scattato quella che potrebbe essere la foto del decennio, forse del secolo: “Ero seduto sul posto accanto al finestrino e ho visto comparire quella visione. Inizialmente non ho creduto ai miei occhi, così ho chiesto confermai ai miei compagni di posti che increduli non hanno potuto che confermare le mie visioni.

Quella in cielo, a 5000 metri di altezza era una croce di Cristo, una visione, un miracolo, chiamatelo come vi pare, abbiamo fatto decine di foto più o meno buone a quella immagine che ha lasciato tutti noi a bocca aperta per alcuni minuti. Subito dopo, si è smaterializzata di fronte ai nostri occhi, causando un senso di grande gioia e rivelazione. Che incredibile emozione”. Adamo ha rilasciato la foto a bufale.net che ha potuto, quindi, pubblicarla in anteprima. Secondo l’esperto cristologico, Josef Lakatena si tratta di miracolo: “Il Signore, quasi per legge di vicinanza, si manifesta quanto più in alto. Non è raro trovare testimonianze di alcuni astronauti che dicono di aver visto il volto di Dio nell’universo. Bene, questa volta ha voluto dare un segno divino più in basso, incredibile ma vero, come si dice, le vie del signore sono infinite, è proprio così”. Vi lasciamo a meditare sulla foto che sta facendo da alcune ore il giro del web.

Parliamo di nuova versione in quanto, in precedenza, lo stesso testo era stato pubblicato dal Fatto Quotidaino con Bari come teatro dell’inesistente manifestazione divina. Riflettiamo, ancora una volta, sui nomi di fantasia: Adamo Cadmoni altro non è che la parodia del nome di Adam Kadmonpersonaggio di fantasia che compariva nella trasmissione televisiva Mistero.

Josef Lakatena, invece, compare in tutti i siti diffusori di bufale.

 Si tratta, dunque, di una bufala-zombie riproposta oggi da un blog in una nuova versione.
 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

Bufale.net

Continua a leggere

Bufale

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

 

Bufala!

Pubblicato

il

Molti ne hanno parlato con l’entusiasmo affascinato di chi è spettatore di un evento epocale. Qualcun altro l’ha definita una manovra pubblicitaria ben congegnata con un valore scientifico del tutto marginale. Ma su una cosa tutti sembravano essere d’accordo: la Tesla Roadster di Elon Musk è stata davvero lanciata nello Spazio con il razzo Falcon Heavy lo scorso martedì 6 febbraio.

E invece no, già poche ore dopo il lancio – e via via nei giorni a seguire – hanno iniziato a diffondersi online video caricati su YouTube e articoli che spiegavano perché, secondo quanto sostenuto dagli autori di quei contenuti, tutto l’evento non fosse che l’ultima messa in scena da parte delle agenzie spaziali per farci credere che siamo in grado di andare nello Spazio e che la Terra non è piatta.

Ecco allora una lista delle obiezioni sollevate da complottisti vari, nostrani e non, per sostenere che la diretta del lancio sia stata solo una bufala. Per ciascuna di queste fantomatiche incongruenze esiste una spiegazione ben precisa.

1. Perché l’automobile è stata ripresa da angolazioni diverse?
Sarà forse perché tutte le immagini sono state raccolte in uno studio televisivo? No, molto più semplicemente, la Tesla Roadster è stata lanciata insieme a una base e a una serie di intelaiature e supporti, sui quali erano installate le telecamere. Ovviamente i punti da cui effettuare le riprese sono stati accuratamente studiati per evitare che le telecamere si inquadrassero reciprocamente, dunque durante la diretta del lancio nessuno ha potuto vedere né i supporti né le apparecchiature di ripresa.

Il piccolo trucchetto cinematografico ha sicuramente aumentato la spettacolarità del filmato, ma ha alimentato anche i sospetti dei più scettici. Tuttavia, a fugare ogni dubbio è stata un’immagine pubblicata già prima del lancio e che mostra esattamente la posizione delle telecamere e dei supporti.

tesla spazio

2. Perché l’illuminazione cambia e compaiono delle ombre?

L’automobile e la sua intelaiatura non erano dotate di alcuna sorgente luminosa, dunque tutta la luce che ha permesso di eseguire le riprese era quella naturale. Dato che nella sua orbita l’auto è stata sottoposta a diverse condizioni di illuminazione in base alla sua posizione relativa al Sole, l’effetto (spettacolare) che ne è derivato è stata l’enorme varietà di giochi di luci e ombre. Inevitabile che in certi momenti anche i supporti proiettassero le loro ombre sulla carrozzeria della Roadster. Le ombre, semmai, sono una prova dell’originalità del video, non che si tratta di una messa in scena.

3. Esistono conferme indipendenti della veridicità del lancio?

Molte, moltissime. A parte le agenzie spaziali di tutto il mondo (che per i sostenitori delle teorie del complotto sono dei complici, quindi non si contano), astrofili e astrofili hanno raccolto prove che l’automobile fosse davvero in volo. Ma sappiamo che, per chi non vuol sentir ragioni, si potrebbero trovare decine o centinaia di testimonianze e non si risulterebbe comunque convincenti. A titolo di esempio, ecco che cosa ha raccolto il Virtual Telescope Project inquadrando l’automobile.

4. Perché al Kennedy Space Center le nuvole si spostavano a caso?

Si tratta di una tesi rilanciata da un video caricato su YouTube, nel quale si sostiene che due piccole nubi che all’inizio si trovano a destra della rampa di lancio a un certo punto si spostino sulla sinistra, svelando (secondo l’autore) chissà quale mistificazione. In realtà il confronto proposto riguarda immagini riprese da telecamere diverse, quindi c’è anzitutto una questione di prospettiva che dipende dal punto di osservazione. Inoltre, le nubi delle due immagini non sono affatto uguali, come si può notare anche nello stesso video complottista.

5. Perché al momento dell’uscita della Roadster si vede un lampo di luce?

In un altro video visibile su YouTube si sostiene che la prova incontrovertibile che si tratta di una messa in scena si trovi al momento dell’uscita dell’automobile dal corpo del razzo. In quell’istante si vede un forte bagliore, che viene presentato come “un modo per risolvere un problema tecnico legato allo schermo verde” al momento del “cambio di sfondo” tra l’ambiente interno al razzo e lo Spazio. La tesi del video sarebbe rafforzata, secondo chi lo ha caricato online, dal fatto che almeno un fotogramma della sequenza è completamente bianco, e dunque rappresenterebbe il passaggio tra le due ambientazioni artificiali. La spiegazione, invece, è che nel passaggio all’esterno sono cambiate le condizioni di luminosità, quindi le telecamere hanno avuto bisogno di qualche frazione di secondo per regolare automaticamente le condizioni di ripresa, risultando accecate per qualche decimo di secondo.

5. Elon Musk in persona ha dichiarato che si tratta di un falso?

Assolutamente no, ha affermato proprio il contrario. Con una battuta durante la conferenza stampa, Musk ha detto che “possiamo essere sicuri che sia tutto vero perché sembra terribilmente un falso”, facendo riferimento a quanto le immagini dello Starman siano stravaganti ed eccentriche.

6. Nel video si vede che la Terra è piatta o addirittura concava?
Si tratta di un’effetto di distorsione ottica dovuto alle lenti. In alcuni fotogrammi raccolti dalle telecamere esterne del razzo Heavy Falcon la Terra appare, sul bordo sinistro dell’immagine, effettivamente deformata. Così, armati di righello, i sostenitori del terrapiattismo hanno verificato che in quei fotogrammi la superficie della Terra non solo appare diritta, ma leggermente ricurva dalla parte opposta. Anziché essere sferica, dunque, la Terra sarebbe a forma di conca: il celebre terraconchismo.

7. Le immagini della Terra mostrate sullo sfondo sono false?

In un video in italiano caricato su YouTube si sostiene proprio questo, dicendo che nelle immagini della Terra si vede troppa acqua. La prova schiacciante sarebbe dunque che, nel presunto video-montaggio, chi ha costruito il filmato avrebbe deciso di mettere sullo sfondo una foto della Terra diversa da quella che ci hanno sempre mostrato. Forse l’ideatore del video non sa che la Terra è coperta per più di due terzi da acqua, e inoltre sostiene che non ci siano terre emerse sulla base di un’immagine sfocata e con il globo terrestre in buona parte coperto da formazioni nuvolose.

8. Le formazioni nuvolose restano identiche anche a distanza di giorni?

Sì, se riguardi sempre lo stesso video in loop. In un contenuto caricato su YouTube nei giorni scorsi e ora rimosso (qui il link originale) si sostiene che tutta l’operazione di Elon Musk sia un falso poiché la Tesla Roadster sembra percorrere sempre la medesima orbita intorno alle Terra e nelle immagini sullo sfondo la superficie terrestre appare coperta sempre dalle stesse identiche conformazioni nuvolose. Peccato che l’abile smascheratore di truffe non si sia accorto che stava seguendo una diretta video fake rimandata in loop da qualche canale YouTube, che ritrasmetteva a ciclo continuo le immagini ufficiali di SpaceX durate solo qualche ora. (Esistono canali YouTube, infatti, che sull’onda del successo mediatico dell’operazione stanno continuando a trasmettere le immagini attraverso dirette video simulate, per accaparrarsi qualche click in più.) Smascherato dagli utenti, autore del video lo ha prontamente cancellato.

9. Dallo sfondo dell’inquadratura sono state rimosse le stelle?
In buona parte delle riprese che ritraggono l’automobile non è possibile individuare le stelle. Si tratta di un’obiezione complottista sollevata già altre volte in occasione delle riprese relative alla Stazione Spaziale Internazionale: la spiegazione, dunque, è sempre la stessa. Le stelle sono visibili dalla superficie terrestre e ancora meglio dallo Spazio (ossia fuori dall’atmosfera), ma per catturarle in un’immagine occorre che il sistema di ripresa sia nelle condizioni adeguate. Se nell’inquadratura sono presenti corpi molto luminosi come la Terra o, in questo caso, un’automobile direttamente investita dalla luce solare, il tempo di esposizione deve essere mantenuto basso. Ciò impedisce di raccogliere nell’immagine gli elementi meno luminosi, come ad esempio le stelle. In alcune sequenze del video più buie, però, le stelle sono visibili, come si può vedere facilmente in questo video intorno alla posizione 3:36:20 (soprattutto nell’angolo in basso a sinistra dell’inquadratura).

Ci sono poi una serie di altri evergreen del complottismo che sono emersi di nuovo, ma che probabilmente non meritano di essere approfonditi perché già sentiti e risentiti. Fra questi, l’idea che la Tesla Roadster non fosse nello Spazio ma sott’acqua (e che dunque i minuscoli bagliori luminosi sullo sfondo non fossero in realtà stelle ma bollicine d’aria), che tutta la SpaceX non sia altro che una costola della Nasa sfruttata per fare propaganda spaziale, che nelle immagini ci siano una serie di foto-ritocchi e che non possa esistere un’automobile di un materiale così robusto da resistere nello Spazio.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 
Crediti :

Wired

Continua a leggere

Newsletter

Bufale

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...