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Usa: disumana esecuzione in Oklahoma, Obama “preoccupato”

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INIEZIONE_LETALE-300x205Washington, 2 mag. – Barack Obama e’ “profondamente preoccupato” per l’esecuzione in Oklahoma di un uomo, morto dopo 43 minuti di agonia per un problema nella somministrazione dell’iniezione letale. Il presidente americano ha sottolineato che ci sono crimini cosi’ atroci da meritare la pena capitale, ma ha avvertito che l’incidente di martedi’ scorso solleva “questioni importanti su come venga applicata la pena di morte”. Clayton Lockett, condannato per stupro e omicidio, e’ morto secondo i funzionari del carcere per la rottura di una vena, durante la somministrazione dei tre farmaci previsti in un nuovo protocollo ancora non testato.

“Quel che e’ successo in Oklahoma e’ profondamente preoccupante”, ha detto Obama nel corso della conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con il cancelliere tedesco, Angela Merkel. “L’individuo che e’ stato sottoposto alla pena capitale aveva commesso crimini atroci, terribili”, ha aggiunto il presidente, “e ho gia’ detto in passato che ci sono determinate circostanze in cui un crimine e’ cosi’ terribile che l’applicazione della pena di morte puo’ essere appropriata”, ha sottolineato Obama che ha portato l’esempio di “omicidi di massa e uccisioni di bambini”. “Ma ho anche detto che nell’applicazione della pena di morte in questo Paese, abbiamo visto problemi significativi e pregiudizi razziali, con un’imparziale applicazione della pena capitale, situazioni in cui ci sono individui nel braccio della morte che poi vengono scoperti innocenti, poiche’ ci sono prove che li discolpano. Tutto questo”, ha concluso Obama, “penso debba sollevare questioni significative su come la pena di morte viene applicata”.

 

AGI

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Canada, furgone travolge i passanti a Toronto: 10 morti e 15 feriti, preso il guidatore

Un testimone: “Ha guidato per centinaia di metri falciando le persone una ad una”. Lʼattentatore è uno studente 25enne di origine armena

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In Canada un furgone bianco ha travolto una decina di persone che camminavano lungo un marciapiede nel centro di Toronto, dove si sta svolgendo il G7. L’incidente è avvenuto intorno alle 13:30 ora locale, le 19:30 in Italia. Il bilancio è di almeno 10 morti e 15 feriti, 4 dei quali gravi. Il guidatore, il 25enne Alex Minassian, è stato arrestato. Secondo un testimone, l’uomo ha guidato per centinaia di metri “falciando le persone una a una”.

Il furgone bianco, preso a noleggio, ha improvvisamente superato la barriera che separa la strada dall’area pedonale e ha travolto le persone sul marciapiede. Nei concitati momenti seguiti alla diffusione della notizia, la polizia ha invitato tutti a stare lontani dalla zona dell’incidente, mentre le autorità cittadine hanno fermato la linea della metropolitana che passa nella zona.

Il movente del gesto non è ancora chiaro. Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista, anche se la polizia ha affermato che “al momento non c’è alcuna connessione con un possibile atto di terrorismo“. Intanto il premier canadese, Justin Trudeau, ha parlato di “atto folle” ed espresso vicinanza alle vittime: “I nostri pensieri sono con tutte le persone colpite”. E, rivolgendosi ai parlamentari, ha detto: “Avremo più informazioni da condividere con i canadesi nelle prossime ore”.

L’autista, residente a Richmond Hill nella periferia Nord di Toronto, è stato fermato dopo un tentativo di fuga. “C’era un poliziotto e l’uomo aveva una pistola in mano“, ha raccontato un passante che ha assistito alla scena. Il conducente ha quindi gettato a terra l’arma ed è stato arrestato. Minassian è uno studente di origine armena del Seneca College di Toronto. A differenza di quanto riportato da alcuni media, l’uomo non era noto alle forze dell’ordine canadesi e avrebbe ricercato sul web notizie sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California, quando un ragazzo di 22 anni investì e uccise sei persone.

canada furgone

 

 

 
  

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Tgcom

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​Canada, furgone investe pedoni a Toronto. I media: “5 morti”. Arrestato l’uomo alla guida

La notizia delle 5 vittime non ha conferme ufficiali. La polizia parla di 8-10 persone investite. Testimoni riferiscono di un gesto intenzionale, ma la natura dell’incidente non è stata al momento chiarita. Nella città si svolge il G7 dei ministri degli Esteri

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Un furgoncino bianco ha investito un gruppo di pedoni a Toronto, dove è in corso il G7 dei ministri degli Esteri. Secondo la polizia, sono rimasti feriti tra 8 e 10 pedoni, ma non si conoscono le loro condizioni. E i media locali parlano di 5 morti, al momento senza conferma ufficiale. L’uomo alla guida ha tentato la fuga ma è poi stato arrestato dalla polizia. Non è chiara al momento la natura dell’incidente. Secondo alcuni testimoni, citati dai media canadesi, l’uomo avrebbe estratto una pistola una volta raggiunto e circondato dalla polizia. Sarebbe però stato arrestato senza che sia stato sparato alcun colpo. La polizia ha chiuso le due strade al cui incrocio c’è stato l’incidente, Yonge Street e Finch Avenue.  Sembra che il furgone fosse stato preso a noleggio.

La dinamica dei fatti Secondo una prima ricostruzione, il furgone bianco ha improvvisamente superato la barriera che separa la strada dall’area pedonale e ha travolto le persone sul marciapiede. Il guidatore avrebbe guidato per centinaia di metri colpendo le persone una ad una, a riferito un testimone alla Cnn. La polizia ha invitato a restare lontani dalla zona, mentre le autorità cittadine hanno fermato la linea della metropolitana che passa nei pressi.  Farnesina al lavoro per verificare coinvolgimento connazionali In questi giorni a Toronto si svolgono i lavori del G7 dei ministri degli Esteri. L’Unità di crisi della Farnesina è a lavoro e verifiche sono in corso sui fatti e sull’eventuale coinvolgimento di connazionali.

Trudeau: i nostri cuori sono rivolti alle persone coinvolte Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha così commentato ai giornalisti: “Ovviamente stiamo seguendo la situazione a Toronto. I nostri cuori sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti, ovviamente sapremo più cose e avremo altro da dire nelle prossime ore”.

 
  

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Rai News

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Esplode un motore sul volo New York-Dallas: un morto e sette feriti

Ancora ignote le cause dell’incidente del Boeing 737 della Southwest Airlines

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Un morto e sette feriti, tra cui una donna che ha rischiato di essere risucchiata fuori dal finestrino ed è stata trattenuta dagli altri passeggeri: è il bilancio dell’incidente aereo che ha coinvolto un Boeing 737 della Southwest Airlines, costretto ad un drammatico atterraggio di emergenza all’aeroporto di Filadelfia dopo che uno dei due motori è esploso in aria danneggiando con i suoi frantumi un finestrino, le ali e la fusoliera.

Si tratta della prima vittima in un incidente riguardante una compagnia aerea Usa dal 2009.

L’aereo era partito dal Laguardia di New York ed era diretto a Dallas, con a bordo 143 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio.

Ad un certo punto si è sentito un botto: era l’esplosione del motore sinistro, che poi si è parzialmente staccato. Sono seguite scene di panico, come documentano anche i video postati su Fb da alcuni viaggiatori. “Tutti sono impazziti, e gridavano, urlavano”, ha riferito alla Cnn un passeggero, Marty Martinez.

La rottura dell’oblo ha causato la depressurizzazione della cabina e la donna seduta accanto al finestrino è stata quasi aspirata all’esterno ma i suoi vicini l’hanno tenuta per le mani e l’hanno riportata dentro. Intanto dall’alto scendevano le maschere per l’ossigeno e i piloti davano le istruzioni per l’atterraggio di emergenza, avvenuto in sicurezza, nonostante un piccolo incendio per la perdita di carburante, domato prontamente dai vigili del fuoco. Alla fine un piccolo miracolo visti i danni riportati dal velivolo.

“L’intera famiglia della Southwest è devastata e porge la sua più profonda e sentita solidarietà ai clienti, ai dipendenti, ai familiari e alle persone care colpiti da questo tragico evento”, ha scritto in un comunicato la compagnia aerea, le cui azioni hanno subito perdite in Borsa di oltre il 3%, poi contenute a -1,1% in chiusura.

I motori del Boeing 737 sono costruiti dalla Cfm international, una società franco-americana controllata da Safran e General Electric. Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate.

 
  

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