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Medicina

Vaccini, il decreto sull’obbligo pubblicato in Gazzetta il 6 giugno

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È attesa per il 6 giugno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo di uno dei decreti più discussi d’Italia, quello sulle vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione a #scuola . È il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che venerdì scorso ha partecipato al Festival dell’Economia di Trento, a ricordare che il decreto non è scomparso, come qualcuno aveva provocatoriamente insinuato: “È al Quirinale e arriverà martedì. Ci sarà anche una presentazione tecnico-scientifica per dare le istruzioni alle famiglie e alle istituzioni”. Preannunciato anche un vademecum per supportare nel passaggio alle nuove norme le famiglie, gli istituti e le aziende sanitarie.

Il decreto

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 maggio scorso, il decreto legge rende obbligatorie 12 vaccinazioni: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite virale B (già obbligatorie), anti-pertosse, anti-meningococco B e C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e il vaccino contro l’Haemophilus influenzae.

La mancata presentazione della documentazione di vaccinazione completa preclude l’iscrizione dei bambini da 0 a 6 anni a asili nido e scuole materne pubblici, mentre per i più grandi (dai 6 ai 16 anni) è garantito l’accesso alla scuola dell’obbligo, ma scatteranno per le famiglie una serie di sanzioni.

A seguito della segnalazione degli istituti scolastici, che saranno costretti dalla legge a notificare alle Asl l’eventuale infrazione, le famiglie che non avranno fatto vaccinare i propri figli verranno contattate dalle aziende sanitarie locali, per concordare un periodo per effettuare la vaccinazione.

In caso di inadempienza, i genitori potranno andare incontro a multe dai 500 ai 7500 euro e alla segnalazione al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della patria potestà.

Il decreto sarà in vigore già dal prossimo anno scolastico ma, aveva chiarito poco tempo fa Lorenzin, è prevista una norma transitoria per questa fase del 2017, che eviterà qualsiasi tipo di problema burocratico alle famiglie, alle Asl e alle scuole”.

 

Il vademecum

Il Ministro della Salute informa anche che sarà reso disponibile un vademecum su modalità e tempi per mettersi in regola: “Faremo delle schede in cui daremo tutte le informazioni ai genitori sui tempi, sulle modalità, sul certificato, su come farlo. Avremo un incontro con le regioni, per cercare di uniformare al massimo il servizio regione per regione”.

 

Il plauso dell’Oms

Suzanna Jakab, direttore per l’Unione Europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato in un’intervista: “L’Oms approva le recenti iniziative italiane del ministro Lorenzin: siamo pronti a sostenerla nel suo lavoro e felici di conoscere il nuovo Piano vaccinale 2017-2019, che identifica l’eradicazione del morbillo e della rosolia come un obiettivo politico del Paese”.

 

Le proteste

Intanto in 21 città italiane sono scesi in piazza migliaia di free-vax, termine con cui vogliono essere indicati i movimenti che non sono contro le vaccinazioni, ma contro un decreto che ritengono un autentico ricatto che mina la libertà di scelta delle famiglie nei confronti di un dispositivo medico. Il Corriere della Sera riporta le parole di alcuni nanifestanti di Trento:“Non chiamateci anti-vax, non siamo antivaccinisti. Chiediamo semplicemente trasparenza e tutela per tutti, controlli sulla composizione dei vaccini, analisi pre-vaccinali, un ragionamento complessivo sull’individualità di ogni bambino, corretta informazione, riconoscimento a sostegno delle vittime di danno vaccinale, analisi post-vaccinali”.

Tra loro anche Dario Miedico, radiato da poco dall’Ordine dei Medici di Milano per le sue posizioni sui #vaccini .

Alle proteste dei manifestanti risponde il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, che già in passato aveva ricevuto minacce per le sue posizioni: “Credo che siano manifestazioni assolutamente legittime, frutto del fatto che la gente si occupa della questione. Questo è bellissimo, però sono profondamente sbagliate. Spiace. I vaccini hanno salvato milioni di vite, dobbiamo continuare a vaccinare. Con le campagne anti-vaccinazioni si sono ripresentate malattie che erano sotto controllo, mentre di uno a un milione è la possibilità di avere una reazione negativa alla vaccinazione. Se avete cari da proteggere, anche anziani, vaccinateli. È l’atto più amorevole che potete fare”.





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Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

L’allarme dei chirurghi: “siamo troppo pochi, con quota 100 diventeremo dei panda”

Vi è un salto di due generazioni e i pochi giovani che scelgono come specializzazione “chirurgia” spesso non rimangono in Italia. Il 55% degli specialisti ha tra i 50 e i 59 anni e in tutto il Paese sono 7500

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A lanciare l’allarme ci pensa Pierluigi Marini, professore di chirurgia mini-invasiva alla Sapienza di Roma, direttore dell’Uoc di chirurgia al San Camillo e presidente dell’Acoi, associazione dei chirurghi ospedalieri, che, in un’intervista al Mattino, annuncia che ci sarà il deserto nelle sale operatorie.

Il 55% degli specialisti si trova in una fascia di età fra i 50 e i 59 anni. Sa quanti sono i chirurghi in attività oggi in Italia? Sono 7.500 e già viviamo una serie di criticità negli ospedali. Ora di questi circa 1.700 stanno per lasciare perché a fine carriera e altri 1500 potrebbero optare per l’uscita con la finestra di quota 100. C’è un salto di due generazioni: è semplicemente drammatico“.
Diventano conclamate una serie di criticità che si osservavano da tempo, spiega Marini: blocco del turnover, riduzione dell’attività ambulatoriale, taglio dei posti letto.

Sui motivi per cui mancano i chirurghi, il professore spiega:”Su una platea media di 17 mila neolaureati solo 90, dico 90, scelgono come prima opzione la specializzazione in chirurgia. Non è solo questione di fatica. Oggi un giovane medico è preoccupato per i rischi professionali legati a eventuali azioni giudiziarie per colpa medica. Poi ci sono le difficoltà di accesso alla professione e il problema della formazione“.

Il presidente dell’Acoi assiste con “rabbia” a questo declino, quando “noi in Italia abbiamo inventato la grande tradizione chirurgica europea“.
Oltre a questo l’Italia “non è attrattiva” per i giovani “perché il sistema non premia il merito, perché gli stipendi sono bassi e perché il chirurgo opera con la spada di Damocle“.





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Globalist

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Medicina

Vaccini, da oggi senza certificato non si entra a nidi e materne

Termina la proroga per chi ha presentato l’autocertificazione. Ma in tutta Italia ci dovrebbero essere solo pochi casi

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Ce ne sono 120 che rischiano di essere esclusi a Cesena, altri 300 in bilico in Friuli Venezia Giulia, oltre a una serie di gruppetti che potrebbero smettere di frequentare nidi e materne sparsi in altre città italiane. Oggi è l’ultimo giorno disponibile per documentare l’avvenuta vaccinazione dei figli da parte dei genitori che nel settembre dell’anno scorso li avevano iscritti grazie a una autocertificazione.

La ministra alla Salute Giulia Grillo non ha concesso la nuova proroga per decreto che le aveva chiesto il ministro dell’Interno Matteo Salvini e così chi non è in regola e ha tra 0 e 6 anni rischia di essere allontanato da scuola. Il decreto legge Lorenzin dell’estate 2017 prevederebbe anche la multa per chi frequenta la scuola dell’obbligo e quindi ha tra 7 e 16 anni, ma per ora questa sanzione non è praticamente mai stata applicata.

L’odiata norma (dalla maggioranza) resta comunque in vigore e Grillo ne ha definitivamente preso atto. Ora si cerca di fare prima possibile la nuova legge, alla quale sta lavorando il Parlamento e che dovrebbe essere pronta tra poco, anche prima dell’estate. Si tratta del testo in base al quale entrerebbe in vigore l'”obbligo flessibile”, che cioè scatta se ci sono epidemie o coperture troppo basse.

A rischiare l’esclusione da nidi e materne non sarebbero comunque tanti bambini. Intanto molti no-vax avevano già deciso di tenere a casa i figli, e poi le Regioni in questi mesi hanno affinato i sistemi di controllo. Ce ne sono alcune, come la Toscana e il Lazio ad esempio, dove è attiva un’anagrafe vaccinale informatizzata, che permette di conoscere in tempo reale la situazione di ogni alunno. Le verifiche sull’autocertificazione di settembre in certi casi sono quindi state fatte molto velocemente e se qualcuno eventualmente si è messo in regola dopo, il sistema ha già inserito l’avvenuta vaccinazione. Così non c’è bisogno che i genitori portino i documenti alle scuole. Anche le Regioni senza anagrafe informatica, comunque, in questi mesi hanno fatto controlli.

La maggiore organizzazione del sistema va di pari passo con un aumento delle coperture, soprattutto tra i più piccoli. I dati definitivi su tutto il Paese arriveranno presto, ma intanto quelli di cinque grandi Regioni, dove risiedono circa la metà degli italiani, parlano dell’immunità di gregge al 95% raggiunta o in certi casi nettamente superata.

Si riduce quindi il numero dei no-vax e di coloro che, anche per ragioni diverse alla diffidenza verso questo tipo di prevenzione sanitaria, non hanno vaccinato i figli. I presidi, che già avevano chiesto di non prorogare il termine per la presentazione dei documenti, hanno ribadito che da oggi chi non è in regola non potrà entrare. “Applicheremo semplicemente la legge”, hanno spiegato dall’Associazione nazionale di categoria.

Oggi nelle varie scuole capiranno quanti sono stati i no-vax che hanno sfruttato la possibilità di autocertificare anche nel settembre scorso per iscrivere i figli e iniziare comunque l’anno, contando magari su una nuova proroga. Che poi non è arrivata perché la ministra Cinquestelle ha deciso di andare avanti, per ora, con il decreto Lorenzin.





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La Repubblica

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Medicina

Facebook mette al bando i post no-vax

Il social network bloccherà i post e le fake news sulle vaccinazioni e promuoverà contenuti verificati dell’Oms. Stop alla disinformazione su Instagram

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Facebook metterà al bando post e contenuti no-vax. Lo ha annunciato Monika Bickert, vice presidente responsabile delle politiche globali, , illustrando i passaggi della “strategia d’attacco” sulla newsroom del social network.

Facebook si prefissa di ridurre “il ranking dei gruppi e delle pagine che diffondono informazioni errate sulle vaccinazioni in News Feed e Search. Questi gruppi e pagine non saranno inclusi nelle raccomandazioni o nelle previsioni quando digiti nella ricerca”.

In secondo luogo il social s’impegna a cercare, individuare ed eliminare annunci no-vax. “Abbiamo anche rimosso le relative opzioni di targeting, come “controversie sui vaccini”. Per gli account pubblicitari che continuano a violare le nostre norme, potremmo adottare ulteriori provvedimenti, come la disattivazione dell’account pubblicitario” continua a spiegare la Bickert.

Inoltre Facebook non mostrerà o raccomanderà contenuti che riportano informazioni errate sulle vaccinazioni nella sezione “cerca” o in quella degli hashtag di Instagram.

I protocolli per identificare le notizie false si baseranno sulle informazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità e dai centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Se una possibile fake news corrisponde a questi criteri, allora Facebook agirà contro di essa.

Oltre a un’azione di pulizia, come ha fatto pure Pinterest, Facebook controbatterà ai no-vax dando spazio alle informazioni corrette.

Stiamo esplorando i modi per fornire alle persone informazioni più accurate, dalle organizzazioni di esperti sui vaccini, in cima ai risultati per le ricerche correlate, su pagine che ne discutono e sugli inviti a partecipare ai gruppi sull’argomento”, conclude Monika Bickert.





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Wired

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5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

thumb Susy Barini
12/30/2017

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