Vaccini, serviranno almeno 200mila dosi entro settembre

Il ministero della Salute ha pubblicato le coperture vaccinali 2016. Secondo le quali, per rispettare il decreto, servono 192mila dosi entro settembre

La stima è assolutamente al ribasso. Le 192mila dosi di vaccino necessarie riguardano infatti solamente i nati nel 2014. E fanno riferimento alle coperture a 24 mesi nel 2016, i cui dati sono stati rilasciati oggi dal ministero della Salute. Ma aiutano a dare l’idea delle dimensioni del fenomeno.

Per capire meglio i termini della questione, occorre rifarsi al testo del decreto appena entrato in vigore, che prevede nuovi obblighi vaccinali sulla base degli anni di nascita, a partire dal 2001. Intanto, tutti devono aver fatto il vaccino esavalente (difterite, tetano, pertosse, epatite B, Hib e poliomielite) e il trivalente (morbillo, parotite e rosolia). I nati dal 2012 al 2016 devono aggiungere anche l’antimeningococco di tipo C. Quelli venuti al mondo nel 2017 dovranno essere vaccinati anche contro la varicella e il meningococco di tipo B.

Ora il ministero ha rilasciato i dati sulle coperture vaccinali relativi al 2016. E Wired, così come aveva fatto per l’inchiesta Vaccini d’Italia, ha preso in considerazione quelle a 24 mesi.

Nello specifico, si tratta della percentuale di bambini nati nel 2014 che hanno effettuato le vaccinazioni. L’età è scelta perché entro i due anni i piccoli hanno ricevuto almeno una dose di tutti i vaccini divenuti ora obbligatori. O almeno, dovrebbero, visto che le coperture sono lontane dall’obiettivo del 95% contenuto nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale.

Incrociando i dati delle coperture, forniti a livello regionale con l’eccezione del Trentino per cui fanno riferimento alle provincie autonome, con il numero di nati vivi nel 2014 messi a disposizione da Istat, Wired ha provato a calcolare quante dosi di vaccino servano per immunizzare i bambini che ancora mancano all’appello.

Vale la pena di ripetere che si tratta solo dei nati nel 2014. Per un totale bisognerebbe aggiungere anche quelli nati negli anni precedenti. E nei successivi, anche se per questi ancora mancano le coperture. Ma insomma, per vaccinare i bimbi classe 2014 ci sarebbe bisogno di 192mila dosi, suddivise come mostra questa infografica:

Il dato peggiore riguarda la meningite di tipo C. Ci sono 97mila bimbi nati nel 2014 che non sono stati vaccinati. Per quanto riguarda morbillo, parotite e rosolia, le Asl dovranno somministrare 63mila dosi. Mentre per l’esavalente, serviranno 32mila siringhe.

Non deve invece stupire più di tanto il dato relativo alle singole regioni. Quelle in cui è maggiore il numero di bimbi da vaccinare (Campania, Sicilia, Lombardia e Lazio) sono anche le più popolose. E leggendo i dati in valori assoluti è ovvio che sia così. E allora perché presentarlo in questo modo?

Perché così è possibile quantificare lo sforzo che le aziende sanitarie locali dovranno compiere per vaccinare i nati nel 2014. La legge dice che dovranno essere vaccinati entro il 10 settembre, altrimenti non potranno iscriversi al nido. In alternativa, dovranno certificare di aver preso un appuntamento per essere vaccinati. E comunque dimostrare di averlo fatto entro il 10 marzo del prossimo anno.

Tutto questo per dire che rimane aperto un interrogativo. Tenendo conto che queste 192mila dosi di vaccino riguardano solo i nati nel 2014, ma il decreto è rivolto ai nati dal 2001 in poi, le Asl riusciranno a vaccinare tutti coloro che mancano all’appello in tempi ragionevoli? Oppure il rischio è che si ingolfino, rallentando l’aumento delle coperture vaccinali?

     
 
 

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Crediti :

Wired

Categorie
Medicina

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma.
Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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