Varg (racconto)

Varg


NON C’ E’ NIENTE CHE FUNZIONI,
L ‘INGRANAGGIO E’ UN MOMENTO DI STASI
FRA IL DRAMMA E L’ ESTASI
LA PAZZIA E’ CERCARE IL SENSO NEL MECCANISMO
(o il meccanismo nel senso N.d.Varg)

…non c’ è niente di più bello delle cattedrali vuote.
Le ali di pietra che non hanno mai volato, gli sguardi spenti degli idoli inesistenti, immortali.

Vago, sento la vita nel palato, mi inebrio del vecchio, antico odore di muffa.

L ‘odore del tempo o la puzza di pochi?
Qualcosa di riservato?

Oh! No davvero! La strada di sempre!

Quanti verbi urlati,
ripetuti dall’eco,
dai profeti mangiati.

Se solo riuscissi a percepire dov’è.
Dov’è andato il lupo?

Era qui un attimo fa! Poi…

Varg! Vaaarg! Dove sei?
Il mio cuore potrebbe esplodere, i battiti salire alle stelle. Se solo potesse battere, il mio cuore, sarebbe il suono, un richiamo.
Perchè tu mi hai perso, vero Varg?

Questo luogo è immenso!
Diventa sempre più grande!
Da quanto sono qui? Anni, giorni? secondi? E… che differenza fa: io sono qua e ti cerco.
Io sono qua e qualcuno cerca me.

Perchè quest’affanno? Queste lacrime, perchè?


Già! Le cattedrali vuote e la melma, conosco solo il bosco e, mi perdo nei sentieri! Non mi fido!

Non mi fido dei sentieri!
Qualcuno li ha messi li per meglio mangiarci!

Eternamente me stesso, lupo, vampiro. Espressione dell’ego, gioco. Le antiche corti e le feste al castello!
Che sete, unica, preziosa, rara: che sete!
Mi sento smarrito! Quindi vivo e so di farlo da sempre!

Varg! Dove sei? Dannata bestia che si clona!

Ho sete maledizione! Me stesso! Me stesso! Mi senti mondo? Io sono te! Il mio vagare e il ripetere del tuo moto assurdo, caotico, inclinato!

Dietro le mura del castello!
Luna! Maledetta Luna dalla faccia nascosta!
Mi abbagli più dell’alba!


Tutti i progetti sono senza senso,mai accaduti, meravigliosi, irripetibili.

Attimo, vampiro che ritorni, ai suoni ai suoni del tramonto, quando le ombre diventano lunghe e le campane assordanti rintoccano fuori tempo, ti avvolgono.

Mantello ricordo il mantello fluido luccicante sulle spalle.

I rumori i rumori, le risate, mio lupo! Mio lupo!
La rincorsa dei normali, la gente, quelli che chiamano “umani” sono gia sobri di sangue.

Bellissimi, sozzi puritani e sozzi!

Eccomi, non mi fermo perchè sono la vita

Eccomi conosco la mutazione con lo stesso profumo di quando ero bambino.

Io corro e tutto si dissipa
il mondo coagula.

Tutto Regolare
mi rifletto nello specchio!

Varg! Mio lupo!
Che occhi grandi che hai!

Testi di Marco Dimitri
Nelle foto: Marco Dimitri

 

Categorie
Poesie Espressioni Deliri

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
Nessun Commento

Replica al Commento

Per commentare come utente registrato puoi connetterti tramite:




*

*

Lista Siti fake
Preti Pedofili
Libere Donazioni
Ultimi Commenti

TI POTREBBE INTERESSARE