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PRETI PEDOFILI

Vittima di un prete pedofilo: ‘Il Papa conferma Sepe? E io inizio lo sciopero della fame’

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Non si placano le polemiche dopo la decisione di papa Francesco di concedere “almeno altri due anni” di proroga al cardinale Crescenzio Sepe alla guida dell’arcidiocesi di Napoli. Il ministero di Sepe sarebbe dovuto scadere il prossimo 2 giugno, al compimento dei 75 anni di età, ma il pontefice, che nella #Chiesa è un monarca assoluto, ha il potere di prorogare questo termine. Diego Esposito, nome di fantasia che lui stesso si è dato, 41 anni, sposato e con tre figli, ha deciso di entrare in sciopero della fama per protestare contro questa scelta del Papa. Esposito, infatti, accusa da anni Sepe di aver coperto un presunto prete #pedofilo , don Silverio Mura, che avrebbe abusato di lui e di molti altri quando erano solo ragazzini.

Diego ha scritto una e-mail al segretario del Papa per annunciargli che è disposto anche a lasciarsi morire se Sepe non sarà rimosso. “Il Papa conferma il cardinale Sepe per altri due anni dandogli fiducia. – scrive Esposito –  Con questo traggo la conclusione che un cardinale che ha protetto un prete pedofilo, don Silverio Mura, viene premiato. Ora pero voglio mettere fine a tutto ciò: sono stanco e offeso da tutto e da tutti nella Chiesa. Inizierò nuovamente lo sciopero della fame fino alla fine se ne sarà necessario e questa volta non terrò in considerazione nessuna telefonata, ma solo fatti scritti e concreti. Se mai mi dovesse accadere qualcosa la colpa questa volta sarà solo e esclusivamente del papa Francesco che premia i cardinali protettori dei preti pedofili invece di dare ascolto a noi vittime.”

Eppure un anno fa Diego ebbe rassicurazioni da monsignor Angelo Becciu, sottosegretario per gli Affari Generali della Santa Sede, il quale, a nome di papa Francesco garantì che “che sarebbe intervenuto personalmente sulla Congregazione della dottrina della fede e sulla Curia di Napoli, sollecitando una rapida chiusura dell’inchiesta aperta due anni fa a carico di don Silverio Mura.” Non risulta che Becciu sia mai intervenuto sulla vicenda in modo fattivo, mentre il cardinale Sepe è stato premiato con la proroga nell’incarico.

Diego aveva tredici anni quando subì la sua prima violenza. Nel 2010 denunciò don Silverio, mentre il procedimento aperto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’unico organismo che ha il potere di ridurre allo stato laicale un sacerdote che si sia macchiato di reati gravi come la #pedofilia , è stato chiuso nel 2016 per mancanza di prove. Nel 2015 Diego era stato convocato in Curia per essere sottoposto ad una perizia psichiatrica, ma gli era stata negata possibilità di farsi accompagnare un medico di sua fiducia, dunque non se ne fece nulla. Per la giustizia italiana, invece, i reati sono da tempo prescritti.

Due giorni fa, il Papa, incontrando Sepe, non avrebbe fatto cenno al caso. Anzi, recita il comunicato della Curia partenopea, il pontefice “con parole affettuose e di apprezzamento del lavoro svolto in questi anni dal Cardinale Sepe lo ha invitato a continuare “almeno per altri due anni”, confermandogli, quindi, la propria fiducia e rinnovandogli il mandato pastorale.” Parole che hanno offeso ed indignato Diego il quale promette di lasciarsi morire se il Papa non risponderà al suo appello.

 
  

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SULLA PEDOFILIA ,LA CHIESA .E’ DAVVERO COMPLICE 🙁

PRETI PEDOFILI

Prete pedofilo Don Giovanni Trotta condannato a 18 anni di carcere

Trotta, ridotto allo stato laicale già nel 2012 proprio per ragioni correlate ad abusi su minori, è stato condannato un anno fa con il rito abbreviato alla pena di 8 anni di reclusione

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Il Tribunale di Foggia ha condannato alla pena di 18 anni di reclusione e 120mila euro di multa l’ex sacerdote 57enne Giovanni Trotta, imputato per violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e adescamento di minori ai danni di 9 minorenni di età compresa, all’epoca dei presunti abusi, fra i 12 e i 13 anni. La Procura di Bari, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto la condanna a 21 anni di reclusione. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.

I fatti contestati risalgono al 2014. Trotta, ridotto allo stato laicale già nel 2012 proprio per ragioni correlate ad abusi su minori, è stato condannato un anno fa con il rito abbreviato alla pena di 8 anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di un altro 11enne ed è tuttora in carcere per entrambe le vicende.

ANSA

 

IL CASO DON GIOVANNI TROTTA

 

 
  

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PRETI PEDOFILI

Arcivescovo condannato per aver insabbiato gli abusi di un prete pedofilo

E’ la prima volta che un così alto prelato cattolico viene condannato per questo reato

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L’arcivescovo australiano Philip Wilson rischia di scontare due anni di carcere per aver coperto un prete pedofilo che aveva abusato sessualmente di alcuni minori.

Il 67enne è stato condannato dal tribunale di Newcastle, a nord di Sidney, nonostante si fosse sempre dichiarato non colpevole.

E’ la prima volta al mondo che un così alto prelato cattolico viene condannato per questa tipologia di reato.

 

 
  

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Pourfemme

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PRETI PEDOFILI

Lecce: accuse di pedofilia su bimbo di 9 anni, denunciato un sacerdote

È stata depositata nei giorni scorsi una querela per presunti abusi sessuali ai danni di un ragazzino che all’epoca dei fatti aveva nove anni

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Destinatario della querela un sacerdote della diocesi di Lecce, don Carmelo Rampino, che secondo il racconto della presunta vittima, approfittando della fragilità del ragazzino che a seguito del divorzio della madre aveva lasciato il papà per tornare con lei a vivere nel leccese, avrebbe da prima sostituito la figura paterna, ammiccandosi la madre, aiutandolo negli studi e assecondando quello che era all’epoca un suo grande desiderio, diventare un sacerdote.

Stando al racconto di Paolo (nome di fantasia) gli abusi si sarebbero protratti fino ai sedici anni quando il ragazzo decide di fuggire all’estero e provare a rifarsi una propria vita. Si sposa, ha dei figli, sembra essersi lasciato tutto alle spalle ma invece, nel 2016, proprio il giorno del suo anniversario di matrimonio scatta qualcosa e il passato riemerge in modo devastante costringendo Paolo ad un ricovero, a seguito del quale anche la moglie viene a conoscenza del triste passato del marito.

Nei giorni scorsi, oltre alla formale querela formulata dalla Rete L’ABUSO e depositata attraverso i canali diplomatici in quanto Paolo attualmente residente all’estero, sono state inviate anche rispettive messe in mora, la prima nei confronti del sacerdote Rampino Carmelo, la seconda nei confronti della diocesi di Lecce, responsabile civile.

L’Ufficio di Presidenza

 

 
  

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